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Art. 2 - Norme deontologiche e ambito di applicazione codice deontologico forense 2014


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Contestazione dell’addebito disciplinare: l’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68Contestazione dell’addebito disciplinare: l’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68
Contestazione dell’addebito disciplinare: l’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68 La contestazione dell’addebito disciplinare non richiede l’indicazione delle norme che si ritengono violate, essendo sufficiente che, con la lettura dell’incolpazione, l’interessato sia in grado di affrontare in modo efficace le proprie difese, senza il rischio di essere condannato per fatti diversi da quelli ascrittigli. Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68...
contestazione disciplinare può non indicare la norma deontologica violata - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68contestazione disciplinare può non indicare la norma deontologica violata - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68
La contestazione disciplinare può non indicare la norma deontologica violata - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68 La contestazione dell’addebito disciplinare non richiede una minuta, completa e particolareggiata esposizione delle modalità e dei fatti contestati, essendo sufficiente che, con la lettura dell’incolpazione l’interessato sia in grado di affrontare in modo efficace le proprie difese, senza il rischio di essere condannato per fatti diversi da quelli ascrittigli. Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68...
Illecito disciplinare: i principi di tipicità e tassatività - Cassazione Civile, sentenza del 17 febbraio 1983, n. 1197, sez. UIllecito disciplinare: i principi di tipicità e tassatività - Cassazione Civile, sentenza del 17 febbraio 1983, n. 1197, sez. U
Illecito disciplinare: i principi di tipicità e tassatività - Cassazione Civile, sentenza del 17 febbraio 1983, n. 1197, sez. U L’art. 38 del R.D.L. 27 novembre 1933 n. 1578 sull’ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore, il quale, nel prevedere come illecito disciplinare i fatti non conformi alla dignità ed al decoro professionale, manifestamente non si pone in contrasto con l’art. 25 della costituzione, vertendosi in tema di infrazioni non penali, per le quali il legislatore non è tenuto ad adottare i paradigmi della fattispecie tipica e tassativa, consente di includere nella suddetta previsione ogni comportamento del professionista che sia posto in essere coscientemente e volontariamente e si traduca in una violazione dei canoni della deontologia professionale, idonea a ledere la dignità ed il prestigio della classe forense, come nel caso in cui il professionista, per riscuotere un credito verso il proprio cliente, promuova abnormi e reiterate procedure...
L’illecito deontologico è sostanzialmente (e legittimamente) atipico - Cassazione Civile, sentenza del 03 maggio 2005, n. 9097, sez. UL’illecito deontologico è sostanzialmente (e legittimamente) atipico - Cassazione Civile, sentenza del 03 maggio 2005, n. 9097, sez. U
L’illecito deontologico è sostanzialmente (e legittimamente) atipico - Cassazione Civile, sentenza del 03 maggio 2005, n. 9097, sez. U In tema di giudizi disciplinari, le deliberazioni con le quali il Consiglio nazionale forense procede alla determinazione dei principi di deontologia professionale e delle ipotesi di violazione degli stessi costituiscono regolamenti adottati da un’autorità non statuale in forza di autonomo potere in materia che ripete la sua disciplina da leggi speciali, in conformità dell’art. 3, secondo comma, delle disposizioni sulla legge in generale, onde, trattandosi di legittima fonte secondaria di produzione giuridica, va esclusa qualsiasi lesione del principio di legalità, considerando altresì come tanto le tipologie delle pene disciplinari quanto l’entità delle stesse tra un minimo ed un massimo, ove graduabili, siano prestabilite dalla normativa statuale (R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578). Nè incide sulla legittimità costituzionale delle norme con le...
L’illecito deontologico è sostanzialmente (e legittimamente) atipico - Cassazione Civile, sez. Unite, 05 gennaio 2007, n. 37L’illecito deontologico è sostanzialmente (e legittimamente) atipico - Cassazione Civile, sez. Unite, 05 gennaio 2007, n. 37
L’illecito deontologico è sostanzialmente (e legittimamente) atipico - Cassazione Civile, sez. Unite, 05 gennaio 2007, n. 37 È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle norme dell’ordinamento professionale forense, in relazione agli artt. 3, 24, 25 e 27 Cost., nella parte in cui, con riguardo alla materia disciplinare, omettono una precisa individuazione delle regole di deontologia professionale, poiché la predeterminazione e la certezza dell’incolpazione ben può ricollegarsi a concetti diffusi e generalmente compresi dalla collettività in cui il giudice opera e poiché all’esercizio del potere disciplinare, quale espressione di potestà amministrativa, sono estranei i precetti costituzionali concernenti la funzione giurisdizionale. Nè è conferente il raffronto con il diverso sistema sanzionatorio di altri sistemi professionali, tenuto conto che ciascun ordinamento professionale reca in sè elementi differenziatori che giustificano ragionevolmente...
L’illecito disciplinare è sostanzialmente atipico - Cassazione Civile, sez. U, 20 maggio 2005, n. 10601L’illecito disciplinare è sostanzialmente atipico - Cassazione Civile, sez. U, 20 maggio 2005, n. 10601
L’illecito disciplinare è sostanzialmente atipico - Cassazione Civile, sez. U, 20 maggio 2005, n. 10601 L’art. 38 del r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578 sull’ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore, nel prevedere come illecito disciplinare i fatti non conformi alla dignità e al decoro professionale, non individua comportamenti tassativamente determinati, poichè il principio di legalità si riferisce solo alle sanzioni penali e non si applica alle sanzioni disciplinari. Cassazione Civile, sez. U, 20 maggio 2005, n. 10601...
L’omessa indicazione della norma deontologica violata non determina l’invalidità del procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 luglio 2012, n. 98L’omessa indicazione della norma deontologica violata non determina l’invalidità del procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 luglio 2012, n. 98
L’omessa indicazione della norma deontologica violata non determina l’invalidità del procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 luglio 2012, n. 98 La semplice omessa indicazione della norma deontologica violata (nella specie, l’art. 28 del C.D.) non determina l’invalidità del procedimento disciplinare, giacché al fine di garantire il diritto di difesa dell’incolpato è necessaria e sufficiente è una chiara contestazione dei fatti addebitati. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 luglio 2012, n. 98...
L’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68L’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68
L’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68 La mancata indicazione della norma deontologica violata non determina l’invalidità del procedimento disciplinare, atteso che, per pacifica e consolidata giurisprudenza, la contestazione, se adeguatamente specificata quanto all’indicazione dei comportamenti addebitati e tale da garantire all’incolpato la predisposizione di una difesa compiuta ed efficace, non richiede né la precisazione delle fonti di prova da utilizzare, né la individuazione delle precise norme deontologiche che si assumono violate, considerata altresì la norma di chiusura di cui all’art. 60 c.d.f. Consiglio Nazionale Forense, 20 aprile 2012, n. 68...
L’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 luglio 2013, n. 116L’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 luglio 2013, n. 116
L’omessa indicazione delle norme deontologiche violate - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 luglio 2013, n. 116 La mancata indicazione della norma deontologica violata non determina l’invalidità del procedimento disciplinare, atteso che la contestazione, se adeguatamente specificata quanto all’indicazione dei comportamenti addebitati e tale da garantire all’incolpato la predisposizione di una difesa compiuta ed efficace, non richiede né la precisazione delle fonti di prova da utilizzare, né la individuazione delle precise norme deontologiche che si assumono violate. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 luglio 2013, n. 116...
Procedimento dinanzi al C.d.O. – Omessa indicazione delle norme deontologiche violate – Invalidità – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 191Procedimento dinanzi al C.d.O. – Omessa indicazione delle norme deontologiche violate – Invalidità – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 191
Avvocato – Procedimento disciplinare – Procedimento dinanzi al C.d.O. – Omessa indicazione delle norme deontologiche violate – Invalidità – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 191 La mancata indicazione della norma deontologica violata non determina l’invalidità del procedimento disciplinare, atteso che, per pacifica e consolidata giurisprudenza, la contestazione, se adeguatamente specificata quanto all’indicazione dei comportamenti addebitati e tale da garantire all’incolpato la predisposizione di una difesa compiuta ed efficace, non richiede né la precisazione delle fonti di prova da utilizzare, né la individuazione delle precise norme deontologiche che si assumono violate, considerata altresì la norma di chiusura di cui all’art. 60 c.d.f. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Piacenza, 16 novembre 2007). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 191...
Procedimento dinanzi al C.d.O. – Omessa indicazione delle norme deontologiche violate – Invalidità – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 199Procedimento dinanzi al C.d.O. – Omessa indicazione delle norme deontologiche violate – Invalidità – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 199
Avvocato – Procedimento disciplinare – Procedimento dinanzi al C.d.O. – Omessa indicazione delle norme deontologiche violate – Invalidità – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 199 L’omessa indicazione della norma deontologica violata non determina l’invalidità del procedimento disciplinare, atteso che, per pacifica e consolidata giurisprudenza, la contestazione, se adeguatamente specificata in ordine all’indicazione dei comportamenti addebitati e tale da garantire all’incolpato la predisposizione di una difesa compiuta ed efficace, non richiede né la precisazione delle fonti di prova da utilizzare, né la individuazione delle norme deontologiche che si assumono violate. La predeterminazione e la certezza dell’incolpazione può essere invero ricollegata a concetti diffusi e generalmente compresi dalla collettività, considerata peraltro la norma di chiusura di cui all’art. 60 c.d.f., ove si precisa che le disposizioni del codice costituiscono...
Violazione canoni generali previsti dal codice deontologico forense – Condotta non tipizzata – Responsabilità disciplinare – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 aprile 2003, n. 65Violazione canoni generali previsti dal codice deontologico forense – Condotta non tipizzata – Responsabilità disciplinare – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 aprile 2003, n. 65
Avvocato – Procedimento disciplinare – Violazione canoni generali previsti dal codice deontologico forense – Condotta non tipizzata – Responsabilità disciplinare – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 aprile 2003, n. 65 Ai fini della responsabilità disciplinare dell’avvocato è sufficiente che il comportamento posto in essere dallo stesso sia riconducibile ai doveri di dignità e decoro deontologicamente tutelati dal c.d.f.; infatti i canoni complementari contenuti nel codice deontologico adempiono alla funzione di tipizzare, nella misura del possibile, comportamenti deontologicamente rilevanti desunti dall’esperienza di settore e dalla stessa giurisprudenza disciplinare, e sono comunque esplicitazioni delle regole generali inidonei quindi ad esaurire la tipologia delle condotte punibili, ex art. 60 c.d.f.. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Genova, 19 ottobre 2000). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 aprile 2003, n. 65...
Violazione canoni generali previsti dal codice deontologico forense – Condotta non tipizzata – Responsabilità disciplinare – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2002, n. 213Violazione canoni generali previsti dal codice deontologico forense – Condotta non tipizzata – Responsabilità disciplinare – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2002, n. 213
Avvocato – Procedimento disciplinare – Violazione canoni generali previsti dal codice deontologico forense – Condotta non tipizzata – Responsabilità disciplinare – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2002, n. 213 Ai fini della responsabilità disciplinare dell’avvocato è sufficiente che il comportamento posto in essere dallo stesso sia riconducibile ai doveri di dignità e decoro deontologicamente tutelati dal c.d.f.; l’individuazione di determinate fattispecie considerate lesive, non esaurisce, infatti, il novero delle condotte punibili, potendo le stesse, ex art. 60 c.d.f., essere rinvenute in fattispecie non tipicizzate. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Reggio Emilia, 28 giugno 1999). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2002, n. 213...


 

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Massime corte di cassazione

Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi - Contributi agricoli - Prescrizione - Decorrenza - Scadenza dei termini per il pagamento – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2432 del 29/01/2019

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Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - decorrenza - Processo civile telematico - Redazione della sentenza in formato elettronico – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2362 del 29/01/2019

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Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensione di invalidita' - invalidita' – prova – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2361 del 29/01/2019

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Procedimento civile - notificazione - al procuratore - Notificazione della sentenza ad uno soltanto dei difensori – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2677 del 30/01/2019

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Procedimento civile - interruzione del processo - Interruzione di diritto del processo ex art. 43 l.fall. - Termine per la riassunzione – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2658 del 30/01/2019

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Procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) - revoca e rinuncia - Effetti - Decorrenza – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2677 del 30/01/2019

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Usi civici - affrancazioni - Affrancazione cd. invertita ex art. 9 del r.d. n. 510 del 1891 - Nozione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2704 del 30/01/2019

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Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Domanda di protezione internazionale - Procedimento di impugnazione della decisione che determina lo Stato competente a decidere sulla domanda – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2722 del 30/01/2019

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Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - motivi di revocazione - errore di fatto – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2712 del 30/01/2019

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Previdenza (assicurazioni sociali) - controversie - domanda giudiziale - rapporto con il ricorso amministrativo – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2760 del 30/01/2019

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Donazione - impugnazione della donazione - conferma ed esecuzione volontaria di donazioni nulle Preclusione azione di nullità – Condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2700 del 30/01/2019

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Procedimenti sommari - d'ingiunzione - decreto - opposizione - Ingiunzione di pagamento europea - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2840 del 31/01/2019

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Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019

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Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019

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