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294. (Rimessione in termini)

Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo I: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo II: DELL'ISTRUZIONE DELLA CAUSA Capo III: DELLA DECISIONE DELLA CAUSA Capo III BIS: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo III-ter: DEI RAPPORTI TRA COLLEGIO E GIUDICE MONOCRATICO (1) Capo IV: DELL'ESECUTORIETÀ E DELLA NOTIFICAZIONE DELLE SENTENZE Capo V: DELLA CORREZIONE DELLE SENTENZE E DELLE ORDINANZE Capo VI: DEL PROCEDIMENTO IN CONTUMACIA 294. (Rimessione in termini)

Art. 294. (Rimessione in termini)

1. Il contumace che si costituisce può chiedere al giudice istruttore di essere ammesso a compiere attività che gli sarebbero precluse, se dimostra che la nullità della citazione o della sua notificazione gli ha impedito di avere conoscenza del processo o che la costituzione è stata impedita da causa a lui non imputabile.

2. Il giudice, se ritiene verosimili i fatti allegati, ammette, quando occorre, la prova dell'impedimento, e quindi provvede sulla rimessione in termini delle parti.

3. I provvedimenti previsti nel comma precedente sono pronunciati con ordinanza.

4. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche se il contumace che si costituisce intende svolgere, senza il consenso delle altre parti, attività difensive che producono ritardo nella rimessione al collegio della causa che sia già matura per la decisione rispetto alle parti già costituite.

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Giurisprudenza:

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294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - curatore speciale - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 10754 del 17/04/2019 (Rv. 653565 - 01)
Decesso rappresentante legale di società - Omessa sostituzione - Nomina curatore speciale - Necessità - Mancanza di tale nomina - Conseguenze - Nullità della citazione - Fondamento - Applicabilità art. 294 c.p.c. – Condizioni Una società il cui rappresentante legale sia deceduto e non sia stato sostituito non può essere convenuta in giudizio, occorrendo, a questo fine, la nomina di un curatore speciale "ad processum", ai sensi dell'art. 78 c.p.c., poiché, in mancanza di tale nomina, l'atto di citazione ad essa diretto ed il conseguente processo svoltosi in sua assenza sono affetti da nullità per impossibilità di valida instaurazione del contraddittorio e lesione del diritto di difesa. Qualora, nel corso del medesimo processo, sopraggiunga la nomina dell'amministratore e la detta società si costituisca, trova applicazione l'art. 294 c.p.c. che consente alla parte contumace di chiedere al giudice, in presenza di determinate condizioni, di essere ammessa a compiere attività che le sarebbero precluse. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 10754 del 17/04/2019 (Rv. 653565 - 01) Cod_Proc_Civ_art_078, Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_156, Cod_Proc_Civ_art_294...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale - attendibilita' dei testimoni - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 16467 del 04/07/2017
Credibilità e scelta delle varie risultanze probatorie - Apprezzamenti riservati al giudice di merito - Estensione di tale attività selettiva alla valutazione sull’attendibilità dei testi - Sussistenza - Conseguenze - Produzione documentale tardiva volta a confutare l’attendibilità dei testi - Inammissibilità. La valutazione delle risultanze delle prove ed il giudizio sull’attendibilità dei testi, come la scelta, tra le varie risultanze probatorie, di quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono apprezzamenti di fatto riservati al giudice di merito, il quale è libero di attingere il proprio convincimento da quelle prove che ritenga più attendibili, senza essere tenuto ad un’esplicita confutazione degli altri elementi probatori non accolti, anche se allegati dalle parti; tale attività selettiva si estende all’effettiva idoneità del teste a riferire la verità, in quanto determinante a fornire il convincimento sull’efficacia dimostrativa della fonte-mezzo di prova, con la conseguente inammissibilità di una tardiva produzione documentale volta a confutarla, salva soltanto l’eventuale “remissione in termini”. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 16467 del 04/07/2017  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 18121 del 14/09/2016
Notifica di ricorso per cassazione mancante di alcune pagine - Natura del vizio - Conseguenze - Sanabilità - Condizioni e modalità. La mancanza nella copia notificata del ricorso per cassazione, il cui originale risulti tempestivamente depositato, di una o più pagine non comporta l'inammissibilità del ricorso, ma costituisce vizio della notifica sanabile, con efficacia "ex tunc", mediante nuova notifica di una copia integrale, su iniziativa dello stesso ricorrente o entro un termine fissato dalla Corte di cassazione, ovvero per effetto della costituzione dell'intimato, salva la possibile concessione a quest'ultimo di un termine per integrare le sue difese. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 18121 del 14/09/2016  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Competenza civile - incompetenza - per territorio – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11002 del 27/05/2015
Parte contumace - Eccezione di incompetenza per territorio - Proponibilità dopo la definizione del giudizio di primo grado - Esclusione - Limiti.  L'eccezione di incompetenza per territorio non è proponibile dalla parte contumace dopo la definizione del giudizio di primo grado, salvo che ricorrano gli estremi per la rimessione in termini ai sensi dell'art. 294 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11002 del 27/05/2015  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10procedimento civile - contumacia - costituzione del contumace (tardiva comparizione) - rimessione in termini – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10183 del 09/05/2014
Del contumace allontanatosi dalla residenza senza nulla disporre - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10183 del 09/05/2014 Ai sensi dell'art. 44 cod. civ. la residenza originaria si considera immutata sino alla regolare denunzia del trasferimento, sicché non può essere rimesso in termini ex art. 294 cod. proc. civ. il contumace che lamenti di non aver avuto notizia dell'atto di citazione, notificatogli presso la residenza originaria, essendosene allontanato senza dare disposizioni per essere prontamente informato di quanto a lui indirizzato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10183 del 09/05/2014  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - contumacia - costituzione del contumace (tardiva comparizione) - rimessione in termini – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10183 del 09/05/2014
Del contumace allontanatosi dalla residenza senza nulla disporre - Esclusione - Fondamento. Ai sensi dell'art. 44 cod. civ. la residenza originaria si considera immutata sino alla regolare denunzia del trasferimento, sicché non può essere rimesso in termini ex art. 294 cod. proc. civ. il contumace che lamenti di non aver avuto notizia dell'atto di citazione, notificatogli presso la residenza originaria, essendosene allontanato senza dare disposizioni per essere prontamente informato di quanto a lui indirizzato. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10183 del 09/05/2014  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - contumacia - costituzione del contumace (tardiva comparizione) - rimessione in termini – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10183 del 09/05/2014
Del contumace allontanatosi dalla residenza senza nulla disporre - Esclusione - Fondamento. Ai sensi dell'art. 44 cod. civ. la residenza originaria si considera immutata sino alla regolare denunzia del trasferimento, sicché non può essere rimesso in termini ex art. 294 cod. proc. civ. il contumace che lamenti di non aver avuto notizia dell'atto di citazione, notificatogli presso la residenza originaria, essendosene allontanato senza dare disposizioni per essere prontamente informato di quanto a lui indirizzato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10183 del 09/05/2014  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - nullità della sentenza o del procedimento – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.6330 del 19/03/2014
Vizi del processo - Rilevanza - Condizioni - Lesione del diritto di difesa - Portata - Fattispecie. L'art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ., nel consentire la denuncia di vizi di attività del giudice, non tutela l'interesse all'astratta regolarità dell'attività giudiziaria, ma garantisce solo l'eliminazione del pregiudizio subito dal diritto di difesa della parte in dipendenza della denunciata violazione. Ne consegue che è inammissibile l'impugnazione con la quale si lamenti un mero vizio del processo, senza prospettare anche le ragioni per le quali l'erronea applicazione della regola processuale abbia comportato, per la parte, una lesione del diritto di difesa. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso incidentale con il quale si denunciava l'illegittima rimessione in termini che aveva consentito la proposizione di una chiamata in garanzia nei confronti del ricorrente incidentale, senza prospettare in che modo la regola processuale disattesa avesse concretamente leso il diritto di difendersi e contraddire). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.6330 del 19/03/2014  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - contumacia - costituzione del contumace (tardiva comparizione) - rimessione in termini – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10580 del 07/05/2013
Nullità dell'atto introduttivo del giudizio - Conversione della nullità in motivo di gravame - Rinnovazione, in appello, delle attività compiute in primo grado - Necessità - Compimento delle attività precluse - Condizioni - Fattispecie. Qualora venga dedotta la nullità della citazione come motivo d'appello, in applicazione del principio della conversione delle nullità in motivo di gravame, gli effetti della sua rilevazione da parte del giudice sono regolati in conformità all'art. 294 cod. proc. civ., equivalendo la proposizione dell'appello a costituzione tardiva nel processo, di talché il convenuto contumace, pur avendo diritto alla rinnovazione dell'attività di primo grado da parte del giudice di appello (ai sensi dell'art. 354, quarto comma, cod. proc. civ.), intanto potrà essere ammesso a compiere le attività che sono colpite dalle preclusioni verificatesi nel giudizio di primo grado, in quanto dimostri che la nullità della citazione gli abbia impedito di conoscere il processo e, quindi, di difendersi, se non con la proposizione del gravame: situazione che, peraltro, può verificarsi solo in ipotesi di nullità per omessa o assolutamente incerta indicazione del giudice adìto in primo grado, occorrendo, in ogni altra ipotesi, la dimostrazione (del tutto residuale) che le circostanze del caso concreto abbiano determinato anche la mancata conoscenza della pendenza del processo. (Nella specie, era stato concesso un termine a comparire minore di quello previsto dall'art. 415, comma quinto, cod. proc. civ., in relazione all'art. 447 bis cod. proc. civ., situazione ritenuta dunque inidonea a consentire la proposizione tardiva in appello di una domanda riconvenzionale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10580 del 07/05/2013  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Termini processuali - rimessione in termini – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 7003 del 25/03/2011
Art. 184 bis, abrogato e 153, secondo comma cod. proc. civ. - Presupposto comune - Causa non imputabile - Contenuto - Limiti. La rimessione in termini, tanto nella versione prevista dall'art. 184 bis cod.proc. civ. che in quella di più ampia portata contenuta nell'art. 153, secondo comma, cod. proc. civ., richiede la dimostrazione che la decadenza sia stata determinata da una causa non imputabile alla parte perchè dettata da un fattore estraneo alla sua volontà del quale è necessario fornire la prova ai sensi dell'art. 294 cod. proc. civ. Ne consegue che non rientrano in tale categoria le scelte discrezionali della parte, quale quella di non eccepire la prescrizione di un diritto finchè sono in corso trattative con la controparte. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 7003 del 25/03/2011  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Termini processuali - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5260 del 04/03/2011
Mancata costituzione nel giudizio di primo grado a causa di infedele patrocinio del difensore - Istanza di rimessione in termini in appello ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. La rimessione in termini, disciplinata dall'art. 184 bis cod. proc. civ., "ratione temporis" applicabile, non può essere riferita ad un evento esterno al processo, impeditivo della costituzione della parte, quale la circostanza dell'infedeltà del legale che non abbia dato esecuzione al mandato difensivo, giacchè attinente esclusivamente alla patologia del rapporto intercorrente tra la parte sostanziale e il professionista incaricato ai sensi dell'art. 83 cod. proc. civ. che può assumere rilevanza soltanto ai fini di un'azione di responsabilità promossa contro quest'ultimo, e non già, quindi, spiegare effetti restitutori al fine del compimento di attività precluse alla parte dichiarata contumace, o, addirittura, comportare la revoca, in grado d'appello, di tale dichiarazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5260 del 04/03/2011  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10termini processuali - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5260 del 04/03/2011
Mancata costituzione nel giudizio di primo grado a causa di infedele patrocinio del difensore - Istanza di rimessione in termini in appello ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5260 del 04/03/2011 La rimessione in termini, disciplinata dall'art. 184 bis cod. proc. civ., "ratione temporis" applicabile, non può essere riferita ad un evento esterno al processo, impeditivo della costituzione della parte, quale la circostanza dell'infedeltà del legale che non abbia dato esecuzione al mandato difensivo, giacchè attinente esclusivamente alla patologia del rapporto intercorrente tra la parte sostanziale e il professionista incaricato ai sensi dell'art. 83 cod. proc. civ. che può assumere rilevanza soltanto ai fini di un'azione di responsabilità promossa contro quest'ultimo, e non già, quindi, spiegare effetti restitutori al fine del compimento di attività precluse alla parte dichiarata contumace, o, addirittura, comportare la revoca, in grado d'appello, di tale dichiarazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5260 del 04/03/2011  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - notificazione - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007
Perfezionamento - Principio c.d. della scissione degli effetti stabilito dalle sentenze della Corte costituzionale - Perfezionamento per il notificante - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Mancato perfezionamento nei confronti del destinatario per fatto non imputabile al notificante - Rinnovazione - Ammissibilità - Fattispecie in tema di impugnazione per opposizione di terzo. A seguito delle decisioni della Corte costituzionale n. 477 del 2002, nn. 28 e 97 del 2004 e 154 del 2005, circa il principio della scissione fra il momento del perfezionamento della notificazione per il notificante e per il destinatario, deve ritenersi che la notificazione si perfeziona nei confronti del notificante al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notifica andava effettuata e consente alla medesima parte notificante, una volta conosciuto il motivo dell'esito negativo della notificazione per causa indipendente dalla sua volontà, di procedere legittimamente, in un tempo ragionevole, alla sua rinnovazione nei confronti dell'avente diritto anche oltre il suddetto termine previsto per la proposizione dell'atto processuale, ovvero nell'ulteriore termine appositamente concesso dal giudice per detta rinnovazione. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio ha cassato con rinvio l'impugnata sentenza, con la quale era stata ritenuta l'inammissibilità dell'impugnazione per opposizione di terzo di una sentenza, malgrado la parte notificante avesse proceduto tempestivamente alla prima notifica dell'atto impugnatorio, senza che, però, la stessa fosse andata a buon fine per il constatato trasferimento del destinatario dal domicilio anagrafico ancora risultante dai registri anagrafici, e poi avesse effettuato ritualmente la rinotificazione dell'atto ai sensi dell'art. 143 cod. proc. civ. in seguito all'avvenuta rifissazione dell'udienza di trattazione del giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10notificazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007
Perfezionamento - Principio c.d. della scissione degli effetti stabilito dalle sentenze della Corte costituzionale - Perfezionamento per il notificante - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Mancato perfezionamento nei confronti del destinatario per fatto non imputabile al notificante - Rinnovazione - Ammissibilità - Fattispecie in tema di impugnazione per opposizione di terzo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007 A seguito delle decisioni della Corte costituzionale n. 477 del 2002, nn. 28 e 97 del 2004 e 154 del 2005, circa il principio della scissione fra il momento del perfezionamento della notificazione per il notificante e per il destinatario, deve ritenersi che la notificazione si perfeziona nei confronti del notificante al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notifica andava effettuata e consente alla medesima parte notificante, una volta conosciuto il motivo dell'esito negativo della notificazione per causa indipendente dalla sua volontà, di procedere legittimamente, in un tempo ragionevole, alla sua rinnovazione nei confronti dell'avente diritto anche oltre il suddetto termine previsto per la proposizione dell'atto processuale, ovvero nell'ulteriore termine appositamente concesso dal giudice per detta rinnovazione. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio ha cassato con rinvio l'impugnata sentenza, con la quale era stata ritenuta l'inammissibilità dell'impugnazione per opposizione di terzo di una sentenza, malgrado la parte notificante avesse proceduto tempestivamente alla prima notifica dell'atto impugnatorio, senza che, però, la stessa fosse andata a buon fine per il constatato trasferimento del destinatario dal domicilio anagrafico ancora risultante dai registri anagrafici, e poi avesse effettuato ritualmente la rinotificazione dell'atto ai sensi dell'art. 143 cod. proc. civ. in seguito all'avvenuta rifissazione dell'udienza di trattazione del giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007 Cod_Proc_Civ_art_137, Cod_Proc_Civ_art_138, Cod_Proc_Civ_art_139, Cod_Proc_Civ_art_143, Cod_Proc_Civ_art_184_2, Cod_Proc_Civ_art_294, Cod_Proc_Civ_art_325, Cod_Proc_Civ_art_404...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10notificazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10216 del 04/05/2006
Principi sul perfezionamento stabiliti dalle sentenze della Corte costituzionale - Perfezionamento per il notificante - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Non completamento per fatto non imputabile al notificante - Rinnovazione - Ammissibilità - Fattispecie relativa a opposizione tardiva a decreto ingiuntivo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10216 del 04/05/2006 A seguito delle decisioni della Corte costituzionale n. 477 del 2002, nn. 28 e 97 del 2004 e 154 del 2005 ed in particolare dell'affermarsi del principio della scissione fra il momento di perfezionamento della notificazione per il notificante e per il destinatario, deve ritenersi che la notificazione si perfeziona nei confronti del notificante al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notifica va effettuata. Pertanto nell'ipotesi di notifica della opposizione a decreto ingiuntivo tempestivamente consegnata all'ufficiale giudiziario, ma non effettuata per mancato completamento della procedura notificatoria nella fase sottratta al potere d'impulso della parte, quest'ultima ha la facoltà di rinnovare la notifica secondo il modulo e nel termine previsto per l'opposizione tardiva di cui all'art. 650 cod. proc. civ. (Fattispecie relativa a notificazione non eseguita tempestivamente, perché in occasione del primo tentativo un terzo aveva fornito all'ufficiale giudiziario l'errata informazione che l'avvocato presso il quale l'ingiungente aveva eletto domicilio "era sloggiato"; le Sezioni Unite, in applicazione del principio di cui sopra, hanno cassato la sentenza di merito che aveva escluso la sussistenza dei presupposti di ammissibilità della opposizione tardiva). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10216 del 04/05/2006  ...
294. (Rimessione in termini) - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - testimoniale - esame dei testimoni - esame a mezzo di rogatoria – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 3247 del 25/10/1972
Assunzione della prova - provvedimento del giudice delegato - mancata notifica ai difensori - nullita - insussistenza - condizioni.* La mancata notificazione ai procuratori delle parti del provvedimento del giudice delegato (nella specie, giudice francese), che fissa la data ed il luogo per l'assunzione della prova per testimoni, non comporta nullita della prova testimoniale raccolta, qualora risulti che i procuratori delle parti siano stati in qualsiasi modo posti in grado di assistere all'udienza fissata. ( V 151'69, mass n 338061; 3341'68, mass n 336351).* Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 3247 del 25/10/1972  ...

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9 Luglio 2019 H 13.30/ 16.30- Deontologia forense: il Codice Deontologico Forense: Il procedimento disciplinare  ed  il Consiglio Distrettuale di Disciplina - Relatori Avv. Domenico Condello, Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma dal 1996 al 2017 - Avv. Carlo Bartolini ,Già Presidente dell'Ordine degli avvocati di Tivoli - Vice presidente  del Consiglio Distrettuale di Disciplina – Corte d’Appello di Roma – Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F. – Due crediti formativi di deontologia.

24 Settembre 2019 Convegno in videoconferenza di gruppo

24 Settembre 2019 H.13.30/16.30 - Diritto Condominiale: la consultazione dei documenti condominiali tra diritti dei condomini e doveri dell’amministratore. I reati connessi all’accesso, alla diffusione e alla falsificazione dei documenti condominiali.  Relatori: Prof. Avv. Beatrice Magro Professore Ordinario Diritto Penale e  Avv. Adriana Nicoletti Avvocato del Foro di Roma Esperta in Diritto Condominiale – Convegno in videoconferenza di gruppo in fase di accreditamento dal C.N.F.  – due crediti formativi

... segue Massime corte di cassazione

Amministratori condominio

Corso di aggiornamento online Amministratore condominio

Corso di aggiornamento ONLINE Amministratore condominio - Viene rilasciato l'attestato di partecipazione che consente di svolgere l'attività professionale ai sensi dell'art. 71 bis disp. att. c.c. e d.m. 140/2014. Agli avvocati  viene, inoltre, rilasciato un certificato con i crediti formativi riconosciuti dal Consiglio Nazionale Forense.

Corso abilitante online Amministratore condominio

Corso abilitante ONLINE Amministratore condominio - Viene rilasciato l'attestato di partecipazione che consente di svolgere l'attività professionale ai sensi dell'art. 71 bis disp. att. c.c. e d.m. 140/2014

Avvocati C.N.F. Decisioni pareri circolari - Osservatorio forense

incarico nei confronti dell’ex cliente: quando non opera il limite temporale dei due anni - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

Divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente: quando non opera il limite temporale dei due anni - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

L’autorizzazione espressa dell’ex cliente a non tener conto del divieto di agire nei suoi confronti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

L’autorizzazione espressa dell’ex cliente a non tener conto del divieto di agire nei suoi confronti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

Il divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

Il divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

Sanzione deontologica e precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 116

Sanzione deontologica e precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 116

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