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art. 41 - Rapporto con parte assistita da collega (2014)

Art. 41 - Rapporto con parte assistita da collega - codice deontologico forense (2014)


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Colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 159Colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 159
La sfiducia nei confronti del collega non giustifica l’invio in copia conoscenza di corrispondenza alla controparte personalmente L’avvocato deve astenersi dall’indirizzare la propria corrispondenza direttamente alla controparte, che sappia assistita da un Collega, salvo per intimare messe in mora, evitare prescrizioni o decadenze, ovvero richiedere determinati comportamenti di natura sostanziale, ma in tali casi deve sempre inviare una copia della missiva stessa al Collega per conoscenza (art. 41 ncdf, già art. 27 cdf). (Nel caso di specie...
Colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 161Colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 161
La disciplina dei rapporti con la controparte assistita da collega L’avvocato deve astenersi dall’indirizzare la propria corrispondenza direttamente alla controparte, che sappia assistita da un Collega, salvo per intimare messe in mora, evitare prescrizioni o decadenze, ovvero richiedere determinati comportamenti di natura sostanziale, ma in tali casi deve sempre inviare una copia della missiva stessa al Collega per conoscenza (art. 41 ncdf, già art. 27 cdf). La violazione di tale disciplina costituisce illecito disciplinare a prescindere...
Remissione della querela - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 87Remissione della querela - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 87
L’avvocato non può concordare la remissione della querela direttamente con la controparte che sappia assistita da altro legale Costituisce comportamento deontologicamente scorretto accordarsi o mettersi in contatto diretto con la controparte, quando sia noto che la stessa è assistita da altro collega ai sensi dell’art. 41 ncdf (già art. 27 cod. prev.), la cui ratio è quella di tutelare la fondamentale funzione della difesa e della presenza dell’avvocato in ogni fase del rapporto professionale. Tale obbligo sussiste anche nell’ipotesi in cui...
Corrispondenza direttamente alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 49Corrispondenza direttamente alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 49
La ratio dell’art. 41 nuovo codice deontologico La ratio dell’art. 41 ncdf, già art. 27 cdf (secondo cui l’avvocato deve astenersi dall’indirizzare la propria corrispondenza direttamente alla controparte, che sappia assistita da un Collega, salvo per intimare messe in mora, evitare prescrizioni o decadenze, ovvero richiedere determinati comportamenti) è quella di riconoscere all’Avvocato la funzione di esclusivo referente del proprio assistito, al fine di preservarlo da eventuali comportamenti inappropriati e sleali della controparte....
Intimidire la controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 49Intimidire la controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 49
Illecito intimidire la controparte al fine di indurla a desistere o transigere Integra illecito deontologico il comportamento dell’avvocato che, in violazione del divieto di cui all’art. 41 ncdf (già art. 27 cdf), indirizzi la propria corrispondenza direttamente alla controparte, che sappia assistita da un Collega, prospettandole asseriti pregiudizi economici al fine di indurla a desistere o transigere la controversia (Nel caso di specie, l’avvocato aveva scritto direttamente alla propria controparte, pur sapendola assistita da un legale,...
Associati, collaboratori e sostituti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 49Associati, collaboratori e sostituti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 49
La responsabilità per fatto di associati, collaboratori e sostituti L’avvocato è personalmente responsabile per condotte, determinate da suo incarico, ascrivibili a suoi associati, collaboratori e sostituti, salvo che il fatto integri una loro esclusiva e autonoma responsabilità (art. 7 ncdf). (Nel caso di specie, trattavasi di missiva inviata direttamente alla controparte assistita da legale, in ipotesi estranee a quelle consentite dall’art. 41 ncdf, ma il professionista aveva invocato un esonero di responsabilità disciplinare asserendo che...
Contatto diretto con la controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 12Contatto diretto con la controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 12
L’avvocato non può ricevere né mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro legale Costituisce comportamento deontologicamente scorretto prendere accordi diretti con la controparte, quando sia noto che la stessa è assistita da altro collega (art. 27 cdf, ora art. 41 ncdf). Tale obbligo sussiste anche nell’ipotesi in cui la controparte si impegni ad avvertire il proprio difensore o, addirittura, affermi di averlo già avvertito. Tale precetto deontologico si riferisce alla intera “assistenza” da parte del...


 

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