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art. 29 - Richiesta di pagamento (2014)

Art. 29 - Richiesta di pagamento - Codice deontologico forense 2014


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Parcella - Mancato spontaneo pagamento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178Parcella - Mancato spontaneo pagamento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178
La riserva di maggiorare l’importo della parcella in caso di mancato spontaneo pagamento Vìola l’art. 29 ncdf (già art. 43 cdf), l’avvocato che, a causa del mancato spontaneo pagamento delle competenze professionali e senza averne fatto espressa riserva, richieda con una successiva comunicazione un compenso maggiore di quello già indicato in precedenza (Nel caso di specie, il professionista aveva richiesto un ulteriore compenso al cliente, dopo che questi gli aveva già pagato la sua precedente parcella a saldo). Consiglio Nazionale Forense...
Compenso eccessivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 143Compenso eccessivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 143
La richiesta di un compenso eccessivo non costituisce altresì minaccia di azioni od iniziative sproporzionate La richiesta di pagamento del proprio compenso professionale da effettuarsi entro un termine congruo (nella specie, 10 giorni) sotto pena delle conseguenze di legge costituisce usuale sollecito di adempimento, che pertanto di per sè non assume altresì rilievo deontologico quale asserita minaccia di “azioni od iniziative sproporzionate o vessatorie” (art. 65 codice deontologico, già art. 48 codice previgente) sol perché l’importo...
Compensi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 150Compensi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 150
Illecito richiedere compensi al cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, in violazione dell’art. 85 DPR n. 115/2002, richieda un compenso al cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato, a nulla rilevando in contrario la circostanza che, quantomeno per colpa, il professionista non fosse a conoscenza dell’ammissione al beneficio stesso (Nel caso di specie, il professionista aveva controfirmato, per autentica, l’istanza di ammissione e, per presa visione, il...
Compensi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136Compensi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 settembre 2017, n. 136
Come stabilire se il compenso è sproporzionato o eccessivo Il compenso per l’attività posta in essere deve essere computato alla stregua della tariffa professionale ratione temporis vigente, e, al tempo stesso, deve essere pur sempre proporzionato alla reale consistenza ed all’effettiva valenza professionale espletata. In particolare, il compenso può ritenersi sproporzionato od eccessivo ex art. 43 C.D. (ora art. 29 nuovo CDF) solo al termine di un giudizio di relazione condotto con riferimento a due termini di comparazione, ossia l’attività...
Compensi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 102Compensi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 102
La richiesta di compensi manifestamente sproporzionati o eccessivi L’avvocato che chieda compensi eccessivi e anche sproporzionati rispetto alla natura e alla quantità delle prestazioni svolte pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di correttezza e probità a cui ciascun professionista è tenuto (Nel caso di specie, a fronte di un congruo importo di 25mila euro circa, l’avvocato aveva richiesto un compenso di oltre 400mila euro). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 102...
Compensi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 79Compensi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 79
Come stabilire se il compenso è sproporzionato ed eccessivo Il compenso per l’attività posta in essere deve essere computato alla stregua della tariffa professionale ratione temporis vigente, e, al tempo stesso, deve essere pur sempre proporzionato alla reale consistenza ed all’effettiva valenza professionale espletata. In particolare, il compenso può ritenersi sproporzionato od eccessivo ex art. 43 C.D. (ora art. 29 nuovo CDF) solo al termine di un giudizio di relazione condotto con riferimento a due termini di comparazione, ossia l’...
Mancato spontaneo pagamento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 68Mancato spontaneo pagamento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 68
La riserva di maggiorare l’importo della parcella in caso di mancato spontaneo pagamento Vìola l’art. 29 ncdf (già art. 43 cdf), l’avvocato che richieda compensi eccessivi (nella specie, di oltre la metà) o per attività professionali non eseguite (nella specie, per la redazione di una transazione alla quale non aveva partecipato), o comunque maggiori di quelli già indicati in precedenza senza averne fatto espressa riserva. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 68...
Compenso - proporzionalità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56Compenso - proporzionalità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56
Anche l’accordo sul compenso deve rispettare il criterio di proporzionalità Il divieto di richiedere compensi manifestamente sproporzionati (art. 29 ncdf, già art. 43 cdf) è posto a tutela del cliente e prescinde dal consenso di questi. Conseguentemente, l’accordo sul compenso tra avvocato e cliente non può derogare al principio di proporzionalità, dovendo sempre essere correlato all’attività svolta. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56...
Compenso - denaro spettante al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58Compenso - denaro spettante al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 58
L’avvocato non può subordinare all’incasso del proprio compenso la consegna del denaro spettante al cliente L’Avvocato non può condizionare il versamento alla parte assistita delle somme riscosse per conto di questa, al riconoscimento delle proprie competenze, a meno che la medesima non vi consenta espressamente, con dichiarazione specifica e dettagliata, ovvero si tratti di somme che il difensore stesso abbia anticipato a titolo di spese vive, purche´ ne dia immediata comunicazione all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del...
Compenso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 aprile 2017, n. 41Compenso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 aprile 2017, n. 41
La richiesta di un compenso sproporzionato L’avvocato che richieda un compenso manifestamente sproporzionato e comunque eccessivo rispetto all’attività documentata, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di correttezza e probità, a nulla rilevando ai fini della responsabilità disciplinare, l’eventuale assenza di dolo o la circostanza per cui il cliente abbia corrisposto la somma richiestagli. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 aprile 2017, n. 41  ...
Mancato spontaneo pagamento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 13Mancato spontaneo pagamento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 13
La riserva di maggiorare l’importo della parcella in caso di mancato spontaneo pagamento Vìola l’art. 29 ncdf (già art. 43 cdf), l’avvocato che, a causa del mancato spontaneo pagamento delle competenze professionali e senza averne fatto espressa riserva, richieda con una successiva comunicazione un compenso maggiore di quello già indicato in precedenza. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 13  ...
compenso è sproporzionato ed eccessivocompenso è sproporzionato ed eccessivo
Come stabilire se il compenso è sproporzionato ed eccessivo Il compenso può ritenersi sproporzionato od eccessivo ex art. 43 codice deontologico (ora, 29 ncdf) solo al termine di un giudizio di relazione condotto con riferimento a due termini di comparazione, ossia l’attività espletata e la misura della sua remunerazione da ritenersi equa; solo una volta che sia stato quantificato l’importo ritenuto proporzionato può essere formulato il successivo giudizio di sproporzione o di eccessività che, come ovvio, presuppone che la somma richiesta...
richiesta di un compenso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157richiesta di un compenso - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157
La richiesta di un compenso sproporzionato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157 L’avvocato che richieda un compenso manifestamente sproporzionato e comunque eccessivo rispetto all’attività documentata, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di correttezza e probità, a nulla rilevando ai fini della responsabilità disciplinare, l’eventuale assenza di dolo o la circostanza per cui il cliente abbia corrisposto la somma richiestagli.Consiglio Nazionale Forense,...
omessa fatturazione di compensi percepiti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 21omessa fatturazione di compensi percepiti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 21
fatturazione di compensi L’omessa fatturazione di compensi percepiti costituisce illecito disciplinare ai sensi dell’art. 15 codice deontologico (ora, 16 e 29 ncdf). (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della cancellazione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 21  ...


 

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