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art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014)

Art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela -codice deontologico forense 2914


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art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10conflitto di interessi anche solo potenziale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 aprile 2018, n. 38
Illecito agire in conflitto di interessi anche solo potenziale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 aprile 2018, n. 38 L’art. 37 c.d.f. (ora, 24 ncdf) mira ad evitare situazioni che possano far dubitare della correttezza dell’operato dell’avvocato e, quindi, perché si verifichi l’illecito, è sufficiente che potenzialmente l’opera del professionista possa essere condizionata da rapporti di interesse con la controparte. Peraltro, facendo riferimento alle categorie del diritto penale, l’illecito contestato all’avvocato è un illecito di pericolo, quindi l’asserita mancanza di danno è irrilevante perché il danno effettivo non è elemento costitutivo dell’illecito contestato (Nel caso di specie, il professionista aveva assunto un incarico contestuale tanto dalla società promittente venditrice, quanto da quella promittente acquirente dello stesso immobile. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di mesi quattro). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 aprile 2018, n. 38...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Accettare compensi irrisori costituisce accaparramento di clientela - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 244
Accettare compensi irrisori costituisce accaparramento di clientela - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 244 L’accettazione di un incarico professionale comportante un compenso onnicomprensivo irrisorio costituisce accaparramento di clientela, pratica che, di per sé lecita, sconfina nel disvalore deontologico qualora sia attuata ricorrendo a modalità non conformi a correttezza e decoro. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 244...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 246
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 246 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono, conformemente alla normativa comunitaria e alla costante sua interpretazione da parte della Corte di Giustizia, le limitazioni connesse alla dignità ed al decoro della professione, la cui verifica è dall’Ordinamento affidata al potere – dovere dell’ordine professionale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 246...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito aderire a Convenzioni pubbliche che violano l’equo compenso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 245
Illecito aderire a Convenzioni pubbliche che violano l’equo compenso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 245 L’adesione dell’avvocato ad una Convenzione che preveda compensi irrisori costituisce illecito disciplinare, in quanto lesivo del decoro e della dignità della categoria cui appartiene (Nel caso di specie, trattavasi di Convenzione del Comune che prevedeva un compenso di euro 17, accessori compresi, per ciascun giudizio patrocinato davanti al Giudice di Pace nei procedimenti di opposizione ai verbali relativi ad accertate violazioni del CdS e ad altre violazioni amministrative). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 245...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Gli obblighi deontologici da osservare prima di agire contro un collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231
Gli obblighi deontologici da osservare prima di agire contro un collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231 L’adempimento dell’obbligo previsto dall’art. 38 Codice deontologico Forense (già art. 22 cod. prev.) deve ritenersi soddisfatto nel concorso di tre requisiti: quello formale, consistente nell’adozione dello scritto quale veicolo della comunicazione; quello sostanziale, consistente nel rendere chiara l’intenzione di chi comunica che agirà in giudizio; l’ultimo, anch’esso di carattere sostanziale, consistente nel palesare la ragione dell’iniziativa. Mentre il primo requisito ha la funzione di impedire qualsiasi equivoco, il secondo ed il terzo consentono al destinatario della comunicazione di evitare di essere convenuto in giudizio rimuovendo, o tentando di rimuovere, le ragioni della controversia; cosa che risulta possibile solo se la comunicazione sia titolata, esplicando i motivi del contrasto, e consenta quello spatium deliberandi da parte del destinatario che possa permettere a quest’ultimo di evitare la sede giudiziaria. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Accaparramento di clientela - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 139
Accaparramento di clientela: vietato offrire prestazioni professionali “personalizzate” non richieste Costituisce violazione del divieto di accaparramento di clientela (art. 37 ncdf, già art. 19 codice previgente) il comportamento dell’avvocato che, senza esserne richiesto, offra una prestazione personalizzata, cioè rivolta a una persona determinata per uno specifico affare (Nel caso di specie, il professionista aveva scritto ad un Comune e alla Provincia proponendosi per la costituzione di parte civile degli Enti stessi in un procedimento penale per disastro ambientale, dichiarandosi altresì disponibile ad applicare i minimi tariffari. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 139  ...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 8
La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 8 L’informazione sull’attività professionale, ai sensi degli artt. 17 e 35 ncdf (già artt. 17 e 17 bis cod. prev.), deve essere rispettosa della dignità e del decoro professionale e quindi di tipo semplicemente conoscitivo, potendo il professionista provvedere alla sola indicazione delle attività prevalenti o del proprio curriculum, ma non deve essere mai né comparativa né autocelebrativa (Nel caso di specie, il professionista aveva garantito il “pieno successo” degli incarichi affidatigli, peraltro anche in materie di cui non aveva alcuna competenza professionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 8...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Pubblicità professionale: la valutazione deontologica riguarda i contenuti, più che lo strumento usato per diffonderli - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 391
Pubblicità professionale: la valutazione deontologica riguarda i contenuti, più che lo strumento usato per diffonderli - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 391 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono, conformemente alla normativa comunitaria e alla costante sua interpretazione da parte della Corte di Giustizia, le limitazioni connesse alla dignità ed al decoro della professione, la cui verifica è dall’Ordinamento affidata al potere – dovere dell’ordine professionale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 391...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Pubblicità informativa: vietato offrire prestazioni professionali verso compensi infimi o a forfait - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 349
Pubblicità informativa: vietato offrire prestazioni professionali verso compensi infimi o a forfait - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 349 Pur a seguito dell’entrata in vigore della normativa nota come “Bersani”, la pubblicità informativa dell’avvocato deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro, sicché è da ritenersi deontologicamente vietata una pubblicità indiscriminata (ed in particolare quella comparativa ed elogiativa) così come una proposta commerciale che offra servizi professionali a costi molto bassi ovvero determinati forfettariamente senza alcuna proporzione all’attività svolta, a prescindere dalla corrispondenza o meno alle indicazioni tariffarie. Infatti, la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono, conformemente alla normativa comunitaria e alla costante sua interpretazione da parte della Corte di Giustizia, le predette limitazioni connesse alla dignità ed al decoro della professione, la cui verifica è dall’ordinamento affidata al potere-dovere del giudice disciplinare (Nel caso di specie trattavasi di box pubblicitario in un quotidiano, con evidenza riservata in via pressoché esclusiva e palesemente suggestiva al costo della prestazione offerta, consistente in due pareri all’anno, per tre anni, verso un corrispettivo, invariabile e modesto, prefissato a forfait). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 349...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 349
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 349 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono, conformemente alla normativa comunitaria e alla costante sua interpretazione da parte della Corte di Giustizia, le limitazioni connesse alla dignità ed al decoro della professione, la cui verifica è dall’Ordinamento affidata al potere – dovere dell’ordine professionale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 349...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 55
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 55 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono, conformemente alla normativa comunitaria e alla costante sua interpretazione da parte della Corte di Giustizia, le limitazioni connesse alla dignità ed al decoro della professione, la cui verifica è dall’Ordinamento affidata al potere – dovere dell’ordine professionale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 55...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10accaparramento di clientela attraverso internet - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89
offerta di prestazioni professionali ad un costo simbolico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89 Costituisce illecito disciplinare l’informazione, diffusa anche attraverso siti internet, fondata sull’offerta di prestazioni professionali gratuite ovvero a prezzi simbolici o comunque contenuti e bassamente commerciali, in quanto volta a suggestionare il cliente sul piano emozionale, con un messaggio di natura meramente commerciale ed esclusivamente caratterizzato da evidenti sottolineature del dato economico (Nel caso di specie, dopo aver elogiato -anche comparativamente- le qualità del proprio studio, l’avvocato offriva le proprie prestazioni professionali ad un “costo poco più che simbolico”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’attività professionale per mesi due).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2015, n. 118
Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2015, n. 118 La pubblicità informativa deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, il professionista aveva pubblicizzato il proprio studio professionale a mezzo email, ivi affermando di effettuare alcune prestazioni professionali gratuite). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2015, n. 118...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Vietato ingenerare confusione tra le "materie di attivita' prevalente" e le "specializzazioni professionali" - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39
Vietato ingenerare confusione tra le "materie di attivita' prevalente" e le "specializzazioni professionali" - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39 L'avvocato può indicare i settori di esercizio dell'attivita' professionale e, nell'ambito di questi, eventuali materie di attivita' prevalente, ma l'affermazione di una propria "specializzazione" presuppone l'ottenimento del relativo diploma conseguito presso un istituto universitario (Nel caso di specie, in un'intervista pubblicata da un quotidiano, l'incolpato aveva dichiarato "il mio studio e' specializzato in responsabilita' medica ed ospedaliera, famiglia, casa e contratti, infortunistica stradale, consulenza alle aziende, immigrazione, recupero credito e consulenza bancaria", senza tuttavia essere in possesso dei relativi diplomi universitari, ed invocando l'uso atecnico del termine "specializzato". In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Rubrica giornalistica e accaparramento di clientela - deontologia avvocato Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 83
Rubrica giornalistica e accaparramento di clientela - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 83 L'avvocato che curi una rubrica giornalistica non può indicare in calce alla stessa i recapiti del proprio studio al fine dell'invio diretto della corrispondenza, in quanto ciò costituisce potenziale strumento di accaparramento o sviamento della clientela e deve perciò considerarsi strumento non conforme alla dignità e al decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell'avvocato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 83  ...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10accaparramento di clientela attraverso internet - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89
L’accaparramento di clientela attraverso internet: l’offerta di prestazioni professionali ad un costo simbolico - low cost Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89 Costituisce illecito disciplinare l’informazione, diffusa anche attraverso siti internet, fondata sull’offerta di prestazioni professionali gratuite ovvero a prezzi simbolici o comunque contenuti e bassamente commerciali, in quanto volta a suggestionare il cliente sul piano emozionale, con un messaggio di natura meramente commerciale ed esclusivamente caratterizzato da evidenti sottolineature del dato economico (Nel caso di specie, dopo aver elogiato -anche comparativamente- le qualità del proprio studio, l’avvocato offriva le proprie prestazioni professionali ad un “costo poco più che simbolico”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’attività professionale per mesi due).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89 Pubblicato in Giurisprudenza CNF...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74
Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74 Il codice deontologico, anche a seguito della entrata in vigore delle norme che prevedono la possibilità di dare informazioni sull’attività professionale, non consente una pubblicità indiscriminata ed elogiativa, intrinsecamente comparativa in quanto diretta a porre in evidenza caratteri di primazia in seno alla categoria, perché incompatibile con la dignità e il decoro della professione e, soprattutto, a tutela dell’affidamento della collettività (Nel caso di specie, in una pubblicazione a pagamento allegata ad un quotidiano nazionale, la “law firm” veniva rappresentata come una tra “i migliori studi professionali italiani”, con gli avvocati più prestigiosi della città, per qualità professionali, personali e sociali, nonché per notorietà e importanza della clientela individuata in un’importante banca nazionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista, peraltro rilasciata dietro contribuzione alle spese di pubblicazione- era in realtà una pubblicità “occulta” in cui, anche attraverso diverse fotografie, semplicemente si elogiavano la struttura, le competenze e le attività dello studio professionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74  ...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 72
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 72 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista, peraltro rilasciata dietro contribuzione alle spese di pubblicazione- era in realtà una pubblicità “occulta” in cui, anche attraverso diverse fotografie, semplicemente si elogiavano la struttura, le competenze e le attività dello studio professionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 72...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Accaparramento di clientela: la sede dello studio legale presso associazioni o società o associazione di categoria Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170
Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che fissi un proprio recapito o la sede della sua attività professionale presso uffici di società, agenzie infortunistiche, agenzie di assicurazioni e servizi, società commerciali, associazioni di mutilati ed invalidi civili e comunque Enti o Associazioni che rappresentino categorie di lavoratori e/o professionisti, dei quali ne utilizzi i locali ricevendo anche clienti, usufruisca delle utenze telefoniche e ne indichi il recapito sulla propria carta intestata. L’incrocio, sia pure saltuario, dell’attività professionale con le attività sindacali, che si concretizzi nella presenza fisica e nell’utilizzo, per fini professionali, dell’intera struttura in cui opera ed agisce l’associazione, è sintomatico di un procacciamento di clientela scorretto perché incanalato attraverso mezzi non consentiti e che, quindi, vanno ritenuti deplorevoli, in violazione dei principi di lealtà, dignità e decoro della professione forense. Viola l’art. 19 CDF l’avvocato presso il cui studio legale sia ubicata una associazione di categoria, così ponendo in essere le condizioni di potenziale accaparramento di clientela, indipendentemente dalla circostanza dell’effettivo raggiungimento di concreti vantaggi economici. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170 Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170 FATTOIl procedimento disciplinare trae origine dalla conoscenza in capo al COA di Brindisi del volantino con il quale:- Si pubblicizza e promette “assistenza” contro banche, assicurazioni, pubblica amministrazione, etc.;- Sono indicate tutta una serie di aree di intervento per la tutela di diritti in materia di, ad esempio, condominio, opposizione a multe, risarcimento da sinistri stradali, responsabilità medica, etc; - Si offre consulenza gratuita;si indica il responsabile provinciale della associazione nella persona dell’avv. V. V., con sede in C. M. alla via F. P. n.21/bis, il numero di tel. e fax 0831.377971, del cellulare 3209322782, l’email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ed il sito internet www.avvocatoV.V..it dati tutti coincidenti con quelli dell’iscritto all’Ordine degli Avvocati di Brindisi avv. V. V.;così escludendo, compromettendo e comunque condizionando la libera scelta di chi si rivolga alla suddetta associazione nella nomina del difensore di fiducia”.Il COA apriva procedimento disciplinare nei confronti dell’avv. V. con il seguente capo d’incolpazione:- “violazione degli art. 5 e 19 del Codice Deontologico Forense, in relazione all’art. 38 R.D.L. 27.11.1933 n. 1578, per inosservanza dei doveri che impongono dignità e decoro nell’esercizio della professione per aver posto in essere una condotta diretta alla acquisizione di rapporti di clientela attraverso la stampa e la diffusione di un volantino apparentemente proveniente dalla associazione CODACONS”nel quale:- si pubblicizza e promette “assistenza” contro banche, assicurazioni, pubblica amministrazione, etc.;- sono indicate tutta una serie di aree di intervento per la tutela di diritti in materia di, ad esempio, condominio, opposizione a multe, risarcimento da sinistri stradali, responsabilità medica, etc;- si offre consulenza gratuita;si indica il responsabile provinciale della associazione nella persona dell’avv. V. V., con sede in C. M. alla via F. P. n.21/bis, il numero di tel. e fax 0831.377971, del cellulare 3209322782, l’email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ed il sito internet www....
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 La pubblicità informativa deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I limiti alla “pubblicità” professionale dopo il c.d. Decreto Bersani - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
I limiti alla “pubblicità” professionale dopo il c.d. Decreto Bersani - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 La c.d. legge Bersani non consente una pubblicità indiscriminata, ma la diffusione di specifiche informazioni sull’attività, al fine di orientare razionalmente le scelte di colui che ricerchi assistenza, nella libertà di fissazione di compenso e della modalità del suo calcolo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 In ipotesi di rilascio di interviste agli organi di stampa da parte dell’avvocato, non può comportare violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si esclude “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10riservatezza ufficio a pian terreno sul fronte strada,- Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2013, n. 37
L’avvocato non può esporre i propri clienti in vetrina - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2013, n. 37 Lo studio professionale deve garantire la riservatezza del cliente, quale esplicazione del decoro e della dignità che la funzione sociale della professione impone, sicché, qualora l’ufficio si trovi a pian terreno sul fronte strada, porte e finestre devono essere schermati o riparati dalla vista dei passanti.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2013, n. 37...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2013, n. 37
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2013, n. 37 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono, conformemente alla normativa comunitaria e alla costante sua interpretazione da parte della Corte di Giustizia, le limitazioni connesse alla dignità ed al decoro della professione, la cui verifica è dall’ordinamento affidata al potere – dovere dell’ordine professionale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2013, n. 37...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204
Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204 In ipotesi di rilascio di interviste agli organi di stampa da parte dell’avvocato, non può comportare violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si esclude “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204 I principi in tema di pubblicità di cui alla L. n. 248/2006 (di conversione del c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici: la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono infatti, conformemente alla normativa comunitaria e alla costante sua interpretazione da parte della Corte di Giustizia, le limitazioni connesse alla dignità ed al decoro della professione, la cui verifica è dall’ordinamento affidata al potere-dovere dell’ordine professionale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Vietato il volantinaggio con cui si offrono prestazioni professionali gratuite - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170
Vietato il volantinaggio con cui si offrono prestazioni professionali gratuite - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170 L’offerta di prestazioni professionali (nella specie, attraverso un volantino), senza adeguati requisiti informativi e comunque a costi molto bassi o, addirittura, a titolo gratuito appare suggestiva e attrattiva della clientela in maniera incompatibile con la dignità e il decoro. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I limiti alla “pubblicità” professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170
I limiti alla “pubblicità” professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170 L’introduzione nel nostro ordinamento della normativa nota come Bersani non ha consentito una pubblicità indiscriminata ma solo ed esclusivamente la diffusione di specifiche informazioni sull’attività, sui contenuti, sui prezzi e le altre condizioni di offerta dei servizi professionali, al fine di orientare razionalmente le scelte di colui che ricerchi assistenza, nella libertà di fissazione del compenso e della modalità del suo calcolo. Tale libertà di informazione deve peraltro esplicarsi con modalità di diffusione che non si pongano in contrasto con la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, caratteristiche che impongono le limitazioni connesse alla dignità e al decoro delle professioni: ne consegue che il disvalore deontologico risiede negli strumenti usati per l’acquisizione della clientela, che non devono essere alcuno di quelli tipizzati in via esemplicativa nei canoni complementari dell’art. 19 CDF, non devono concretizzarsi nella intermediazione di terzi (agenzie o procacciatori) né, più genericamente, esplicarsi in modi non conformi alla correttezza e al decoro. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152
Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152 A seguito dell’entrata in vigore della normativa nota come “Bersani”, il codice deontologico forense consente non una pubblicità indiscriminata (ed in particolare non comparativa ed elogiativa), ma la diffusione di specifiche informazioni sull’attività, anche sui prezzi, i contenuti e le altre condizioni di offerta di servizi professionali, al fine di orientare razionalmente le scelte di colui che ricerchi assistenza, nella libertà di fissazione del compenso e della modalità del suo calcolo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152...
art. 37 - Divieto di accaparramento di clientela (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista- era in realtà una pubblicità “occulta” in cui, anche attraverso diverse fotografie, semplicemente si elogiavano la struttura, le competenze e le attività dello studio professionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121...


 

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Amministrazione di sostegno – Liquidazione compensi patrocinio a spese dello Stato – D.pr. n. 115/2002. Corte di Cassazione, sez. 2, Sentenza n. 15175 del 4 giugno 2019, commento a cura dell’Avv. Ylenia Coronas.

il legittimo affidamento invocabile dal beneficiario di aiuti di stato concessi in violazione del tfue

Artt. 107 e 108 TFUE – Aiuti di stato incompatibili con il mercato interno – Art. 2033 c.c. – Principio di affidamento – Buona fede – Onere di controllo della compatibilità unionale dell’aiuto – Cass. Civ, Sez. I, 6 giugno 2019, n. 15405, commento a cura dell’Avv. Giorgia Franco.

successioni – prova per testimoni e per presunzioni, da parte del legittimario, della simulazione di vendita del de cuius

Successioni – Azione di riduzione – Collazione – Simulazione vendita del de cuius – Prova per testimoni e per presunzioni – Qualità di terzo del legittimario – Condizioni –. Corte di Cassazione, sez. 2, sentenza n. 12317 del 9 maggio 2019, commento a cura della Dott.ssa Ilaria Gonnellini.

Riparazione per ingiusta detenzione – Esclusione in presenza di comportamento gravemente colposo dell’interessato

Riparazione per ingiusta detenzione – Esclusione in presenza di comportamento gravemente colposo dell’interessato – Inammissibilità della questione attinente l’incompatibilità del giudice del merito nel differente procedimento in discorso – Valutazione della condotta dell’istante precedente alla perdita della libertà – Valutazione della condotta del “difendersi tacendo” – Ragioni di sussistenza della colpa – Cassazione penale, sez. IV, sentenza n. 25152 del 06/06/2019 (ud. 07/03/2019) Commento a cura dell’Avv. Marco Grilli

Massime corte di cassazione

Giudizi disciplinari - Norme del codice deontologico forense - Natura - Fonti normative integrative del precetto legislativo -

Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - Norme del codice deontologico forense - Natura - Fonti normative integrative del precetto legislativo - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in tema di contestazione dell'illecito disciplinare - Enunciazione del comportamento integrante la violazione deontologica - Necessità - Rilevanza del "nomen juris" dell'incolpazione - Esclusione - Conseguente attività valutativa del giudice disciplinare - Individuazione.

Notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8312 del 25/03/2019

Procedimento civile - notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Omessa attestazione di conformità del difensore ex art. 16 bis, comma 9 bis, d.l. n. 179 del 2002, convertito dalla l. n. 221 del 2012 - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Limiti.

Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.) - Efficacia decennale - Proroga successiva alla scadenza - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8415 del 26/03/2019

Espropriazione per pubblico interesse (o utilità') - Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.) - Efficacia decennale - Proroga successiva alla scadenza - Esclusione - Potere dell'Amministrazione alla scadenza - Contenuto e limiti - Fattispecie.

Contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8673 del 28/03/2019

Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Accertamento - Conseguenze in punto di giurisdizione.

Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6030 del 28/02/2019

Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - fasi del giudizio - Provvedimento del giudice di primo grado di accoglimento dell'istanza di tutela del possesso con omissione della remissione delle parti alla fase di merito - Reclamabilità - Esclusione - Appellabilità - Sussistenza - Esame nel merito da parte del tribunale del reclamo erroneamente proposto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Poteri della Corte di cassazione.

Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - "danno conseguenza" - Oneri allegatori e probatori - Fattispecie.

Sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5733 del 27/02/2019

Provvedimenti del giudice civile - sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Fondamento.

Responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - Infrazione di una norma sulla circolazione stradale -

Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - Infrazione di una norma sulla circolazione stradale - Evento non causalmente ricollegabile all'infrazione - Responsabilità del trasgressore - Esclusione - Fattispecie.

Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 5759 del 27/02/2019

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - reintegrazione nel posto di lavoro (tutela reale)  - Sentenza dichiarativa dell'illegittimità del licenziamento - Indennità sostitutiva della reintegra nel posto di lavoro ex art. 18, comma 3, st.lav. novellato - Scelta del lavoratore - Successiva riforma della sentenza di primo grado - Effetti espansivi sull'opzione del lavoratore - Esclusione - Fattispecie.

"Nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5737 del 27/02/2019

Servitu' - "nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Servitù di passaggio - Configurabilità - Condizioni - Limiti.

Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5732 del 27/02/2019

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - veduta in appiombo o verticale esercitabile dalle aperture dei singoli appartamenti condominiali - diritto del proprietario - proprietà - "inspectio et prospectio in alienum"  - "inspectio et prospectio in alienum" - laterale od obliqua

Cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5724 del 27/02/2019

Responsabilità patrimoniale - cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Collocazione sussidiaria sugli immobili - Oneri a carico del creditore - Contenuto - Esecuzione infruttuosa o prospettata come tale - Requisito temporale.

Proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5722 del 27/02/2019

Responsabilità civile - proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Responsabilità ex art. 2043 c.c. - Configurabilità anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992 - Onere probatorio - Fattispecie.

Obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Decorrenza automatica degli interessi moratori - Direttiva CE n. 35 del 2000 - Disciplina di attuazione - Applicabilità al contratto di appalto - Sussistenza - Fondamento.

Documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5778 del 27/02/2019

Prova civile - documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Sussistenza.

Invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Onere della prova - Accertamento devoluto al giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti.

Progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Appalto (contratto di) - progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Previsione legislativa - Esclusione.

Amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5726 del 27/02/2019

Responsabilità civile - amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie.

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