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Art. 21 - Potestà disciplinare - codice deontologico forense (2014)


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art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sanzione deontologica e precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 116
Sanzione deontologica e precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 116 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, per la quale occorre effettuare un bilanciamento tra la considerazione di gravità dei fatti addebitati ed i concorrenti criteri di valutazione, quali ad esempio la presenza o assenza di precedenti disciplinari. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 116...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 ncdf), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive e oggettive- nel cui contesto è avvenuta la violazione, all’assenza di precedenti disciplinari, al pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita e dal cliente, nonché a particolari motivi di rilievo umano e familiare, come pure alla buona fede del professionista. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 settembre 2018, n. 105
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 settembre 2018, n. 105 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 ncdf), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive e oggettive- nel cui contesto è avvenuta la violazione, all’assenza di precedenti disciplinari, al pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita e dal cliente, nonché a particolari motivi di rilievo umano e familiare, come pure alla buona fede del professionista Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 settembre 2018, n. 105...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 aprile 2018, n. 38
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 aprile 2018, n. 38 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 aprile 2018, n. 38...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 aprile 2018, n. 26
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 aprile 2018, n. 26 Il principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, non trova applicazione nella materia disciplinare forense, nell’ambito della quale non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, giacché il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, l’eventuale mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza”. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 aprile 2018, n. 26...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 aprile 2018, n. 22
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 aprile 2018, n. 22 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 aprile 2018, n. 22...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 8038 del 30 marzo 2018
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 8038 del 30 marzo 2018 Il principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, non trova applicazione nella materia disciplinare forense, nell’ambito della quale non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, giacché il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, l’eventuale mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza” (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense pres. f.f. e rel. Picchioni, sentenza del 28 settembre 2016, n. 291). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 8038 del 30 marzo 2018...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 8038 del 30 marzo 2018
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 8038 del 30 marzo 2018 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense pres. f.f. e rel. Picchioni, sentenza del 28 settembre 2016, n. 291). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 8038 del 30 marzo 2018...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2018, n. 14
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2018, n. 14 Il principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, non trova applicazione nella materia disciplinare forense, nell’ambito della quale non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, giacché il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, l’eventuale mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza”. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2018, n. 14...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 5
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 5 Il principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, non trova applicazione nella materia disciplinare forense, nell’ambito della quale non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, giacché il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, l’eventuale mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza”. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 marzo 2018, n. 5...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sanzione disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 31227 del 29 dicembre 2017
La graduazione della sanzione da parte del CNF non è sindacabile dalla Cassazione La graduazione della sanzione disciplinare da parte del giudice disciplinare in applicazione del criterio previsto dall’art 21 codice deontologico non è soggetta a sindacato di legittimità da parte della Corte di Cassazione, giacché le deliberazioni con le quali il Consiglio nazionale forense procede alla determinazione dei principi di deontologia professionale e delle ipotesi di violazione degli stessi costituiscono regolamenti adottati da un’autorità non statuale in forza di autonomo potere in materia che ripete la sua disciplina da leggi speciali, in conformità dell’art. 3, secondo comma, delle disposizioni sulla legge in generale, onde, trattandosi di legittima fonte secondaria di produzione giuridica, va esclusa qualsiasi lesione del principio di legalità, considerando altresì non tanto le tipologie delle pene disciplinari quanto l’entità delle stesse tra un minimo ed un massimo che ove graduabili, siano prestabilite dalla normativa statuale (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso Consiglio Nazionale Forense -pres. f.f. Picchioni, rel. Del Paggio-, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 382). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 31227 del 29 dicembre 2017  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sanzione deontologica e precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 239
Sanzione deontologica e precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 239 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, per la quale occorre effettuare un bilanciamento tra la considerazione di gravità dei fatti addebitati ed i concorrenti criteri di valutazione, quali ad esempio la presenza di precedenti disciplinari. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 239...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 241
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 241 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 241...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 220
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 220  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Doveri di probità, dignità e decoro- Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità Il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, l’eventuale mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza”. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207 Il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, l’eventuale mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza”. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità Il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, l’eventuale mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza”. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità Il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.) - è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, l’eventuale mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza”. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 181
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 ncdf), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive e oggettive- nel cui contesto è avvenuta la violazione, all’assenza di precedenti disciplinari, al pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita e dal cliente, nonché a particolari motivi di rilievo umano e familiare, come pure alla buona fede del professionista Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 181  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 181
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 181 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 ncdf), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive e oggettive- nel cui contesto è avvenuta la violazione, all’assenza di precedenti disciplinari, al pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita e dal cliente, nonché a particolari motivi di rilievo umano e familiare, come pure alla buona fede del professionista Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 181...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 155
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 155  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sanzione deontologica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 143
Sanzione deontologica e assenza di precedenti disciplinari In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, per la quale occorre effettuare un bilanciamento tra la considerazione di gravità dei fatti addebitati ed i concorrenti criteri di valutazione, quali ad esempio l’assenza di precedenti disciplinari (art. 21, co. 4, ncdf). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 143  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sanzioni - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 147
Sanzione deontologica e precedenti disciplinari In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, per la quale occorre effettuare un bilanciamento tra la considerazione di gravità dei fatti addebitati ed i concorrenti criteri di valutazione, quali ad esempio la presenza di precedenti disciplinari. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 147  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sanzione deontologica e assenza di precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 143
Sanzione deontologica e assenza di precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 143 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, per la quale occorre effettuare un bilanciamento tra la considerazione di gravità dei fatti addebitati ed i concorrenti criteri di valutazione, quali ad esempio l’assenza di precedenti disciplinari (art. 21, co. 4, ncdf). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 143...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 125
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 125  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 125
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 125 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 125...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento disciplinare – comportamento dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 113
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 113...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 113
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 113 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 113...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91
L’illecito disciplinare “atipico” Il codice deontologico forense è tuttora ispirato al principio già affermato in tema di norme penali incriminatrici a forma libera, per le quali la predeterminazione e il criterio dell’incolpazione vengono validamente affidati a concetti diffusi (id est principi), generalmente compresi nella collettività` in cui il giudice opera, i quali sono utilizzati per classificare, stabilizzare e sanzionare quei comportamenti illeciti non espressamente previsti. Il nuovo Codice Deontologico Forense è infatti informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata e tassativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa; iii) nel determinare la sanzione deve tenersi conto, tra il resto, della compromissione dell’immagine della professione forense. Le sanzioni vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento disciplinare – comportamento incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86 In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77
Misconoscere la rilevanza deontologica del proprio comportamento rileva ai fini della determinazione della sanzione disciplinare Il comportamento dell’incolpato che misconosca ostinatamente la rilevanza disciplinare del proprio comportamento, seppur acclarato da evidenze probatorie, e` indice della propria inadeguatezza a recepire correttamente i canoni deontologici e la loro portata, sicché può rilevare ai fini dell’aggravamento della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Misconoscere la rilevanza deontologica del proprio comportamento rileva ai fini della determinazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77
Misconoscere la rilevanza deontologica del proprio comportamento rileva ai fini della determinazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77  Il comportamento dell’incolpato che misconosca ostinatamente la rilevanza disciplinare del proprio comportamento, seppur acclarato da evidenze probatorie, è indice della propria inadeguatezza a recepire correttamente i canoni deontologici e la loro portata, sicché può rilevare ai fini dell’aggravamento della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento disciplinare - comportamento incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 aprile 2017, n. 32
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 aprile 2017, n. 32  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 382
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 382 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa, e vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 382...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento disciplinare - comportamento incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 402
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 21 ncdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 402...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 410
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa, e vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 410...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 343
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 343 In ossequio al principio enunciato dall’art. 3 del codice deontologico forense (ora, 21 ncdf), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 343...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Dolo e aumento della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 336
Dolo e aumento della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 336 Per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare, la gravità del fatto, il grado di colpa, la sussistenza del dolo e il pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita rilevano ex art. 21 cdf ai fini delle aggravanti previste dall’art. 22 stesso codice (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare -aggravata- della radiazione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 336...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 338
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 338 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa, e vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 338...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Dolo e aumento della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 327
Dolo e aumento della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 327 Per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare, la gravità del fatto, il grado di colpa, la sussistenza del dolo e il pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita rilevano ex art. 21 cdf ai fini delle aggravanti previste dall’art. 22 stesso codice (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare -aggravata- della radiazione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 novembre 2016, n. 327...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 322
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 322 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa, e vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 ottobre 2016, n. 322...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La pervicace contestazione di evidenze probatorie rileva ai fini della determinazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 luglio 2016, n. 262
La pervicace contestazione di evidenze probatorie rileva ai fini della determinazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 luglio 2016, n. 262 In tema di procedimento disciplinare, la pervicace contestazione di evidenze probatorie da parte dell’incolpato costituisce comportamento processuale che può rilevare ai fini della determinazione della sanzione (Nel caso di specie, un sito web pacificamente riferibile all’incolpato riportava la presentazione del suo studio legale nonché dell’attività di “Esazione diretta” praticata dallo studio stesso, la quale veniva allusivamente descritta come attività di recupero crediti attuata “attraverso il contatto ‘fisico’ con il debitore”. Nel corso del relativo procedimento disciplinare, l’incolpato negava ogni addebito, affermando che il predetto sito web sarebbe stato realizzato, a sua insaputa, da un terzo non esattamente identificato). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 luglio 2016, n. 262...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 213
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 213 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 ncdf), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive e oggettive- nel cui contesto è avvenuta la violazione, all’assenza di precedenti disciplinari, al pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita e dal cliente, nonché a particolari motivi di rilievo umano e familiare, come pure alla buona fede del professionista (Nel caso di specie, l’incolpato era stato disciplinarmente sospeso per mesi due, con l’addebito di negligenza professionale relativamente a fatti avvenuti qualche tempo dopo gli eventi sismici de L’Aquila. In applicazione del principio di cui in massima, e considerata altresì l’assenza di precedenti disciplinari del ricorrente, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 213...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Le minacce sono un illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 221
Le minacce sono un illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 221 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa, e vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22 (Nel caso di specie, l’incolpazione riguardava l’invio di una email con contenuto offensivo e minatorio per fatti estranei alla professione. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 221...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 203
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 203 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa, e vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 203...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 204
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 204 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa, e vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 204...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 202
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 202 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, ma impone l’applicazione dell’art. 21 del nuovo CDF secondo il quale: i) oggetto della valutazione degli Organi giudicanti deve essere il comportamento complessivo dell’incolpato; ii) le sanzioni debbono essere adeguate e proporzionate alla violazione deontologica commessa, e vanno quindi scelte ed inflitte fra quelle previste dal successivo art. 22. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 luglio 2016, n. 202...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La potenziale rilevanza deontologica dell’azione giudiziale infondata e manifestamente inammissibile nel merito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 184
La potenziale rilevanza deontologica dell’azione giudiziale infondata e manifestamente inammissibile nel merito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 184 Il Codice Deontologico non esaurisce tutte le possibili ipotesi di illecito disciplinare, ben potendo venire in considerazione comportamenti non esemplificati nello stesso ma egualmente suscettibili di ledere i principi generali in esso espressi, fra i quali quelli di dignità e decoro (Nel caso di specie, il professionista aveva agito e coltivato il relativo giudizio nonostante la sua domanda fosse infondata e manifestamente inammissibile nel merito, come successivamente accertato con sentenza. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 184  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare -Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 188
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare -Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 188 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti, della gravità dei comportamenti contestati, violativi dei doveri di probità, dignità e decoro sia nell’espletamento della attività professionale che nella dimensione privata, con compromissione della immagine della classe forense (art. 21 ncdf). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 188...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 147
La sanzione disciplinare nel caso di molteplici addebiti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 147 In ossequio al principio enunciato dall’art. 3 del codice deontologico forense (ora, 21 ncdf), nei procedimenti disciplinari ciò che forma oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato, sia al fine di valutare la condotta in generale sia al fine di infliggere la sanzione più adeguata, che dovrà essere unica nell’ambito di uno stesso procedimento, ancorché molteplici siano state le condotte lesive poste in essere; tale sanzione, invero, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, ma la valutazione della condotta complessiva dell’incolpato.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 147...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10determinazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti, della gravità dei comportamenti contestati, violativi dei doveri di probità, dignità e decoro sia nell’espletamento della attività professionale che nella dimensione privata, con compromissione della immagine della classe forense.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10determinazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 169
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 169 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti, della gravità dei comportamenti contestati, violativi dei doveri di probità, dignità e decoro sia nell’espletamento della attività professionale che nella dimensione privata, con compromissione della immagine della classe forense.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 169...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10comportamento complessivo dell’incolpato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 marzo 2015, n. 16
oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato In ossequio al principio enunciato dall’art. 3 del codice deontologico forense (ora, 21 ncdf), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le condotte lesive poste in essere. Tale sanzione, quindi, non è la somma di altrettante pene singole sui vari addebiti contestati, quanto invece il frutto della valutazione complessiva del soggetto interessato. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 marzo 2015, n. 16  ...
art. 21 - Potestà disciplinare (art.2/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10determinazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 168
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti, della gravità dei comportamenti contestati, violativi dei doveri di probità, dignità e decoro sia nell’espletamento della attività professionale che nella dimensione privata, con compromissione della immagine della classe forense. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 168  ...


 

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Amministrazione di sostegno – Liquidazione compensi patrocinio a spese dello Stato – D.pr. n. 115/2002. Corte di Cassazione, sez. 2, Sentenza n. 15175 del 4 giugno 2019, commento a cura dell’Avv. Ylenia Coronas.

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Artt. 107 e 108 TFUE – Aiuti di stato incompatibili con il mercato interno – Art. 2033 c.c. – Principio di affidamento – Buona fede – Onere di controllo della compatibilità unionale dell’aiuto – Cass. Civ, Sez. I, 6 giugno 2019, n. 15405, commento a cura dell’Avv. Giorgia Franco.

successioni – prova per testimoni e per presunzioni, da parte del legittimario, della simulazione di vendita del de cuius

Successioni – Azione di riduzione – Collazione – Simulazione vendita del de cuius – Prova per testimoni e per presunzioni – Qualità di terzo del legittimario – Condizioni –. Corte di Cassazione, sez. 2, sentenza n. 12317 del 9 maggio 2019, commento a cura della Dott.ssa Ilaria Gonnellini.

Riparazione per ingiusta detenzione – Esclusione in presenza di comportamento gravemente colposo dell’interessato

Riparazione per ingiusta detenzione – Esclusione in presenza di comportamento gravemente colposo dell’interessato – Inammissibilità della questione attinente l’incompatibilità del giudice del merito nel differente procedimento in discorso – Valutazione della condotta dell’istante precedente alla perdita della libertà – Valutazione della condotta del “difendersi tacendo” – Ragioni di sussistenza della colpa – Cassazione penale, sez. IV, sentenza n. 25152 del 06/06/2019 (ud. 07/03/2019) Commento a cura dell’Avv. Marco Grilli

Massime corte di cassazione

Giudizi disciplinari - Norme del codice deontologico forense - Natura - Fonti normative integrative del precetto legislativo -

Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - Norme del codice deontologico forense - Natura - Fonti normative integrative del precetto legislativo - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in tema di contestazione dell'illecito disciplinare - Enunciazione del comportamento integrante la violazione deontologica - Necessità - Rilevanza del "nomen juris" dell'incolpazione - Esclusione - Conseguente attività valutativa del giudice disciplinare - Individuazione.

Notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8312 del 25/03/2019

Procedimento civile - notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Omessa attestazione di conformità del difensore ex art. 16 bis, comma 9 bis, d.l. n. 179 del 2002, convertito dalla l. n. 221 del 2012 - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Limiti.

Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.) - Efficacia decennale - Proroga successiva alla scadenza - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8415 del 26/03/2019

Espropriazione per pubblico interesse (o utilità') - Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.) - Efficacia decennale - Proroga successiva alla scadenza - Esclusione - Potere dell'Amministrazione alla scadenza - Contenuto e limiti - Fattispecie.

Contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8673 del 28/03/2019

Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Accertamento - Conseguenze in punto di giurisdizione.

Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6030 del 28/02/2019

Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - fasi del giudizio - Provvedimento del giudice di primo grado di accoglimento dell'istanza di tutela del possesso con omissione della remissione delle parti alla fase di merito - Reclamabilità - Esclusione - Appellabilità - Sussistenza - Esame nel merito da parte del tribunale del reclamo erroneamente proposto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Poteri della Corte di cassazione.

Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - "danno conseguenza" - Oneri allegatori e probatori - Fattispecie.

Sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5733 del 27/02/2019

Provvedimenti del giudice civile - sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Fondamento.

Responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - Infrazione di una norma sulla circolazione stradale -

Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - Infrazione di una norma sulla circolazione stradale - Evento non causalmente ricollegabile all'infrazione - Responsabilità del trasgressore - Esclusione - Fattispecie.

Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 5759 del 27/02/2019

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - reintegrazione nel posto di lavoro (tutela reale)  - Sentenza dichiarativa dell'illegittimità del licenziamento - Indennità sostitutiva della reintegra nel posto di lavoro ex art. 18, comma 3, st.lav. novellato - Scelta del lavoratore - Successiva riforma della sentenza di primo grado - Effetti espansivi sull'opzione del lavoratore - Esclusione - Fattispecie.

"Nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5737 del 27/02/2019

Servitu' - "nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Servitù di passaggio - Configurabilità - Condizioni - Limiti.

Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5732 del 27/02/2019

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - veduta in appiombo o verticale esercitabile dalle aperture dei singoli appartamenti condominiali - diritto del proprietario - proprietà - "inspectio et prospectio in alienum"  - "inspectio et prospectio in alienum" - laterale od obliqua

Cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5724 del 27/02/2019

Responsabilità patrimoniale - cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Collocazione sussidiaria sugli immobili - Oneri a carico del creditore - Contenuto - Esecuzione infruttuosa o prospettata come tale - Requisito temporale.

Proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5722 del 27/02/2019

Responsabilità civile - proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Responsabilità ex art. 2043 c.c. - Configurabilità anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992 - Onere probatorio - Fattispecie.

Obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Decorrenza automatica degli interessi moratori - Direttiva CE n. 35 del 2000 - Disciplina di attuazione - Applicabilità al contratto di appalto - Sussistenza - Fondamento.

Documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5778 del 27/02/2019

Prova civile - documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Sussistenza.

Invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Onere della prova - Accertamento devoluto al giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti.

Progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Appalto (contratto di) - progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Previsione legislativa - Esclusione.

Amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5726 del 27/02/2019

Responsabilità civile - amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie.

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