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art. 66 - Pluralità di azioni nei confronti della controparte (2014)

Art. 66 - Pluralità di azioni nei confronti della controparte - codice deontologico forense (2014)


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Abuso del processo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 148Abuso del processo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 148
Divieto di abuso del processo e plurime azioni promosse per conto di soggetti diversi nei confronti del medesimo convenuto L’avvocato non deve aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte, quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf). Deve peraltro escludersi che costituisca violazione del predetto divieto la proposizione, da parte del medesimo difensore, di distinte domande -quand’anche assimilabili per causa petendi e petitum – per conto di soggetti diversi ed in tempi differenti, giacchè l’esercizio di autonome azioni volte ad esercitare singoli diritti tutelabili da plurimi individui non configura di per sè comportamento vessatorio (Nel caso di specie, il professionista agiva separatamente nei confronti di un medesimo convenuto per conto di un condominio e di due singoli condomini, con distinti ricorsi aventi per oggetto la medesima domanda, ovvero la...
avvocato - non deve abusare del processo con onerose o plurime iniziative giudiziali ingiustificate - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 961 del 17 gennaio 2017avvocato - non deve abusare del processo con onerose o plurime iniziative giudiziali ingiustificate - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 961 del 17 gennaio 2017
L’avvocato non deve abusare del processo con onerose o plurime iniziative giudiziali ingiustificate - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 961 del 17 gennaio 2017 L’avvocato non deve aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte, quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (Nel caso di specie, l’avvocato depositava, nella medesima udienza, plurimi atti di intervento per gli stessi creditori che ben avrebbero potuto essere ricompresi in unico atto. In applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso avverso Consiglio Nazionale Forense -pres. f.f. Logrieco, rel. Siotto- sentenza del 7 marzo 2016, n. 34). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 961 del 17 gennaio 2017...
Divieto di abuso del processo e plurime azioni promosse per conto di soggetti diversi nei confronti del medesimo convenuto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 148Divieto di abuso del processo e plurime azioni promosse per conto di soggetti diversi nei confronti del medesimo convenuto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 148
Divieto di abuso del processo e plurime azioni promosse per conto di soggetti diversi nei confronti del medesimo convenuto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 148 L’avvocato non deve aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte, quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf). Deve peraltro escludersi che costituisca violazione del predetto divieto la proposizione, da parte del medesimo difensore, di distinte domande -quand’anche assimilabili per causa petendi e petitum – per conto di soggetti diversi ed in tempi differenti, giacchè l’esercizio di autonome azioni volte ad esercitare singoli diritti tutelabili da plurimi individui non configura di per sè comportamento vessatorio (Nel caso di specie, il professionista agiva separatamente nei confronti di un medesimo convenuto per conto di un condominio e di due singoli condomini, con...
Esecuzione presso terzi “a tappeto” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 66Esecuzione presso terzi “a tappeto” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 66
L’esecuzione presso terzi “a tappeto” non integra, di per sé, illecito disciplinare Non vìola il codice privacy (in quanto costituisce adempimento di un obbligo, al quale va quantomeno equiparato quello dell’esercizio del diritto), né è deontologicamente rilevante (in quanto non sussiste violazione dei doveri di correttezza e riservatezza) il comportamento dell’avvocato che, sulla base delle informazioni acquisite nell’espletamento del proprio mandato, notifichi atto di pignoramento presso terzi a plurimi presunti “debitores debitoris”, tra cui genitori, parenti e altri familiari della propria controparte, ove ciò corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già 49 cdf) (Nel caso di specie, il professionista veniva sottoposto a procedimento disciplinare con l’accusa di aver attivato una procedura di pignoramento presso terzi nei confronti di molteplici soggetti, tra cui diversi familiari del debitore, al solo asserito scopo di divulgare presso i...
Il compimento di plurimi tentativi di pignoramento non integra, di per sé, illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 giugno 2018, n. 65Il compimento di plurimi tentativi di pignoramento non integra, di per sé, illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 giugno 2018, n. 65
Il compimento di plurimi tentativi di pignoramento non integra, di per sé, illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 giugno 2018, n. 65 Non è deontologicamente rilevante il comportamento dell’avvocato che richieda l’esecuzione di plurimi pignoramenti, ove ciò corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già 49 cdf), ovvero propria qualora si tratti di credito professionale (Nel caso di specie, l’incolpato era stato sanzionato in primo grado “per aver posto in essere nei confronti della propria assistita, plurime azioni esecutive, tra cui quelle mobiliari con asporto dei beni, aggravandone la posizione debitoria”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha accolto il ricorso annullando la sanzione disciplinare). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 giugno 2018, n. 65...
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 236Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 236
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 236 Il divieto deontologico di aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf) deve essere interpretato nel senso che l’espressione “iniziative giudiziali” si riferisce a tutti gli atti aventi carattere propedeutico al giudizio esecutivo, suscettibili di aggravare la posizione debitoria della controparte, e quindi anche agli atti di precetto, pur non costituenti atti di carattere processuale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 236...
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217 Il divieto deontologico di aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf) deve essere interpretato nel senso che l’espressione “iniziative giudiziali” si riferisce a tutti gli atti aventi carattere propedeutico al giudizio esecutivo, suscettibili di aggravare la posizione debitoria della controparte, e quindi anche agli atti di precetto, pur non costituenti atti di carattere processuale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217...
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223 Il divieto deontologico di aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf) deve essere interpretato nel senso che l’espressione “iniziative giudiziali” si riferisce a tutti gli atti aventi carattere propedeutico al giudizio esecutivo, suscettibili di aggravare la posizione debitoria della controparte, e quindi anche agli atti di precetto, pur non costituenti atti di carattere processuale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223...
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017 Il divieto deontologico di aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf) deve essere interpretato nel senso che l’espressione “iniziative giudiziali” si riferisce a tutti gli atti aventi carattere propedeutico al giudizio esecutivo, suscettibili di aggravare la posizione debitoria della controparte, e quindi anche agli atti di precetto, pur non costituenti atti di carattere processuale (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso avverso Consiglio Nazionale Forense – pres. f.f. Picchioni, rel. Sorbi, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017...
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16691 del 6 luglio 2017Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16691 del 6 luglio 2017
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16691 del 6 luglio 2017 Il divieto deontologico di aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf) deve essere interpretato nel senso che l’espressione “iniziative giudiziali” si riferisce a tutti gli atti aventi carattere propedeutico al giudizio esecutivo, suscettibili di aggravare la posizione debitoria della controparte, e quindi anche agli atti di precetto, pur non costituenti atti di carattere processuale (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso avverso Consiglio Nazionale Forense – pres. f.f. Picchioni, rel. Sorbi, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16691 del 6 luglio 2017...
L’esecuzione presso terzi “a tappeto” non integra, di per sé, illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 66L’esecuzione presso terzi “a tappeto” non integra, di per sé, illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 66
L’esecuzione presso terzi “a tappeto” non integra, di per sé, illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 66 Non vìola il codice privacy (in quanto costituisce adempimento di un obbligo, al quale va quantomeno equiparato quello dell’esercizio del diritto), né è deontologicamente rilevante (in quanto non sussiste violazione dei doveri di correttezza e riservatezza) il comportamento dell’avvocato che, sulla base delle informazioni acquisite nell’espletamento del proprio mandato, notifichi atto di pignoramento presso terzi a plurimi presunti “debitores debitoris”, tra cui genitori, parenti e altri familiari della propria controparte, ove ciò corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già 49 cdf) (Nel caso di specie, il professionista veniva sottoposto a procedimento disciplinare con l’accusa di aver attivato una procedura di pignoramento presso terzi nei confronti di molteplici soggetti, tra cui diversi...
L’illegittimo frazionamento del credito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2015, n. 244L’illegittimo frazionamento del credito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2015, n. 244
L’illegittimo frazionamento del credito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2015, n. 244 Pone in essere un comportamento contrario ai doveri di probità e decoro di cui all’art. 66 ncdf (già art. 49 cdf – “Pluralità di azioni nei confronti della controparte”) l’avvocato che abusi degli strumenti processuali che l’ordinamento offre alla parte nei limiti di una corretta tutela del suo interesse sostanziale, intraprendendo plurime e più onerose iniziative giudiziarie di recupero del credito, così aggravando la posizione del debitore, senza che ciò corrisponda ad effettive ragioni di tutela dei diritti del proprio assistito (Nel caso di specie, il professionista aveva introdotto distinti procedimenti monitori nei confronti di uno stesso soggetto per conto di un medesimo cliente, nonostante la sostanziale unicità del rapporto obbligatorio tra le parti. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della...
L’illegittimo frazionamento del credito professionale nei confronti del proprio ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2015, n. 195L’illegittimo frazionamento del credito professionale nei confronti del proprio ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2015, n. 195
L’illegittimo frazionamento del credito professionale nei confronti del proprio ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2015, n. 195 Pone in essere un comportamento contrario ai doveri di probità e decoro di cui all’art. 66 ncdf (già art. 49 cdf – “Pluralità di azioni nei confronti della controparte”) l’avvocato che, al fine di conseguire il pagamento delle proprie spettanze professionali, abusi degli strumenti processuali che l’ordinamento offre alla parte nei limiti di una corretta tutela del suo interesse sostanziale, intraprendendo plurime e più onerose iniziative giudiziarie di recupero del credito, così aggravando la posizione debitoria del proprio ex cliente, senza che ciò corrisponda ad effettive ragioni di tutela dei propri diritti (Nel caso di specie, il professionista aveva introdotto tre distinti giudizi nei confronti del proprio ex cliente, per ottenere il pagamento delle proprie spettanze, tutte relative all’unico, continuativo rapporto...
La potenziale rilevanza deontologica all’azione esecutiva immobiliare (vessatoria ed inutilmente onerosa) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 102La potenziale rilevanza deontologica all’azione esecutiva immobiliare (vessatoria ed inutilmente onerosa) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 102
La potenziale rilevanza deontologica all’azione esecutiva immobiliare (vessatoria ed inutilmente onerosa) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 102 Le iniziative giudiziali (ivi compresa, estensivamente, la notificazione di un precetto) da proporre nei confronti della controparte devono corrispondere a effettive ragioni di tutela del proprio cliente, e non devono essere inutilmente vessatorie. Conseguentemente, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che, a fronte di un credito relativamente modesto e pur potendo egli fruttuosamente agire in via esecutiva mobiliare, proceda con plurimi pignoramenti immobiliari, e quindi con iniziativa giudiziaria sproporzionata, in relazione alla tutela delle ragioni creditorie del proprio cliente, ed inutilmente onerosa, così pregiudicando ingiustamente la parte debitrice (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione...
Pluralità di azioni nei confronti della controparte (3)Pluralità di azioni nei confronti della controparte (3)
Pluralità di azioni nei confronti della controparte (ed espressamente richieste dalla parte assistita) L’avvocato non deve aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte, quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già 49 cdf). La rilevanza deontologica della violazione di tale precetto non è scriminata dalla circostanza che le iniziative stesse siano state espressamente volute dalla medesima parte assistita. Consiglio Nazionale Forense sentenza del 22 luglio 2015, n. 115  ...
Pluralità di azioni nei confronti della controparte (ed espressamente richieste dalla parte assistita) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 luglio 2015, n. 115Pluralità di azioni nei confronti della controparte (ed espressamente richieste dalla parte assistita) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 luglio 2015, n. 115
Pluralità di azioni nei confronti della controparte (ed espressamente richieste dalla parte assistita) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 luglio 2015, n. 115 L’avvocato non deve aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte, quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già 49 cdf). La rilevanza deontologica della violazione di tale precetto non è scriminata dalla circostanza che le iniziative stesse siano state espressamente volute dalla medesima parte assistita. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 luglio 2015, n. 115...
Pluralità di azioni nei confronti della controparte: la liceità processuale della condotta non esclude, di per sè, la sua eventuale rilevanza deontologica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 56Pluralità di azioni nei confronti della controparte: la liceità processuale della condotta non esclude, di per sè, la sua eventuale rilevanza deontologica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 56
Pluralità di azioni nei confronti della controparte: la liceità processuale della condotta non esclude, di per sè, la sua eventuale rilevanza deontologica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 56 L’art. 49 cdf (ora, 66 ncdf) contiene un precetto che fa divieto all’avvocato di moltiplicare le iniziative giudiziali nei confronti della controparte se non in presenza di effettive ragioni di tutela della parte assistita. La norma contiene un principio corrispondente a quello processualmente disciplinato dall’art. 88 c.p.c. che impone al difensore il dovere di lealtà e probità nei rapporti con la controparte. Il dovere etico imposto al difensore ed alle parti ex art. 88 c.p.c. si connette, a sua volta, all’ulteriore profilo consequenziale in tema di ripartizione delle spese processuali, in quanto l’art. 92 c.p.c. contempla il potere del giudice di condannare una parte al rimborso delle spese che, per trasgressione al dovere di cui all’art. 88 c.p.c., essa...
plurime iniziative giudizialiplurime iniziative giudiziali
Pluralità di azioni nei confronti della controparte (ed espressamente richieste dalla parte assistita) L’avvocato non deve aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte, quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita (art. 66 ncdf, già 49 cdf). La rilevanza deontologica della violazione di tale precetto non è scriminata dalla circostanza che le iniziative stesse siano state espressamente volute dalla medesima parte assistita.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 luglio 2015, n. 115...
Plurime iniziative giudiziali - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017Plurime iniziative giudiziali - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto Il divieto deontologico di aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf) deve essere interpretato nel senso che l’espressione “iniziative giudiziali” si riferisce a tutti gli atti aventi carattere propedeutico al giudizio esecutivo, suscettibili di aggravare la posizione debitoria della controparte, e quindi anche agli atti di precetto, pur non costituenti atti di carattere processuale (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso avverso Consiglio Nazionale Forense – pres. f.f. Picchioni, rel. Sorbi, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16690 del 6 luglio 2017...
Plurime iniziative giudiziali - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16691 del 6 luglio 2017Plurime iniziative giudiziali - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16691 del 6 luglio 2017
Il divieto di plurime iniziative giudiziali riguarda anche gli atti di precetto Il divieto deontologico di aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni della parte assistita (art. 66 ncdf, già art. 49 cdf) deve essere interpretato nel senso che l’espressione “iniziative giudiziali” si riferisce a tutti gli atti aventi carattere propedeutico al giudizio esecutivo, suscettibili di aggravare la posizione debitoria della controparte, e quindi anche agli atti di precetto, pur non costituenti atti di carattere processuale (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso avverso Consiglio Nazionale Forense – pres. f.f. Picchioni, rel. Sorbi, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 16691 del 6 luglio 2017  ...


 

 

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Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi - Contributi agricoli - Prescrizione - Decorrenza - Scadenza dei termini per il pagamento – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2432 del 29/01/2019

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Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - decorrenza - Processo civile telematico - Redazione della sentenza in formato elettronico – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2362 del 29/01/2019

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Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensione di invalidita' - invalidita' – prova – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2361 del 29/01/2019

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Procedimento civile - notificazione - al procuratore - Notificazione della sentenza ad uno soltanto dei difensori – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2677 del 30/01/2019

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Procedimento civile - interruzione del processo - Interruzione di diritto del processo ex art. 43 l.fall. - Termine per la riassunzione – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2658 del 30/01/2019

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Procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) - revoca e rinuncia - Effetti - Decorrenza – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2677 del 30/01/2019

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Usi civici - affrancazioni - Affrancazione cd. invertita ex art. 9 del r.d. n. 510 del 1891 - Nozione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2704 del 30/01/2019

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Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Domanda di protezione internazionale - Procedimento di impugnazione della decisione che determina lo Stato competente a decidere sulla domanda – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2722 del 30/01/2019

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Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - motivi di revocazione - errore di fatto – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2712 del 30/01/2019

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Previdenza (assicurazioni sociali) - controversie - domanda giudiziale - rapporto con il ricorso amministrativo – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2760 del 30/01/2019

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Donazione - impugnazione della donazione - conferma ed esecuzione volontaria di donazioni nulle Preclusione azione di nullità – Condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2700 del 30/01/2019

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Procedimenti sommari - d'ingiunzione - decreto - opposizione - Ingiunzione di pagamento europea - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2840 del 31/01/2019

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Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019

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Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019

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