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art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014)

Art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti - codice deontologico forense (2014)


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art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti ed offensive: l’illecito non è scriminato dall’eventuale veridicità dei fatti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112
Espressioni sconvenienti ed offensive: l’illecito non è scriminato dall’eventuale veridicità dei fatti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112 L’espressione tacciata di offensività riveste rilievo deontologico “di per sé”, cioè a prescindere dalla veridicità dei fatti che hanno dato luogo alla presentazione dell’esposto. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l’uso di espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112 Benche´ l’avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probita` e lealta`, i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita` della professione, giacché la liberta` che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo` mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni offensive o sconvenienti - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018
Il divieto di espressioni offensive o sconvenienti riguarda anche l’avvocato che agisca in proprio Il divieto di espressioni offensive o sconvenienti (art. 52 ncdf, già art. 20 codice previgente) riguarda anche l’avvocato che agisca in proprio ex art. 86 cpc, a nulla rilevando in sede deontologica che il professionista agisca in qualità di parte o di difensore (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha respinto il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense -pres. f.f. Picchioni, rel. Losurdo, sentenza del 12 luglio 2016, n. 192). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231 Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d. (ora art. 52 cdf), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti (Nel caso di specie, l’avvocato aveva accusato il collega di controparte di aver agito giudizialmente al fine di “spillar quattrini” al suo assistito). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito deridere il collega definendolo un “mediocre cultore del diritto” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 233
Illecito deridere il collega definendolo un “mediocre cultore del diritto” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 233 Violano l’art. 52 ncdf (già art. 20 codice previgente) le espressioni usate dal professionista che rivestano un carattere obiettivamente sconveniente ed offensivo e che si situino ben al di là del normale esercizio del diritto di critica e di confutazione delle tesi difensive dell’avversario, per entrare nel campo, non consentito dalle regole di comportamento professionale, del biasimo e della deplorazione dell’operato dell’avvocato della controparte, dovendo peraltro ritenersi implicito l’”animus iniuriandi” nella libera determinazione di introdurre quelle frasi all’indirizzo di un altro difensore in una lettera ed in un atto difensivo (Nel caso di specie, l’avvocato aveva scritto al collega avversario: “ricevo suo ulteriore fax con termine di 3 giorni, i soliti… che lei usualmente concede, essendo un mediocre cultore del diritto”). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 233...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d. (ora art. 52 cdf), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti (Nel caso di specie, l’avvocato aveva definito il collega di controparte come professionista superficiale, credulone e poco accorto al fine di denigralo e renderlo ridicolo agli occhi del giudice). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Offese in atti giudiziari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
Offese in atti giudiziari: implicito l’“animus iniuriandi” Violano l’art. 52 ncdf (giò art. 20 codice previgente) le espressioni usate dal professionista che rivestano un carattere obiettivamente sconveniente ed offensivo e che si situino ben al di là del normale esercizio del diritto di critica e di confutazione delle tesi difensive dell’avversario, per entrare nel campo, non consentito dalle regole di comportamento professionale, del biasimo e della deplorazione dell’operato dell’avvocato della controparte, dovendo peraltro ritenersi implicito l’“animus iniuriandi” nella libera determinazione di introdurre quelle frasi all’indirizzo di un altro difensore in una lettera ed in un atto difensivo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207 Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d. (ora art. 52 cdf), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti (Nel caso di specie, l’avvocato aveva definito il collega di controparte come professionista superficiale, credulone e poco accorto al fine di denigralo e renderlo ridicolo agli occhi del giudice). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive nei confronti del giudice - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 176
Impugnazione e divieto di espressioni sconvenienti od offensive nei confronti del giudice - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 176 Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con ogni rigore utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone e ciò massimamente nella fase dell’impugnazione, atto diretto a criticare anche severamente una precedente decisione giudiziale e ciò rappresentando con la maggiore efficacia possibile la carenza di motivazione del provvedimento impugnato. Il diritto di critica, tuttavia, non deve mai travalicare in una censurabile deplorazione dell’operato del difensore, delle controparti e del giudicante, incontrando il limite del divieto di utilizzare espressioni sconvenienti ed offensive che violino i principi posti a tutela del rispetto della dignità della persona e del decoro del procedimento, e soprattutto del rispetto della funzione giudicante riconosciuta dall’ordinamento con norme di rango costituzionale nell’interesse pubblico, con pari dignità rispetto alla funzione della difesa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 176...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Vietati gli attacchi dell’avversario sul piano personale non funzionali alla difesa Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. (giuà art. 20 codice previgente), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l’uso di espressioni sconvenienti ed offensive Benche´ l’avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probita` e lealta`, i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita` della professione, giacché la liberta` che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo` mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro (Nel caso di specie, il professionista aveva riferito, nel corso del giudizio per il pagamento del suo compenso, una circostanza estranea all’oggetto del contendere ed ininfluente ai fini del decidere, ma esclusivamente finalizzata a portare un ingiustificato ed ingiusto, discredito personale alla controparte). Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 25 settembre 2017, n. 136  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Espressioni sconvenienti od offensive: irrilevante il mancato ordine del giudice di cancellarle dagli scritti difensivi In tema di frasi sconvenienti o offensive, è ininfluente il fatto che il Giudice civile abbia omesso di provvedere in ordine alla richiesta di cancellazione delle espressioni offensive, giacché il giudice della disciplina ha completa libertà di effettuare pieno riesame delle espressioni utilizzate sotto il profilo deontologico, indipendentemente dalla valutazione che possa fare il giudice del merito in ambito di responsabilità civile o penale circa il carattere offensivo o meno delle frasi stesse. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l’uso di espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136 Benche´ l’avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probita` e lealta`, i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita` della professione, giacché la liberta` che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo` mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro (Nel caso di specie, il professionista aveva riferito, nel corso del giudizio per il pagamento del suo compenso, una circostanza estranea all’oggetto del contendere ed ininfluente ai fini del decidere, ma esclusivamente finalizzata a portare un ingiustificato ed ingiusto, discredito personale alla controparte). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Vietati gli attacchi dell’avversario sul piano personale non funzionali alla difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Vietati gli attacchi dell’avversario sul piano personale non funzionali alla difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136 Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. (giuà art. 20 codice previgente), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Verità, continenza e pertinenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 120
Espressioni sconvenienti od offensive: i limiti di verità, continenza e pertinenza Nel conflitto tra diritto a svolgere la difesa giudiziale nel modo più largo e insindacabile e il diritto della controparte al decoro e all’onore prevale il primo, salvo l’ipotesi in cui le espressioni offensive siano gratuite, ossia non abbiano relazione con l’esercizio del diritto di difesa e siano oggettivamente ingiuriose; pertanto non commette illecito disciplinare l’avvocato che, in un atto del giudizio, usi espressioni forti per effettuare valutazioni generali attinenti alla materia del contendere e a scopo difensivo (Nel caso di specie, seppur con esposizione altrimenti esprimibile ma oggettivamente non ingiuriosa né estranea alle esigenze di difesa, il professionista aveva attribuito a controparte comportamenti disdicevoli, che tuttavia avevano trovato effettivo riscontro nei fatti di causa). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 120  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Colleganza – attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 111
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con rigore, utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone, ma il diritto della difesa incontra un limite insuperabile nella civile convivenza, nel diritto della controparte o del giudice a non vedersi offeso o ingiuriato. Pertanto, la tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (Nel caso di specie, l’avvocato aveva accusato il collega avversario, nella sua qualità di difensore della Curatela, di comportamenti volutamente “maliziosi” e diretti non all’esercizio delle sue funzioni di Curatore, ma ad ottenere, a vantaggio del Fallimento, l’adempimento di diritti che -a suo dire- il Curatore sapeva inesistenti). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 111...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Munus defensionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 84
Onori ed oneri del munus defensionale: i limiti deontologici all’espressione del dissenso L’avvocato ha il dovere di comportarsi in ogni situazione con la dignità ed il decoro imposti dalla funzione che svolge, la quale comporta doveri additivi rispetto al comune cittadino. Conseguentemente, non può ritenersi deontologicamente corretto affidare ad una campagna mediatica contestazioni circa l’operato di un giudice criticandone le doti professionali e censurandone la caratura etica nonché la capacità di giudizio, con un’animosità polemica venata di inutile sarcasmo e volgare ironia sui difetti fisici altrui (Nel caso di specie, le espressioni offensive erano contenute in una lettera aperta indirizzata a tutti gli avvocati del Foro e riguardavano il Ministro della Giustizia e diversi magistrati del Tribunale, sui quali ultimi peraltro i locali rappresentanti istituzionali dell’avvocatura non avevano manifestato alcuna doglianza. Nonostante la condanna in sede penale ad un anno e sei mesi con pena sospesa, il Consiglio territoriale assolveva disciplinarmente il professionista, ritenuto “attento conoscitore ed osservatore da oltre un trentennio delle vicende giudiziarie”, le cui riflessioni erano state semplicemente “espresse con notevole verve, estro, sarcasmo e pervase da un fortissimo e spiccatissimo spirito critico e satirico”. La decisione disciplinare veniva impugnata dalla Procura Generale al CNF, il quale, in applicazione del principio di cui in massima, ha accolto il ricorso e ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 84...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Colleganza - attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con rigore, utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone, ma il diritto della difesa incontra un limite insuperabile nella civile convivenza, nel diritto della controparte o del giudice a non vedersi offeso o ingiuriato. Pertanto, la tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (Nel caso di specie, l’avvocato aveva affermato che l’iniziativa giudiziaria del collega sarebbe dipesa da “pervicace ignoranza” ed “ignavia”, per poter “lucrare sulle spese”). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Critica dei provvedimenti giudiziari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 22
I limiti del diritto di critica dei provvedimenti giudiziari Il diritto di critica nei confronti di qualsiasi provvedimento giudiziario mai può travalicare i limiti del rispetto della funzione giudicante, riconosciuta dall’ordinamento con norme di rango costituzionale nell’interesse pubblico, con pari dignità rispetto alla funzione della difesa (Nel caso di specie, fuori della stanza del Giudice ed alla presenza di numerosi avvocati ad altissimo tono di voce a commento della decisione assunta dall’anzidetto Magistrato in merito ad alcune istanze istruttorie, imprecava e proferiva le seguenti espressioni: “mi ha rigettato la domanda riconvenzionale… sono pazzi” e, nelle medesime circostanze, mentre scendeva le scale: “questa è una latrina, vogliono far fallire le aziende“. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 22  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La difesa non giustifica l’offesa: illecito definire controparte “sinistro personaggio”
La difesa non giustifica l’offesa: illecito definire controparte “sinistro personaggio”La tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento, in luogo della censura comminata all’incolpato dal consiglio territoriale, la cui decisione è stata quindi riformata in parte qua).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 78...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10diritto all’onore ed al decoro
Quando l’esercizio del diritto di difesa prevale sul diritto all’onore ed al decoro L’esercizio del diritto di difesa prevale sul diritto all’onore ed al decoro, con l’eccezione dell’ipotesi in cui le espressioni utilizzate non abbiano relazione con l’esercizio di detto diritto e siano oggettivamente ingiuriose; fermo comunque il limite dettato dal rispetto dei doveri di probità e lealtà, non essendo dato trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10intento denigratorio ed offensivo nei confronti della controparte
Definire “bugie” le affermazioni di controparte non è, in sè, offensivo né sconveniente Definire “bugie” (ovvero, etimologicamente, “cose deliberatamente non vere”) le affermazioni avversarie non integra, di per sè, alcun intento denigratorio ed offensivo nei confronti della controparte, quanto piuttosto solo la volontà di contestarne decisamente, e magari vivacemente, la veridicità, utilizzando espressioni in sé nient’affatto sconvenienti, e solo protese, anche sotto la reazione dell’emotività del momento, a rimarcare detta dimensione di assoluta non rispondenza a verità.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 76...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 11370 del 31 maggio 2016
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione (In applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense, pres. f.f. Salazar – rel. Neri, sentenza del 11 giugno 2015, n. 81) Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 11370 del 31 maggio 2016  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 107
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 107 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione (Nel caso di specie, il professionista veniva convocato presso il proprio COA per un tentativo di conciliazione con un Collega, del quale ultimo in quella sede dichiarava: “non sa cosa sia la deontologia – sta indegnamente nel Palazzo di Giustizia”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 107...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 81
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 81 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione (Nel caso di specie, alla richiesta di chiarimenti da parte del Collega, il professionista rispondeva scurrilmente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 81...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 54
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 54 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che in udienza adotti verso i magistrati espressioni sconvenienti ed offensive estranee alle esigenze difensive, a nulla rilevando, ai fini della responsabilità disciplinare che il comportamento tenuto sia stato conseguenza dello stato d’ira giustificato dalle ingiustizie subite, potendosi tale ipotesi rilevare ai soli fini della determinazione della sanzione.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 54...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 36
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l’uso di espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 36 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione (quindi anche nella dimensione privata e non propriamente nell’espletamento dell’attività forense), con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione (art. 5 cdf, ora 9 ncdf) e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 20 cdf, ora 52 ncdf). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 36...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2016, n. 20
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2016, n. 20 Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con rigore, utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone, ma il diritto della difesa incontra un limite insuperabile nella civile convivenza, nel diritto della controparte o del giudice a non vedersi offeso o ingiuriato. Pertanto, la tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (Nel caso di specie, in un proprio atto giudiziario l’avvocato sosteneva che il collega di controparte fosse una “persona che si è dimostrata in ogni occasione, dispotica, saccente, grintosa, di sola intelligenza e fonte esclusiva dello scibile umano”, affermando altresì che la difesa avversaria fosse tanto errata ed infondata da costituire frode processuale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2016, n. 20...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2015, n. 81
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che in udienza adotti verso i magistrati espressioni sconvenienti ed offensive estranee alle esigenze difensive, a nulla rilevando, ai fini della responsabilità disciplinare che il comportamento tenuto sia stato conseguenza dello stato d’ira giustificato dalle ingiustizie subite, potendosi tale ipotesi rilevare ai soli fini della determinazione della sanzione.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2015, n. 81...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10conflitto tra il diritto-dovere a svolgere la difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74
La difesa non giustifica l’offesa: illecito ridicolizzare la tesi altrui Nel conflitto tra diritto a svolgere la difesa giudiziale nel modo più largo e insindacabile e il diritto della controparte al decoro e all’onore prevale il primo salvo l’ipotesi in cui le espressioni offensive siano gratuite, ossia non abbiano relazione con l’esercizio del diritto di difesa e siano oggettivamente ingiuriose; pertanto non commette illecito disciplinare l’avvocato che, in un atto del giudizio, usi espressioni forti per effettuare valutazioni generali attinenti alla materia del contendere e a scopo difensivo.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10comportamenti non improntati a correttezza e prudenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74
L’accusa non comprovata ed eccedente il diritto-dovere di difesa Benché l’avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probità e lealtà, i quali non consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignità della professione.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10frasi sconvenienti o offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24
rilevanza deontologica di un comportamento La rilevanza deontologica di un comportamento prescinde dalla sua eventuale liceità civile o penale In tema di frasi sconvenienti o offensive (art. 52 ncdf, già art. 20 cdf), il giudice della disciplina, indipendentemente dalla valutazione che ne può dare il giudice del merito in ambito penale o civile circa il carattere offensivo delle frasi usate dall’avvocato negli scritti difensivi, ha libertà di effettuare pieno riesame delle espressioni usate sotto il profilo deontologico, che deve tener conto anche della condotta dell’incolpato nel suo complesso nonché della potenzialità offensiva del comportamento del professionista in relazione alla sua ricaduta sul prestigio della classe forense (Nel caso di specie, il professionista aveva addebitato alla controparte “bugie”, “menzogne” e finalità di “vendetta”). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l'uso di espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47 Benche´ l'avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probita' e lealta', i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita' della professione, giacché la liberta' che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo' mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Il termine “risibile” ha valenza offensiva - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 154
Illecito definire “risibile” il comportamento del Collega Il termine “risibile” ha valenza offensiva e/o disdicevole sul piano deontologico, indipendentemente dal suo eventuale rilievo penale (Nel caso di specie, il termine de quo veniva usato in una missiva rivolta al collega. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 154  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui né dalla reciprocità delle offese - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui né dalla reciprocità delle offese - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47 L'avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione (quindi anche nella dimensione privata e non propriamente nell'espletamento dell'attività forense), con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l'avvocatura svolge nella giurisdizione (art. 5 c.d.f., ora 9 ncdf) e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 20 c.d.f., ora 52 ncdf), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dalla reciprocità delle offese, né dallo stato d'ira o d'agitazione che da questa dovesse derivare, non trovando applicazione in tale sede l'esimente prevista dall'art. 599 c.p. (Nel caso di specie, nella propria comparsa di costituzione e risposta, l'avvocato aveva richiesto al giudice "l'adozione di provvedimenti di carattere disciplinare nei confronti della collega affinche´ smetta definitivamente di intasare la giustizia con liti temerarie a cascata, comportamenti scorretti, cattivi e vessatori, esposti al Consiglio dell'Ordine, denunce penali, opposizioni all'archiviazione e, quant'altro le suggerisca la sua fantasia". In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rivenuto congrua la sanzione disciplinare dell' avvertimento).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti od offensive: necessario l’animus iniurandi Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 168
Va esclusa la violazione dell’art. 20 c.d.f. per carenza del necessario elemento soggettivo dell’animus iniuriandi quando non emerga alcun elemento indicativo della volontà dell’incolpato di esprimere apprezzamenti negativi in ordine alla personalità ed al patrimonio morale dell’esponente, rimanendo così nell’ambito dell’esercizio del diritto di critica che non travalica nel non consentito biasimo e nella censurabile deplorazione dell’operato del difensore di controparte (Nel caso di specie, peraltro, le espressioni de qua venivano pronunciate in un processo civile in cui il Giudice le aveva ritenute tutte collegate con la materia del contendere tanto da negarne la richiesta cancellazione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 168 Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Vermiglio, Rel. Tacchini), sentenza del 29 novembre 2012, n. 168  FATTOCon atto depositato il 10 febbraio 2010 presso il COA di Perugia l’avv. S. C. proponeva ricorso avverso la decisione 14 gennaio 2010 depositata il 14 gennaio 2010 e notificata il 22 gennaio/9 febbraio 2010, con la quale gli veniva applicata la sanzione dell’avvertimento di seguito alla contestazione del seguente addebito: violazione dell’art. 20 C.D.F. “avendo usato ripetutamente espressioni sconvenienti ed offensive nel ricorso introduttivo presentato innanzi al Tribunale Civile di Perugia-Sezione Lavoro nei confronti della controparte, che nel caso di specie risulta anche Collega, ed in particolare per aver utilizzato le seguenti espressioni: ”vorrebbe defraudarla (ndr rivolto alla dipendente P. V.) addirittura delle competenze finali”; a pag. 3 “l’organizzazione del tempo di lavoro quale disposta dal titolare dello Studio era molto strana e sghemba” a pag. 5 “la prevista escalation di assurdità” a pag. 7 “se il convenuto è stato incapace (per proprio disordine concettuale) di gestire tali aspetti, ciò può riguardare solo la sua sfera personale“ a pag. 9 “…in definitiva l’atteggiamento del convenuto batte ogni record di incongruità ed infondatezza“ a pag. 11; “solo i soggetti che ignorano il diritto civile, possono infatti confondere il termine triennale….” Ed infine a pag. 13 “…per cui pretendere di negarli è addirittura ripugnante”.In Perugia il 18.05.2007.Nonché violazione degli artt. 20 e 29 CDF “Per aver contravvenuto ai divieti, previsti rispettivamente dagli artt.20 e 29 Cod. Deont. Naz. Di usare espressioni sconvenienti ed offensive e di utilizzare in giudizio notizie relative alla persona del Collega senza che l’uso di tali notizie fosse necessario alla tutela di un diritto dei suoi clienti, usando le seguenti espressioni nei confronti del collega D. A. nell’atto di appello notificatogli in data 28.11.2007 relativo alla causa che vede opposti i sigg.ri N. B. e L. T. all’avv. D. A. personalmente: “la controparte, identificatasi in un soggetto iscritto all’Albo degli avvocati“; “tale atteggiamento, cioè la pretesa che nelle questioni che lo riguardano direttamente come soggetto litigante, l’attuale appellato debba ricevere un trattamento di riguardo, e ciò che si debba usare nei suoi confronti termini meno fermi di quelli che si usano nei confronti della generalità dei contendenti, è stato da lui manifestato anche in altra vicenda, alla quale incidentalmente va fatto cenno”; avendo l’attuale appellato avuto alle proprie dipendenze per oltre venti anni una segretaria e per oltre quattordici un’altra segretaria, si era verificato che nel 2006 le avesse, a...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti e offensive - illecito non scriminato dalla provocazione altrui Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 15 ottobre 2012, n. 148
La provocazione (e lo stato d’ira che da questa dovesse derivare) non esclude l’infrazione alla regola deontologica di cui all’art. 20, comma I, c.d.f., ma, al più, può solo essere considerata come possibile attenuante ai fini della riduzione della sanzione.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 148  Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 15 ottobre 2012, n. 148 FATTOCon memoria difensiva, datata 16 dicembre 2004, depositata in un procedimento civile di natura risarcitoria, l’incolpato criticava l’operato della Collega, difensore di controparte, Avv. Maria Grazia Ma.., censurandolo come, a suo dire,sconcertante, al punto da ritenerlo, come si legge alla pag. 8 dell’atto anzidetto, gravemente lesivo del prestigio dell’avvocatura non avendo, la Collega, assistito “il cliente nel migliore dei modi”. Concludeva, fra l’altro, chiedendo al Giudice designato di accertare se il comportamento della Collega fosse conforme ai precetti deontologici, instando, in caso contrario, affinchè fosse il medesimo giudice ad informare il P.M. per l’avvio del conseguente procedimento disciplinare.Tali considerazioni erano poi oggetto di un esposto presentato sempre dall’Avv. M. al C.O.A. di Roma con lettera del 27 maggio 2005. In tale occasione, l’odierno incolpato deduceva altresì l’avvenuta infrazione dei precetti di cui agli artt. 3, 8 e 12 del Codice deontologico.Il Consiglio dell’Ordine di Roma informava l’accusata dell’avvenuto deposito dell’esposto e riceveva l’8 luglio 2005 dalla medesima le rituali controdeduzioni, nonché una specifica doglianza in ragione delle accuse rivoltele dall’Avv. M. e la conseguente, formale richiesta di accertare se il comportamento del medesimo potesse ritenersi deontologicamente corretto.Il COA, pertanto, in data 14 novembre 2005 informava l’avv. M. della circostanza, invitandolo ad esprimere al riguardo la sua opinione. Questi rispondeva con lettera recapitata all’Ordine il 5 dicembre successivo, con la quale, da un lato, respingeva gli addebiti mossigli dall’Avv. Ma.. e, dall’altro, ribadiva le censure già in precedenza svolte verso l’operato della Collega.Con deliberazione del 12 ottobre 2006, il COA disponeva l’archiviazione del procedimento aperto nei confronti dell’Avv. Ma...Nella medesima seduta, peraltro, deliberava di aprire un procedimento disciplinare nei confronti dell’Avv. V. A. M., formulando il seguente capo di incolpazione, poi integralmente mantenuto anche nella successiva citazione del 18 settembre 2008 a comparire avanti il Consiglio il giorno 4 dicembre 2008:«A) Nella qualità di difensore della sig.ra Gemma Ca.., nel giudizio da quest'ultima intrapreso nei confronti del Condominio di via Monte del Gallo n. 45 per ottenere il risarcimento dei danni subiti e quantificati complessivamente Euro 45.000, 00 circa, a seguito di incidente occorsole all'interno dello stabile sito in Roma Via Monte del Gallo n. 45 nella memoria difensiva, depositata ex art. 183, comma 5° c.p.c., chiedeva, senza che fosse necessario ai fini difensivi e pur essendo consapevole della eccepita inoperatività della polizza assicurativa del condominio e del diniego al risarcimento del danno manifestato dalla compagnia assicuratrice "Le Assicurazionid'Italia", al Giudice designato per la trattazione della causa e nei confronti dell'avv. Maria Grazia Ma.., nominata difensore dal convenuto condominio di Via Monte del Gallo n. 45, regolarmente costituitasi in giudizio per tutelare gli interessi del...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti ed offensive - limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 159
Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d., va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Piacci), sentenza del 29 novembre 2012, n. 159 Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Piacci), sentenza del 29 novembre 2012, n. 159 FATTOIl procedimento di cui qui si discute nasce da separati esposti presentati rispettivamente dall’Avv. E. M. e dall’Avv. E. N. al COA di Torino, rispettivamente poi individuati come procedimento disciplinare n. 61/08 e n. 62/08 e successivamente riuniti al primo. Procedimento disciplinare n. 61/2008 Per quanto riguarda il primo procedimento disciplinare, lo stesso trae origine da due esposti presentati in data 23 luglio 2008 e 28 luglio 2008, dall'avvocato E. M. che esponeva di avere in corso, con il patrocinio dell'avvocato E.L.N., una pluralità di controversie nei confronti del signor C.S.S., a sua volta assistito dall'avvocato . L'esponente lamentava che in occasione di due delle udienze relative alle predette controversie, l'avvocato F. T. avrebbe pronunciato espressioni sconvenienti ed offensive nei confronti di essa esponente, avvocato E. M.. Riferiva in particolare l'avvocato M. che il 31 gennaio 2008, nel corso di un udienza avanti il Tribunale di Torino, sezione VIII civ., l'avvocato F. T. nel corso della discussione della causa n. R.G. 35677/07 ebbe a definirla più volte e ad alta voce "criminale" e "meritevole di essere messa in galera"; indicava come presenti ai fatti fossero, oltre al Giudice, Dottoressa S. R., l'avvocato S. R. e le dottoresse P.A. e S. M. C.. Riferiva poi che il secondo episodio lamentato sarebbe avvenuto in occasione dell'udienza tenutasi il 19 giugno 2008 avanti il Tribunale di Torino, sez. VIII civile (Rel. Dott.ssa Bosco), nell'ambito della causa n. R.G. 15715/08, nel corso della quale, in sede di discussione, l'avvocato T. avrebbe accostato più volte l'avvocato E. M. ad "E. di Troia", nonché insinuato che tra la stessa Avv. M. ed il Signor C.S.S. vi fossero stati "rapporti intimi" "molto intimi", tali per cui il proprio assistito avrebbe avuto modo di effettuare "visite alle parti più segrete ed intime del suo corpo”. In relazione a questo secondo episodio l'avvocato M., nel segnalare che all'udienza erano presenti l'avvocato E.L.N. e le dottoresse e I.B., riferiva anche che il relatore della causa, dottoressa B., era intervenuto nel corso della discussione per redarguire l'avvocato T., sia ricordandogli che nessuno si sceglie il nome che porta, sia invitandolo ad attenersi al tema del processo. Richiesto di fornire le proprie osservazioni, l'avvocato T. in data 27 agosto 2008 depositava ampia memoria nella quale ricostruiva le controversie insorte tra l'avvocato E. M. e il sig. C.S.S. ed in relazione all'esposto comunicatogli osservava che l'esponente non era presente alle due udienze...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti ed offensive - anche delle parti e, più in generale, dei terzi - Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 29 novembre 2012, n. 159
Il divieto di utilizzo di espressioni sconvenienti od offensive di cui all’art. 20 del Codice Deontologico, vige non solo nei confronti dei legali e dei magistrati ma anche delle parti e, più in generale, dei terzi (Nel caso di specie, l’incolpato aveva eccepito che le espressioni fossero state rivolte al collega non quale difensore ma quale parte. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’eccezione). Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d., va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti. Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 29 novembre 2012, n. 159 Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 29 novembre 2012, n. 159 FATTOIl procedimento di cui qui si discute nasce da separati esposti presentati rispettivamente dall’Avv. E. M. e dall’Avv. E. N. al COA di Torino, rispettivamente poi individuati come procedimento disciplinare n. 61/08 e n. 62/08 e successivamente riuniti al primo. Procedimento disciplinare n. 61/2008 Per quanto riguarda il primo procedimento disciplinare, lo stesso trae origine da due esposti presentati in data 23 luglio 2008 e 28 luglio 2008, dall'avvocato E. M. che esponeva di avere in corso, con il patrocinio dell'avvocato E.L.N., una pluralità di controversie nei confronti del signor C.S.S., a sua volta assistito dall'avvocato . L'esponente lamentava che in occasione di due delle udienze relative alle predette controversie, l'avvocato F. T. avrebbe pronunciato espressioni sconvenienti ed offensive nei confronti di essa esponente, avvocato E. M.. Riferiva in particolare l'avvocato M. che il 31 gennaio 2008, nel corso di un udienza avanti il Tribunale di Torino, sezione VIII civ., l'avvocato F. T. nel corso della discussione della causa n. R.G. 35677/07 ebbe a definirla più volte e ad alta voce "criminale" e "meritevole di essere messa in galera"; indicava come presenti ai fatti fossero, oltre al Giudice, Dottoressa S. R., l'avvocato S. R. e le dottoresse P.A. e S. M. C.. Riferiva poi che il secondo episodio lamentato sarebbe avvenuto in occasione dell'udienza tenutasi il 19 giugno 2008 avanti il Tribunale di Torino, sez. VIII civile (Rel. Dott.ssa Bosco), nell'ambito della causa n. R.G. 15715/08, nel corso della quale, in sede di discussione, l'avvocato T. avrebbe accostato più volte l'avvocato E. M. ad "E. di Troia", nonché insinuato che tra la stessa Avv. M. ed il Signor C.S.S. vi fossero stati "rapporti intimi" "molto intimi", tali per cui il proprio assistito avrebbe avuto modo di effettuare "visite alle parti più segrete ed intime del suo corpo”. In relazione a questo secondo episodio l'avvocato M., nel segnalare che all'udienza erano presenti l'avvocato E.L.N. e le dottoresse e I.B., riferiva anche che il relatore della causa, dottoressa B., era intervenuto nel corso della discussione per redarguire l'avvocato T., sia ricordandogli che nessuno si sceglie...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 159
Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il profilo della violazione degli artt. 5 – 20 e 22 c.d.f. il professionista che nei confronti del Collega usi espressioni sconvenienti ed offensive le quali non trovino scriminante nella difesa che poteva essere esercitata negli atti difensivi che le contengono. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Piacci), sentenza del 29 novembre 2012, n. 159  Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Piacci), sentenza del 29 novembre 2012, n. 159 FATTOIl procedimento di cui qui si discute nasce da separati esposti presentati rispettivamente dall’Avv. E. M. e dall’Avv. E. N. al COA di Torino, rispettivamente poi individuati come procedimento disciplinare n. 61/08 e n. 62/08 e successivamente riuniti al primo. Procedimento disciplinare n. 61/2008 Per quanto riguarda il primo procedimento disciplinare, lo stesso trae origine da due esposti presentati in data 23 luglio 2008 e 28 luglio 2008, dall'avvocato E. M. che esponeva di avere in corso, con il patrocinio dell'avvocato E.L.N., una pluralità di controversie nei confronti del signor C.S.S., a sua volta assistito dall'avvocato . L'esponente lamentava che in occasione di due delle udienze relative alle predette controversie, l'avvocato F. T. avrebbe pronunciato espressioni sconvenienti ed offensive nei confronti di essa esponente, avvocato E. M.. Riferiva in particolare l'avvocato M. che il 31 gennaio 2008, nel corso di un udienza avanti il Tribunale di Torino, sezione VIII civ., l'avvocato F. T. nel corso della discussione della causa n. R.G. 35677/07 ebbe a definirla più volte e ad alta voce "criminale" e "meritevole di essere messa in galera"; indicava come presenti ai fatti fossero, oltre al Giudice, Dottoressa S. R., l'avvocato S. R. e le dottoresse P.A. e S. M. C.. Riferiva poi che il secondo episodio lamentato sarebbe avvenuto in occasione dell'udienza tenutasi il 19 giugno 2008 avanti il Tribunale di Torino, sez. VIII civile (Rel. Dott.ssa Bosco), nell'ambito della causa n. R.G. 15715/08, nel corso della quale, in sede di discussione, l'avvocato T. avrebbe accostato più volte l'avvocato E. M. ad "E. di Troia", nonché insinuato che tra la stessa Avv. M. ed il Signor C.S.S. vi fossero stati "rapporti intimi" "molto intimi", tali per cui il proprio assistito avrebbe avuto modo di effettuare "visite alle parti più segrete ed intime del suo corpo”. In relazione a questo secondo episodio l'avvocato M., nel segnalare che all'udienza erano presenti l'avvocato E.L.N. e le dottoresse e I.B., riferiva anche che il relatore della causa, dottoressa B., era intervenuto nel corso della discussione per redarguire l'avvocato T., sia ricordandogli che nessuno si sceglie il nome che porta, sia invitandolo ad attenersi al tema del processo. Richiesto di fornire le proprie osservazioni, l'avvocato T. in data 27 agosto 2008 depositava ampia memoria nella quale ricostruiva le controversie insorte tra l'avvocato E. M. e il sig. C.S.S. ed in relazione all'esposto comunicatogli osservava che l'esponente non era presente alle due udienze nelle quali si sarebbe verificato il comportamento deontologicamente scorretto - (circostanza questa peraltro mai sostenuta dall'avvocato M.) - nonché che egli si era limitato al mero esercizio della attività professionale. In relazione a quanto accaduto nel corso dell'udienza 31 gennaio 2008 in particolare, osservava che egli aveva sostenuto l’inesistenza di qualunque debito-credito...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Divieto di uso di espressioni sconvenienti od offensive – Limiti – Fattispecie - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 212
Avvocato – Norme deontologiche – Doveri di probità, dignità e decoro – Divieto di uso di espressioni sconvenienti od offensive – Limiti – Fattispecie - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 212 In tema di espressioni sconvenienti ed offensive, va esclusa la illiceità deontologica quando le frasi utilizzate non eccedono i limiti di una critica più acerba – se, come nella specie, riferita alla giovane età ed alla modesta esperienza professionale dell’incolpato – che aspra, senza peraltro assumere quei toni oggettivamente irriguardosi che giustificano la sanzione. In particolare, la reazione, da parte del professionista, alle affermazioni dell’ex cliente in ordine alla asserita non corretta esecuzione del mandato difensivo deve ritenersi proporzionata alla gravità dell’accusa, da costui mossa al proprio difensore, di essere venuto meno a lealtà e correttezza. Allo stesso modo, l’invito al proprio COA a non prestar fede ad affermazioni dettate soltanto dalla volontà di non pagare il corrispettivo di una prestazione dall’esito sfavorevole costituisce contegno che non eccede la misura di una critica contenuta in limiti accettabili e certamente non irriguardosi. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 212 art. 52 Codice deontologico forense  ...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense sentenza del 21-04-2011, n. 69
Avvocato - Norme deontologiche - Rapporti con i colleghi - Espressioni sconvenienti ed offensive - Pone in essere una condotta deontologicamente rilevante l'avvocato che, in una lettera spedita ad ex clienti, usi espressioni che, riferite in modo apparentemente generico alla classe forense, risultino oggettivamente offensive del collega, che dei destinatari sia il difensore, nonché sconvenienti poiché tese a rappresentare in maniera poco lusinghiera la categoria. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palmi, 15 dicembre 2007). Consiglio Nazionale Forense sentenza del 21-04-2011, n. 69 Consiglio Nazionale Forense sentenza del 21-04-2011, n. 69 FATTOCon delibera n.14 del 20 ottobre 2006 il COA di Palmi emetteva decreto di citazione a giudizio nei confronti dell’avv. A.P. per l’udienza del 10 febbraio 2007, decreto notificato il 30 ottobre 2006 all’incolpato e il 6 novembre 2006 al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi con i seguenti addebiti:- di avere usato frasi sconvenienti ed offensive in una lettera indirizzata ad un ex cliente “si è rivolto a qualche legale in Laureana la invito a stare molto attento perché ve ne sono di ogni specie: bravi ed imbranati, preparati e ignoranti, furbi e sciocchi”; “il Signore mi ha dotato di tutti gli attributi, non mi ha riconosciuto la palla di vetro per poter prevedere e guardare il futuro”;“si faccia consigliare bene, da un avvocato serio, perché se il suo legale è quello che penso Lei avrà di che soffrire”;- di essere venuto meno al dovere di segretezza e riservatezza sull’attività prestata e sulle informazioni a lui fornite da un ex cliente perché con lettera indirizzata alla Compagnia di Assicurazione B. S.p.A., informava la detta società assicuratrice che la signora L.M., autrice, tramite altro legale, di richiesta risarcitoria relativa a sinistro stradale avvenuto il 10 marzo 2002, non aveva riportato in realtà alcun trauma in quanto le lesioni personali da questa denunciate risalivano ad un altro incidente avvenuto nel 1999 di cui si era occupato lo stesso avvocato P.;- per avere affermato, sempre nella lettera suddetta, che “tale M.V. aveva nel medesimo frangente patito “solo la lesione al naso” e che le lesioni ai denti erano “una invenzione del padre M.G.” il quale, sempre in occasione del primo evento, lo aveva pregato di insinuare tale richiesta per conseguire maggiore guadagno (lucro). Alla prima udienza venivano ammessi i mezzi di prova richiesti e il Consiglio rinviava per la loro assunzione all’udienza del 24 marzo 2007: udienza alla quale non era presente l’incolpato che aveva prodotto certificazione medica attestante “faringite acuta febbrile”. Il COA non riteneva fosse integrato il legittimo impedimento e procedeva all’esame di alcuni testi rinviando all’udienza del 7 luglio 2007 per l’esame di altro teste la cui audizione veniva peraltro ritenuta superflua sicchè il procedimento veniva rinviato al 13 ottobre 2007 per esame dei testi indicati dall’incolpato; esaminato l’avv. D.C., l’incolpato, con il consenso del pm, rinunciava agli altri testi di lista.Chiusa l’istruttoria dibattimentale, il procedimento veniva rinviato per discussione all’udienza del 15 dicembre 2007 all’esito della quale il consiglio applicava all’avv. P. la sanzione della censura per ritenuta violazione degli artt. 2 e 9 del codice deontologico forense.Con la decisione oggetto dell’impugnazione il COA di Palmi affermava la natura offensiva e lesiva del decoro della classe...
art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Rapporti con i magistrati - Espressioni sconvenienti ed offensive -Consiglio Nazionale Forense decisione del 22-10-2010, n. 101
Avvocato - Norme deontologiche - Rapporti con i magistrati - Espressioni sconvenienti ed offensive - Scriminante diritto di critica - Limiti Consiglio Nazionale Forense decisione del 22-10-2010, n. 101 Ancorché il diritto di critica nei confronti di qualsiasi provvedimento giudiziario costituisca facoltà inalienabile del difensore, tale diritto deve essere sempre esercitato, in primo luogo, nelle modalità e con gli strumenti previsti dall'orientamento processuale e mai può travalicare i limiti del rispetto della funzione giudicante, riconosciuta dall'ordinamento con norme di rango costituzionale nell'interesse pubblico, con pari dignità rispetto alla funzione della difesa. Proprio la giusta pretesa di vedere riconosciuta a tutti i livelli una pari dignità dell'avvocato rispetto al magistrato impone, nei reciproci rapporti, un approccio improntato sempre allo stile e al decoro, oltre che, ove possibile, all'eleganza, mai al linguaggio offensivo o anche al mero dileggio. Le espressioni utilizzate dal professionista esorbitano dal diritto di critica, con conseguente inconfigurabilità della relativa scriminante, allorquando, come nella specie, l'avvocato non si limiti ad indicare, nell'ambito dell'intervista rilasciata agli organi di stampa, le ragioni per cui ritenga erronea la decisione del giudice, ma ponga in dubbio la stessa capacità del magistrato di giudicare in modo sereno e corretto, accusando l'organo giudiziario di versare in uno status soggettivo patologico e caratteriale (schizofrenia, arroganza e presunzione) tale da comprometterne la capacità di giudizio e di essere condizionato da finalità estranee al processo (giustizialismo). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Latina, 28 novembre 2006).   FATTO Con lettera prot. n. 228 in data 5 marzo 2002, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Genova comunicava all’avv. C.T. di avere aperto nei suoi confronti una inchiesta disciplinare, a seguito della pubblicazione di articoli di stampa che riportavano commenti dallo stesso rilasciati, all’esito di sentenza pronunziata dalla Corte d’Assise d’Appello di Genova nei confronti dell’imputato S.D., difeso dal professionista. Con la stessa lettera, alla quale era allegata la copia fotostatica dell’articolo pubblicato su “Il Secolo XIX” del 24.01.2002, si chiedeva al professionista di precisare se il quotidiano avesse correttamente riportato le sue dichiarazioni e se rispondesse a verità l’affermazione che il professionista aveva rilasciato dichiarazioni alla televisione. Con lettera 8.03.2002, l’avv. C.T. rispondeva alla comunicazione a lui diretta dal Presidente del Consiglio genovese, precisando di non avere rilasciato alcuna dichiarazione ad emittenti televisive nazionali o locali, dopo la notizia dell’avvenuta lettura del dispositivo della sentenza, e di essere stato raggiunto al telefono cellulare da un giornalista del Secolo XIX, mentre si trovava a Latina, città nella quale ha sede l’Ordine al quale egli è iscritto; allegava, a riprova di quanto affermato, copia del verbale dell’udienza del 23.01.2002, attestante l’assenza del professionista in occasione della lettura del dispositivo e la matrice del biglietto aereo attestante il rientro dell’avv. T. da Genova il giorno precedente tale lettura. Trasmessi gli atti per competenza al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Latina ed a fronte della richiesta di chiarimenti da quest’ultimo avanzata, con lettera protocollata il 2.07.2003, l’avv....


 

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Amministrazione di sostegno – Liquidazione compensi patrocinio a spese dello Stato – D.pr. n. 115/2002. Corte di Cassazione, sez. 2, Sentenza n. 15175 del 4 giugno 2019, commento a cura dell’Avv. Ylenia Coronas.

il legittimo affidamento invocabile dal beneficiario di aiuti di stato concessi in violazione del tfue

Artt. 107 e 108 TFUE – Aiuti di stato incompatibili con il mercato interno – Art. 2033 c.c. – Principio di affidamento – Buona fede – Onere di controllo della compatibilità unionale dell’aiuto – Cass. Civ, Sez. I, 6 giugno 2019, n. 15405, commento a cura dell’Avv. Giorgia Franco.

successioni – prova per testimoni e per presunzioni, da parte del legittimario, della simulazione di vendita del de cuius

Successioni – Azione di riduzione – Collazione – Simulazione vendita del de cuius – Prova per testimoni e per presunzioni – Qualità di terzo del legittimario – Condizioni –. Corte di Cassazione, sez. 2, sentenza n. 12317 del 9 maggio 2019, commento a cura della Dott.ssa Ilaria Gonnellini.

Riparazione per ingiusta detenzione – Esclusione in presenza di comportamento gravemente colposo dell’interessato

Riparazione per ingiusta detenzione – Esclusione in presenza di comportamento gravemente colposo dell’interessato – Inammissibilità della questione attinente l’incompatibilità del giudice del merito nel differente procedimento in discorso – Valutazione della condotta dell’istante precedente alla perdita della libertà – Valutazione della condotta del “difendersi tacendo” – Ragioni di sussistenza della colpa – Cassazione penale, sez. IV, sentenza n. 25152 del 06/06/2019 (ud. 07/03/2019) Commento a cura dell’Avv. Marco Grilli

Massime corte di cassazione

Giudizi disciplinari - Norme del codice deontologico forense - Natura - Fonti normative integrative del precetto legislativo -

Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - Norme del codice deontologico forense - Natura - Fonti normative integrative del precetto legislativo - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in tema di contestazione dell'illecito disciplinare - Enunciazione del comportamento integrante la violazione deontologica - Necessità - Rilevanza del "nomen juris" dell'incolpazione - Esclusione - Conseguente attività valutativa del giudice disciplinare - Individuazione.

Notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8312 del 25/03/2019

Procedimento civile - notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Omessa attestazione di conformità del difensore ex art. 16 bis, comma 9 bis, d.l. n. 179 del 2002, convertito dalla l. n. 221 del 2012 - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Limiti.

Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.) - Efficacia decennale - Proroga successiva alla scadenza - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8415 del 26/03/2019

Espropriazione per pubblico interesse (o utilità') - Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.) - Efficacia decennale - Proroga successiva alla scadenza - Esclusione - Potere dell'Amministrazione alla scadenza - Contenuto e limiti - Fattispecie.

Contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8673 del 28/03/2019

Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Accertamento - Conseguenze in punto di giurisdizione.

Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6030 del 28/02/2019

Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - fasi del giudizio - Provvedimento del giudice di primo grado di accoglimento dell'istanza di tutela del possesso con omissione della remissione delle parti alla fase di merito - Reclamabilità - Esclusione - Appellabilità - Sussistenza - Esame nel merito da parte del tribunale del reclamo erroneamente proposto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Poteri della Corte di cassazione.

Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - "danno conseguenza" - Oneri allegatori e probatori - Fattispecie.

Sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5733 del 27/02/2019

Provvedimenti del giudice civile - sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Fondamento.

Responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - Infrazione di una norma sulla circolazione stradale -

Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - Infrazione di una norma sulla circolazione stradale - Evento non causalmente ricollegabile all'infrazione - Responsabilità del trasgressore - Esclusione - Fattispecie.

Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 5759 del 27/02/2019

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - reintegrazione nel posto di lavoro (tutela reale)  - Sentenza dichiarativa dell'illegittimità del licenziamento - Indennità sostitutiva della reintegra nel posto di lavoro ex art. 18, comma 3, st.lav. novellato - Scelta del lavoratore - Successiva riforma della sentenza di primo grado - Effetti espansivi sull'opzione del lavoratore - Esclusione - Fattispecie.

"Nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5737 del 27/02/2019

Servitu' - "nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Servitù di passaggio - Configurabilità - Condizioni - Limiti.

Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5732 del 27/02/2019

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - veduta in appiombo o verticale esercitabile dalle aperture dei singoli appartamenti condominiali - diritto del proprietario - proprietà - "inspectio et prospectio in alienum"  - "inspectio et prospectio in alienum" - laterale od obliqua

Cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5724 del 27/02/2019

Responsabilità patrimoniale - cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Collocazione sussidiaria sugli immobili - Oneri a carico del creditore - Contenuto - Esecuzione infruttuosa o prospettata come tale - Requisito temporale.

Proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5722 del 27/02/2019

Responsabilità civile - proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Responsabilità ex art. 2043 c.c. - Configurabilità anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992 - Onere probatorio - Fattispecie.

Obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Decorrenza automatica degli interessi moratori - Direttiva CE n. 35 del 2000 - Disciplina di attuazione - Applicabilità al contratto di appalto - Sussistenza - Fondamento.

Documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5778 del 27/02/2019

Prova civile - documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Sussistenza.

Invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Onere della prova - Accertamento devoluto al giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti.

Progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Appalto (contratto di) - progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Previsione legislativa - Esclusione.

Amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5726 del 27/02/2019

Responsabilità civile - amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie.

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