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Art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi - codice deontologico forense (2014)


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art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Mandato - Rinuncia o revoca del mandato: fino al subentro del nuovo difensore, permane il dovere di informare l’ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 maggio 2018, n. 56
Rinuncia o revoca del mandato: fino al subentro del nuovo difensore, permane il dovere di informare l’ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 maggio 2018, n. 56 L’avvocato che rinunci al mandato, fino a che non sia avvenuta la sostituzione del difensore deve comunque informare la parte assistita delle comunicazioni e notificazioni che dovessero pervenirgli relativamente al precedente incarico, al fine di evitare pregiudizi alla difesa (art. 32 ncdf, già art. 47 codice previgente). Tali principi sono validi anche per la revoca del mandato, quanto meno sotto il profilo della violazione dei doveri di correttezza e di diligenza (artt. 9 e 12 ncdf, già artt. 6 e 8 codice previgente). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 maggio 2018, n. 56  ...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Gli obblighi deontologici da osservare prima di agire contro un collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231
Gli obblighi deontologici da osservare prima di agire contro un collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231 L’adempimento dell’obbligo previsto dall’art. 38 Codice deontologico Forense (già art. 22 cod. prev.) deve ritenersi soddisfatto nel concorso di tre requisiti: quello formale, consistente nell’adozione dello scritto quale veicolo della comunicazione; quello sostanziale, consistente nel rendere chiara l’intenzione di chi comunica che agirà in giudizio; l’ultimo, anch’esso di carattere sostanziale, consistente nel palesare la ragione dell’iniziativa. Mentre il primo requisito ha la funzione di impedire qualsiasi equivoco, il secondo ed il terzo consentono al destinatario della comunicazione di evitare di essere convenuto in giudizio rimuovendo, o tentando di rimuovere, le ragioni della controversia; cosa che risulta possibile solo se la comunicazione sia titolata, esplicando i motivi del contrasto, e consenta quello spatium deliberandi da parte del destinatario che possa permettere a quest’ultimo di evitare la sede giudiziaria. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 231...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La notifica del precetto in violazione del rapporto di colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185
La notifica del precetto in violazione del rapporto di colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185 Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante ed in contrasto con il principio di colleganza l’avvocato che, richiesto dal collega di controparte di quantificare l’importo dovuto dal suo cliente non dia alcuna risposta, ma notifichi l’atto di precetto, ovvero -anche in mancanza di una tale richiesta avversaria ed in assenza altresì di un effettivo, immediato e concreto pericolo temporale per la tutela del diritto del proprio assistito- proceda in tempi estremamente solleciti alla notifica dell’atto di precetto senza alcuna previa informale richiesta di adempimento spontaneo, così determinando un ingiustificato aggravio di spese per il debitore e un ingiustificato nocumento all’immagine professionale del collega di controparte agli occhi della propria assistita. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La notifica dell’atto di precetto senza preavviso al collega avversario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185
La notifica dell’atto di precetto senza preavviso al collega avversario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185 Non integra illecito deontologico alcuno, sotto il profilo della slealtà e della scorrettezza, il comportamento del professionista che, mediante intimazione di precetto di pagamento, dia esecuzione alla sentenza nei confronti della parte soccombente senza preventivamente avvertire i Colleghi avversari, atteso che, per un verso, un tale obbligo deve ritenersi sussistente solo quando il difensore della controparte abbia espressamente richiesto i conteggi della somma dovuta ai fini dell’adempimento spontaneo ed immediato, e che, per altro verso, il precetto di pagamento è di per sé, e per volontà del legislatore, l’esatto contrario della slealtà, costituendo l’invito (precedente il processo di esecuzione cui è esterno) ad adempiere nel termine dilatorio che deve concedersi prima di dar corso all’esecuzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Atto di precetto e richiesta avversaria dei conteggi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185
Atto di precetto e richiesta avversaria dei conteggi per poter adempiere spontaneamente L’avvocato, espressamente richiesto dal collega avversario dei conteggi della somma dovuta ai fini dell’adempimento spontaneo ed immediato, è tenuto a preavvertire il difensore della controparte soccombente della intenzione di porre in esecuzione la sentenza, mediante intimazione formale di adempiere nel termine dilatorio prescritto dalla legge ex art. 480 cpc. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185  ...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Colleganza - Notifica dell’atto di precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185
La notifica dell’atto di precetto senza preavviso al collega avversario Non integra illecito deontologico alcuno, sotto il profilo della slealtà e della scorrettezza, il comportamento del professionista che, mediante intimazione di precetto di pagamento, dia esecuzione alla sentenza nei confronti della parte soccombente senza preventivamente avvertire i Colleghi avversari, atteso che, per un verso, un tale obbligo deve ritenersi sussistente solo quando il difensore della controparte abbia espressamente richiesto i conteggi della somma dovuta ai fini dell’adempimento spontaneo ed immediato, e che, per altro verso, il precetto di pagamento è di per sé, e per volontà del legislatore, l’esatto contrario della slealtà, costituendo l’invito (precedente il processo di esecuzione cui è esterno) ad adempiere nel termine dilatorio che deve concedersi prima di dar corso all’esecuzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185  ...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Colleganza - Notifica del precetto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185
La notifica del precetto in violazione del rapporto di colleganza Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante ed in contrasto con il principio di colleganza l’avvocato che, richiesto dal collega di controparte di quantificare l’importo dovuto dal suo cliente non dia alcuna risposta, ma notifichi l’atto di precetto, ovvero -anche in mancanza di una tale richiesta avversaria ed in assenza altresì di un effettivo, immediato e concreto pericolo temporale per la tutela del diritto del proprio assistito- proceda in tempi estremamente solleciti alla notifica dell’atto di precetto senza alcuna previa informale richiesta di adempimento spontaneo, così determinando un ingiustificato aggravio di spese per il debitore e un ingiustificato nocumento all’immagine professionale del collega di controparte agli occhi della propria assistita. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 185  ...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Principi deontologici di lealtà e correttezza - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 27200 del 16 novembre 2017
Il dovere di difesa non giustifica la violazione dei principi deontologici di lealtà e correttezza Il dovere di difesa non giustifica la commissione di illeciti disciplinari a pretesa tutela del cliente, giacché l’avvocato deve sempre agire nel rispetto dei principi di lealta` e correttezza, che ispirano ogni più specifica previsione deontologica, come il rapporto di colleganza (Nel caso di specie, il professionista veniva sanzionato disciplinarmente per aver infondatamente richiesto la condanna in proprio del collega avversario per responsabilità processuale aggravata. In applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato l’impugnazione proposta avverso Consiglio Nazionale Forense -pres. f.f. Logrieco, rel. Sica- sentenza n. 10/2017, che a sua volta aveva confermato la sanzione comminata dal Consiglio territoriale). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 27200 del 16 novembre 2017  ...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La “minaccia” di azioni risarcitorie al giudice della propria causa - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 17720 del 18 luglio 2017
La “minaccia” di azioni risarcitorie al giudice della propria causa - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 17720 del 18 luglio 2017 Il ritardo del Giudice nell’emissione del provvedimento richiestogli non legittima il difensore a minacciare richieste risarcitorie nei suoi confronti (specie se avanzate in pendenza del giudizio stesso al fine di precostituirsi una ragione di ricusazione), anche in considerazione dei presupposti nonché della legittimazione attiva e passiva che regolano l’azione esperibile nei confronti del Magistrato per asseriti danni derivanti da comportamenti dolosi o gravemente colposi nell’esercizio delle sue funzioni (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha rigettato il ricorso avverso Consiglio Nazionale Forense – pres. Mascherin, rel. Losurdo, sentenza del 28 luglio 2016, n. 256). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 17720 del 18 luglio 2017...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Prove false - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 89
L’introduzione in giudizio di prove false: l’illecito non è escluso dalla rinuncia alla prova stessa Contravviene ai doveri di lealtà, correttezza e verità (artt. 9, 19 e 50 ncdf , già artt. 6 e 14 cod. prev) l’avvocato che introduca intenzionalmente nel processo prove false, a nulla rilevando, in ordine alla già avvenuta commissione dell’illecito, la rinuncia ad avvalersi delle prove stesse e la loro asserita superfluità probatoria (Nel caso di specie, trattavasi della ricevuta di accettazione di una raccomandata postale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 89...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Colleganza – obblighi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77
Gli obblighi deontologici da osservare prima di agire contro un collega L’adempimento dell’obbligo previsto dall’art. 38 Codice deontologico Forense (già art. 22 cod. prev.) deve ritenersi soddisfatto nel concorso di tre requisiti: quello formale, consistente nell’adozione dello scritto quale veicolo della comunicazione; quello sostanziale, consistente nel rendere chiara l’intenzione di chi comunica che agira` in giudizio; l’ultimo, anch’esso di carattere sostanziale, consistente nel palesare la ragione dell’iniziativa. Mentre il primo requisito ha la funzione di impedire qualsiasi equivoco, il secondo ed il terzo consentono al destinatario della comunicazione di evitare di essere convenuto in giudizio rimuovendo, o tentando di rimuovere, le ragioni della controversia; cosa che risulta possibile solo se la comunicazione sia titolata, esplicando i motivi del contrasto, e consenta quello spatium deliberandi da parte del destinatario che possa permettere a quest’ultimo di evitare la sede giudiziaria. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Gli obblighi deontologici da osservare prima di agire contro un collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77
Gli obblighi deontologici da osservare prima di agire contro un collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77 L’adempimento dell’obbligo previsto dall’art. 38 Codice deontologico Forense (già art. 22 cod. prev.) deve ritenersi soddisfatto nel concorso di tre requisiti: quello formale, consistente nell’adozione dello scritto quale veicolo della comunicazione; quello sostanziale, consistente nel rendere chiara l’intenzione di chi comunica che agirà in giudizio; l’ultimo, anch’esso di carattere sostanziale, consistente nel palesare la ragione dell’iniziativa. Mentre il primo requisito ha la funzione di impedire qualsiasi equivoco, il secondo ed il terzo consentono al destinatario della comunicazione di evitare di essere convenuto in giudizio rimuovendo, o tentando di rimuovere, le ragioni della controversia; cosa che risulta possibile solo se la comunicazione sia titolata, esplicando i motivi del contrasto, e consenta quello spatium deliberandi da parte del destinatario che possa permettere a quest’ultimo di evitare la sede giudiziaria. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 61
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 61 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, la mancata “descrizione” di uno o più comportamenti e della relativa sanzione non genera l’immunità, giacché è comunque possibile contestare l’illecito anche sulla base della citata norma di chiusura, secondo cui “la professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale e della difesa e rispettando i principi della corretta e leale concorrenza”, in combinato disposto con l’art. 9 ncdf (“Doveri di probità, dignità, decoro e indipendenza”), già artt. 5 e 6 codice previgente. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 61...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare: la richiesta infondata di condanna per responsabilità processuale aggravata - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10
Illecito disciplinare: la richiesta infondata di condanna per responsabilità processuale aggravata - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10 Integra illecito disciplinare, per violazione dei doveri di correttezza e colleganza (art. 19 ncdf, già art. 22 codice previgente), il comportamento dell’avvocato che richieda la condanna della controparte per responsabilità processuale aggravata (art. 96 cpc) in solido con il suo difensore (art. 94 cpc) qualora il relativo giudizio si concluda escludendo in radice i presupposti dell’aver agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave nonché l’asserita trasgressione del dovere di lealtà e probità (art. 88 cpc). (Nel caso di specie, la domanda avversaria -ritenuta scorretta e in mala fede- veniva accolta in primo grado e confermata in appello. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Il rapporto tra dovere di difesa e dovere di colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10
Il rapporto tra dovere di difesa e dovere di colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10 L’impegno nella difesa del proprio cliente non può travalicare i limiti della rigorosa osservanza delle norme disciplinari e del rispetto che deve essere sempre osservato nei confronti della controparte, del suo legale e dei terzi, in ossequio ai doveri di lealtà e correttezza e ai principi di colleganza, giacché il dovere di difesa non giustifica la commissione di illeciti a pretesa tutela del cliente. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10
Il rapporto tra dovere di difesa e dovere di colleganza L’impegno nella difesa del proprio cliente non puo` travalicare i limiti della rigorosa osservanza delle norme disciplinari e del rispetto che deve essere sempre osservato nei confronti della controparte, del suo legale e dei terzi, in ossequio ai doveri di lealta` e correttezza e ai principi di colleganza, giacché il dovere di difesa non giustifica la commissione di illeciti a pretesa tutela del cliente. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10  ...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10
Illecito disciplinare: la richiesta infondata di condanna per responsabilità processuale aggravata Integra illecito disciplinare, per violazione dei doveri di correttezza e colleganza (art. 19 ncdf, già art. 22 codice previgente), il comportamento dell’avvocato che richieda la condanna della controparte per responsabilità processuale aggravata (art. 96 cpc) in solido con il suo difensore (art. 94 cpc) qualora il relativo giudizio si concluda escludendo in radice i presupposti dell’aver agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave nonché l’asserita trasgressione del dovere di lealtà e probità (art. 88 cpc). (Nel caso di specie, la domanda avversaria -ritenuta scorretta e in mala fede- veniva accolta in primo grado e confermata in appello. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 10...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10assunzione di incarichi contro ex clienti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 346
L’assunzione di incarichi contro ex clienti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 346 Integra certamente la violazione dei doveri di lealtà, di correttezza e di fedeltà ex artt. 5, 6, 7 c.d.f. nei confronti della parte assistita, configurando altresì l’illecito deontologico previsto dal successivo art. 51, la condotta del professionista che in seguito alla dismissione del mandato – indipendentemente dal fatto che questa sia dovuta a revoca o rinuncia – assuma un mandato professionale contro il proprio precedente cliente, tanto più quanto il nuovo incarico sia inerente al medesimo procedimento nel quale il difensore abbia assistito un’altra parte, che abbia un interesse confliggente con quello del nuovo assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 346...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Favor rei: il nuovo codice deontologico si applica retroattivamente, se più favorevole all’incolpato - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 15819 del 29 luglio 2016
Favor rei: il nuovo codice deontologico si applica retroattivamente, se più favorevole all’incolpato - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 15819 del 29 luglio 2016 L’avvocato, che intenda promuovere un giudizio nei confronti di un collega per fatti attinenti all’esercizio della professione, non è più tenuto a valutare la “verosimiglianza” della fondatezza dell’accusa rivolta al collega stesso (art. 38 ncdf, già art. 22 cdf), e tale nuova disciplina codicistica si applica anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore, in quanto più favorevole per l’incolpato (art. 65 L. n. 247/2012). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 15819 del 29 luglio 2016...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Collega associato nella difesa: l’iniziativa autonoma ai fini della riscossione della parcella costituisce illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 216
Collega associato nella difesa: l’iniziativa autonoma ai fini della riscossione della parcella costituisce illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 216 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che, associato ad altro collega nello svolgimento dell’incarico professionale, agisca in via del tutto autonoma al fine di riscuotere integralmente le competenze relative alla propria notula, pur nella consapevolezza che talune di tali attività possano interferire o sovrapporsi o duplicarsi con quelle svolte dal codifensore e senza curarsi delle maggiori difficoltà che un tale comportamento possa procurare all’attività di riscossione delle competenze del collega di studio, e che non possa costituire di per sé causa di esclusione di responsabilità la circostanza che un siffatto contegno corrisponde al proprio diritto di veder remunerata la propria attività professionale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 luglio 2016, n. 216...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’obbligo di attendere in udienza l’arrivo del collega avversario
L’obbligo di attendere in udienza l’arrivo del collega avversario Contravviene ai doveri di lealtà, correttezza e colleganza l’avvocato che, pur avvertito del ritardo incolpevole della controparte all’udienza (nella specie dovuto ad un pneumatico forato), dopo un’attesa di appena 5 minuti chieda al Giudice di dare atto dell’assenza del collega e di trattare la causa fissata per l’escussione delle prove orali avversarie con conseguente decadenza istruttoria. Peraltro, l’esclusione di un pregiudizio a seguito di rimessione in termini, non far venir meno la rilevanza disciplinare della condotta, ma anzi rappresenta la conferma che l’incolpato avrebbe potuto tenere un contegno diverso, senza con ciò mancare ai propri doveri di difesa. Consiglio Nazionale Forense sentenza del 11 novembre 2015, n. 160  ...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La violazione dei doveri di colleganza con il domiciliatario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 193
La violazione dei doveri di colleganza con il domiciliatario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 193 Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante per violazione degli artt. 19 e 43 ncdf (già 22 e 30 codice previgente) il professionista che ometta di dare riscontro alle ripetute richieste di informativa del Collega domiciliatario e che, tenendo un comportamento puramente dilatorio, non si adoperi affinché quest’ultimo ottenga il soddisfacimento delle proprie spettanze professionali. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 193...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecito disciplinare “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 180
L’illecito disciplinare “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 180 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3 c. 3 L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa. Conseguentemente, ove l’illecito non sia stato espressamente previsto (rectius, tipizzato) dalla fonte regolamentare, deve quindi essere ricostruito sulla base della legge (art. 3 c. 3 cit.) e del Codice Deontologico, a mente del quale l’avvocato “deve essere di condotta irreprensibile” (art. 17 c. 1 lett. h). Nel caso di illecito atipico, inoltre, per la determinazione della relativa pena dovrà farsi riferimento ai principi generali ed al tipo di sanzione applicabile in ipotesi che presentino, seppur parzialmente, analogie con il caso specifico (Nel caso di specie, nell’ambito dell’attività professionale e con una strumentalizzazione del ruolo di avvocato, il professionista era stato condannato in sede penale per il reato di appropriazione indebita e falso in scrittura privata, condotte -queste- non espressamente tipizzate dal Codice Deontologico, che tuttavia prevede la responsabilità disciplinare dell’avvocato “cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale” (art. 4 c. 2°). In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha pertanto ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio professionale per la durata di anni tre). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 180...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Sospensione dall’esercizio della professione: il “periodo presofferto” in sede cautelare va computato nel periodo di espiazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 180
Sospensione dall’esercizio della professione: il “periodo presofferto” in sede cautelare va computato nel periodo di espiazione della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 180 La sospensione cautelare, già sofferta ex art. 43 Rdl 1578/33, deve essere computata nel periodo di espiazione della sospensione disciplinare, e ciò in applicazione del principio della fungibilità della pena ex art. 657 c.p.p. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 180...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La trattazione della causa in assenza (incolpevole) del collega avversario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2016, n. 143
La trattazione della causa in assenza (incolpevole) del collega avversario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2016, n. 143 Contravviene ai doveri di lealtà, correttezza e colleganza l’avvocato che, pur avvertito dell’incolpevole ritardo o definitiva assenza della controparte all’udienza, discuta la causa in assenza del Collega, la cui eventuale rimessione in termini, peraltro, non farebbe venir meno la rilevanza disciplinare della condotta, rappresentando anzi la conferma che l’incolpato avrebbe potuto tenere un contegno diverso, senza con ciò mancare ai propri doveri di difesa (Nel caso di specie, approfittando dell’assenza del Collega all’udienza, dovuta ad avverse condizioni climatiche, l’incolpato aveva ottenuto la revoca del decreto monitorio opposto con condanna alle spese). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2016, n. 143...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Il reato disciplinarmente non tipizzato è un illecito deontologico a forma libera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 maggio 2016, n. 116
Il reato disciplinarmente non tipizzato è un illecito deontologico a forma libera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 maggio 2016, n. 116 Il nuovo Codice Deontologico è tuttora ispirato al principio già affermato in tema di norme penali incriminatrici a forma libera, per le quali la predeterminazione e il criterio dell’incolpazione viene validamente affidato a concetti diffusi (id est principi, criteri), generalmente compresi nella collettività̀ in cui il giudice opera, i quali sono utilizzati per classificare, stabilizzare e sanzionare quei comportamenti illeciti non espressamente previsti (Nel caso di specie, il professionista comunicava falsamente alla DPL prestazioni mai effettuate alterando i fogli di presenza. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di mesi dodici). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 maggio 2016, n. 116...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La violazione dell’obbligo di comportarsi con probità, dignità e decoro è un illecito deontologico a forma libera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 maggio 2016, n. 112
La violazione dell’obbligo di comportarsi con probità, dignità e decoro è un illecito deontologico a forma libera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 maggio 2016, n. 112 Il nuovo Codice Deontologico è tuttora ispirato al principio già affermato in tema di norme penali incriminatrici a forma libera, per le quali la predeterminazione e il criterio dell’incolpazione viene validamente affidato a concetti diffusi (id est principi, criteri), generalmente compresi nella collettività̀ in cui il giudice opera, i quali sono utilizzati per classificare, stabilizzare e sanzionare quei comportamenti illeciti non espressamente previsti (Nel caso di specie, il professionista aveva esposto in fattura prestazioni non svolte e aveva posto in essere, sia pure in una sola occasione accertata, attività di mediazione immobiliare. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 maggio 2016, n. 112...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’avvocato non può contattare né ricevere la controparte senza il consenso del collega avversario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 79
L’avvocato non può contattare né ricevere la controparte senza il consenso del collega avversario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 79 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che, senza avvisare il collega difensore, contatti direttamente la controparte invitandola ad una incontro per la definizione della controversia, riceva la parte nel proprio studio senza la presenza del difensore e non avvisi il collega dell’accordo transattivo raggiunto dalle parti stesse in sua presenza o che intrattenga rapporti diretti di corrispondenza con la controparte assistita da altro legale, senza indirizzare a quest’ultimo copia della stessa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 79...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La notifica del precetto in violazione del rapporto di colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 febbraio 2016, n. 9
La notifica del precetto in violazione del rapporto di colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 febbraio 2016, n. 9 Vìola l’art. 19 ncdf (già art. 22 cdf) l’avvocato che, in assenza di un effettivo, immediato e concreto pericolo temporale per la tutela del diritto del proprio assistito, ometta di comunicare al collega di controparte sia l’esatto ammontare della somme dovute dal debitore, onde consentire a questi il spontaneo adempimento, e sia la propria intenzione di dar corso all’azione esecutiva, e proceda (in tempi estremamente solleciti dal deposito della sentenza) alla notifica dell’atto di precetto così determinando sia un ingiustificato aggravio di spese per il debitore e sia un ingiustificato nocumento all’immagine professionale della collega di controparte agli occhi della propria assistita (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 febbraio 2016, n. 9...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Vietato registrare e far ascoltare a terzi in viva voce le telefonate dell’ignaro collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 febbraio 2016, n. 7
Vietato registrare e far ascoltare a terzi in viva voce le telefonate dell’ignaro collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 febbraio 2016, n. 7 Il precetto di cui all’art. 38, co. 2, ncdf già art. 22 cdf (secondo cui l’avvocato non deve registrare una conversazione telefonica con un collega, senza il preventivo consenso o all’insaputa di questi) deve essere inteso nel senso che il divieto riguardi anche il caso in cui il telefono sia posto in viva voce per consentire ai terzi presenti di ascoltare la conversazione con il collega interlocutore (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 febbraio 2016, n. 7...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’intimazione di precetto e la proposizione di azioni processuali in mala fede - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2015, n. 243
L’intimazione di precetto e la proposizione di azioni processuali in mala fede - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2015, n. 243 Contravviene ai doveri di lealtà e correttezza ex art. 19 ncdf (già art. 6 cdf) nonché di verità ex art. 50 ncdf (già art. 14 cdf) l’avvocato che intimi atto di precetto per importi consapevolmente non dovuti (Nel caso di specie, l’intimazione si fondava su sentenza di primo grado riformata in appello. In applicazione del principio di cui in massima, i CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2015, n. 243...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito ingenerare false aspettative sull’adempimento o solvibilità del proprio assistito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2015, n. 232
Illecito ingenerare false aspettative sull’adempimento o solvibilità del proprio assistito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2015, n. 232 Contravviene all’obbligo deontologico di correttezza e lealtà nei confronti dei Colleghi (art. 19 ncdf) l’avvocato che, in occasione di una trattativa tra le parti, ingeneri ovvero alimenti l’equivoco di poter consegnare alla controparte, già adempiente, un assegno del proprio cliente, asseritamente trattenuto dal professionista a titolo di deposito fiduciario (In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2015, n. 232...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La mancata risposta alle richieste del Collega avversario circa l’inadempimento del proprio cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2015, n. 236
La mancata risposta alle richieste del Collega avversario circa l’inadempimento del proprio cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2015, n. 236 Contravviene all’obbligo deontologico di correttezza e lealtà nei confronti dei Colleghi (art. 19 ncdf) l’avvocato che, dopo aver collaborato alla stipula di una transazione ed aver assicurato il suo puntuale adempimento da parte del proprio assistito, successivamente ometta di fornire risposte o spiegazioni, richiestegli dal legale avversario, sull’inadempimento del proprio cliente alla transazione stessa Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2015, n. 236...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’obbligo di preannunciare il giudizio nei confronti di un collega non vale per l’opposizione a decreto ingiuntivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 110
L’obbligo di preannunciare il giudizio nei confronti di un collega non vale per l’opposizione a decreto ingiuntivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 110 L’opposizione a decreto ingiuntivo richiesto ed ottenuto da un collega non rientra propriamente tra le iniziative giudiziarie in relazione alle quali sussiste(va), ex art. 22 cdf (ora art. 38 ncdf), l’obbligo di comunicazione al Consiglio dell’Ordine competente, stante la sostanziale qualità di attore del convenuto opposto. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 110...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La successione delle norme deontologiche nel tempo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 97
La successione delle norme deontologiche nel tempo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 97 L’illecito deontologico è riconducibile al genus degli illeciti amministrativi, per i quali –in difetto di eadem ratio- non trova applicazione, in via analogica, il principio del favor rei sancito dall’art. 2 c.p., bensì quello del tempus regit actum (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha applicato l’art. 22 c.d.f. in vigore prima della modifica introdotta nel gennaio 2006). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 97...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La richiesta di un compenso sproporzionato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157
La richiesta di un compenso sproporzionato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157 L’avvocato che richieda un compenso manifestamente sproporzionato e comunque eccessivo rispetto all’attività documentata, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di correttezza e probità, a nulla rilevando ai fini della responsabilità disciplinare, l’eventuale assenza di dolo o la circostanza per cui il cliente abbia corrisposto la somma richiestagli. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2014, n. 157...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 ottobre 2014, n. 130
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 ottobre 2014, n. 130 La determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti, della gravità dei comportamenti contestati, violativi dei doveri di probità, dignità e decoro sia nell’espletamento della attività professionale che nella dimensione privata, con compromissione della immagine della classe forense. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 ottobre 2014, n. 130...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10I fondamentali principi della deontologia - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 settembre 2014, n. 112
I fondamentali principi della deontologia - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 settembre 2014, n. 112 I concetti di probità, dignità e decoro costituiscono doveri generali e concetti guida, a cui si ispira ogni regola deontologica, giacché essi rappresentano le necessarie premesse per l’agire degli avvocati. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 settembre 2014, n. 112...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Il diritto/dovere di difesa va contemperato con i doveri di lealtà, correttezza e colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 75
Il diritto/dovere di difesa va contemperato con i doveri di lealtà, correttezza e colleganza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 75 L’avvocato deve porre ogni rigoroso impegno nella difesa del proprio cliente, ma tale difesa non può mai travalicare i limiti della rigorosa osservanza delle norme disciplinari e del rispetto che deve essere sempre osservato nei confronti della controparte, del suo legale e dei terzi, in ossequio ai doveri di lealtà e correttezza e ai principi di colleganza (Nel caso di specie, l’incolpato aveva prodotto, con la memoria di replica, dei documenti. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 75...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La violazione delle preclusioni processuali può integrare illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 75
La violazione delle preclusioni processuali può integrare illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 75 La violazione delle preclusioni processuali, ove leda il principio del contraddittorio e il diritto di difesa, come nel caso di deposito di documenti in sede di memoria di replica ex art. 190 cpc, costituisce illecito deontologico perché comportamento contrario ai doveri di lealtà, correttezza e colleganza (In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 75...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Azione giudiziaria e contestuale trattativa per la composizione stragiudiziale della controversia - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 70
Azione giudiziaria e contestuale trattativa per la composizione stragiudiziale della controversia - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 70 Comporta violazione del dovere di lealtà e correttezza di cui all’art. 22 Cod. Deont. l’aver sottaciuto ad un Collega, in occasione di una trattativa per la composizione stragiudiziale di una controversia, di aver assunto, pochi giorni prima dell’incontro finalizzato alla trattativa stessa, un’iniziativa giudiziaria consistente nella proposizione di un ricorso per decreto ingiuntivo, giungendo ad un accordo parziale con pagamento di una somma di denaro a favore del proprio cliente ed azionando successivamente il titolo esecutivo ottenuto (depurato da quanto conseguito in via stragiudiziale) con pedissequo atto di precetto e contestuale pignoramento (in forza della richiesta e concessa dispensa del termine dilatorio per l’esecuzione), sempre senza alcun preavviso al Collega avversario. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 70...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Il cliente poco collaborativo non esonera l’avvocato dal dovere di diligenza e competenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2014, n. 7
Il cliente poco collaborativo non esonera l’avvocato dal dovere di diligenza e competenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2014, n. 7 L’assenza di collaborazione da parte del cliente nella costruzione della linea difensiva o la sua inaffidabilità possono costituire giusta causa di recesso da parte del difensore, ma -qualora mantenga l’incarico- non lo esonerano dall’espletarlo con diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo costituzionale e sociale della difesa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2014, n. 7...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Illecito predisporre un contratto con clausola compromissoria autodesignandosi come arbitro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 ottobre 2013, n. 196
Illecito predisporre un contratto con clausola compromissoria autodesignandosi come arbitro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 ottobre 2013, n. 196 Viola il generale obbligo di lealtà e correttezza l’avvocato che, svolgendo attività di redazione contrattuale nell’interesse di uno dei contraenti (nella specie, suo cliente abituale) inserisca una clausola arbitrale con la designazione di sé stesso quale arbitro unico, e peraltro in assenza di comprovata adesione dell’altro contraente; e ciò senza che abbia rilievo decisivo se l’avvocato avrebbe potuto poi assolvere l’incarico o dovuto astenersi o comunque provvedere ad una specifica informazione alle parti, mancando comunque nel professionista quel carattere di terzietà che deve inderogabilmente caratterizzare il ruolo e l’attività dell’arbitro. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 ottobre 2013, n. 196...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La violazione delle preclusioni processuali può integrare illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 ottobre 2013, n. 188
La violazione delle preclusioni processuali può integrare illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 ottobre 2013, n. 188 La violazione delle preclusioni processuali, ove leda il principio del contraddittorio e il diritto di difesa, come nel caso di deposito di documenti in sede di memoria di replica ex art. 190 cpc, costituisce illecito deontologico perché comportamento contrario ai doveri di lealtà, correttezza e colleganza (In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 ottobre 2013, n. 188...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Il preavviso di agire giudizialmente contro il collega fattogli nel corso di altra causa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 ottobre 2013, n. 183
Il preavviso di agire giudizialmente contro il collega fattogli nel corso di altra causa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 ottobre 2013, n. 183 Salva l’esistenza di un periculum in mora, l’avvocato che intenda promuovere un giudizio nei confronti di un collega per fatti attinenti all’esercizio della professione deve dargliene ex art. 22 cdf preventiva comunicazione scritta, la quale ben può essere contenuta in atti giudiziali relativi ad una causa già pendente tra le parti (Nel caso di specie, l’incolpato si era costituito in giudizio con comparsa di risposta nella quale dichiarava che “…non intende rispondere alle provocazioni denigratorie di controparte limitandosi a chiedere la cancellazione riservandosi ogni più opportuna azione…” e preavvisava “…future richieste di risarcimento che, si ripete, saranno avanzate nelle sedi competenti”, dopodiché effettivamente agiva in via risarcitoria contro il collega senza altro avviso. Poiché il COA di appartenenza lo sanzionava ai sensi dell’art. 22 cdf, l’incolpato ne impugnava la decisione al CNF, che, in applicazione del principio di cui in massima, accoglieva il ricorso annullando la sanzione). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 ottobre 2013, n. 183...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 ottobre 2013, n. 171
La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 ottobre 2013, n. 171 Gli artt. 6 e 48 cdf sono volti a contemperare le esigenze di difesa del proprio assistito con il rispetto della determinazione della controparte, consentendo al difensore di rivolgere alle controparti una intimazione ad adempiere anche sotto comminatoria di azioni e/o iniziative giudiziarie. Diritto/dovere che non può essere illimitato, e oltre che rispettare i principi di una corretta educazione trova il suo limite nel principio di proporzionalità, secondo cui la reazione ad un comportamento illecito deve essere, quanto ai mezzi e alle conseguenze, proporzionata all’offesa. Non devono pertanto essere minacciate azioni o iniziative sproporzionate, che non siano funzionali all’azione in cui adempimento viene richiesto, o che rappresentino per la controparte un rilevante pregiudizio anche di ordine extragiudiziario. Nel principio di proporzionalità, quindi, è contenuto anche il principio di non vessazione, poiché la sproporzione può essere individuata anche nella sottoposizione ad imposizioni materiali o morali che nessun collegamento funzionale abbiano con il soddisfacimento del diritto vantato (Nel caso di specie, nella lettera indirizzata alla controparte, l’avvocato specificava che il pignoramento potrà avvenire “in momenti imbarazzanti”, quello del conto corrente “si estenderà ai familiari cointestatari”, “le impedirò di utilizzare l’autovettura” e “chiederò la vendita della sua casa, coinvolgendo tutti i comproprietari”). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 ottobre 2013, n. 171...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’accusa non comprovata ed eccedente il diritto-dovere di difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 luglio 2013, n. 116
L’accusa non comprovata ed eccedente il diritto-dovere di difesa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 luglio 2013, n. 116 Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante il professionista che, in assenza di qualsivoglia prova, attribuisca al testimone comportamenti gravi, attraverso espressioni gratuitamente offensive eccedenti il diritto-dovere di difesa (Nel caso di specie, l’incolpato appellava la sentenza sostenendo che la condanna del suo assistito si fondava sulla dichiarazione di una teste residente già da alcuni anni in Italia ma a suo dire senza tuttavia “aver compreso il senso civico che regna nel nostro paese” e perciò dallo stesso definita “avida profittatrice che giunge ad affermare il falso pur di ottenere un vantaggio economico”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 luglio 2013, n. 116...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’accordo con la controparte assistita da collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 giugno 2013, n. 93
L’accordo con la controparte assistita da collega - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 giugno 2013, n. 93 E’ obbligo deontologico, che discende dai principi generali di correttezza e lealtà verso i colleghi, non prendere accordi con la controparte né comunque partecipare ad accordi intervenuti con la stessa, quando sia assistita da un avvocato, senza che quest’ultimo sia avvertito. Tale obbligo sussiste anche nell’ipotesi in cui la controparte si impegni ad avvertire il proprio difensore o, addirittura, affermi di averlo già avvertito (Nel caso di specie, in considerazione della mancanza di precedenti disciplinari a carico dell’incolpato, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 giugno 2013, n. 93...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’introduzione in giudizio di prove false - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 87
L’introduzione in giudizio di prove false - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 87 Contravviene ai doveri di lealtà, correttezza e verità (artt. 6 e 14 cdf) l’avvocato che introduca intenzionalmente nel processo prove false (Nel caso di specie, all’incolpato veniva contestato di aver ottenuto dal Giudice di Pace un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo sulla scorta di “una falsa attestazione di debito” sottoscritta con la firma di un ex cliente moroso, che nel corso del giudizio di opposizione il CTU aveva dichiarato apocrifa. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di mesi due). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 87...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10l’avvocato è tenuto ad improntare la propria condotta professionale a lealtà e correttezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 86
l’avvocato è tenuto ad improntare la propria condotta professionale a lealtà e correttezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 86 L’avvocato è tenuto ad improntare la propria condotta professionale a lealtà e correttezza, evitando comportamenti che compromettano gravemente l’immagine che la classe forense deve mantenere nei confronti della collettività al fine di assicurare responsabilmente la funzione sociale che l’ordinamento le attribuisce. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 86  ...
art. 19 - Doveri di lealtà e correttezza verso i colleghi e le istituzioni forensi (art.6/1997) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10L’illecita consegna di denaro al detenuto per il tramite dell’agente di Polizia Penitenziaria - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 88
L’illecita consegna di denaro al detenuto per il tramite dell’agente di Polizia Penitenziaria - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 88 Vìola i doveri di probità, dignità, decoro nonché quelli di lealtà, correttezza, fedeltà e diligenza non solo nei confronti della parte assistita ma anche verso l’ordinamento, la società ed i terzi in genere, l’avvocato che, per il tramite di un agente di Polizia Penitenziaria, faccia pervenire ad un detenuto somme di denaro finalizzate all’acquisto di stupefacente, schede telefoniche, apparati cellulari, pen-drive per connessione ad internet, strumenti atti ad offendere (Nel caso di specie, l’avvocato impugnava la sanzione disciplinare della sospensione dall’attività professionale per mesi sei, di cui chiedeva quantomeno la riduzione perché ritenuta eccessiva. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato in toto il ricorso). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 88...
 


 

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Amministrazione di sostegno – Liquidazione compensi patrocinio a spese dello Stato – D.pr. n. 115/2002. Corte di Cassazione, sez. 2, Sentenza n. 15175 del 4 giugno 2019, commento a cura dell’Avv. Ylenia Coronas.

il legittimo affidamento invocabile dal beneficiario di aiuti di stato concessi in violazione del tfue

Artt. 107 e 108 TFUE – Aiuti di stato incompatibili con il mercato interno – Art. 2033 c.c. – Principio di affidamento – Buona fede – Onere di controllo della compatibilità unionale dell’aiuto – Cass. Civ, Sez. I, 6 giugno 2019, n. 15405, commento a cura dell’Avv. Giorgia Franco.

successioni – prova per testimoni e per presunzioni, da parte del legittimario, della simulazione di vendita del de cuius

Successioni – Azione di riduzione – Collazione – Simulazione vendita del de cuius – Prova per testimoni e per presunzioni – Qualità di terzo del legittimario – Condizioni –. Corte di Cassazione, sez. 2, sentenza n. 12317 del 9 maggio 2019, commento a cura della Dott.ssa Ilaria Gonnellini.

Riparazione per ingiusta detenzione – Esclusione in presenza di comportamento gravemente colposo dell’interessato

Riparazione per ingiusta detenzione – Esclusione in presenza di comportamento gravemente colposo dell’interessato – Inammissibilità della questione attinente l’incompatibilità del giudice del merito nel differente procedimento in discorso – Valutazione della condotta dell’istante precedente alla perdita della libertà – Valutazione della condotta del “difendersi tacendo” – Ragioni di sussistenza della colpa – Cassazione penale, sez. IV, sentenza n. 25152 del 06/06/2019 (ud. 07/03/2019) Commento a cura dell’Avv. Marco Grilli

Massime corte di cassazione

Giudizi disciplinari - Norme del codice deontologico forense - Natura - Fonti normative integrative del precetto legislativo -

Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - Norme del codice deontologico forense - Natura - Fonti normative integrative del precetto legislativo - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in tema di contestazione dell'illecito disciplinare - Enunciazione del comportamento integrante la violazione deontologica - Necessità - Rilevanza del "nomen juris" dell'incolpazione - Esclusione - Conseguente attività valutativa del giudice disciplinare - Individuazione.

Notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8312 del 25/03/2019

Procedimento civile - notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Omessa attestazione di conformità del difensore ex art. 16 bis, comma 9 bis, d.l. n. 179 del 2002, convertito dalla l. n. 221 del 2012 - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Limiti.

Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.) - Efficacia decennale - Proroga successiva alla scadenza - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8415 del 26/03/2019

Espropriazione per pubblico interesse (o utilità') - Piano per insediamenti produttivi (P.I.P.) - Efficacia decennale - Proroga successiva alla scadenza - Esclusione - Potere dell'Amministrazione alla scadenza - Contenuto e limiti - Fattispecie.

Contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8673 del 28/03/2019

Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - contratti della p.a. - Organismo di diritto pubblico - Definizione - Requisito teleologico - Accertamento - Conseguenze in punto di giurisdizione.

Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6030 del 28/02/2019

Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - fasi del giudizio - Provvedimento del giudice di primo grado di accoglimento dell'istanza di tutela del possesso con omissione della remissione delle parti alla fase di merito - Reclamabilità - Esclusione - Appellabilità - Sussistenza - Esame nel merito da parte del tribunale del reclamo erroneamente proposto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Poteri della Corte di cassazione.

Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - "danno conseguenza" - Oneri allegatori e probatori - Fattispecie.

Sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5733 del 27/02/2019

Provvedimenti del giudice civile - sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Fondamento.

Responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - Infrazione di una norma sulla circolazione stradale -

Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - Infrazione di una norma sulla circolazione stradale - Evento non causalmente ricollegabile all'infrazione - Responsabilità del trasgressore - Esclusione - Fattispecie.

Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 5759 del 27/02/2019

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - reintegrazione nel posto di lavoro (tutela reale)  - Sentenza dichiarativa dell'illegittimità del licenziamento - Indennità sostitutiva della reintegra nel posto di lavoro ex art. 18, comma 3, st.lav. novellato - Scelta del lavoratore - Successiva riforma della sentenza di primo grado - Effetti espansivi sull'opzione del lavoratore - Esclusione - Fattispecie.

"Nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5737 del 27/02/2019

Servitu' - "nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Servitù di passaggio - Configurabilità - Condizioni - Limiti.

Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5732 del 27/02/2019

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - veduta in appiombo o verticale esercitabile dalle aperture dei singoli appartamenti condominiali - diritto del proprietario - proprietà - "inspectio et prospectio in alienum"  - "inspectio et prospectio in alienum" - laterale od obliqua

Cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5724 del 27/02/2019

Responsabilità patrimoniale - cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Collocazione sussidiaria sugli immobili - Oneri a carico del creditore - Contenuto - Esecuzione infruttuosa o prospettata come tale - Requisito temporale.

Proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5722 del 27/02/2019

Responsabilità civile - proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Responsabilità ex art. 2043 c.c. - Configurabilità anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992 - Onere probatorio - Fattispecie.

Obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Decorrenza automatica degli interessi moratori - Direttiva CE n. 35 del 2000 - Disciplina di attuazione - Applicabilità al contratto di appalto - Sussistenza - Fondamento.

Documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5778 del 27/02/2019

Prova civile - documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Sussistenza.

Invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Onere della prova - Accertamento devoluto al giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti.

Progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Appalto (contratto di) - progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Previsione legislativa - Esclusione.

Amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5726 del 27/02/2019

Responsabilità civile - amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie.

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