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art. 26 - Adempimento del mandato (art.38/1997)

Art. 26 -Adempimento del mandato - Codice deontologico forense 2014


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Adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56Adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56
L’omesso adempimento del mandato L’avvocato che non esegue il mandato professionale pone in esser un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il profilo dell’art. 26 ncdf (già art. 38 cdf), con violazione dei doveri di correttezza e lealtà nei confronti della clientela stessa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56  ...
Assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 19Assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 19
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, con relativo onere a carico di chi intenda addurla, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 26 ncdf (già 38 codice previgente) il difensore che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 19  ...
assenza del difensore all’udienza per concomitanti impegni professionali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 luglio 2016, n. 267assenza del difensore all’udienza per concomitanti impegni professionali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 luglio 2016, n. 267
L’assenza del difensore all’udienza per concomitanti impegni professionali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 luglio 2016, n. 267 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, poiché lesivo del dovere di correttezza e probità, l’avvocato che non partecipi ad udienza per altri concomitanti impegni professionali, senza garantire adeguata sostituzione, a nulla rilevando ai fini della sussistenza dell’illecito che dal comportamento non sia derivato alcun pregiudizio per la parte assistita, la cui sussistenza costituirebbe aggravante e non certo elemento costitutivo dell’illecito (Nel caso di specie, l’incolpato giustificava la propria mancata partecipazione ad una udienza adducendo contemporanei impegni. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 luglio 2016, n. 267...
difensore di fiducia che non partecipa all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 169difensore di fiducia che non partecipa all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 169
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 169 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 38 cdf (ora, 26 ncdf) il difensore di fiducia che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista(Nel caso di specie, il professionista aveva omesso di presenziare all’udienza penale e di infoprmarsi della data di relativo rinvio, per disinteresse nei confronti del cliente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 169...
Dovere di aggiornamento professionale e di formazione continua - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97Dovere di aggiornamento professionale e di formazione continua - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97
Dovere di aggiornamento professionale e di formazione continua - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97 L’avvocato deve curare costantemente la preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalente (Nel caso di specie, il professionista veniva sottoposto a procedimento disciplinare per non aver maturato un numero sufficiente di crediti formativi. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97...
Dovere di diligenza - Inadempimento al mandato - Consiglio Nazionale Forense, decisione del 12-10-2011, n. 161Dovere di diligenza - Inadempimento al mandato - Consiglio Nazionale Forense, decisione del 12-10-2011, n. 161
Esercizio dell'attività professionale mediante l'ausilio di collaboratori - Dovere di verifica e controllo - Responsabilità disciplinare - Responsabilità personale - Gravità dell'inadempimento - Rilevanza - Adeguatezza della sanzione La condotta che consista nell'aver omesso l'adempimento del mandato e nell'aver ciononostante fornito false assicurazioni alla parte assistita senza averne verificato la corrispondenza alla realtà integra la violazione di doveri essenziali dell'avvocato, anche qualora lo stesso abbia affidato a collaboratori compiti che avrebbe dovuto svolgere personalmente o far svolgere sotto la sua personale responsabilità nello studio verificandone l'esecuzione attentamente e costantemente. Trattasi, a tal riguardo, non di una sorta di responsabilità oggettiva, ma di responsabilità personale per doveri che fanno carico a colui al quale il mandato è stato conferito e lo ha accettato. La gravità dell'inadempimento del mandato può avere rilevanza solo ai fini dell'...
false informazioni ovvero omettendo di fornirle - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2014, n. 215false informazioni ovvero omettendo di fornirle - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2014, n. 215
La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale Commette un illecito deontologico l’avvocato che accetti il mandato e ometta di svolgerlo, dando false informazioni ovvero omettendo di fornirle. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2014, n. 215  ...
Formazione continua: l’apprendimento di materie nuove post lauream - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331Formazione continua: l’apprendimento di materie nuove post lauream - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331
Formazione continua: l’apprendimento di materie nuove post lauream - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331 La formazione continua riguarda non solo l’approfondimento delle conoscenze e competenze professionali già acquisite, ma anche il loro costante accrescimento ed aggiornamento, quindi anche l’apprendimento di materie nuove o solo in parte trattate nei corsi universitari, come la deontologia, le tecniche dell’argomentazione e della persuasione, l’informatica giuridica e amministrativa, le scienze sociali e del comportamento, le tecniche di composizione stragiudiziale delle controversie, quali la mediazione, la conciliazione e l’arbitrato, l’organizzazione e gestione dello studio legale, le principali lingue straniere parlate nell’Unione Europea. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331...
Il dovere di competenza e quello di aggiornamento professionale sono strettamente connessi tra loro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97Il dovere di competenza e quello di aggiornamento professionale sono strettamente connessi tra loro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97
Il dovere di competenza e quello di aggiornamento professionale sono strettamente connessi tra loro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97 Il dovere di competenza (art. 14 ncdf, già art. 12 cdf prev.) e quello di aggiornamento professionale (art. 15 ncdf, già art. 13 cdf prev.) sono strettamente connessi, giacché entrambi hanno la finalità di garantire la qualità della prestazione dell’Avvocato: infatti, il primo costituisce la premessa per l’osservanza del dovere di diligenza e consiste nel possesso delle cognizioni tecniche adeguate all’attività professionale; l’aggiornamento professionale è la modalità idonea per curare la propria preparazione, e quindi per assolvere al dovere di competenza, garantendo la qualità della prestazione in favore dell’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97...
Il mancato, ritardato o negligente compimento degli atti inerenti al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 11Il mancato, ritardato o negligente compimento degli atti inerenti al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 11
Il mancato, ritardato o negligente compimento degli atti inerenti al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 11 Costituisce illecito disciplinare, per violazione dell’obbligo di adempiere esattamente al mandato professionale (art. 26 ncdf, già art. 38 codice previgente), la decadenza istruttoria che non trovi giustificazione alcuna in valutazioni di strategia processuale concordata con il cliente (Nel caso di specie, il professionista aveva omesso di citare dei testimoni, senza peraltro darne previa ed adeguata informazione al cliente. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 11  ...
Il mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156Il mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, con relativo onere a carico di chi intenda addurla, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 26 ncdf (già 38 codice previgente) il difensore che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156  ...
Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 53Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 53
Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 53 Ai fini della condanna disciplinare, la prova della responsabilità dell’incolpato deve essere raggiunta oltre ogni ragionevole dubbio (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha accolto il ricorso dell’incolpato ed annullato la sanzione disciplinare comminatagli dal COA di appartenenza). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 53...
inadempimento al mandato per assenza all’udienza Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 maggio 2013, n. 80inadempimento al mandato per assenza all’udienza Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 maggio 2013, n. 80
Avvocati – Deontologia – Procedimento - L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 maggio 2013, n. 80 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 38 cdf il difensore di fiducia che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista (Nel caso di specie, il professionista, che aveva omesso di presenziare all’udienza di discussione all’esito della quale il suo assistito era stato condannato, si era difeso sostenendo di aver proposto impugnazione ed in quella sede il giudice di appello avrebbe senz’altro dichiarato la prescrizione del reato. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio...
Inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 82Inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 82
Inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 82 L’avvocato che non esegue il mandato professionale pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il profilo dell’art. 26 ncdf (già art. 38 cdf), con violazione dei doveri di correttezza e lealtà nei confronti della cliente stesso (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di mesi due). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 82...
inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 settembre 2018, n. 108inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 settembre 2018, n. 108
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 settembre 2018, n. 108 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 settembre 2018, n. 108...
Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 68Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 68
Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 68 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (obbligo d’informazione, sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato) del codice deontologico, con violazione dei doveri di correttezza e lealtà nei confronti della cliente stesso (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per...
Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 marzo 2014, n. 27Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 marzo 2014, n. 27
Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 marzo 2014, n. 27 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (obbligo d’informazione, sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato) del codice deontologico, con violazione dei doveri di correttezza e lealtà nei confronti della cliente stesso (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per...
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 325L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 325
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 325 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, con relativo onere a carico di chi intenda addurla, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 26 ncdf (già 38 codice previgente) il difensore di fiducia o d’ufficio che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 325  ...
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 338L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 338
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 338 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, con relativo onere a carico di chi intenda addurla, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 26 ncdf (già 38 codice previgente) il difensore di fiducia o d’ufficio che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 338...
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 220L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 220
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 220 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, con relativo onere a carico di chi intenda addurla, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 26 ncdf (già 38 codice previgente) il difensore di fiducia o d’ufficio che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista (Nel caso di specie, il professionista aveva omesso di presenziare a diverse udienze senza tuttavia comprovare che ciò fosse avvenuto per strategia difensiva, ma anzi eccependo di non aver ricevuto la comunicazione di alcuni rinvii. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale...
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, con relativo onere a carico di chi intenda addurla, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 26 ncdf (già 38 codice previgente) il difensore che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156...
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, con relativo onere a carico di chi intenda addurla, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 26 ncdf (già 38 codice previgente) il difensore che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 156...
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 28L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 28
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 28 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 38 cdf il difensore di fiducia che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista (Nel caso di specie, il professionista era rimasto ingiustificatamente assente nel corso di plurimi processi a carico del proprio assistito). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 28...
L’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 151L’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 151
L’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 151 Integra inadempimento al mandato deontologicamente rilevante (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale nonostante i solleciti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 151...
L’inadempimento al mandato professionale (e le false o mancate comunicazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178L’inadempimento al mandato professionale (e le false o mancate comunicazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178
L’inadempimento al mandato professionale (e le false o mancate comunicazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia altresì omesso di informare l’assistito ovvero gli abbia fornito false indicazioni circa lo stato delle stesse. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178...
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause (Nel caso di specie, il professionista riferiva al cliente di aver depositato ricorso per ATP nonché, sempre contrariamente al vero, che controparte si era costituita in giudizio difendendosi senza fondate ragioni, che il Presidente del Tribunale aveva nominato il CTU, il quale aveva quindi fissato la data del sopralluogo presso l’...
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 7L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 7
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 7 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 72  ...
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 7L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 7
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 7 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 7...
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 70L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 70
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 70 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf, già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 70...
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 220L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 220
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 220 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 220...
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 226L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 226
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 226 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 226...
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 189L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 189
L’inadempimento al mandato professionale (e le false rassicurazioni al cliente) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 189 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che, dopo aver accettato incarichi difensivi ed aver ricevuto dal cliente somme a titolo di anticipi sulle relative competenze, abbia omesso di dare esecuzione al mandato professionale ed abbia fornito all’assistito, a seguito delle sue ripetute richieste, false indicazioni circa lo stato delle cause (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare aggravata della sospensione dall’esercizio professionale per anni uno). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 189...
L’inadempimento al mandato professionale per tardiva costituzione in giudizio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 4L’inadempimento al mandato professionale per tardiva costituzione in giudizio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 4
L’inadempimento al mandato professionale per tardiva costituzione in giudizio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 4 Integra inadempimento deontologicamente rilevante al mandato (art. 26 ncdf già art. 38 cdf) e violazione del dovere di diligenza (art. 9 ncdf, già artt. 5 e 8 cdf) la condotta dell’avvocato che proponga opposizione a decreto ingiuntivo assegnando al convenuto opposto un termine a comparire inferiore a novanta giorni, ma ometta di costituirsi nel termine dimezzato di cinque giorni, con conseguente improcedibilità dell’opposizione stessa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 4...
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2016, n. 356L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2016, n. 356
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2016, n. 356 L’inadempimento delle obbligazioni inerenti l’esercizio della professione forense configura automaticamente l’illecito disciplinare, mentre l’inadempimento delle obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare, quando, per modalità o gravità, sia tale da compromettere la fiducia dei terzi nella capacità dell’avvocato di assolvere ai propri doveri professionali. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2016, n. 356...
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 69L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 69
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 69 L’inadempimento delle obbligazioni inerenti l’esercizio della professione forense configura automaticamente l’illecito disciplinare, mentre l’inadempimento delle obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare, quando, per modalità o gravità, sia tale da compromettere la fiducia dei terzi nella capacità dell’avvocato di assolvere ai propri doveri professionali (Nella specie trattavasi di mancato rispetto di un accordo transattivo assunto in esito ad una sentenza di condanna dell’avvocato). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 giugno 2018, n. 69...
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 204L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 204
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 204 L’avvocato deve curare costantemente la preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalente. In particolare, il dovere di competenza di cui all’art. 12 cdf (ora, 14 ncdf) -che costituisce il presupposto dell’obbligo di aggiornamento professionale previsto dall’art. 13 cdf (ora, 15 ncdf)- ha la finalità di garantire la parte assistita che l’accettazione dell’incarico da parte dell’avvocato implicitamente racchiuda il possesso di quella preparazione professionale acquisita, appunto, con la regolare frequenza delle attività di aggiornamento. La norma deontologica in parola è pertanto posta a tutela della collettività, e non già del prestigio della professione, in quanto garantisce la qualità e la competenza dell’iscritto all’albo ai fini...
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 62L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 62
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 62 L’avvocato deve curare costantemente la preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalente. In particolare, il dovere di competenza di cui all’art. 12 cdf (ora, 14 ncdf) -che costituisce il presupposto dell’obbligo di aggiornamento professionale previsto dall’art. 13 cdf (ora, 15 ncdf)- ha la finalità di garantire la parte assistita che l’accettazione dell’incarico da parte dell’avvocato implicitamente racchiuda il possesso di quella preparazione professionale acquisita, appunto, con la regolare frequenza delle attività di aggiornamento. La norma deontologica in parola è pertanto posta a tutela della collettività, e non già del prestigio della professione, in quanto garantisce la qualità e la competenza dell’iscritto all’albo ai fini del...
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331 La formazione permanente, oltre alle sue implicazioni giuridiche, culturali ed economiche, presenta anche profondi risvolti a livello etico, in quanto la competenza o “sapienza giuridica” -intesa non come conoscenza integrale delle norme, ma come “capacità di cogliere le distinzioni, le peculiarità”- è condizione per l’espletamento di una prestazione professionale confacente alle aspettative ed ai bisogni dei singoli e dell’intera comunità, sicché è preciso dovere dell’avvocato accrescere costantemente il proprio sapere, focalizzandolo in relazione ai segmenti della attività professionale nella quale viene ad incardinare il proprio impegno, al fine di contribuire al migliore esercizio della professione nell’interesse dei cliente e dell’amministrazione della giustizia. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331 &...
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 53L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 53
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 marzo 2015, n. 53 L’avvocato deve curare costantemente la preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalente. In particolare, il dovere di competenza di cui all’art. 12 cdf (ora, 14 ncdf) -che costituisce il presupposto dell’obbligo di aggiornamento professionale previsto dall’art. 13 cdf (ora, 15 ncdf)- ha la finalità di garantire la parte assistita che l’accettazione dell’incarico da parte dell’avvocato implicitamente racchiuda il possesso di quella preparazione professionale acquisita, appunto, con la regolare frequenza delle attività di aggiornamento. La norma deontologica in parola è pertanto posta a tutela della collettività, e non già del prestigio della professione, in quanto garantisce la qualità e la competenza dell’iscritto all’albo ai fini del...
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 maggio 2016, n. 97 L’avvocato deve curare costantemente la preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalente. In particolare, il dovere di competenza di cui all’art. 12 cdf (ora, 14 ncdf) -che costituisce il presupposto dell’obbligo di aggiornamento professionale previsto dall’art. 13 cdf (ora, 15 ncdf)- ha la finalità di garantire la parte assistita che l’accettazione dell’incarico da parte dell’avvocato implicitamente racchiuda il possesso di quella preparazione professionale acquisita, appunto, con la regolare frequenza delle attività di aggiornamento. La norma deontologica in parola è pertanto posta a tutela della collettività, e non già del prestigio della professione, in quanto garantisce la qualità e la competenza dell’iscritto all’albo ai fini del...
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 gennaio 2016, n. 2L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 gennaio 2016, n. 2
L’obbligo di formazione continua è posto a tutela della collettività - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 gennaio 2016, n. 2 L’avvocato deve curare costantemente la preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalente. In particolare, il dovere di competenza di cui all’art. 12 cdf (ora, 14 ncdf) -che costituisce il presupposto dell’obbligo di aggiornamento professionale previsto dall’art. 13 cdf (ora, 15 ncdf)- ha la finalità di garantire la parte assistita che l’accettazione dell’incarico da parte dell’avvocato implicitamente racchiuda il possesso di quella preparazione professionale acquisita, appunto, con la regolare frequenza delle attività di aggiornamento. La norma deontologica in parola è pertanto posta a tutela della collettività, e non già del prestigio della professione, in quanto garantisce la qualità e la competenza dell’iscritto all’albo ai fini...
L’obbligo di formazione continua sussiste per il solo fatto dell’iscrizione nell’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331L’obbligo di formazione continua sussiste per il solo fatto dell’iscrizione nell’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331
L’obbligo di formazione continua sussiste per il solo fatto dell’iscrizione nell’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331 L’obbligo di formazione continua sussiste per il solo fatto dell’iscrizione nell’albo a prescindere se rifletta, o meno, un esercizio in atti dell’attività e perciò anche se quest’ultima, oltre al caso in cui non è svolta, sia marginale, episodica, discontinua (Nel caso di specie, il professionista aveva conseguito zero crediti formativi nel triennio. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 331...
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56 L’avvocato che non esegue il mandato professionale pone in esser un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il profilo dell’art. 26 ncdf (già art. 38 cdf), con violazione dei doveri di correttezza e lealtà nei confronti della clientela stessa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56  ...
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 325L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 325
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 325 L’avvocato che non esegue il mandato professionale pone in esser un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il profilo dell’art. 26 ncdf (già art. 38 cdf), con violazione dei doveri di correttezza e lealtà nei confronti della clientela stessa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 325  ...
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (ora, art. 26) (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (ora, art. 27) (obbligo d’informazione), sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato del codice deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102...
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 luglio 2016, n. 252L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 luglio 2016, n. 252
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 luglio 2016, n. 252 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (ora, art. 26) (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (ora, art. 27) (obbligo d’informazione), sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato del codice deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 luglio 2016, n. 252  ...
L’onere della prova di aver assolto agli obblighi formativi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178L’onere della prova di aver assolto agli obblighi formativi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178
L’onere della prova di aver assolto agli obblighi formativi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178 La prova di aver adempiuto all’obbligo formativo incombe sul professionista, il quale è pertanto onerato di documentare detto adempimento. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178...
La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle prove - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 dicembre 2017, n. 218La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle prove - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 dicembre 2017, n. 218
La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle prove - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 dicembre 2017, n. 218 Il principio del libero convincimento opera anche in sede disciplinare, sicché il Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte. Non è pertanto censurabile, né può determinare la nullità della decisione, la mancata audizione dei testi indicati ovvero la mancata acquisizione di documenti, quando risulti che il Consiglio stesso abbia ritenuto le testimonianze e/o i contenuti del documento del tutto inutili o irrilevanti ai fini del giudizio, per essere il Collegio già in possesso degli elementi sufficienti a determinare l’accertamento completo dei fatti da giudicare attraverso la valutazione delle risultanze acquisite. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 dicembre 2017, n. 218...
La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 148La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 148
La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che richieda acconti per lo svolgimento del mandato che poi non esegua e dia false informazioni al cliente sull’esito della pratica. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 148  ...
La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 148La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 148
La rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 148 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che richieda acconti per lo svolgimento del mandato che poi non esegua e dia false informazioni al cliente sull’esito della pratica. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 148...


 

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Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - decorrenza - Processo civile telematico - Redazione della sentenza in formato elettronico – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2362 del 29/01/2019

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Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensione di invalidita' - invalidita' – prova – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2361 del 29/01/2019

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Procedimento civile - notificazione - al procuratore - Notificazione della sentenza ad uno soltanto dei difensori – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2677 del 30/01/2019

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Procedimento civile - interruzione del processo - Interruzione di diritto del processo ex art. 43 l.fall. - Termine per la riassunzione – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2658 del 30/01/2019

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Procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) - revoca e rinuncia - Effetti - Decorrenza – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2677 del 30/01/2019

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Usi civici - affrancazioni - Affrancazione cd. invertita ex art. 9 del r.d. n. 510 del 1891 - Nozione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2704 del 30/01/2019

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Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Domanda di protezione internazionale - Procedimento di impugnazione della decisione che determina lo Stato competente a decidere sulla domanda – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2722 del 30/01/2019

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Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - motivi di revocazione - errore di fatto – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2712 del 30/01/2019

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Previdenza (assicurazioni sociali) - controversie - domanda giudiziale - rapporto con il ricorso amministrativo – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2760 del 30/01/2019

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Donazione - impugnazione della donazione - conferma ed esecuzione volontaria di donazioni nulle Preclusione azione di nullità – Condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2700 del 30/01/2019

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Procedimenti sommari - d'ingiunzione - decreto - opposizione - Ingiunzione di pagamento europea - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2840 del 31/01/2019

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Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019

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Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019

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