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art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti (2014)

Art. 52 - Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti - codice deontologico forense (2014)


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Attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207Attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d. (ora art. 52 cdf), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti (Nel caso di specie, l’avvocato aveva definito il collega di controparte come professionista superficiale, credulone e poco accorto al fine di denigralo e renderlo...
Colleganza - attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63Colleganza - attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con rigore, utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone, ma il diritto della difesa incontra un limite insuperabile nella civile convivenza, nel diritto della controparte o del giudice a non vedersi offeso o ingiuriato. Pertanto, la tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (Nel caso di specie, l’avvocato aveva affermato che l’iniziativa giudiziaria del collega sarebbe dipesa da “pervicace ignoranza” ed “ignavia”, per poter “lucrare...
Colleganza – attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 111Colleganza – attacchi personali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 111
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con rigore, utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone, ma il diritto della difesa incontra un limite insuperabile nella civile convivenza, nel diritto della controparte o del giudice a non vedersi offeso o ingiuriato. Pertanto, la tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (Nel caso di specie, l’avvocato aveva accusato il collega avversario, nella sua qualità di difensore della Curatela, di comportamenti volutamente “maliziosi” e...
comportamenti non improntati a correttezza e prudenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74comportamenti non improntati a correttezza e prudenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74
L’accusa non comprovata ed eccedente il diritto-dovere di difesa Benché l’avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probità e lealtà, i quali non consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignità della professione.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74...
conflitto tra il diritto-dovere a svolgere la difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74conflitto tra il diritto-dovere a svolgere la difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74
La difesa non giustifica l’offesa: illecito ridicolizzare la tesi altrui Nel conflitto tra diritto a svolgere la difesa giudiziale nel modo più largo e insindacabile e il diritto della controparte al decoro e all’onore prevale il primo salvo l’ipotesi in cui le espressioni offensive siano gratuite, ossia non abbiano relazione con l’esercizio del diritto di difesa e siano oggettivamente ingiuriose; pertanto non commette illecito disciplinare l’avvocato che, in un atto del giudizio, usi espressioni forti per effettuare valutazioni generali attinenti alla materia del contendere e a scopo difensivo.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74...
Critica dei provvedimenti giudiziari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 22Critica dei provvedimenti giudiziari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 22
I limiti del diritto di critica dei provvedimenti giudiziari Il diritto di critica nei confronti di qualsiasi provvedimento giudiziario mai può travalicare i limiti del rispetto della funzione giudicante, riconosciuta dall’ordinamento con norme di rango costituzionale nell’interesse pubblico, con pari dignità rispetto alla funzione della difesa (Nel caso di specie, fuori della stanza del Giudice ed alla presenza di numerosi avvocati ad altissimo tono di voce a commento della decisione assunta dall’anzidetto Magistrato in merito ad alcune istanze istruttorie, imprecava e proferiva le seguenti espressioni: “mi ha rigettato la domanda riconvenzionale… sono pazzi” e, nelle medesime circostanze, mentre scendeva le scale: “questa è una latrina, vogliono far fallire le aziende“. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 22  ...
Difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136Difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Vietati gli attacchi dell’avversario sul piano personale non funzionali alla difesa Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. (giuà art. 20 codice previgente), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136  ...
diritto all’onore ed al decorodiritto all’onore ed al decoro
Quando l’esercizio del diritto di difesa prevale sul diritto all’onore ed al decoro L’esercizio del diritto di difesa prevale sul diritto all’onore ed al decoro, con l’eccezione dell’ipotesi in cui le espressioni utilizzate non abbiano relazione con l’esercizio di detto diritto e siano oggettivamente ingiuriose; fermo comunque il limite dettato dal rispetto dei doveri di probità e lealtà, non essendo dato trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 74...
Espressioni offensive o sconvenienti - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018Espressioni offensive o sconvenienti - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018
Il divieto di espressioni offensive o sconvenienti riguarda anche l’avvocato che agisca in proprio Il divieto di espressioni offensive o sconvenienti (art. 52 ncdf, già art. 20 codice previgente) riguarda anche l’avvocato che agisca in proprio ex art. 86 cpc, a nulla rilevando in sede deontologica che il professionista agisca in qualità di parte o di difensore (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha respinto il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense -pres. f.f. Picchioni, rel. Losurdo, sentenza del 12 luglio 2016, n. 192). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018  ...
espressioni offensive o sconvenienti riguarda anche l’avvocato che agisca in proprio - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018espressioni offensive o sconvenienti riguarda anche l’avvocato che agisca in proprio - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018
Il divieto di espressioni offensive o sconvenienti riguarda anche l’avvocato che agisca in proprio - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018 Il divieto di espressioni offensive o sconvenienti (art. 52 ncdf, già art. 20 codice previgente) riguarda anche l’avvocato che agisca in proprio ex art. 86 cpc, a nulla rilevando in sede deontologica che il professionista agisca in qualità di parte o di difensore (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha respinto il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense -pres. f.f. Picchioni, rel. Losurdo, sentenza del 12 luglio 2016, n. 192). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018...
Espressioni sconvenienti e offensive - illecito non scriminato dalla provocazione altrui  Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 15 ottobre 2012, n. 148Espressioni sconvenienti e offensive - illecito non scriminato dalla provocazione altrui Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 15 ottobre 2012, n. 148
La provocazione (e lo stato d’ira che da questa dovesse derivare) non esclude l’infrazione alla regola deontologica di cui all’art. 20, comma I, c.d.f., ma, al più, può solo essere considerata come possibile attenuante ai fini della riduzione della sanzione.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 148  Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 15 ottobre 2012, n. 148 FATTOCon memoria difensiva, datata 16 dicembre 2004, depositata in un procedimento civile di natura risarcitoria, l’incolpato criticava l’operato della Collega, difensore di controparte, Avv. Maria Grazia Ma.., censurandolo come, a suo dire,sconcertante, al punto da ritenerlo, come si legge alla pag. 8 dell’atto anzidetto, gravemente lesivo del prestigio dell’avvocatura non avendo, la Collega, assistito “il cliente nel migliore dei modi”. Concludeva, fra l’altro, chiedendo al Giudice designato di accertare se il comportamento della Collega fosse conforme ai precetti deontologici, instando, in...
espressioni sconvenienti ed offensive - anche delle parti e, più in generale, dei terzi - Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 29 novembre 2012, n. 159espressioni sconvenienti ed offensive - anche delle parti e, più in generale, dei terzi - Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 29 novembre 2012, n. 159
Il divieto di utilizzo di espressioni sconvenienti od offensive di cui all’art. 20 del Codice Deontologico, vige non solo nei confronti dei legali e dei magistrati ma anche delle parti e, più in generale, dei terzi (Nel caso di specie, l’incolpato aveva eccepito che le espressioni fossero state rivolte al collega non quale difensore ma quale parte. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’eccezione). Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d., va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba...
Espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 25 settembre 2017, n. 136Espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l’uso di espressioni sconvenienti ed offensive Benche´ l’avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probita` e lealta`, i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita` della professione, giacché la liberta` che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo` mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro (Nel caso di specie, il professionista aveva riferito, nel corso del giudizio per il pagamento del suo compenso, una circostanza estranea all’oggetto del contendere ed ininfluente ai fini del decidere,...
Espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense sentenza del 21-04-2011, n. 69Espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense sentenza del 21-04-2011, n. 69
Avvocato - Norme deontologiche - Rapporti con i colleghi - Espressioni sconvenienti ed offensive - Pone in essere una condotta deontologicamente rilevante l'avvocato che, in una lettera spedita ad ex clienti, usi espressioni che, riferite in modo apparentemente generico alla classe forense, risultino oggettivamente offensive del collega, che dei destinatari sia il difensore, nonché sconvenienti poiché tese a rappresentare in maniera poco lusinghiera la categoria. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palmi, 15 dicembre 2007). Consiglio Nazionale Forense sentenza del 21-04-2011, n. 69 Consiglio Nazionale Forense sentenza del 21-04-2011, n. 69 FATTOCon delibera n.14 del 20 ottobre 2006 il COA di Palmi emetteva decreto di citazione a giudizio nei confronti dell’avv. A.P. per l’udienza del 10 febbraio 2007, decreto notificato il 30 ottobre 2006 all’incolpato e il 6 novembre 2006 al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi con i seguenti addebiti:- di avere...
espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l'uso di espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47 Benche´ l'avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probita' e lealta', i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita' della professione, giacché la liberta' che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo' mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47...
espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l’uso di espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136 Benche´ l’avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probita` e lealta`, i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita` della professione, giacché la liberta` che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo` mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro (Nel caso di specie, il professionista aveva riferito, nel corso del giudizio per il pagamento del suo compenso, una circostanza...
espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l’uso di espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112 Benche´ l’avvocato possa e debba utilizzare fermezza e toni accesi nel sostenere la difesa della parte assistita o nel criticare e contrastare le decisioni impugnate, tale potere/dovere trova un limite nei doveri di probita` e lealta`, i quali non gli consentono di trascendere in comportamenti non improntati a correttezza e prudenza, se non anche offensivi, che ledono la dignita` della professione, giacché la liberta` che viene riconosciuta alla difesa della parte non puo` mai tradursi in una licenza ad utilizzare forme espressive sconvenienti e offensive nella dialettica processuale, con le altre parti e il giudice, ma deve invece rispettare i vincoli imposti dai doveri di correttezza e decoro Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112...
espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 159espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 159
Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il profilo della violazione degli artt. 5 – 20 e 22 c.d.f. il professionista che nei confronti del Collega usi espressioni sconvenienti ed offensive le quali non trovino scriminante nella difesa che poteva essere esercitata negli atti difensivi che le contengono. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Piacci), sentenza del 29 novembre 2012, n. 159  Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Piacci), sentenza del 29 novembre 2012, n. 159 FATTOIl procedimento di cui qui si discute nasce da separati esposti presentati rispettivamente dall’Avv. E. M. e dall’Avv. E. N. al COA di Torino, rispettivamente poi individuati come procedimento disciplinare n. 61/08 e n. 62/08 e successivamente riuniti al primo. Procedimento disciplinare n. 61/2008 Per quanto riguarda il primo procedimento disciplinare, lo stesso trae origine da due esposti presentati in data 23 luglio 2008 e 28 luglio 2008, dall'...
espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 36espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 36
Il diritto-dovere di difesa non giustifica l’uso di espressioni sconvenienti ed offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 36 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione (quindi anche nella dimensione privata e non propriamente nell’espletamento dell’attività forense), con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione (art. 5 cdf, ora 9 ncdf) e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 20 cdf, ora 52 ncdf). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 36...
espressioni sconvenienti ed offensive - limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 159espressioni sconvenienti ed offensive - limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 159
Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d., va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Piacci), sentenza del 29 novembre 2012, n. 159 Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Piacci), sentenza del 29 novembre 2012, n. 159 FATTOIl procedimento di cui qui si discute nasce da separati esposti...
espressioni sconvenienti ed offensive: l’illecito non è scriminato dall’eventuale veridicità dei fatti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112espressioni sconvenienti ed offensive: l’illecito non è scriminato dall’eventuale veridicità dei fatti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112
Espressioni sconvenienti ed offensive: l’illecito non è scriminato dall’eventuale veridicità dei fatti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112 L’espressione tacciata di offensività riveste rilievo deontologico “di per sé”, cioè a prescindere dalla veridicità dei fatti che hanno dato luogo alla presentazione dell’esposto. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112...
Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63...
espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24  ...
espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 54espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 54
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 54 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che in udienza adotti verso i magistrati espressioni sconvenienti ed offensive estranee alle esigenze difensive, a nulla rilevando, ai fini della responsabilità disciplinare che il comportamento tenuto sia stato conseguenza dello stato d’ira giustificato dalle ingiustizie subite, potendosi tale ipotesi rilevare ai soli fini della determinazione della sanzione.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 54...
Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207  ...
Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Espressioni sconvenienti od offensive: irrilevante il mancato ordine del giudice di cancellarle dagli scritti difensivi In tema di frasi sconvenienti o offensive, è ininfluente il fatto che il Giudice civile abbia omesso di provvedere in ordine alla richiesta di cancellazione delle espressioni offensive, giacché il giudice della disciplina ha completa libertà di effettuare pieno riesame delle espressioni utilizzate sotto il profilo deontologico, indipendentemente dalla valutazione che possa fare il giudice del merito in ambito di responsabilità civile o penale circa il carattere offensivo o meno delle frasi stesse. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136  ...
Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44  ...
Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408Espressioni sconvenienti od offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 408  ...
espressioni sconvenienti od offensive Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2015, n. 81espressioni sconvenienti od offensive Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2015, n. 81
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che in udienza adotti verso i magistrati espressioni sconvenienti ed offensive estranee alle esigenze difensive, a nulla rilevando, ai fini della responsabilità disciplinare che il comportamento tenuto sia stato conseguenza dello stato d’ira giustificato dalle ingiustizie subite, potendosi tale ipotesi rilevare ai soli fini della determinazione della sanzione.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2015, n. 81...
espressioni sconvenienti od offensive Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 11370 del 31 maggio 2016espressioni sconvenienti od offensive Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 11370 del 31 maggio 2016
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione (In applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense, pres. f.f. Salazar – rel. Neri, sentenza del 11 giugno 2015, n. 81) Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 11370 del 31 maggio 2016  ...
espressioni sconvenienti od offensive nei confronti del giudice - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 176espressioni sconvenienti od offensive nei confronti del giudice - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 176
Impugnazione e divieto di espressioni sconvenienti od offensive nei confronti del giudice - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 176 Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con ogni rigore utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone e ciò massimamente nella fase dell’impugnazione, atto diretto a criticare anche severamente una precedente decisione giudiziale e ciò rappresentando con la maggiore efficacia possibile la carenza di motivazione del provvedimento impugnato. Il diritto di critica, tuttavia, non deve mai travalicare in una censurabile deplorazione dell’operato del difensore, delle controparti e del giudicante, incontrando il limite del divieto di utilizzare espressioni sconvenienti ed offensive che violino i principi posti a tutela del rispetto della dignità della persona e del decoro del procedimento, e soprattutto del rispetto della funzione giudicante...
espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63...
espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 81espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 81
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 81 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione (Nel caso di specie, alla richiesta di chiarimenti da parte del Collega, il professionista rispondeva scurrilmente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 81...
espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207...
espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 107espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 107
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 107 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione (Nel caso di specie, il professionista veniva convocato presso il proprio COA per un tentativo di conciliazione con un Collega, del quale ultimo in quella sede dichiarava: “non sa cosa sia la deontologia – sta indegnamente nel Palazzo di Giustizia”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare...
espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 221espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 221
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 221 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione (Nel caso di specie, il professionista inviava una lettera minatoria ad un uomo che, a suo dire, cercava di approcciare la sua compagna. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 221...
espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44 L’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione, con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 52 ncdf, già 20 c.d.f.), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che al più, rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 44...
espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui né dalla reciprocità delle offese - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui né dalla reciprocità delle offese - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47
Le espressioni sconvenienti od offensive non sono scriminate dalla provocazione altrui né dalla reciprocità delle offese - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 47 L'avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione (quindi anche nella dimensione privata e non propriamente nell'espletamento dell'attività forense), con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l'avvocatura svolge nella giurisdizione (art. 5 c.d.f., ora 9 ncdf) e deve in ogni caso astenersi dal pronunciare espressioni sconvenienti od offensive (art. 20 c.d.f., ora 52 ncdf), la cui rilevanza deontologica non è peraltro esclusa dalla provocazione altrui, né dalla reciprocità delle offese, né dallo stato d'ira o d'agitazione che da questa dovesse derivare, non trovando applicazione in tale sede l'esimente prevista dall'art. 599 c.p. (Nel caso di specie, nella propria comparsa di costituzione e risposta, l'avvocato aveva richiesto al giudice "l'adozione di provvedimenti di...
espressioni sconvenienti od offensive: irrilevante il mancato ordine del giudice di cancellarle dagli scritti difensivi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136espressioni sconvenienti od offensive: irrilevante il mancato ordine del giudice di cancellarle dagli scritti difensivi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Espressioni sconvenienti od offensive: irrilevante il mancato ordine del giudice di cancellarle dagli scritti difensivi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136 In tema di frasi sconvenienti o offensive, è ininfluente il fatto che il Giudice civile abbia omesso di provvedere in ordine alla richiesta di cancellazione delle espressioni offensive, giacché il giudice della disciplina ha completa libertà di effettuare pieno riesame delle espressioni utilizzate sotto il profilo deontologico, indipendentemente dalla valutazione che possa fare il giudice del merito in ambito di responsabilità civile o penale circa il carattere offensivo o meno delle frasi stesse. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136...
Espressioni sconvenienti od offensive: necessario l’animus iniurandi  Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 168Espressioni sconvenienti od offensive: necessario l’animus iniurandi Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 168
Va esclusa la violazione dell’art. 20 c.d.f. per carenza del necessario elemento soggettivo dell’animus iniuriandi quando non emerga alcun elemento indicativo della volontà dell’incolpato di esprimere apprezzamenti negativi in ordine alla personalità ed al patrimonio morale dell’esponente, rimanendo così nell’ambito dell’esercizio del diritto di critica che non travalica nel non consentito biasimo e nella censurabile deplorazione dell’operato del difensore di controparte (Nel caso di specie, peraltro, le espressioni de qua venivano pronunciate in un processo civile in cui il Giudice le aveva ritenute tutte collegate con la materia del contendere tanto da negarne la richiesta cancellazione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 168 Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Vermiglio, Rel. Tacchini), sentenza del 29 novembre 2012, n. 168  FATTOCon atto depositato il 10 febbraio 2010 presso il COA di Perugia l’avv. S. C. proponeva ricorso avverso la...
frasi sconvenienti o offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24frasi sconvenienti o offensive - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24
rilevanza deontologica di un comportamento La rilevanza deontologica di un comportamento prescinde dalla sua eventuale liceità civile o penale In tema di frasi sconvenienti o offensive (art. 52 ncdf, già art. 20 cdf), il giudice della disciplina, indipendentemente dalla valutazione che ne può dare il giudice del merito in ambito penale o civile circa il carattere offensivo delle frasi usate dall’avvocato negli scritti difensivi, ha libertà di effettuare pieno riesame delle espressioni usate sotto il profilo deontologico, che deve tener conto anche della condotta dell’incolpato nel suo complesso nonché della potenzialità offensiva del comportamento del professionista in relazione alla sua ricaduta sul prestigio della classe forense (Nel caso di specie, il professionista aveva addebitato alla controparte “bugie”, “menzogne” e finalità di “vendetta”). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 24  ...
Il termine “risibile” ha valenza offensiva - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 154Il termine “risibile” ha valenza offensiva - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 154
Illecito definire “risibile” il comportamento del Collega Il termine “risibile” ha valenza offensiva e/o disdicevole sul piano deontologico, indipendentemente dal suo eventuale rilievo penale (Nel caso di specie, il termine de quo veniva usato in una missiva rivolta al collega. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 154  ...
Illecito deridere il collega definendolo un “mediocre cultore del diritto” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 233Illecito deridere il collega definendolo un “mediocre cultore del diritto” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 233
Illecito deridere il collega definendolo un “mediocre cultore del diritto” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 233 Violano l’art. 52 ncdf (già art. 20 codice previgente) le espressioni usate dal professionista che rivestano un carattere obiettivamente sconveniente ed offensivo e che si situino ben al di là del normale esercizio del diritto di critica e di confutazione delle tesi difensive dell’avversario, per entrare nel campo, non consentito dalle regole di comportamento professionale, del biasimo e della deplorazione dell’operato dell’avvocato della controparte, dovendo peraltro ritenersi implicito l’”animus iniuriandi” nella libera determinazione di introdurre quelle frasi all’indirizzo di un altro difensore in una lettera ed in un atto difensivo (Nel caso di specie, l’avvocato aveva scritto al collega avversario: “ricevo suo ulteriore fax con termine di 3 giorni, i soliti… che lei usualmente concede, essendo un mediocre cultore del diritto”)....
intento denigratorio ed offensivo nei confronti della controparteintento denigratorio ed offensivo nei confronti della controparte
Definire “bugie” le affermazioni di controparte non è, in sè, offensivo né sconveniente Definire “bugie” (ovvero, etimologicamente, “cose deliberatamente non vere”) le affermazioni avversarie non integra, di per sè, alcun intento denigratorio ed offensivo nei confronti della controparte, quanto piuttosto solo la volontà di contestarne decisamente, e magari vivacemente, la veridicità, utilizzando espressioni in sé nient’affatto sconvenienti, e solo protese, anche sotto la reazione dell’emotività del momento, a rimarcare detta dimensione di assoluta non rispondenza a verità.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 76...
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 63 Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con rigore, utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone, ma il diritto della difesa incontra un limite insuperabile nella civile convivenza, nel diritto della controparte o del giudice a non vedersi offeso o ingiuriato. Pertanto, la tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (Nel caso di specie, l’avvocato aveva affermato che l’iniziativa giudiziaria del collega...
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207 Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d. (ora art. 52 cdf), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti (Nel caso di specie, l’avvocato aveva definito il collega di controparte come professionista...
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2016, n. 20La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2016, n. 20
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2016, n. 20 Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con rigore, utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone, ma il diritto della difesa incontra un limite insuperabile nella civile convivenza, nel diritto della controparte o del giudice a non vedersi offeso o ingiuriato. Pertanto, la tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (Nel caso di specie, in un proprio atto giudiziario l’avvocato sosteneva che il collega...
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231 Il limite di compatibilità delle esternazioni verbali o verbalizzate e/o dedotte nell’atto difensivo dal difensore con le esigenze della dialettica processuale e dell’adempimento del mandato professionale, oltre il quale si prefigura la violazione dell’art. 20 del c.d. (ora art. 52 cdf), va individuato nella intangibilità della persona del contraddittore, nel senso che quando la disputa abbia un contenuto oggettivo e riguardi le questioni processuali dedotte e le opposte tesi dibattute, può anche ammettersi crudezza di linguaggio e asperità dei toni, ma quando la diatriba trascende sul piano personale e soggettivo l’esigenza di tutela del decoro e della dignità professionale forense impone di sanzionare i relativi comportamenti (Nel caso di specie, l’avvocato aveva accusato il collega di controparte di aver agito...
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 111La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 111
La difesa non giustifica l’offesa: illeciti gli attacchi personali al collega di controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 111 Nell’ambito della propria attività difensiva, l’avvocato deve e può esporre le ragioni del proprio assistito con rigore, utilizzando tutti gli strumenti processuali di cui dispone, ma il diritto della difesa incontra un limite insuperabile nella civile convivenza, nel diritto della controparte o del giudice a non vedersi offeso o ingiuriato. Pertanto, la tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (Nel caso di specie, l’avvocato aveva accusato il collega avversario, nella sua qualità di...
La difesa non giustifica l’offesa: illecito definire controparte “sinistro personaggio”La difesa non giustifica l’offesa: illecito definire controparte “sinistro personaggio”
La difesa non giustifica l’offesa: illecito definire controparte “sinistro personaggio”La tutela del diritto di difesa e critica, il cui esercizio non può travalicare i limiti della correttezza e del rispetto della funzione, non può tradursi, ai fini dell’applicazione della relativa “scriminante”, in una facoltà di offendere, dovendo in tutti gli atti ed in tutte le condotte processuali rispettarsi il dovere di correttezza, anche attraverso le forme espressive utilizzate (In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento, in luogo della censura comminata all’incolpato dal consiglio territoriale, la cui decisione è stata quindi riformata in parte qua).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 78...


 

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Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - decorrenza - Processo civile telematico - Redazione della sentenza in formato elettronico – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2362 del 29/01/2019

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Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensione di invalidita' - invalidita' – prova – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2361 del 29/01/2019

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Procedimento civile - notificazione - al procuratore - Notificazione della sentenza ad uno soltanto dei difensori – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2677 del 30/01/2019

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Procedimento civile - interruzione del processo - Interruzione di diritto del processo ex art. 43 l.fall. - Termine per la riassunzione – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2658 del 30/01/2019

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Procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) - revoca e rinuncia - Effetti - Decorrenza – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2677 del 30/01/2019

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Usi civici - affrancazioni - Affrancazione cd. invertita ex art. 9 del r.d. n. 510 del 1891 - Nozione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2704 del 30/01/2019

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Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Domanda di protezione internazionale - Procedimento di impugnazione della decisione che determina lo Stato competente a decidere sulla domanda – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2722 del 30/01/2019

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Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - motivi di revocazione - errore di fatto – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2712 del 30/01/2019

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Donazione - impugnazione della donazione - conferma ed esecuzione volontaria di donazioni nulle Preclusione azione di nullità – Condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2700 del 30/01/2019

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Procedimenti sommari - d'ingiunzione - decreto - opposizione - Ingiunzione di pagamento europea - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2840 del 31/01/2019

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Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019

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Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019

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