Abuso dei mezzi di correzione: intento educativo e sussistenza del reato

Abuso dei mezzi di correzione: intento educativo e sussistenza del reato - art. 571 cod. pen - tenere abitualmente il bambino legato alla tavola durante i pasti; nel costringerlo a mangiare anche il cibo da lui rigurgitato per qualunque motivo; nel tenerlo

Abuso dei mezzi di correzione: intento educativo e sussistenza del reato - art. 571 cod. pen - tenere abitualmente il bambino legato alla tavola durante i pasti; nel costringerlo a mangiare anche il cibo da lui rigurgitato per qualunque motivo; nel tenerlo legato ad una sedia bendato durante la proiezione in tv di programmi di cartoni animati in modo che potesse ascoltare il sonoro, ma non vedere le immagini (Cassazione, sez. VI penale, sentenza 03.05.2005, n.16491)

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte d'appello di Torino, con la decisione impugnata, ha confermato la sentenza 12.6.2001, con cui il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Acqui Terme, all'esito di giudizio abbreviato, condannò alla pena di tre mesi e 10 giorni di reclusione Carlo C. per il delitto di abuso dei mezzi di correzione (art. 571 cod. pen.) in danno del figlio minore (omissis).

Così il giudice di primo grado aveva riqualificato il fatto, originariamente contestato come delitto previsto dall'art. 572 cod. pen., per avere maltrattato il figlio (omissis), dall'età di 18 mesi a quella di due anni e mezzo, sottoponendolo ad un regime educativo e di convivenza familiare contrassegnato da quotidiana sofferenza e disagio, per il bambino traumatizzante a causa degli abituali comportamenti sadici ed aggressivi del C.; regime che determinava nel bambino un vero e proprio "stato di terrore" anche per la semplice presenza fisica del padre e di conseguenza il pericolo concreto per l'incolumità psicofisica del bambino, dallo stesso come tale avvertito e sofferto.

I maltrattamenti erano consistiti: nel tenere abitualmente il bambino legato alla tavola durante i pasti; nel costringerlo a mangiare anche il cibo da lui rigurgitato per qualunque motivo; nel tenerlo legato ad una sedia bendato durante la proiezione in tv di programmi di cartoni animati in modo che potesse ascoltare il sonoro, ma non vedere le immagini; nel costringerlo ad immergere il viso nelle proprie deiezioni in caso di incontinenza; nel chiuderlo al buio nella propria stanza o in cantina in caso di punizione.

Tale situazione aveva dapprima reso necessario, per iniziativa della madre Alessandra L., l'allontanamento del bambino dall'abitazione coniugale, con affidamento di fatto ai nonni materni Luigi L. e Gloria G.;

successivamente, con provvedimento del Tribunale per i minorenni di Torino del 7.9.1999, l'affidamento legale del minore ai predetti nonni con sospensione dei rapporti con il padre.

La condanna é stata fondata dai giudici di merito sulle dichiarazioni della L., dei testimoni G. (che riferì anche dell'indicazione della dott. Daniela B. circa la necessità di una "presa in carico psicoterapeutica" del bambino), R., S., P., nonché su talune dichiarazioni dello stesso imputato, che aveva fatto riferimento a metodi educativi severi ereditati dai suoi genitori.

Ricorre per cassazione l'imputato, che deduce inosservanza delle norme penali (artt. 571 e 572 c.p.) e processuali (artt. 530, 521 e 522 c.p.p.).

Sul piano processuale egli lamenta che i giudici abbiano accertato i fatti addebitati soltanto sulle dichiarazioni della L. e si duole che abbiano derubricato l'originaria imputazione di maltrattamenti in quella di cui all'art. 571 cod. pen., anziché dichiarare l'insussistenza del fatto originariamente contestato, con eventuale trasmissione degli atti al Pubblico Ministero.

Sul piano del diritto sostanziale, il ricorrente deduce l'insussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi del reato di cui all'art. 571 c.p., rilevando che il carattere episodico della chiusura in cantina e l'aver occasionalmente sfregato i pantaloni umidi sul viso di (omissis) non può integrare il reato addebitato, in quanto da tali fatti non deriva alcun pericolo di malattia del corpo o della mente.

CONSIDERATO IN DIRITTO

2. Il ricorso è manifestamente infondato.

2.1. Correttamente, con adeguata e esaustiva motivazione, i giudici di merito hanno assunto a base della ricostruzione dei fatti le dichiarazioni della mamma della piccola vittima, valutate anche con riferimento a riscontri costituiti dalle dichiarazioni di testi de relato e dai provvedimenti via via adottati dal Tribunale per i minorenni, a tutela del piccolo (omissis).

Del tutto inconsistente è poi la denunciata violazione degli artt. 521 e 522 c.p.p.: i fatti ritenuti in sentenza sono conformi alla contestazione originaria, salva la diversa definizione giuridica, operata nell'ambito della competenza a norma dell'art. 521 comma 1 c.p.p.

2.2. Sul piano sostanziale, il ricorrente non ha davvero motivo di dolersi, a differenza di quanto avrebbe potuto più fondatamente fare il Pubblico Ministero: il fatto commesso dall'imputato, qualificato dai giudici come abuso dei mezzi di correzione (art. 571 c.p.), é al limite del più grave delitto di maltrattamenti verso il figlio, ritenuto da questa Corte (in una fattispecie concreta molto prossima a quella oggi in esame) con la sentenza "Cambria" del 1996 (v. Cass. 4904/ 1996, in Cass. Pen. 1996), la quale ha evidenziato l'inaccettabilità d'interpretazione dell'art. 571 c.p. (abuso dei mezzi di correzione) e dell'art. 572 c.p. (maltrattamenti verso in fanciulli) secondo canoni e contesti socio culturali propri del 1930 c.p..

E', infatti, culturalmente ancronistico e giuridicamente insostenibile un'interpretazione degli artt. 571 e 572 cod. pen. fondata sulle concezioni ideologiche espresse nella relazione al codice penale (come, ad esempio, " la vis modica é mezzo di correzione lecito"), proprie di una superata epoca storico sociale, impregnata di valori autoritari anche nelle strutture e nelle funzioni della famiglia.

Va, per contro, ribadito che nell'ordinamento italiano, incentrato sulla Costituzione della Repubblica e qualificato dalle norme in materia di diritto di famiglia (introdotte dalla L. n. 151/1975) e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino (approvata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia con L. n. 176/1991), il termine correzione, utilizzato dall'art. 571 c.p., va assunto come sinonimo di educazione, con riferimento ai connotati intrinsecamente conformativi di ogni processo educativo.

E poiché da tale processo va bandito ogni elemento contraddittorio rispetto allo scopo ed al risultato che il nostro ordinamento persegue, in coerenza con i valori di fondo assunti nella Costituzione della Repubblica, non può più ritenersi lecito l'uso della violenza fisica o psichica, sia pure distortamente finalizzato a scopi ritenuti educativi: ciò sia per il primato attribuito alla dignità della persona del minore, ormai soggetto titolare di diritti e non più, come in passato, semplice oggetto di protezione (se non addirittura di disposizione) da parte degli adulti; sia perché non può perseguirsi, quale meta educativa, un risultato di armonico sviluppo di personalità, sensibile ai valori di pace, tolleranza e connivenza, utilizzando mezzi violenti e costrittivi. che tali fini apertamente contraddicono.

Con specifico riferimento alle espressioni linguistiche utilizzate nell'art. 571 cod. pen., va ancora precisato che la nozione giuridica di abuso dei mezzi di correzione non può ignorare l'evoluzione del concetto di "abuso sul minore", che si é andato via via evolvendo e specificando nel tempo. Da una sorpassata e limitativa nozione di abuso, inteso come comportamento attivo dannoso sul piano fisico per bambino, l'attuale letteratura e clinica psicologica e psicopatologica qualificano come abuso anche le omissioni di cure e l'abuso psicologico, correlato allo sviluppo di numerosi e diversi disturbi psichiatrici.

Costituisce abuso punibile a norma dell'art 571 cod. pen. (e che, nella ricorrenza dell'abitualità e del necessario elemento soggettivo, può integrare anche il delitto di maltrattamenti) anche il comportamento doloso, attivo od omissivo, mantenuto per un tempo apprezzabile, che umilia, svaluta, denigra e sottopone a sevizie psicologiche un bambino, causandogli pericoli per la salute, anche se é compiuto con soggettiva intenzione correttiva o disciplinare.

Per l'integrazione della fattispecie prevista dall'art. 571 cod. pen. é sufficiente il dolo generico, non essendo dalla norma richiesto il dolo specifico, cioè un fine particolare e ulteriore rispetto alla consapevole volontà. di realizzare il fatto costitutivo del reato, ossia la condotta di abuso.

La più recente ed autorevole ricerca e clinica neuropsichiatrica infantile sottolinea la maggiore pericolosità e incidenza. sugli aspetti strutturali della psiche infantile (nonché l'alto potenziale patogenico) della violenza psicologica, anche rispetto a quella fisica, pur con l'avvertenza della difficoltà di individuare i confini tra vera e propria violenza da meri atteggiamenti pedagogici rigidi o inadeguati per incuria. Ed a tale proposito, costituisce accertamento di fatto, insindacabile in questa sede, la sussistenza sia di condotte dell'imputato comportanti violenza e costrizione psichica verso il bambino sia dell'elemento soggettivo doloso, motivatamente ritenuta dai giudici di merito.

2.3. Anche alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche, il Collegio ritiene corretta la valutazione dei giudici di merito, secondo cui gli atti compiuti dall'imputato hanno realizzato traumi psicologici per la piccola vittima e, perciò, fatti da cui deriva pericolo di una malattia nella mente della parte offesa.

Invero, a tale espressione, utilizzata dal legislatore negli artt. 571 e 582 cod. pen. con riferimento alla vittima del reato, non può certamente assegnarsi significato identico, analogo o assimilabile a quello di infermità mentale (rectius "stato di mente per infermità"), utilizzata dagli artt. 88 e 89 c.p. in tema di imputabilità penale dell'autore del reato. Sussiste il pericolo di malattia nella mente ogni qualvolta ricorre il concreto rischio di rilevanti conseguenze sulla salute psichica del soggetto passivo. Ed é opinione comune nella letteratura scientifico psicologica che metodi di educazione rigidi ed autoritari, che utilizzino comportamenti punitivi violenti o costrittivi, come quelli realizzati dall'imputato, siano non soltanto pericolosi, ma anche dannosi per la salute psichica.

E' ormai nozione corrente che i traumi psicologici, ossia gli scatenamenti di emozioni violente prodotte da cause esterne, sono responsabili di una serie di disturbi variegati e complessi: dallo stato d'ansia all'insonnia e alla depressione, fino quando il trauma si è verificato nei primi anni di vita a veri e propri disturbi caratteriali e comportamentali nell'età. adulta. Ed il termine "disturbo" non connota una patologia di livello inferiore a quello di malattia, trattandosi invece di espressione linguistica utilizzata da approcci psicologici comportamentali o cognitivi ai problemi di natura clinica, che prediligono una terminologia più propriamente psicologica, rifiutando quella di malattia mentale, anche al fine di superare paradigmi e approcci esclusivamente medici ai problemi della sofferenza psichica.

Nell'ambito della psicologia dello sviluppo è pensiero condiviso che la relazione tra il genitore e il bambino segna, positivamente o negativamente, lo sviluppo psicologico di quest'ultimo. In particolare, viene evidenziato l'abuso come fattore di rischio specifico per molteplici manifestazioni. psicopatologiche (depressione, disturbi dell'alimentazione, comportamenti autoaggressivi, disturbo dell'attenzione con iperattività, alcolismo e abuso di droghe, comportamenti sessuali inappropriati e comportamenti antisociali, etc.).

In campo clinico sono stati evidenziati collegamenti fra l'abuso e lo sviluppo di alcune patologie psichiatriche: è emerso, per esempio, che il maltrattamento fisico o emotivo ha un ruolo eziologico importante nello sviluppo del disturbo dissociativo, ritenuto un grave disturbo psichiatrico.

E', infine, significativo che l'osservazione clinica di bambini abusati evidenzi comportamenti violenti nella storia familiare di almeno uno genitori, già vittima a sua volta di esperienze di violenza fisica o psicologica in età infantile: il bambino abusato ha perciò probabilità di diventare un individuo predisposto a relazioni violente in cui reitera l'antica esperienza di abuso; divenuto genitore, egli potrà. assumere con i propri figli comportamenti abusanti, ovviamente anche diversi da quelli sperimentati, come dimostra proprio la drammatica vicenda umana e familiare, oggetto del presente procedimento, in cui l'imputato ha evocato i metodi di trattamento ereditati dai suoi genitori.

3. Alla declaratoria d'inammissibilità consegue, ex art. 616 c.p.p., la condanna alle spese processuali e alla pena pecuniaria, determinata in 1.000 euro in relazione alla natura delle questioni dedotte.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento di 1.000 (mille) euro in favore della cassa delle ammende

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Convegni, Seminari, Corsi, Eventi, ..

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Mercoledì 23 Settembre 2020 h. 15/16 - Il salotto giuridico digitale foroeuropeo

Mercoledì 23 Settembre 2020 h. 15/16 - Il salotto giuridico digitale foroeuropeo - Incontro con: Prof. Giuliano Cazzola e Prof. Edoardo  Arena  - Parleremo di: SmartWork e Telelavoro al Tempo del Covid - equivoci e trappole - Video seminario gratuito trasmesso in diretta e in modalità interattiva nell'aula virtuale della Scuola di Aggiornamento e Formazione a Distanza Foroeuropeo

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Processo telematico - news, ..

 Decreto 22 maggio 2020 del processo amministrativo telematico

DECRETO 22 maggio 2020 - Regole tecnico-operative per l'attuazione del processo amministrativo telematico, nonchè per la sperimentazione e la graduale applicazione dei relativi aggiornamenti. (20A02846) (GU n.135 del 27-5-2020) SEGRETARIATO GENERALE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Regole tecnico-operative e relative specifiche tecniche del processo amministrativo telematico ALLEGATO 1

DECRETO 22 maggio 2020 - Regole tecnico-operative per l'attuazione del processo amministrativo telematico, nonchè per la sperimentazione e la graduale applicazione dei relativi aggiornamenti. (20A02846) (GU n.135 del 27-5-2020) SEGRETARIATO GENERALE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Regole tecnico-operative del processo amministrativo telematico - Allegato 3

DECRETO 22 maggio 2020 - Regole tecnico-operative per l'attuazione del processo amministrativo telematico, nonchè per la sperimentazione e la graduale applicazione dei relativi aggiornamenti. (20A02846) (GU n.135 del 27-5-2020) SEGRETARIATO GENERALE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Specifiche tecniche del processo amministrativo telematico - Allegato 2

DECRETO 22 maggio 2020 - Regole tecnico-operative per l'attuazione del processo amministrativo telematico, nonchè per la sperimentazione e la graduale applicazione dei relativi aggiornamenti. (20A02846) (GU n.135 del 27-5-2020) SEGRETARIATO GENERALE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA - Specifiche tecniche - Allegato 2

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Massime corte di cassazione

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Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - stima - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5993 del 04/03/2020 (Rv. 657271 - 01)

Stima per la formazione delle quote - Momento determinativo - Data della divisione - Espropriazione per pubblica utilità di beni in corso di giudizio - Rilevanza - Conseguenze.

Procedimento civile - eccezione - riconvenzionale - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6009 del 04/03/2020 (Rv. 657274 - 01)

Domanda riconvenzionale inammissibile per tardività della costituzione - Rilevanza come eccezione ai fini dell'esame della domanda principale - Configurabilità - Condizioni.

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6122 del 05/03/2020 (Rv. 657276 - 01)

Impugnazioni- Procura alle liti sul retro della prima pagina del ricorso- Requisito della specialità- Relazione fisica tra delega e ricorso- Rilevanza- Inammissibilità del ricorso- Esclusione- Fondamento.

Possesso - effetti - usucapione - interversione del possesso – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6123 del 05/03/2020 (Rv. 657277 - 01)

Prova dell'usucapione - Coltivazione del fondo - Sufficienza - Esclusione - Fondamento - Apprezzamento del giudice di merito - Necessità - Oggetto.

Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - testamento in genere – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6125 del 05/03/2020 (Rv. 657278 - 01)

disposizioni - a titolo universale e a titolo particolare (distinzione tra erede e legatario) Successioni a titolo universale e a titolo particolare - Criteri distintivi - Fattispecie.

Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7031 del 12/03/2020 (Rv. 657280 - 02)

Notificazione dell'impugnazione - Cause scindibili e inscindibili - Differenze - Omessa notifica nelle cause scindibili - Conseguenze.

Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali - processo equo - termine ragionevole – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7031 del 12/03/2020 (Rv. 657280 - 01)

Giudizio di equa riparazione - Litisconsorzio necessario - Configurabilità - Esclusione - Litisconsorzio facoltativo - Sussistenza - Ragioni.

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7044 del 12/03/2020 (Rv. 657285 - 01)

Condominio - Danni cagionati da cosa comune ad una porzione di proprietà esclusiva - Responsabilità del condominio "ex" art. 2051 c.c. - Configurabilità - Concorso del terzo nel danno - Conseguenze.

Procedimento civile - litisconsorzio - necessario - servitu' - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7040 del 12/03/2020 (Rv. 657283 - 01)

“Actio negatoria servitutis” - Litisconsorzio necessario - Condizioni - Conseguenze nella fase di appello - Obbligo di verifica preliminare da parte del giudice - Sussistenza - Omesso ordine d'integrazione del contraddittorio - Conseguenze.

............... vedi tutte le massime della Corte di Cassazione in archivio Foroeuropeo

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Scuola Amministratori condominio

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Corso abilitante ONLINE Amministratore condominio - Viene rilasciato l'attestato di partecipazione che consente di svolgere l'attività professionale ai sensi dell'art. 71 bis disp. att. c.c. e d.m. 140/2014

Corso di aggiornamento online Amministratore condominio 2020

Corso di aggiornamento ONLINE Amministratore condominio - Viene rilasciato l'attestato di partecipazione che consente di svolgere l'attività di amministratore del condominio ai sensi dell'art. 71 bis disp. att. c.c. e d.m. 140/2014. 

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Avvocati: Osservatorio forense

(DECISIONI, PARERI, CIRCOLARI,. .C.N.F. )

Sanzioni ad avvocati che speculano sul dolore" “Forte condanna per iscritti che violano principi etici dell’avvocatura

Coronavirus, CNF: "Sanzioni ad avvocati che speculano sul dolore" “Forte condanna per iscritti che violano principi etici dell’avvocatura”

Avvocati - delibera C.N.F. riduzione obblighi formativi - Tirocinio forense richiesta deroga al Ministro della Giustizia rilascio certificato di compiuto tirocinio

Avvocati: Obblighi formativi anno 2020 ridotti a cinque  - Praticanti Avvocati : Tirocinio forense, semestre dal 1° gennaio al 30 giugno 2020, richiesta al Ministro della Giustizia, in deroga al disposto dei cui all'articolo 8 comma 4 del DM 17 marzo 2016 n. 70, di consentire il rilascio del certificato di compiuto tirocinio anche qualora il tirocinante non abbia assistito a venti udienze nel semestre dal 1° gennaio al 30 giugno 2020 - Delibera del C.N.F. del 20 Marzo 2020

..... segue tutte le massime del Consiglio Nazionale Forense in archivio Foroeuropeo

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Approfondimenti - eBook - Quaderni

Relazione - Profili penalistici in materia fiscale e per esigenze indifferibili

Profili penalistici in materia fiscale e per esigenze indifferibili - Relazione  a cura della Corte Suprema di Cassazione - ufficio del massimario e del ruolo Servizio Penale - Roma, 9 gennaio 2020 - link al sito web

Il nuovo processo civile del Ministro Buonafede. comunicato alla presidenza del Consiglio dei ministri il 9 gennaio 2020

efficienza del processo civile e revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. Il nuovo processo civile del Ministro Buonafede. comunicato alla presidenza del Consiglio dei ministri il 9 gennaio 2020

Notifica a mezzo pec - osservatorio

Notifica a mezzo pec - osservatorio

Glossario privacy - protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali

Glossario - relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva

..... segue tutti i documenti in archivio Foroeuropeo

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eBook - manuali

puntorIl procedimento di revoca giudiziale dell’amministratore del condominio

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