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art. 31 - Compensazione (2014)

codice deontologico forense (2014)


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Somme del cliente - Indebito trattenimento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 188Somme del cliente - Indebito trattenimento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 188
L’indebito trattenimento di somme spettanti al cliente L’apprensione indebita di somme di denaro di spettanza del cliente integra gravissima violazione (art. 31 ncdf, già art. 44 codice previgente), che pregiudica l’affidamento generale che il professionista deve coltivare in ragione del suo ministero, compromettendo, conseguentemente, la credibilità dell’intero ceto forense (Nel caso di specie, il professionista che aveva indebitamente trattenuto la somma di euro 26mila circa liquidata dall’assicurazione al cliente. In applicazione del...
Illecito trattenimento del denaro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 105Illecito trattenimento del denaro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 105
L’illecito trattenimento del denaro ricevuto dal cliente al fine di consegnarlo a controparte L’avvocato deve comportarsi con puntualità e diligenza nella gestione del denaro ricevuto dal proprio assistito (art. 30 ncdf, già art. 41 cod. prev.) e, in ogni caso, può trattenere dette somme a titolo di compenso solo con il consenso specifico ed espresso (quindi consapevole e mai per facta concludentia) del cliente stesso (art. 31 ncdf, già art. 44 cod. prev.), fatto comunque sempre salvo l’obbligo di rendiconto (Nel caso di specie, il...
Procura alle liti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 100Procura alle liti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 100
Procura alle liti: la facoltà di riscuotere somme non legittima la compensazione (né tantomeno esonera dall’obbligo di rendiconto) L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa: fermo, in ogni caso, l’obbligo di rendiconto, costituisce ipotesi di lecita compensazione soltanto la prova del valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso prestato dal cliente, che tuttavia non può ritenersi di per sè integrato dalla generica “facoltà di sottoscrivere quietanze e di...
Compensazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81Compensazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi,...
Procura alle liti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81Procura alle liti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 81
Procura alle liti: la facoltà di riscuotere somme non legittima la compensazione (né tantomeno esonera dall’obbligo di rendiconto) L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa: fermo, in ogni caso, l’obbligo di rendiconto, costituisce ipotesi di lecita compensazione soltanto la prova del valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso prestato dal cliente, che tuttavia non può ritenersi di per sè integrato dalla generica “facoltà di sottoscrivere quietanze e di...
Compenso - denaro spettante al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58Compenso - denaro spettante al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58
L’avvocato non può subordinare all’incasso del proprio compenso la consegna del denaro spettante al cliente L’Avvocato non può condizionare il versamento alla parte assistita delle somme riscosse per conto di questa, al riconoscimento delle proprie competenze, a meno che la medesima non vi consenta espressamente, con dichiarazione specifica e dettagliata, ovvero si tratti di somme che il difensore stesso abbia anticipato a titolo di spese vive, purche´ ne dia immediata comunicazione all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del...
Somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 aprile 2017, n. 38Somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 aprile 2017, n. 38
L’appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente L’avvocato è tenuto a dare immediata comunicazione al proprio cliente delle somme incassate per suo conto ed a fornirgli comunque, senza necessità di particolari inviti e richieste, il rendiconto delle operazioni eseguite in applicazione della obbligazione ricadente sul mandatario, non trovando applicazione il principio della compensazione quando questo sia il frutto di unilaterale appropriazione di somme che egli abbia presso di sé per conto del cliente, quando manchi il...
Compensazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401Compensazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi,...
Somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401Somme incassate per conto del cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 401
L’appropriazione indebita di somme incassate per conto del cliente L’avvocato è tenuto a dare immediata comunicazione al proprio cliente delle somme incassate per suo conto ed a fornirgli comunque, senza necessità di particolari inviti e richieste, il rendiconto delle operazioni eseguite in applicazione della obbligazione ricadente sul mandatario, non trovando applicazione il principio della compensazione quando questo sia il frutto di unilaterale appropriazione di somme che egli abbia presso di sé per conto del cliente, quando manchi il...
indebito trattenimento di somme - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 novembre 2014, n. 171indebito trattenimento di somme - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 novembre 2014, n. 171
valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 novembre 2014, n. 171 L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa: soltanto la prova del valido (rectius, specifico e dettagliato) consenso prestato dal cliente può costituire ipotesi di lecita compensazione, che peraltro non esonera il professionista dall’obbligo di rendiconto.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 novembre 2014, n. 171...
compensazione (con obbligo di rendiconto) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 101compensazione (con obbligo di rendiconto) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 101
La compensazione (con obbligo di rendiconto): quando l’avvocato può trattenere per sè le somme riscosse per conto del cliente L’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa (art. 31 ncdf, già 44 cdf), fatto salvo il consenso prestato dal cliente in modo specifico e dettagliato (dovendo egli conoscere l’esatto contenuto dell’obbligazione), che può appunto costituire ipotesi di lecita compensazione, senza tuttavia far venir meno il dovere di rendiconto che deve, anzi,...
trattenimento di somme spettanti al cliente Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 206trattenimento di somme spettanti al cliente Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 206
L'indebito trattenimento di somme spettanti al cliente Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 206 Il professionista che trattenga indebitamente somme di spettanza del cliente pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di correttezza e probità propri della classe forense.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 206...
spese legali liquidate in sentenza a carico della controparte Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2013, n. 214spese legali liquidate in sentenza a carico della controparte Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2013, n. 214
Illecito trattenere, senza il consenso del cliente, le spese legali liquidate in sentenza a carico della controparte Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2013, n. 214 Integra illecito disciplinare la condotta dell'avvocato che trattenga, a titolo di compenso, le somme ricevute dalla controparte soccombente come liquidate a suo carico in sentenza, senza il consenso espresso della parte assistita (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della...


 

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