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2033. Indebito oggettivo

Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo VII: DEL PAGAMENTO DELL'INDEBITO Art.2033. Indebito oggettivo.

Art. 2033. Indebito oggettivo.

1. Chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Ha inoltre diritto ai frutti e agli interessi dal giorno del pagamento, se chi lo ha ricevuto era in mala fede, oppure, se questi era in buona fede, dal giorno della domanda.

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2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligo e diritto alle assicurazioni - elementi del rapporto di assicurazione sociale - contenuto - prestazioni (all'assicurato) - Indebito previdenziale - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 8731 del 28/03/2019
Previdenza (assicurazioni sociali) - obbligo e diritto alle assicurazioni - elementi del rapporto di assicurazione sociale - contenuto - prestazioni (all'assicurato) - Indebito previdenziale - Presupposti - Dolo del pensionato - Nozione - Fattispecie. In tema di indebito previdenziale, il dolo dell'assicurato, idoneo ad escludere l'applicazione delle norme che limitano la ripetibilità delle somme non dovute, in deroga alla regola generale di cui all'art. 2033 c.c., pur non potendo presumersi sulla base del semplice silenzio, che di per sé stesso, non ha valore di causa determinante in tutti i casi in cui l'erogazione indebita non sia imputabile al percipiente, è configurabile nelle ipotesi di omessa o incompleta segnalazione di circostanze incidenti sul diritto o sulla misura della pensione, che non siano già conosciute o conoscibili dall'ente competente.(Nella specie, il pensionato aveva omesso di segnalare l'evidente discrasia tra lo stipendio percepito in costanza di lavoro e la pensione, provvisoriamente liquidata in misura quasi pari al doppio del primo). Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 8731 del 28/03/2019 Cod_Civ_art_2033...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Societa' per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - costituzione - modi di costituzione - per pubblica sottoscrizione - promotori - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 7298 del 14/03/2019
Societa' - di capitali - societa' per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - costituzione - modi di costituzione - per pubblica sottoscrizione - promotori - responsabilita' dei promotori - Versamenti - Sussistenza - Verifica - Modalità assembleare - Conseguenze - Mancato perfezionamento dell'"iter" costitutivo - Azione di indebito e azione risarcitoria - Distinzione. In tema di costituzione delle s.p.a. per pubblica sottoscrizione, la verifica della sussistenza delle sottoscrizioni e dei versamenti prescritti non incombe in via esclusiva sui promotori, ma coinvolge anche la posizione dei sottoscrittori, in quanto i riscontri e le valutazioni compiuti dai promotori sono affidati, ai sensi degli artt. 2335, comma 1, n. 1, e 2329, comma 1, n. 1, c.c., all'assemblea dei sottoscrittori, sicché, ove non si perfezioni l'"iter" costitutivo della società, l'obbligo di restituzione delle somme versate, a titolo di ripetizione d'indebito, grava sui promotori solo in relazione alle somme effettivamente acquisite secondo le modalità di versamento dei conferimenti in denaro indicate dalle disposizioni di legge e contrattuali, potendosi tuttavia configurare una responsabilità risarcitoria dei promotori stessi in virtù del peculiare affidamento che può essere stato creato, nel contesto dei sottoscrittori, sulla reale sussistenza delle sottoscrizioni e dei versamenti previsti dalla legge. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 7298 del 14/03/2019 Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2329, Cod_Civ_art_2331, Cod_Civ_art_2333, Cod_Civ_art_2334, Cod_Civ_art_2335, Cod_Civ_art_2337, Cod_Civ_art_2339, Cod_Civ_art_2342 Azione di indebito - azione risarcitoria...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – oggettivo - Indebito oggettivo - Errore del "solvens" circa l'esistenza dell'obbligazione - Rilevanza - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 7066 del 12/03/2019
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – oggettivo - Indebito oggettivo - Errore del "solvens" circa l'esistenza dell'obbligazione - Rilevanza - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Ai fini della ripetizione dell’indebito oggettivo, non è necessario che il "solvens" versi in errore circa l'esistenza dell'obbligazione, posto che, diversamente dall'indebito soggettivo "ex persona debitoris", in cui l'errore scusabile è previsto dalla legge come condizione della ripetibilità, ricorrendo l'esigenza di tutelare l'affidamento dell'"accipiens" - il quale riceve ciò che gli spetta sia pure da persona diversa dal vero debitore -, nell'ipotesi di cui all'art. 2033 c.c. non vi è un affidamento da tutelare, in quanto l'"accipiens" non ha alcun diritto di conseguire, né dal "solvens" né da altri, la prestazione ricevuta e la sua buona o mala fede rileva solo ai fini della decorrenza degli interessi. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto sussistente il diritto di una regione alla restituzione del contributo comunitario di cui al Regolamento CE n. 2081 del 1993 indebitamente versato per un progetto di opere in assenza dei requisiti di legge, nonostante alla stessa amministrazione risultasse che alla data della domanda il richiedente non aveva ancora ottenuto la concessione edilizia). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 7066 del 12/03/2019 Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2036...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi anteriori alla riforma del 1972 - imposte di fabbricazione - olii vegetali e minerali - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 5956 del 28/02/2019
Tributi erariali diretti - in genere (tributi anteriori alla riforma del 1972) - imposte di fabbricazione - olii vegetali e minerali - Imposta versata per effetto di disposizione nazionale poi dichiarata incompatibile con direttiva comunitaria - Termine per il rimborso - Decorrenza - Fondamento - Limiti. Nell'ipotesi in cui un'accisa sia stata pagata sulla base di una norma interna successivamente dichiarata in contrasto con una direttiva europea da una sentenza della Corte di giustizia, il termine di decadenza per l'esercizio del diritto al rimborso decorre dalla data del versamento dell'imposta e non da quella, successiva, in cui è intervenuta la pronuncia, purché detta direttiva, benché non tempestivamente trasposta nell'ordinamento italiano, sia qualificabile come "self executing". Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 5956 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2946...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Aiuti di Stato - Legittimo affidamento sulla loro fruizione - Condizioni - Fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 4860 del 19/02/2019
Comunità europea - Aiuti di Stato - Legittimo affidamento sulla loro fruizione - Condizioni - Fondamento - Fattispecie. Le imprese beneficiarie di un aiuto di Stato possono fare legittimo affidamento sulla sua regolarità solo quando sia stato concesso nel rispetto dell'art. 108 del TFUE, gravando sulle stesse l'onere di informazione e vigilanza circa l'osservanza della procedura di controllo della sua conformità al diritto eurounitario, ciò rientrando nella normale diligenza di ogni operatore economico agente sul mercato interno. Ne consegue che si presume legale e compatibile solo l'aiuto rispettoso della procedura prevista dalla norma eurounitaria in quanto l'obbligo di sopprimere un aiuto incompatibile con il Trattato è assoluto e ne comporta la necessaria restituzione da parte del beneficiario cosi che venga meno l'indebito vantaggio acquisito a danno dei suoi concorrenti nel mercato comune. (Fattispecie in tema di recupero di aiuti concessi dalla Regione Sardegna, a favore di investimenti iniziali nell'industria alberghiera intrapresi prima della presentazione della domanda di sovvenzione, dichiarati incompatibili con il mercato comune dalla Commissione Europea perché non realizzati dopo la presentazione della domanda da parte dell'impresa interessata). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 4860 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_2033...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Distribuzione delle somme ricavate dalla vendita tra i vari creditori - Chiusura del procedimento di esecuzione forzata - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4263 del 13/02/2019
Esecuzione forzata - Distribuzione delle somme ricavate dalla vendita tra i vari creditori - Chiusura del procedimento di esecuzione forzata - Azione di ripetizione di indebito da parte di uno dei creditori nei confronti di altri - Esclusione - Fondamento. A seguito della chiusura del procedimento di esecuzione forzata, è da escludere la possibilità di ottenere una modifica della distribuzione del ricavato della vendita mediante l'esperimento dell'azione di ripetizione di indebito da parte di un creditore nei confronti degli altri, in quanto la definizione di quel procedimento con l'approvazione del progetto di distribuzione senza contestazioni da parte dei creditori determina l'intangibilità della concreta ed effettiva distribuzione delle somme ricavate dalla vendita. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4263 del 13/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_485, Cod_Proc_Civ_art_487, Cod_Proc_Civ_art_510, Cod_Proc_Civ_art_512, Cod_Proc_Civ_art_615, Cod_Proc_Civ_art_617, Cod_Civ_art_2033...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità - nullità del contratto - Effetti della dichiarazione di nullità - In ordine alle prestazioni già effettuate - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 3971 del 12/02/2019
Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - Effetti della dichiarazione di nullità - In ordine alle prestazioni già effettuate - Diritto di ripetizione - Limiti. Qualora un contratto di locazione sia dichiarato nullo, pur conseguendo in linea di principio a detta dichiarazione il diritto per ciascuna delle parti di ripetere la prestazione effettuata, tuttavia la parte che abbia usufruito del godimento dell'immobile non può pretendere la restituzione di quanto versato a titolo di corrispettivo per tale godimento, in quanto ciò importerebbe un inammissibile arricchimento senza causa in danno del locatore. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 3971 del 12/02/2019 Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_1571...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – oggettivo – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2993 del 31/01/2019
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – oggettivo – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2993 del 31/01/2019 Declaratoria di nullità del contratto - Obblighi restitutori - Decorrenza degli interessi - Distinzione fra "accipiens" in buona ed in mala fede. Nell'ipotesi di nullità di un contratto, la disciplina degli obblighi restitutori tra le parti è mutuata da quella dell'indebito oggettivo, poiché viene a mancare la causa giustificativa delle rispettive attribuzioni patrimoniali. Ne consegue che, ai fini della decorrenza degli interessi, rileva la condizione soggettiva dell'"accipiens" al momento in cui ha ricevuto la prestazione, essendo lo stesso tenuto a restituirli dal giorno del pagamento, se in mala fede, e da quello della domanda giudiziale, se in buona fede. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2993 del 31/01/2019  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Ripetizione di indebito oggettivo - onere probatorio a carico dell'attore
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – oggettivo - onere probatorio a carico dell'attore – contenuto - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30713 del 27/11/2018 Nella ripetizione di indebito opera il normale principio dell'onere della prova a carico dell'attore il quale, quindi, è tenuto a dimostrare sia l'avvenuto pagamento sia la mancanza di una causa che lo giustifichi. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30713 del 27/11/2018  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - pensioni
Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - pensioni - pagamento trattamento pensionistico a carico dell'ex fondo del consorzio autonomo del porto di genova - natura - previdenza integrativa - conseguenze in tema di ripetibilità dell'indebito. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29418 del 15/11/2018 In tema di indebito previdenziale, l'irripetibilità sancita dall'art. 52 della l. n. 88 del 1989, come modificato dall'art. 13 della l. n. 412 del 1991, non è applicabile alle ipotesi di indebito concernente forme integrative di previdenza aziendale, istituite e disciplinate dalla contrattazione collettiva o da norme regolamentari, prive del carattere obbligatorio (quale, nella specie, il trattamento pensionistico integrativo erogato dal Fondo di previdenza costituito presso il Consorzio Autonomo del Porto di Genova).   Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29418 del 15/11/2018...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Azione di ripetizione dell'indebito
Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi – anatocismo - contratto di conto corrente - clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici - nullità - azione di ripetizione dell'indebito - versamenti solutori - prescrizione - oneri probatori. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27704 del 30/10/2018 >>> L'azione di ripetizione dell'indebito proposta dal cliente di una banca, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di conto corrente, è soggetta all'ordinaria prescrizione decennale che decorre, in assenza di un'apertura di credito, dai singoli versamenti aventi natura solutoria. Grava sull'attore in ripetizione dimostrare la natura indebita dei versamenti e, a fronte dell'eccezione di prescrizione dell'azione proposta dalla banca, dimostrare l'esistenza di un contratto di apertura di credito idoneo a qualificare il pagamento come ripristinatorio ed a spostare l'inizio del decorso della prescrizione al momento della chiusura del conto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27704 del 30/10/2018...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Diritti dell'altro coniuge
Famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi - comunione legale - oggetto - in genere - costruzione realizzata su suolo di proprietà esclusiva di uno dei coniugi - comunione legale della costruzione - esclusione - diritti dell'altro coniuge - natura meramente obbligatoria - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27412 del 29/10/2018 >>> Il principio generale dell'accessione posto dall'art. 934 c.c., in base al quale il proprietario del suolo acquista "ipso iure", al momento dell'incorporazione, la proprietà della costruzione su di esso edificata e la cui operatività può essere esclusa soltanto da una specifica pattuizione tra le parti o da una altrettanto specifica disposizione di legge, non trova deroga nella disciplina della comunione legale tra coniugi, poiché l'acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario, senza la necessità di un'apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti ai quali è applicabile l'art. 177, comma 1, c.c. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale. Ne consegue che la costruzione realizzata in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è a sua volta proprietà personale ed esclusiva di quest'ultimo in virtù dei principi generali in materia di accessione, spettando al coniuge non proprietario che abbia contribuito all'onere della costruzione il diritto di ripetere nei confronti dell'altro le somme spese, ai sensi dell'art. 2033 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27412 del 29/10/2018  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Opposizione all’esecuzione
Esecuzione forzata - opposizioni - in genere - opposizione all’esecuzione – accoglimento dell’opposizione successivo alla chiusura della procedura esecutiva – azione di ripetizione dell’indebito – ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26927 del 24/10/2018 >>> Il soggetto espropriato che abbia fatto valere l'illegittimità dell'esecuzione mediante opposizione proposta nel corso del processo esecutivo, ma accolta successivamente alla chiusura dell'esecuzione, può esperire, sul presupposto di tale illegittimità, l'azione di ripetizione dell'indebito nei confronti del creditore al fine ottenere la restituzione di quanto dallo stesso riscosso. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26927 del 24/10/2018...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Contributi assicurativi
Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi - in genere - Contributi assicurativi - Versamento volontario - Annullamento del rapporto di lavoro - Diritto alla restituzione - Sussistenza. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. L, ORDINANZA N. 21899 DEL 07/09/2018 Il pagamento dei contributi presuppone l'esistenza di un valido rapporto assicurativo pertanto, nell'ipotesi di versamento volontario dei contributi assicurativi e successivo annullamento del rapporto di lavoro sulla cui base era stato autorizzato detto versamento (nella specie, a seguito della cancellazione dagli elenchi dei lavoratori agricoli), il lavoratore ha diritto alla ripetizione di quanto pagato, non potendo essere acquisiti contributi relativi a rapporti di lavoro dichiarati inesistenti.  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti bancari - Insussistenza di versamenti solutori
Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - anatocismo - Contratti bancari - Conto corrente - Domanda di accertamento della nullità di clausole anatocistiche e di ripetizione di indebito - Insussistenza di versamenti solutori - Irrilevanza - Interesse del correntista all'accertamento - Sussistenza - Ragioni. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 6 - 1, ORDINANZA N. 21646 DEL 05/09/2018 In tema di conto corrente bancario, l'assenza di rimesse solutorie eseguite dal correntista non esclude l'interesse di questi all'accertamento giudiziale, prima della chiusura del conto, della nullità delle clausole anatocistiche e dell'entità del saldo parziale ricalcolato, depurato delle appostazioni illegittime, con ripetizione delle somme illecitamente riscosse dalla banca, atteso che tale interesse mira al conseguimento di un risultato utile, giuridicamente apprezzabile e non attingibile senza la pronuncia del giudice, consistente nell'esclusione, per il futuro, di annotazioni illegittime, nel ripristino di una maggiore estensione dell'affidamento concessogli e nella riduzione dell'importo che la banca, una volta rielaborato il saldo, potrà pretendere alla cessazione del rapporto.  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Pagamento di debito contratto in base a contratto nullo
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - conclusione del contratto - esecuzione prima della risposta dell'accettante - Pagamento di debito contratto in base a contratto nullo - Natura - Atto dovuto - Conseguenze - Eccezioni - Valore di accettazione proposta di modifica di tale contratto - Riconoscimento - Esclusione. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 21550 DEL 03/09/2018 Il pagamento effettuato dal soggetto che aveva assunto il relativo obbligo, ancorché in base ad un contratto nullo, rimane qualificabile come adempimento del contratto stesso, suscettibile di comportare la restituzione dell'importo versato in applicazione dei principi dell'indebito oggettivo. In particolare, detto pagamento resta atto dovuto e non assume carattere e significato negoziale, tranne che nelle ipotesi tipiche indicate dall'art. 1327 c.c., non potendo essere interpretato quale accettazione della proposta di modifica di un contratto giudicato invalido di cui costituisca mera esecuzione.  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21418 del 30/08/2018
Domanda di risoluzione del contratto e conseguente restituzione di somme – Declaratoria ex ufficio di nullità del contratto – Idoneità dalla prima domanda ad interrompere il termine di prescrizione del diritto alla restituzione delle somme – Sussistenza – Fondamento. In materia contrattuale, la proposizione di una domanda volta a ottenere la restituzione di somme fondata sulla risoluzione o sull'annullamento del contratto vale a interrompere la prescrizione anche del diritto alla restituzione per effetto della nullità dello stesso, essendo medesimo il bene della vita che la parte ha inteso tutelare. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21418 del 30/08/2018  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 20522 del 03/08/2018
Onere della prova - Riparto - Criteri - Onere dell'attore di provare l'insussistenza di una “iuxta causa obligationis” - Limiti - Fondamento - Fattispecie. Proposta la domanda di ripetizione dell'indebito, l'attore ha l'onere di provare l'inesistenza di una giusta causa delle attribuzioni patrimoniali compiute in favore del convenuto, ma solo con riferimento ai rapporti specifici intercorsi tra le parti e dedotti in giudizio, non potendosi invece esigere dall'attore la dimostrazione dell'inesistenza di ogni e qualsivoglia causa di dazione tra "solvens" e "accipiens". Ne consegue che ai fini della prova del diritto alla ripetizione di somme riscosse da A.G.E.A. (Agenzia per le erogazioni in Agricoltura) per contributi ritenuti erogati indebitamente è sufficiente dimostrare l'inesistenza del diritto alla restituzione in capo all'Agenzia pubblica e non, invece, la titolarità del diritto a ricevere aiuti comunitari in capo all'azienda agricola. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 20522 del 03/08/2018  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - debito di valore o di valuta - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 14289 del 04/06/2018
Risoluzione - Restituzione della somma eventualmente versata - Debito di valuta - Conseguenze - Rivalutazione monetaria - Esclusione - Maggior danno ex art. 1224 c.c. - Onere della prova. In caso di risoluzione per inadempimento di un contratto, le restituzioni a favore della parte adempiente non ineriscono ad un'obbligazione risarcitoria, derivando dal venir meno, per effetto della pronuncia costitutiva di risoluzione, della causa delle reciproche obbligazioni, e, quando attengono a somme di danaro, danno luogo a debiti non di valore, ma di valuta, non soggetti a rivalutazione monetaria, se non nei termini del maggior danno rispetto a quello ristorato con gli interessi legali di cui all'art. 1224 c.c. che va, peraltro, provato dal richiedente. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 14289 del 04/06/2018  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - rinunzie e transazioni - impugnazione - decadenza - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 11632 del 14/05/2018
Retribuzione - Consegna delle buste-paga - Imputazione di pagamento - Configurabilità - Funzione - Presupposti - Esistenza del debito - Inesistenza di "causa debendi" - Fatto costitutivo. L'imputazione di pagamento che, secondo la norma generale dell'art. 1193 c.c. comma 1,, costituisce una facoltà del debitore, al mancato esercizio della quale sopperiscono i criteri legali dettati dal comma 2 dello stesso articolo, si pone nel rapporto di lavoro subordinato come un obbligo del datore di lavoro, essendo questi tenuto alla consegna delle buste-paga previste dalla l. n. 4 del 1953. La previsione dell'imputazione predetta, che ha la funzione di consentire al lavoratore di controllare la corrispondenza fra quanto a vario titolo dovutogli e quanto effettivamente corrispostogli, non vale, tuttavia, a snaturare l'imputazione stessa, in quanto quest'ultima, fatta facoltativamente o in esecuzione di un obbligo, presuppone pur sempre l'esistenza del debito e non può sostituirsi ad un valido titolo costitutivo del medesimo. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 11632 del 14/05/2018  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensioni - pagamento - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 18551 del 26/07/2017
Indebito previdenziale - Verifica dei redditi da parte dell'INPS - Termine annuale di ripetizione - Modifica delle modalità di comunicazione - Irrilevanza. In tema di indebito previdenziale, l'obbligo dell'INPS di procedere annualmente alla verifica dei redditi dei pensionati, prevista dall'art. 13 della l. n. 412 del 1991, quale condizione per la ripetizione, è rimasto immutato nonostante le modifiche alle modalità di comunicazione dei dati reddituali, apportate da ultimo dall’art. 13, comma 6, del d.l. n. 78 del 2010, conv. con modif. in l. n. 122 del 2010. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 18551 del 26/07/2017  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - obbligazioni naturali - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 15954 del 27/06/2017
Obbligazioni in genere - Pagamento in esecuzione di contratto successivamente dichiarato nullo - Ripetibilità - Obbligazione naturale - Configurabilità - Esclusione. Il pagamento effettuato in esecuzione di una pattuizione contrattuale successivamente dichiarata nulla è ripetibile, perché non può qualificarsi come adempimento di un’obbligazione naturale in quanto non è possibile rinvenire il presupposto della spontaneità né quello dell’esecuzione di un dovere morale o sociale. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 15954 del 27/06/2017  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi - sgravi (benefici, esenzioni, agevolazioni) - Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 15491 del 22/06/2017
Sgravi contributivi integranti aiuti di Stato illegali - Recupero - Prescrizione - Termine decennale ex art. 2946 c.c. - Applicazione - Fondamento. Agli effetti del recupero degli sgravi contributivi concessi alle imprese su contratti di formazione e lavoro, integranti aiuti di Stato incompatibili col mercato comune, opera il termine ordinario di prescrizione decennale di cui all'art. 2946 c.c., decorrente dalla notifica alla Repubblica Italiana della decisione comunitaria di recupero, atteso che, ai sensi degli artt. 14 e 15 del regolamento (CE) n. 659/1999, come interpretati dalla giurisprudenza comunitaria, le procedure di recupero sono regolate dal diritto nazionale, nel rispetto del principio di equivalenza fra le discipline, comunitaria e interna, nonché del principio di effettività del rimedio. Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 15491 del 22/06/2017  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 14013 del 06/06/2017
Mancanza di "causa adquirendi" - Nullità, annullamento, risoluzione, rescissione del contratto o altra causa che determini la cessazione del vincolo - Restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto - Azione di ripetizione dell'indebito - Configurabilità - Conseguenze - Fondamento della domanda restitutoria - Pronuncia del giudice con portata estintiva del contratto. Qualora venga acclarata la mancanza di una "causa adquirendi" - tanto nel caso di nullità, annullamento, risoluzione o rescissione di un contratto, quanto in quello di qualsiasi altra causa che faccia venir meno il vincolo originariamente esistente - l'azione accordata dalla legge per ottenere la restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto stesso è quella di ripetizione di indebito oggettivo; è, quindi, la pronuncia dichiarativa o estintiva del giudice, avente portata estintiva del contratto, l’evenienza che priva di causa giustificativa le reciproche obbligazioni dei contraenti e dà fondamento alla domanda del “solvens” di restituzione della prestazione rimasta senza causa. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 14013 del 06/06/2017  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - effetti della risoluzione - Sez. 2 , Sentenz
Risoluzione del contratto preliminare per inadempimento del promissario acquirente - Conseguenze per il promissario acquirente detentore della cosa promessa - Obbligo di restituire la cosa e i frutti - Sussistenza - Fondamento. Vendita - promessa di vendita In genere. L'efficacia retroattiva della risoluzione, per inadempimento, di un contratto preliminare comporta l'insorgenza, a carico di ciascun contraente, dell'obbligo di restituire le prestazioni ricevute, rimaste prive di causa, secondo i principi sulla ripetizione dell'indebito ex art. 2033 c.c., e, pertanto, implica che il promissario acquirente che abbia ottenuto la consegna e la detenzione anticipate del bene promesso in vendita debba non solo restituirlo al promittente alienante, ma altresì corrispondere a quest'ultimo i frutti per l'anticipato godimento dello stesso. Sez. 2 , Sentenza n. 6575 del 14/03/2017  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 4323 del 20/02/2017
Impiego pubblico contrattualizzato - Indebito retributivo - Buona fede dell'"accipiens" - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. In materia di impiego pubblico privatizzato, nel caso di domanda di ripetizione dell'indebito proposta da un’amministrazione nei confronti di un proprio dipendente, in relazione alle somme corrisposte a titolo di retribuzione, qualora risulti accertato che l'erogazione è avvenuta "sine titulo", la ripetibilità delle somme non può essere esclusa ex art. 2033 c.c. per la buona fede dell'"accipiens", in quanto questa norma riguarda, sotto il profilo soggettivo, soltanto la restituzione dei frutti e degli interessi. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 4323 del 20/02/2017  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 4274 del 17/02/2017
Domanda di restituzione di somme eccedenti l'indennità di malattia - Legittimazione del datore di lavoro - Sussistenza. Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro le malattie - prestazioni - assistenza economica - indennita' In genere. Nel caso di domanda di restituzione del trattamento economico spettante al dipendente in caso di malattia, per la quota eccedente la corrispondente indennità, non viene in rilievo il rapporto previdenziale per cui sussiste la legittimazione del datore di lavoro (nella specie, un comune), in quanto “solvens” e non “adiectus solutionis causa”. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 4274 del 17/02/2017  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - impiego pubblico - in genere - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26650 del 22/12/2016
Pubblico impiego privatizzato - Ripetizione d'indebito da parte dell'Amministrazione - Devoluzione al giudice ordinario - Disciplina transitoria - Condizioni - Fatto storico successivo al 30 giugno 1998 - Nozione - Richiesta di restituzione delle somme - Rilevanza - Sussistenza – Fondamento In materia di pubblico impiego privatizzato, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia promossa dal dipendente nei confronti dell'ente datore di lavoro (nella specie, nei confronti dell’IRCSS - Azienda Ospedaliera Universitaria “San Martino”- IST – Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro) diretta ad accertare l'illegittimità della pretesa restitutoria dell'Amministrazione, ove la richiesta dell'ente medesimo sia successiva al 30 giugno 1998, dovendosi ritenere che, nel caso di ripetizione d'indebito, integrino la nozione di "questione" ai sensi dell'art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001, non solo i fatti rilevanti ai fini della sussistenza del diritto del lavoratore, ma anche la mutata valutazione e qualificazione della fattispecie concreta operata dall'ente con la richiesta di restituzione, atteso che solo a seguito di quest'ultima può dirsi insorta la lite tra l'Amministrazione e il dipendente. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26650 del 22/12/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - obbligazioni naturali - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26650 del 22/12/2016
Ripetizione di indebito - Oggettivo - Esecuzione di un pagamento non dovuto da parte di un Ente Pubblico - Ripetibilità - Obbligazione naturale - Configurabilità – Esclusione Nel caso di un pagamento effettuato da un ente pubblico in base ad un titolo risultato mancante o nullo, non può invocarsi l'irripetibilità ai sensi dell'art. 2034 c.c., atteso che i fini pubblici perseguiti non consentono la rilevanza di quelli soggettivi e personali di chi dispone le erogazioni su fondi dell'ente medesimo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26650 del 22/12/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - giurisdizione in materia tributaria - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25977 del 16/12/2016
Imposta di registro - Adempimento del terzo - Rimborso - Controversia - Giurisdizione del giudice tributario – Ragioni La controversia avente ad oggetto la richiesta di rimborso dell'imposta di registro pagata, in nome proprio, dalla procuratrice di alcuni attori risultati vittoriosi nei confronti di una compagnia di assicurazioni, per la registrazione della sentenza ottenuta a definizione del relativo giudizio, spetta alla giurisdizione del giudice tributario, atteso che nessun indebito di diritto comune è ravvisabile, dovendosi, così, escludere la sussistenza dei presupposti per radicare la giurisdizione del giudice ordinario, sussistendo contestazione sia sull’esistenza del debito da rimborso, sia sulle modalità e sulle procedure per ottenerlo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25977 del 16/12/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17705 del 07/09/2016
Pagamento a persona defunta sull'erroneo presupposto della sua persistenza in vita - Ripetizione dell'indebito - Soggetto obbligato - Individuazione - Fattispecie. Il pagamento dell'indebito a persona defunta, ma ritenuta vivente dal "solvens", fa sorgere l'obbligo di restituzione, ex art. 2033 c.c., in capo a colui che di fatto si avvalga di quel pagamento, essendo solo quest'ultimo il soggetto che, con la materiale apprensione del pagamento, acquista la qualità di "accipiens" e, con essa, l'obbligo di restituire quanto acquisito. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che - in relazione alla domanda di ripetizione proposta da un istituto di credito, il quale per anni aveva erogato, per conto dell'INPS, la pensione ad un soggetto defunto mediante accredito su un conto corrente cointestato a quest'ultimo e ad un terzo - aveva ritenuto l'obbligo restitutorio trasferito dal beneficiario defunto ai suoi eredi, anziché sorto direttamente ed esclusivamente in capo al terzo cointestatario che aveva prelevato le somme indebitamente erogate). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17705 del 07/09/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - pensioni - pagamento – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17417 del 30/08/2016
Indebito previdenziale - Liquidazione della pensione su dati erronei trasmessi dal datore di lavoro - Imputabilità all'ente erogatore - Esclusione - Fondamento. In materia di indebito previdenziale, non sussiste l'errore imputabile all'ente erogatore, ai fini dell'applicazione dell'art. 13, comma 1, della l. n. 412 del 1991, qualora la liquidazione della pensione sia avvenuta sulla base dei dati contributivi trasmessi dal datore di lavoro, non essendo configurabile un onere dell'ente previdenziale di sottoporre a verifica tali dati prima di procedere all'erogazione della prestazione. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17417 del 30/08/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - simulazione - effetti - rispetto ai terzi – Sez. 3, Sentenza n. 14442 del 15/07/2016
Cessione di ramo di azienda dissimulante cessione di locazione immobiliare - Invalidità, nei confronti del terzo ceduto, del contratto dissimulato - Sua efficacia "inter partes" - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. Locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392, cosiddetta sull'equo canone) - immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione - diritti ed obblighi delle parti - sublocazione e cessione della locazione - in genere. Dichiarata la simulazione di una cessione di ramo di azienda, siccome dissimulante la cessione di un contratto di locazione immobiliare, tale ultimo negozio non solo è invalido nei confronti del terzo ceduto, ma è privo di effetti nei rapporti tra cedente e cessionario, non potendo ritenersi perfezionata - in difetto di consenso del locatore - la fattispecie disciplinata dagli artt. 1406 e 1594, comma 1, c.c., stante la sua struttura trilaterale, né essendo tale consenso ravvisabile nel comportamento tacito di costui rispetto alla cessione ex art. 36 della l. n. 392 del 1978 comunicatagli dal conduttore, sicché il cessionario ha diritto alla ripetizione del prezzo della cessione in quanto prestazione riferibile al contratto dissimulato e, dunque, priva di causa giustificativa. Sez. 3, Sentenza n. 14442 del 15/07/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10contratti bancari – apertura di credito bancario Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12965 del 22/06/2016
apertura di credito bancario (nozione, caratteri, distinzioni) - Interessi usurari - Divieto - Apertura di credito in conto corrente - Clausola di applicazione di un determinato tasso sugli interessi dovuti con fluttuazione tendenzialmente aperta e automatica correzione in caso di superamento del tasso usurario - Nullità. Il divieto di pattuire interessi usurari, previsto per il mutuo dall'art. 1815, comma 2, c.c., è applicabile a tutti i contratti che prevedono la messa a disposizione di denaro dietro remunerazione, compresa l'apertura di credito in conto corrente, sicché è nulla per contrarietà a norme imperative la clausola, ivi contenuta, che preveda l'applicazione di un tasso sugli interessi con fluttuazione tendenzialmente aperta con la correzione dell'automatica riduzione in caso di superamento del cd. tasso soglia usurario, ossia mediante la sola astratta affermazione del diritto alla restituzione del supero in capo al correntista. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12965 del 22/06/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - anatocismo – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016
Contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente - Clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici - Nullità - Versamenti eseguiti in pendenza di rapporto - Azione di ripetizione dell'indebito - Prescrizione decennale - Decorrenza dalla chiusura del rapporto. L'azione di ripetizione di indebito, proposta dal cliente di una banca, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, è soggetta all'ordinaria prescrizione decennale, la quale decorre, nell'ipotesi in cui i versamenti sono stati eseguiti in pendenza del rapporto, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta di interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto, in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - anatocismo – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016
Contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente - Clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici - Nullità - Versamenti eseguiti in pendenza di rapporto - Azione di ripetizione dell'indebito - Prescrizione decennale - Decorrenza dalla chiusura del rapporto. L'azione di ripetizione di indebito, proposta dal cliente di una banca, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, è soggetta all'ordinaria prescrizione decennale, la quale decorre, nell'ipotesi in cui i versamenti sono stati eseguiti in pendenza del rapporto, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta di interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto, in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Diritto bancario -obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - anatocismo – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016
Contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente - Clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici - Nullità - Versamenti eseguiti in pendenza di rapporto - Azione di ripetizione dell'indebito - Prescrizione decennale - Decorrenza dalla chiusura del rapporto. L'azione di ripetizione di indebito, proposta dal cliente di una banca, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, è soggetta all'ordinaria prescrizione decennale, la quale decorre, nell'ipotesi in cui i versamenti sono stati eseguiti in pendenza del rapporto, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta di interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto, in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24809 del 24/11/2005
A seguito di richiesta dell'assicurato o previo avviso all'assicurato - Successiva emergenza della non debenza della somma - Relativa azione di restituzione - Legittimato passivo - Danneggiato - Pagamento senza avviso - Legittimato passivo - Assicurato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24809 del 24/11/2005 In tema di assicurazione per la responsabilità civile, l'assicuratore può pagare l'indennità direttamente al danneggiato, purché ne dia preventivo avviso all'assicurato, al quale non è dato impedire il pagamento, trattandosi di facoltà che deriva direttamente dalla legge; tale facoltà si trasforma in obbligo qualora sia l'assicurato a chiedere all'assicuratore di pagare al danneggiato; in entrambi i casi, l'assicuratore può pretendere dal danneggiato la restituzione della somma pagata, se risulti successivamente che essa non è dovuta, come nel caso in cui la somma sia pagata sulla base di sentenza che venga riformata con rigetto della domanda risarcitoria.Se invece l'assicuratore paghi direttamente al danneggiato senza darne preventivo avviso all'assicurato e senza esserne preventivamente richiesto dallo stesso, può ugualmente esperire l'azione di ripetizione di indebito ex art. 2033 cod. civ. ma non nei confronti del danneggiato, bensì esclusivamente nei confronti del proprio assicurato, in quanto il pagamento viene effettuato per suo conto e in sua sostituzione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24809 del 24/11/2005  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5896 del 17/03/2006
Inesistenza di "causa debendi" - Fatto costitutivo - Onere probatorio - A carico dell'attore. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5896 del 17/03/2006 Poiché l'inesistenza della "causa debendi" è un elemento costitutivo (unitamente all'avvenuto pagamento e al collegamento causale) della domanda di indebito oggettivo (art. 2033 cod. civ.), la relativa prova incombe all'attore. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5896 del 17/03/2006  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10obbligazioni in genere - adempimento - del terzo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12991 del 31/05/2006
Illecito extracontrattuale - Pagamento liberatorio nei confronti del danneggiato da parte di uno dei possibili corresponsabili - Adempimento del terzo - Configurabilità - Condizioni - Esclusione della responsabilità esclusiva o della corresponsabilità del "solvens" - Necessità - Effetti - Domanda di richiesta di indennizzo da indebito da parte del terzo adempiente - Ammissibilità - Qualificazione - Arricchimento senza causa - Corresponsabilità del "solvens" - Azione esperibile - Rimborso per la quota di pertinenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12991 del 31/05/2006 Nell'ipotesi in cui, in dipendenza di un illecito extracontrattuale, il danneggiato (nella specie, il terzo trasportato in occasione di un incidente stradale) riceva da uno dei possibili corresponsabili il pagamento di una somma a totale soddisfo del risarcimento dei danni subiti, rilasciando in proposito dichiarazione completamente liberatoria, la "solutio" può configurarsi come adempimento da parte del terzo di debito altrui qualora rimanga accertata la responsabilità esclusiva di altri nella causazione del sinistro (e, perciò, nella determinazione dei danni conseguenti), nei cui confronti, perciò, il "solvens" - stante l'ingiustificato vantaggio economico dal medesimo ricevuto - può agire, nel concorso delle condizioni di legge, per l'ottenimento dell'indennizzo da arricchimento senza causa. Ove, invece, risulti accertata la responsabilità concorrente, l'azione esperibile dal "solvens" sarà qualificabile come rimborso di quanto pagato per conto del condebitore Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12991 del 31/05/2006  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - pensioni - pagamento - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 206 del 11/01/2016
Indebito - Trattenute sugli arretrati - Limiti ex art. 128 del r.d.l. n. 1827 del 1935, conv. con modif. nella l. n. 1155 del 1936, ed ex art. 1 e 2, comma 1, del d.p.r. n. 180 del 1950 - Operatività - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 206 del 11/01/2016 In tema di indebito previdenziale, anche con riguardo agli arretrati pensionistici trovano applicazione l'art. 128 del r.d.l. n. 1827 del 1935, conv. con modif. nella l. n. 1155 del 1936, e gli art. 1 e 2, comma 1, del d.P.R. n. 180 del 1950, che limitano il recupero ad una somma che non superi la misura di un quinto, fatto salvo, comunque, il trattamento minimo di pensione, in quanto va escluso che il pensionato, già danneggiato dal ritardato pagamento, possa subire l'ulteriore pregiudizio dell'integrale pignorabilità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 206 del 11/01/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016
Nullità contrattuale - Ripetizione del corrispettivo versato in esecuzione del contratto - Prescrizione - Decorrenza - Dall'avvenuto pagamento - Accertamento giudiziale della nullità - Irrilevanza. In caso di nullità di un contratto per impossibilità giuridica originaria del suo oggetto, l'azione di ripetizione dell'indebito, esperibile in relazione all'avvenuto versamento del corrispettivo, deve essere esercitata entro dieci anni dalla data del pagamento, non ostando al decorso della prescrizione l'assenza di un giudicato in ordine alla nullità contrattuale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016
Nullità contrattuale - Ripetizione del corrispettivo versato in esecuzione del contratto - Prescrizione - Decorrenza - Dall'avvenuto pagamento - Accertamento giudiziale della nullità - Irrilevanza. In caso di nullità di un contratto per impossibilità giuridica originaria del suo oggetto, l'azione di ripetizione dell'indebito, esperibile in relazione all'avvenuto versamento del corrispettivo, deve essere esercitata entro dieci anni dalla data del pagamento, non ostando al decorso della prescrizione l'assenza di un giudicato in ordine alla nullità contrattuale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016
Nullità contrattuale - Ripetizione del corrispettivo versato in esecuzione del contratto - Prescrizione - Decorrenza - Dall'avvenuto pagamento - Accertamento giudiziale della nullità - Irrilevanza. In caso di nullità di un contratto per impossibilità giuridica originaria del suo oggetto, l'azione di ripetizione dell'indebito, esperibile in relazione all'avvenuto versamento del corrispettivo, deve essere esercitata entro dieci anni dalla data del pagamento, non ostando al decorso della prescrizione l'assenza di un giudicato in ordine alla nullità contrattuale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento - passività fallimentari (accertamento del passivo) - formazione dello stato passivo - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6918 del 08/04/2016
Decreto ingiuntivo non ancora definitivo al momento del fallimento dell'ingiunto - Inopponibilità nei confronti della procedura - Pagamento eseguito dal debitore poi fallito in forza del decreto provvisoriamente esecutivo prima del fallimento - Ripetibilità a titolo di indebito oggettivo - Esclusione - Azione revocatoria - Ammissibilità. Ancorché la dichiarazione di fallimento (o del provvedimento di messa in l.c.a.), intervenuta nelle more del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo emesso a carico del debitore fallito, determini l'inopponibilità alla massa dell'ingiunzione e l'improcedibilità del giudizio di opposizione, il curatore fallimentare (o il commissario della l.c.a.) non ha diritto di ripetere dal creditore la somma da questo incassata a seguito del pagamento eseguito dal debitore ingiunto, prima del fallimento, per effetto del titolo giudiziale provvisoriamente esecutivo, potendo solo, eventualmente, proporre azione revocatoria dell'atto solutorio. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6918 del 08/04/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività fallimentari (accertamento del passivo) - formazione dello stato passivo - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6918 del 08/04/2016
Decreto ingiuntivo non ancora definitivo al momento del fallimento dell'ingiunto - Inopponibilità nei confronti della procedura - Pagamento eseguito dal debitore poi fallito in forza del decreto provvisoriamente esecutivo prima del fallimento - Ripetibilità a titolo di indebito oggettivo - Esclusione - Azione revocatoria - Ammissibilità. Ancorché la dichiarazione di fallimento (o del provvedimento di messa in l.c.a.), intervenuta nelle more del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo emesso a carico del debitore fallito, determini l'inopponibilità alla massa dell'ingiunzione e l'improcedibilità del giudizio di opposizione, il curatore fallimentare (o il commissario della l.c.a.) non ha diritto di ripetere dal creditore la somma da questo incassata a seguito del pagamento eseguito dal debitore ingiunto, prima del fallimento, per effetto del titolo giudiziale provvisoriamente esecutivo, potendo solo, eventualmente, proporre azione revocatoria dell'atto solutorio. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6918 del 08/04/2016  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10ripetizione di indebito oggettivo - – Corte di Cassazione 1, Sentenza n. 22852 del 09/11/2015
Espressione "domanda" di cui all'art. 2033 c.c. - Interpretazione - Valore di atto di costituzione in mora - Fondamento. – Corte di Cassazione 1, Sentenza n. 22852 del 09/11/2015 In tema di ripetizione d'indebito oggettivo, l'espressione "domanda" di cui all'art. 2033 c.c. non va intesa come riferita esclusivamente alla domanda giudiziale, ma ha valore di atto di costituzione in mora che, ai sensi dell'art. 1219 c.c., può anche essere stragiudiziale, dovendosi considerare l'"accipiens" (in buona fede) quale debitore e non come possessore, con conseguente applicazione dei principi generali in materia di obbligazioni e non di quelli relativi alla tutela del possesso di buona fede ex art. 1148 c.c. – Corte di Cassazione 1, Sentenza n. 22852 del 09/11/2015  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - pagamento dell'imposta - rimborsi – Corte di Cassazione, Sez. 4, Sentenza n. 19609 del 01/10/2015
Polizza fideiussoria a garanzia della restituzione del rimborso d'imposta - Controversie tra garante ed amministrazione finanziaria sull'operatività della garanzia - Impugnazione della cartella di pagamento emessa nei confronti del garante - Giurisdizione - Del giudice ordinario. Corte di Cassazione, Sez. 4, Sentenza n. 19609 del 01/10/2015 La polizza fideiussoria, prevista dall'art. 38 bis del d.P.R. n. 633 del 1972 al fine di consentire al contribuente il rimborso delle eccedenze IVA risultanti dalla dichiarazione annuale in forma accelerata (ovvero senza preventivo riscontro della spettanza), e consistente nell'obbligo per la società di assicurazione di versare le somme richieste dall'ufficio IVA, ove non vi abbia già provveduto il contribuente, configura un contratto autonomo di garanzia connotato dalla non accessorietà dell'obbligazione di garanzia rispetto all'obbligazione garantita, sicché, ove la società di assicurazione impugni la cartella di pagamento emessa nei suoi confronti contestando l'operatività della garanzia (rapporto diverso ed autonomo da quello principale), senza porre in discussione il debito tributario del contribuente, la controversia é devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario. Corte di Cassazione, Sez. 4, Sentenza n. 19609 del 01/10/2015  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - contributi - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12124 del 11/06/2015
Licenziamento del lavoratore - Reintegrazione disposta dal giudice di merito - Accertamento della legittimità del licenziamento da parte della Suprema Corte - Debenza dei contributi previdenziali "medio tempore" maturati - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12124 del 11/06/2015 L'accertamento della legittimità del licenziamento, compiuto dalla Corte di legittimità con sentenza che annulli il provvedimento di reintegrazione del lavoratore, adottato "medio tempore" in sede di merito, comporta che i contributi previdenziali - ricollegati, in forza dell'art. 6 del d.l. 14 aprile 1939, n. 636, convertito nella legge 6 luglio 1939, n. 1272, al pagamento della retribuzione - non siano dovuti per il periodo della temporanea riviviscenza del rapporto di lavoro, sicché il datore di lavoro, ove li abbia nel frattempo versati, ha diritto di ripeterli, dovendo il loro versamento qualificarsi come indebito. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12124 del 11/06/2015  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Comunità europea - comunità economica europea - disposizioni fiscali - rimborso dei dazi - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12908 del 23/06/2015
Sovrapprezzo sullo zucchero importato - Incompatibilità con la normativa comunitaria - Sussistenza - Ripetizione delle somme indebitamente versate - Legittimazione passiva - Ministero del tesoro (oggi Ministero dell'economia) - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12908 del 23/06/2015 L'azione di ripetizione ex art. 2033 cod. civ. per le somme indebitamente corrisposte in forza della disciplina interna, impositiva di un sovrapprezzo sullo zucchero destinato a finanziare gli aiuti alla produzione dello zucchero nazionale e dichiarata incompatibile con normativa comunitaria ai sensi dell'art. 95 del trattato CEE (sentenza n. 73/1979 della Corte di Giustizia CEE), va proposta nei confronti del Ministero del tesoro (oggi Ministero dell'economia) al quale, con d.m. 22 febbraio 2000, sono state attribuite le residue funzioni liquidatorie della Cassa conguaglio zucchero e, quindi, per successione, le responsabilità patrimoniali già gravanti su quest'ultimo ente. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12908 del 23/06/2015  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19502 del 30/09/2015
Domanda di corresponsione del doppio della caparra per inadempimento del promittente venditore - Condanna alla ripetizione di indebito per nullità del contratto - Ultrapetizione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19502 del 30/09/2015 Non sussiste violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato allorché il giudice, qualificando giuridicamente in modo diverso rispetto alla prospettazione della parte i fatti da questa posti a fondamento della domanda, le attribuisca un bene della vita omogeneo, ma ridimensionato, rispetto a quello richiesto, sicché, proposta azione di risoluzione per inadempimento di contratto preliminare e di conseguente condanna del promittente venditore alla restituzione del doppio della caparra ricevuta, non pronunzia "ultra petita" il giudice che accerti la nullità del contratto e condanni il promittente venditore alla restituzione della caparra stessa, producendo, del resto, la risoluzione e la nullità effetti diversi quanto alle obbligazioni risarcitorie, ma identici quanto agli obblighi restitutori delle prestazioni. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19502 del 30/09/2015    ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblica amministrazione - funzionari pubblici - onorari – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 17591 del 04/09/2015
Domanda dell'ente pubblico per ripetere l'indebito versato a funzionario onorario in esecuzione di delibera nulla - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 17591 del 04/09/2015 La domanda proposta dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane nei confronti del commissario straordinario dell'ente, al fine di ottenerne la condanna alla ripetizione di quanto indebitamente versatogli per effetto di delibere nulle perché dal medesimo adottate in carenza di potere, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, attesa la natura onoraria dell'incarico di funzionario svolto dal primo, non assimilabile, pertanto, al rapporto di pubblico impiego, e la inquadrabilità nell'ambito del diritto soggettivo della situazione sostanziale così fatta valere in giudizio. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 17591 del 04/09/2015    ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392, cosiddetta sull'equo canone) - patti contrari alla legge – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13424 del 30/06/2015
Canone - Pagamento in misura superiore a quella stabilita per legge - Domanda di restituzione di quanto pagato in eccedenza - Interessi relativi - Decorrenza - Regola generale dell'art. 2033 cod. civ. - Applicabilità - Buona fede dell'"accipiens" - Presunzione - Sussistenza - Onere probatorio della malafede a carico del conduttore - Contenuto e limiti. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13424 del 30/06/2015 Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13424 del 30/06/2015 In tema di locazione di immobili urbani, qualora il conduttore abbia corrisposto a titolo di canone una somma maggiore rispetto a quella consentita dalla legge, trova applicazione, in riferimento alla domanda di restituzione delle somme corrisposte in eccedenza, la regola generale di cui all'art. 2033 cod. civ., secondo la quale gli interessi sulle somme da restituire decorrono dal giorno della domanda giudiziale se l'"accipiens" era in buona fede e da quello del pagamento se era in mala fede; in particolare, alla violazione della norma imperativa che stabilisce il canone per un immobile adibito ad uso di abitazione non consegue automaticamente la mala fede del locatore, sicché il conduttore ha l'onere di dimostrare di essere stato indotto dal locatore alla corresponsione del canone in misura superiore a quella legale, nonostante la sua volontà contraria, a meno che la mala fede non emerga dalle circostanze di fatto. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13424 del 30/06/2015  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10856 del 26/05/2015
Azione di ripetizione - Esercizio nei confronti di soggetto diverso dal destinatario del pagamento - Rigetto - Eventuale accertamento del carattere indebito del pagamento - Interesse ad impugnare - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10856 del 26/05/2015 In materia di indebito oggettivo, qualora l'azione di ripetizione sia stata rigettata per non essere il convenuto il destinatario del pagamento non dovuto, l'eventuale accertamento del carattere indebito dell'erogazione, contenuto nella motivazione e nel dispositivo della sentenza, non costituisce capo autonomo della sentenza suscettibile di passaggio in giudicato, sicché difetta l'interesse alla sua impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10856 del 26/05/2015  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014
Domanda di risoluzione contrattuale per inadempimento - Restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto - Cosa determinata della quale sia impossibile la riconsegna - Applicazione dell'art. 2037 cod. civ. - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014 In caso di risoluzione per inadempimento del vincolo contrattuale, il venir meno della "causa adquirendi" comporta l'obbligo di restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto stesso, secondo le regole dell'indebito oggettivo, sicché, ove si verta nel caso di restituzione di una cosa determinata della quale sia impossibile la riconsegna, l'obbligo dell'"accipiens" risulta disciplinato dall'art. 2037 cod. civ., sicché, ove sia in malafede nel ricevere o trattenere il bene, è tenuto a corrispondere il controvalore, mentre nell'opposta situazione di buona fede è obbligato nei soli limiti del suo arricchimento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10famiglia - filiazione - filiazione naturale - dichiarazione giudiziale di paternità e maternità - effetti - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16657 del 22/07/2014
Mantenimento del figlio - Spese sostenute dalla nascita alla pronuncia - Indennizzo - Determinazione - Criterio equitativo - Applicabilità - Decorrenza degli interessi. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16657 del 22/07/2014 In materia di filiazione naturale, il diritto al rimborso delle spese a favore del genitore che ha provveduto al mantenimento del figlio fin dalla nascita, ancorché trovi titolo nell'obbligazione legale di mantenimento imputabile anche all'altro genitore, ha natura in senso lato indennitaria, in quanto diretto ad indennizzare il genitore, che ha riconosciuto il figlio, degli esborsi sostenuti da solo per il mantenimento della prole. Ne consegue che il giudice di merito, ove l'importo non sia altrimenti quantificabile nel suo preciso ammontare, legittimamente provvede, per le somme dovute dalla nascita fino alla pronuncia, secondo equità trattandosi di criterio di valutazione del pregiudizio di portata generale, fermo restando che, essendo la richiesta di indennizzo assimilabile ad un'azione di ripetizione dell'indebito, gli interessi, in assenza di un precedente atto stragiudiziale di costituzione in mora, decorrono dalla data della domanda giudiziale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16657 del 22/07/2014  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione diindebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8405 del 10/04/2014
Canoni ultralegali - Domanda di ripetizione - Condanna relativa alle somme corrisposte durante il giudizio - Applicabilità analogica dell'art. 664 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8405 del 10/04/2014 Costituisce domanda nuova, come tale inammissibile, la richiesta di ripetizione dei canoni di locazione superiori alla misura legale versati anche nel corso di causa, ovvero successivamente alla data di proposizione della domanda, in quanto si fonda su presupposti di fatto diversi da quelli prospettati con la pretesa originaria, e comporta un mutamento del fatto costitutivo del diritto fatto valere, senza che possa estendersi analogicamente a tale fattispecie l'ipotesi eccezionale di condanna in futuro di cui all'art. 664, primo comma, cod. proc. civ., la quale consente, a chi abbia intimato sfratto per morosità, di ottenere l'ingiunzione per il pagamento, oltre che dei canoni già scaduti, anche dei canoni da scadere. Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 7450 del 31/03/2014  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7897 del 04/04/2014
Ripetizione di indebito - Inesistenza del titolo di pagamento - Portata - Diritto dell'assicuratore alla restituzione dell'indennizzo non dovuto - Natura di pagamento indebito - Conseguenze ai fini della prescrizione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7897 del 04/04/2014 Va qualificata come ripetizione di indebito, ai sensi dell'art. 2033 cod. civ., qualunque domanda avente ad oggetto la restituzione di somme pagate sulla base di un titolo inesistente, sia nel caso di inesistenza originaria, che di inesistenza sopravvenuta o di inesistenza parziale. Ne consegue che il diritto alla restituzione dell'indennizzo assicurativo, per la parte che l'assicuratore assuma di aver pagato in eccedenza rispetto al dovuto, è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella breve di cui all'art. 2952 cod. civ., in quanto scaturente dall'indebito e non dal contratto di assicurazione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7897 del 04/04/2014 Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7897 del 04/04/2014  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6747 del 21/03/2014
Presupposti - Possibilità di concreta restituzione - Prestazione di facere - Esclusione - Azione di ingiustificato arricchimento - Operatività - Sussistenza - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6747 del 21/03/2014 L'azione di indebito oggettivo ha carattere restitutorio, cosicché la ripetibilità è condizionata dal contenuto della prestazione e dalla possibilità concreta di ripetizione, secondo le regole previste dagli artt. 2033 e ss. cod. civ. (e cioè quando abbia avuto ad oggetto una somma di denaro o cose di genere ovvero, infine, una cosa determinata), operando altrimenti, ove ne sussistano i presupposti, in mancanza di altra azione, l'azione generale di arricchimento senza causa prevista dall'art. 2041 cod. civ., che assolve alla funzione, in base ad una valutazione obbiettiva, di reintegrazione dell'equilibrio economico. Pertanto, nel caso di prestazione di "facere", la quale non è suscettibile di restituzione e, in quanto indebita, non è oggetto di valide ed efficaci determinazioni delle parti circa il suo valore economico, non è proponibile l'azione di indebito oggettivo ma, in presenza dei relativi presupposti, solo quella di ingiustificato arricchimento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6747 del 21/03/2014  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10impiego pubblico - in genere (natura, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10121 del 09/05/2014
Rapporti di lavoro anteriori alla contrattualizzazione del pubblico impiego - Indebita percezione di somma corrisposta a titolo di retribuzione - Irripetibilità - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10121 del 09/05/2014 Ai rapporti di lavoro anteriori alla contrattualizzazione del pubblico impiego si applica il principio della irripetibilità delle somme corrisposte dalla P.A. datrice di lavoro, a condizione che esse siano state percepite dai dipendenti in buona fede. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10121 del 09/05/2014  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - domande conseguenti alla cassazione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5391 del 05/03/2013
Azione ex art. 389 cod. proc. civ. - Valutazione della buona o mala fede dell'"accipiens" - Esclusione - Conseguenze. L'azione proposta a norma dell'art. 389 cod. proc. civ. prescinde da ogni valutazione soggettiva circa il contegno dell'"accipiens", sicché, per il semplice fatto che una sentenza esecutiva sia stata riformata all'esito del giudizio di cassazione, colui che abbia adempiuto una prestazione successivamente risultata non dovuta ha diritto di essere indennizzato dell'intera diminuzione patrimoniale subita, ovvero alla restituzione della somma versata comprensiva degli interessi legali a partire dal giorno del pagamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5391 del 05/03/2013  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - domande conseguenti alla cassazione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21699 del 20/10/2011
Azione di restituzione - Configurabilità della ripetizione d'indebito - Esclusione - Valutazione della buona o mala fede dell'"accipiens" - Esclusione - Conseguenze. L'azione di restituzione e riduzione in pristino, che venga proposta, a norma dell'art. 389 cod. proc. civ., dalla parte vittoriosa nel giudizio di cassazione, in relazione alle prestazioni eseguite in base alla sentenza d'appello poi annullata, non è riconducibile allo schema della ripetizione d'indebito, perchè si collega ad un'esigenza di restaurazione della situazione patrimoniale anteriore a detta sentenza e prescinde dall'esistenza del rapporto sostanziale (ancora oggetto di contesa); né, in particolare, si presta a valutazioni sulla buona o mala fede dell'"accipiens", non potendo venire in rilievo stati soggettivi rispetto a prestazioni eseguite e ricevute nella comune consapevolezza della rescindibilità del titolo e della provvisorietà dei suoi effetti. Ne consegue che chi ha eseguito un pagamento non dovuto, per effetto di una sentenza provvisoriamente esecutiva successivamente riformata, ha diritto ad essere indennizzato dell'intera diminuzione patrimoniale subita, ovvero alla restituzione della somma con gli interessi legali a partire dal giorno del pagamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21699 del 20/10/2011  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Filiazione naturale - Dichiarazione giudiziale di paternità - Mantenimento del figlio minore Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3916 del 17/02/2011
Famiglia - Filiazione naturale - Dichiarazione giudiziale di paternità - Mantenimento del figlio minore - Pagamenti eseguiti dal nonno in favore del nipote in epoca precedente all'introduzione della causa - Estinzione dell'obbligo del padre - Effetti sulla domanda di ripetizione proposta dalla madre. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3916 del 17/02/2011 In materia di mantenimento del figlio minore, i pagamenti spontaneamente eseguiti in favore del nipote dal nonno paterno producono l'effetto, di cui all'art. 1180 cod. civ., di estinguere - anche contro la volontà della creditrice - l'obbligazione del padre, e, quindi, di paralizzare la domanda proposta dalla madre, ai sensi dell'art. 2033 cod. civ., di ripetizione delle somme corrisposte per il mantenimento in epoca precedente all'introduzione della causa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3916 del 17/02/2011Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3916 del 17/02/2011SVOLGIMENTO DEL PROCESSOCon atto di citazione notificato il 21.10.2005, A..B. , madre di S..S. , nato il (omesso) , adiva il Tribunale di Brescia chiedendo che G..S. fosse condannato a contribuire al mantenimento del figlio, da lui riconosciuto il (omesso) , nonché a rimborsarle la metà delle spese da lei esclusivamente sostenute per il minore sin dalla sua nascita, precisando anche che il convenuto solo dal (omesso) le aveva versato un assegno mensile (di Euro 1.000,00 sino a (omesso) epoca dell'introduzione del giudizio). In particolare chiedeva che la chiesta contribuzione per il figlio fosse determinata nella somma mensile di Euro 2,000,00 maggiorata del 50% delle spese straordinarie scolastiche, mediche e sportive e che il rimborso pro quota dei pregressi esborsi ammontasse ad Euro 140.000,00 o ad altra somma ritenuta di giustizia.Costituitosi in giudizio, il S. chiedeva che il suo contributo al mantenimento del figlio non eccedesse l'importo di Euro 800,00 mensili oltre al rimborso della metà delle documentate spese scolastiche e mediche. Quanto alla domanda di rimborso svolta dalla B. ne eccepiva l'infondatezza, assumendo di averle già corrisposto la complessiva somma di Euro 265.373,52, superiore a quella reclamata; chiedeva in via riconvenzionale la condanna dell'attrice alla restituzione dell'eccedenza Con sentenza del 13.07- 1.08.2007, resa nel contraddittorio delle parti, l'adito Tribunale imponeva al S. , con decorrenza dalla domanda introduttiva, di versare alla B. per il mantenimento del figlio, il contributo economico, annualmente aggiornabile, di Euro 1.200,00 mensili, pari ai 2/3 dell'importo globale di Euro 1.800,00, reputato all'epoca adeguato al soddisfacimento delle esigenze del minore, nonché di pagare il 50% delle documentate spese mediche, scolastiche e straordinarie. Respingeva, invece, la domanda di rimborso svolta dalla B. , rilevando che per il periodo anterioreall'introduzione del presente giudizio, l'attrice aveva già ricevuto dal S. , per il mantenimento del figlio, L. 150,000.000 all'inizio del 1994 e successivamente Euro 25.000,00, in aggiunta a complessivi Euro 20.155,25 corrisposti dal padre del convenuto (dal (omesso) , epoca del suo decesso), somme che, sebbene elargite in modo discontinuo ed episodico, complessivamente superavano l'importo da lei preteso in restituzione.Con sentenza del 23.12.2009 - 8.01.2010, la Corte di appello di Brescia respingeva il gravame principale della B. , articolato in cinque motivi, e riteneva assorbito l'appello incidentale subordinato...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9052 del 15/04/2010
Mancanza di "causa adquirendi" - Restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto - Azione di ripetizione dell'indebito - Configurabilità - Fattispecie relativa a versamenti privi di causa a seguito della rottura del fidanzamento tra i nubendi. Qualora venga acclarata la mancanza di una "causa adquirendi" - tanto nel caso di nullità, annullamento, risoluzione o rescissione di un contratto, quanto in quello di qualsiasi altra causa che faccia venir meno il vincolo originariamente esistente - l'azione accordata della legge per ottenere la restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto stesso è quella di ripetizione di indebito oggettivo. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto che non fosse incorsa in ultrapetizione la sentenza impugnata, la quale aveva accolto la domanda di restituzione delle somme versate in esecuzione di un contratto, escludendo la configurabilità dello stesso come donazione obnuziale priva di causa per rottura del fidanzamento da parte dei nubendi, come sostenuto dall'attore, ma ravvisandovi un complesso accordo negoziale affetto da nullità perché stipulato in frode alla legge). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9052 del 15/04/2010  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7871 del 06/04/2011
Somme versate al rappresentante - Azione ex art. 2033 cod. civ. - Legittimazione passiva del rappresentante in proprio - Esclusione - Fondamento. La ripetizione d'indebito oggettivo, che rappresenta un'azione di natura restitutoria e non risarcitoria, a carattere personale, è circoscritta tra il "solvens" ed il destinatario del pagamento, sia che questi lo abbia incassato personalmente sia che l'incasso sia avvenuto a mezzo di rappresentante. Ne consegue che deve essere esclusa la legittimazione passiva in proprio del rappresentante in un'azione promossa ai sensi dell'art. 2033 cod. civ. al fine di ottenere la restituzione di somme versate al medesimo in tale specifica qualità, spettando tale legittimazione esclusivamente al rappresentato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7871 del 06/04/2011  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti sommari - d'ingiunzione - decreto - opposizione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7871 del 06/04/2011
Estinzione - Ragioni - Mancata riassunzione in sede di rinvio dalla Cassazione - Azione di recupero delle somme pagate dall'ingiunto - Modalità - Opposizione all'esecuzione - Ammissibilità - Fondamento. In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, dopo l'estinzione del procedimento per mancata riassunzione in sede di rinvio disposto dalla Corte di cassazione a seguito di un pregresso accoglimento di merito dell'opposizione stessa, il diritto dell'ingiunto - che abbia nelle more pagato - a ripetere le somme corrisposte in virtù del monitorio può legittimamente essere accertato in via incidentale dal giudice investito dell'opposizione all'esecuzione intentata dall'ingiunto stesso per recuperare quanto pagato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7871 del 06/04/2011  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - causa - illiceità - contrarietà al buon costume – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 9441 del 21/04/2010
Art. 2035 cod. civ. - "Soluti retentio" - Nozione di buon costume - Contenuto - Pagamento di somma di denaro per finalità truffaldine o corruttive - Contrarietà a norme imperative ma anche al buon costume - Sussistenza - Ripetibilità della prestazione - Esclusione. Ai fini dell'applicabilità della "soluti retentio" prevista dall'art. 2035 cod. civ., la nozione di buon costume non si identifica soltanto con le prestazioni contrarie alle regole della morale sessuale o della decenza, ma comprende anche quelle contrastanti con i principi e le esigenze etiche costituenti la morale sociale in un determinato ambiente e in un certo momento storico; pertanto, chi abbia versato una somma di denaro per una finalità truffaldina o corruttiva non è ammesso a ripetere la prestazione, perché tali finalità, certamente contrarie a norme imperative, sono da ritenere anche contrarie al buon costume. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 9441 del 21/04/2010  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14585 del 22/06/2007
Mancanza della "causa debendi" - Sia coeva sia successiva al pagamento - Configurabilità - Fattispecie. In tema di indebito oggettivo di cui all'articolo 2033 cod. civ., la mancanza di "causa debendi" a sostegno dell'azione di ripetizione può essere sia coeva al pagamento, sia successiva ad esso. (Nella specie, la corte di merito aveva accolto la domanda della banca trattaria che, avendo pagato l'assegno posto all'incasso dal giratario - prima del sequestro penale per fatti a lui estranei - presso altra banca, aveva reclamato dal medesimo la restituzione dell'importo: la S.C. ha rigettato il ricorso). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14585 del 22/06/2007  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Competenza civile - competenza per territorio - diritti di obbligazione - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 8203 del 02/04/2007
"Forum destinatae solutionis" - Obbligazione di restituzione di indebito collegata a contestazione di altra obbligazione - Art. 1182, terzo comma cod. civ. - Applicabilità - Esclusione. In tema di competenza per territorio, il criterio di cui all'art. 1182, terzo comma cod. civ., non trova applicazione rispetto all'obbligazione di restituzione di ciò che sia stato pagato indebitamente, quando la stessa discenda da una contestazione relativamente al rapporto cui è collegata e il relativo credito sia, pertanto, allo stato, illiquido. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 8203 del 02/04/2007  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5896 del 17/03/2006
Inesistenza di "causa debendi" - Fatto costitutivo - Onere probatorio - A carico dell'attore. Poiché l'inesistenza della "causa debendi" è un elemento costitutivo (unitamente all'avvenuto pagamento e al collegamento causale) della domanda di indebito oggettivo (art. 2033 cod. civ.), la relativa prova incombe all'attore. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5896 del 17/03/2006  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5896 del 17/03/2006
Inesistenza di "causa debendi" - Fatto costitutivo - Onere probatorio - A carico dell'attore. Poiché l'inesistenza della "causa debendi" è un elemento costitutivo (unitamente all'avvenuto pagamento e al collegamento causale) della domanda di indebito oggettivo (art. 2033 cod. civ.), la relativa prova incombe all'attore. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5896 del 17/03/2006  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Competenza civile - competenza per territorio - diritti di obbligazione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28227 del 20/12/2005
"Forum destinatae solutionis" - Obbligazione di restituzione di indebito - Disciplina di cui all'art. 1182, terzo comma, cod. proc. civ. - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie. In tema di competenza per territorio, il criterio di cui all'art. 1182, terzo comma, cod. civ. trova applicazione anche rispetto all'obbligazione di restituzione di ciò che sia stato pagato indebitamente, sempre che detta obbligazione non dia luogo ad alcuna contestazione relativamente al rapporto cui è collegata, rientrando tra i crediti liquidi ed esigibili (il cui pagamento deve essere appunto eseguito, a norma del comma terzo del citato art. 1182 cod. civ., presso il domicilio del creditore) anche quelli di ammontare determinabile in base ad elementi certi e prestabiliti risultanti dal titolo convenzionale o giudiziale. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha ritenuto che il giudice del merito, in plurime controversie identiche aventi ad oggetto la restituzione di somme assunte come corrisposte in eccedenza a titolo di imposta IVA in relazione al contratto di fornitura di gas per uso domestico e di riscaldamento, aveva correttamente ritenuto che trattavasi di obbligazione esigibile al domicilio dei creditori, ai sensi del menzionato art. 20 cod. proc. civ.) . Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28227 del 20/12/2005  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10competenza civile - competenza per territorio - diritti di obbligazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28227 del 20/12/2005
"Forum destinatae solutionis" - Obbligazione di restituzione di indebito - Disciplina di cui all'art. 1182, terzo comma, cod. proc. civ. - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28227 del 20/12/2005 In tema di competenza per territorio, il criterio di cui all'art. 1182, terzo comma, cod. civ. trova applicazione anche rispetto all'obbligazione di restituzione di ciò che sia stato pagato indebitamente, sempre che detta obbligazione non dia luogo ad alcuna contestazione relativamente al rapporto cui è collegata, rientrando tra i crediti liquidi ed esigibili (il cui pagamento deve essere appunto eseguito, a norma del comma terzo del citato art. 1182 cod. civ., presso il domicilio del creditore) anche quelli di ammontare determinabile in base ad elementi certi e prestabiliti risultanti dal titolo convenzionale o giudiziale. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha ritenuto che il giudice del merito, in plurime controversie identiche aventi ad oggetto la restituzione di somme assunte come corrisposte in eccedenza a titolo di imposta IVA in relazione al contratto di fornitura di gas per uso domestico e di riscaldamento, aveva correttamente ritenuto che trattavasi di obbligazione esigibile al domicilio dei creditori, ai sensi del menzionato art. 20 cod. proc. civ.) . Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28227 del 20/12/2005  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - ordinanza - del giudice istruttore – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11023 del 25/05/2005
Condanna al pagamento di somme non contestate (art. 186 "bis" cod. proc. civ.) - Natura decisoria - Esclusione - Modificabilità e revocabilità - Conseguenze - Maggiori somme eventualmente corrisposte in adempimento della ordinanza poi modificata quanto all'ammontare della somma non contestata - Azione di ripetizione di indebito - Ammissibilità - Solo a seguito della sentenza accertante l'ammontare del debito - Azione proposta in pendenza della causa dinanzi al diverso giudice preventivamente adito - Improponibilità - Continenza della controversia in quella pendente innanzi al primo giudice. L'ordinanza di condanna al pagamento di somme non contestate, emessa ai sensi dell'art. 186 "bis" cod. proc. civ., è un provvedimento endoprocessuale, privo di decisorietà in quanto revocabile e modificabile sia in corso di causa, da parte dello stesso giudice che lo ha emesso, sia in sentenza, da parte del giudice che decide la causa. Detta ordinanza non è vincolante in ordine alla debenza delle somme delle quali viene ordinato il pagamento, poiché solo la sentenza che definisce il giudizio determina l'ammontare del debito, in relazione al quale il debitore può agire in restituzione, "ex" art. 2033 cod. civ., per le maggiori somme eventualmente corrisposte. Ne consegue che il giudice adito per la ripetizione della maggior somma corrisposta dal debitore, in adempimento di ordinanza emessa, nel corso di un procedimento pendente innanzi a diverso giudice, ai sensi dell'art. 186 "bis" cod. proc. civ., poi modificata limitatamente alla minore somma non controversa, è privo di competenza funzionale a pronunciarsi sulla restituzione, per l'evidente continenza, "ex" art. 39 cod. proc. civ., della controversia sottoposta al suo esame in quella pendente dinanzi al Tribunale. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11023 del 25/05/2005  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Titoli di credito - assegno bancario - girata – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8911 del 04/06/2003
Principio di letteralità del titolo di credito - Girata piena alla banca negoziatrice - Conseguenze nei rapporti con la banca trattaria - Limitazioni non risultanti dalla girata del titolo - Opponibilità - Esclusione.  Stante il principio di letteralità nel trasferimento dell'assegno bancario (art. 1993 cod. civ.; artt. 20 e 26 legge assegni), la banca negoziatrice - ove risulti, sulla base del titolo, giratario pieno - si presenta, nei confronti della trattaria, nella veste di "accipiens", e quindi come legittimato passivo rispetto all'azione di ripetizione dell'indebito, atteso che, in forza della girata piena (pur se questa, nei rapporti interni tra il girante ed il giratario, debba valere come girata per l'incasso), detta banca si pone come portatrice in proprio di ogni situazione attiva e passiva derivante dall'assegno, senza che alla trattaria possano essere opposti eventuali poteri limitativi della girata non risultanti dal titolo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8911 del 04/06/2003  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - delazione dell'eredità (chiamata all'eredità) - patti successori e donazioni "mortis causa" (divieto) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12474 del 26/08/2002
Patto successorio rinunciativo - Diritto alla restituzione della somma versata al rinunciante in esecuzione del patto - Sussistenza - Liberalità delle attribuzioni - Presunzione - Esclusione. Dalla nullità del contratto contenente un patto successorio cosiddetto rinunciativo deriva il diritto delle parti di ottenere la restituzione delle eventuali somme versate al rinunciante in esecuzione del patto, in applicazione dei principi relativi all'indebito oggettivo, diritto soggetto a prescrizione, non potendo presumersi la natura liberale delle attribuzioni effettuate in esecuzione del patto , in quanto a questo scopo è necessario individuare con precisione da quali elementi fosse desumibile "l'animus donandi" e verificare l'esistenza dei prescritti requisiti di forma. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12474 del 26/08/2002...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 11973 del 18/11/1995
Contratto nullo per violazione di norme imperative - Pagamento effettuato in base ad esso - Ripetibilità - Differenza con il pagamento effettuato in base a contratto contrario al buon costume. Il pagamento effettuato in base a contratto nullo per contrarietà a norme imperative configura un'ipotesi di indebito oggettivo cui consegue per il disposto dell'art. 2033 cod. civ. (diversamente dalla nullità per contrarietà al buon costume) la ripetibilità di quanto sia stato pagato. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 11973 del 18/11/1995  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5371 del 18/06/1987
Negozio contrario a norme imperative - ripetibilità delle prestazioni. La disciplina unitaria della condictio indebiti trova il suo completamento nella norma di cui all'art. 2035 cod. civ. la quale funge da limite legale all'applicabilità del precedente art. 2033, di modo che il giudice di merito, chiamato a pronunziarsi su una "condictio ob iniustam causam", deve procedere d'ufficio, e sulla base delle risultanze acquisite, alla ulteriore valutazione dell'atto o del contratto di cui abbia ravvisato l'illegalità o la contrarietà all'ordine pubblico, sul diverso piano della sua contrarietà al buon costume, tenendo presente, da un lato, che la nozione di negozio contrario al buon costume comprende (oltre ai negozi che infrangono le regole del pudore sessuale e della decenza) anche i negozi che urtano contro i principi e le esigenze etiche della coscienza collettiva, elevata a livello di morale sociale, in un determinato momento ed ambiente, e per altro verso che sono irripetibili, ai sensi dell'art. 2035 cod. civ. i soli esborsi fatti per uno scopo contrario al buon costume, ma non pure le prestazioni fatte in esecuzione di un negozio illegale per contrarietà a norme imperative. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5371 del 18/06/1987  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2081 del 23/03/1985
Cause - per violazione di norma valutaria - mera infrazione amministrativa - esperibilità della condictio indebiti - pagamento contrario al buon costume - esclusione. Nel caso di contratto nullo per violazione di norme valutarie, che sia stato stipulato in un momento in cui la violazione stessa integrava mera infrazione amministrativa e non reato (nella specie, prima dell'entrata in vigore del d.l. 4 marzo 1976 n. 31, convertito in legge 30 aprile 1976 n. 159), l'esperibilità della "condictio indebiti", per la ripetizione di quanto pagato in esecuzione del contratto stesso, non resta esclusa dal disposto dell'art. 2035 cod. civ., il quale prevede la "soluti retentio" per il pagamento contrario al "buon costume". Tale norma, infatti, pur includendo nella nozione di buon costume non solo le regole del pudore sessuale e della decenza, ma anche i principi e le esigenze etiche della morale collettiva, non può trovare applicazione per i fatti dei quali lo stesso legislatore, escludendone la Rilevanza penale, ne attenua la valutazione negativa anche sotto il profilo etico e sociale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2081 del 23/03/1985  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Assistenza e beneficienza pubblica - istituzioni di assistenza e beneficenza (opere pie) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5408 del 18/10/1982
Contratto di conferimento di incarico professionale - stipulazione con un membro del consiglio di amministrazione - nullità relativa ex artt. 15 e 17 legge 6972 nel 1890 - causa contraria al buon costume o turpe ovvero intenzionale lesione degli interessi dell'ente da parte dei suoi amministratori - disciplina ex art. 2035 cod. Civ. - applicabilità - conseguenze. Il contratto avente ad oggetto il conferimento di un incarico professionale (nella specie, direzione di lavori), che i competenti organi di una istituzione pubblica di assistenza e beneficienza (nella specie, ospedale di circolo di busto arsizio) abbiano stipulato con un membro del consiglio di amministrazione dell'ente, in violazione della norma di cui all'art. 15 della legge 17 luglio 1890 n. 6972, è affetto, in base al combinato disposto di detta norma di natura imperativa e del successivo art. 17, da nullità relativa, e, conseguentemente, è inopponibile all'ente medesimo. Peraltro, qualora il contratto stesso presenti anche causa contraria al buon costume o turpe, in relazione al carattere lucrativo dello incarico, senza alcun controllo o cautela, e con intenzionale lesione degli interessi dell'ente da parte dei suoi amministratori, trova applicazione l'art. 2035 cod. civ., il quale implica che il professionista non può pretendere alcun corrispettivo per l'opera svolta, nemmeno a titolo d'indebito od in forza di Azione sussidiaria di arricchimento, mentre l'ente, sottratto ad ogni impegno contrattuale in relazione al fatto illecito dei propri organi ed al conseguente venir meno del rapporto organico, può agire per la ripetizione di quanto abbia indebitamente versato al professionista medesimo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5408 del 18/10/1982  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - attuazione dei piani regolatori – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 3674 del 17/06/1982
Aree private destinate a piazze e vie - cessione al comune di una porzione di suolo a scomputo del contributo di miglioria - sopravvenuta impossibilità della istituzione del contributo medesimo - conseguenze - obbligo dell'ente di corrispondere il prezzo della cessione - sussistenza - dichiarazione di nullità del contratto - disciplina ex artt. 2033, 2037 e 2038 cod. Civ. - applicabilità - impossibilità della restituzione per l'avvenuta esecuzione dell'opera pubblica - obbligo di indennizzo a carico del comune - limiti - disciplina ex art. 2037, terzo comma, cod. Civ. - applicabilità. Con riguardo al contratto, con il quale il privato, ai sensi e sotto il vigore dell'art. 24 della legge urbanistica 17 agosto 1942 n. 1150, abbia ceduto al comune porzioni di suolo per la realizzazione di vie o piazze pubbliche, a scomputo del contributo di miglioria, la sopravvenuta impossibilità della istituzione del contributo medesimo, per effetto della sua abolizione (legge 5 marzo 1963 n. 246), non determina nullità, ma implica l'Obbligo dell'ente di corrispondere il prezzo della cessione, corrispondente al valore dei beni ceduti. Peraltro, qualora detto contratto sia stato dichiarato nullo, con pronuncia passata in giudicato, deve ravvisarsi un'ipotesi di indebita ricezione di cosa determinata, la quale comporta lo Obbligo di restituzione a carico del comune, secondo la disciplina degli artt. 2033, 2037 e 2038 cod. civ., ovvero, per il caso in cui tale restituzione sia impossibile per l'avvenuta esecuzione della opera pubblica, l'Obbligo del comune stesso, ai sensi del terzo comma del citato art. 2037, di indennizzare il privato nei limiti del proprio arricchimento (corrispondente all'importo dell'indennità di espropriazione che avrebbe dovuto corrispondere facendo ricorso a procedimento ablatorio), in considerazione della sua buona fede al momento della ricezione del bene, e della non configurabilità di un fatto illecito nella suddetta vicenda di trasformazione del bene privato in bene pubblico. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 3674 del 17/06/1982  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4374 del 09/07/1980
Restituzione di cosa determinata - cessione di un'area al comune a scomputo del contributo di miglioria - nullita del contratto - impossibilita della restituzione per destinazione dell'area ad opera pubblica - perimento della cosa - analogia. La nullita del contratto, con il quale il privato, ai sensi dello art 24 della legge urbanistica 17 agosto 1942 n 1150, abbia ceduto un'area al comune a scomputo del contributo di miglioria, integra un'ipotesi d'indebita ricezione di cosa determinata, con il conseguente Obbligo di restituzione a carico del comune medesimo, secondo la disciplina degli artt 2033, 2037 e 2038 cod civ. pertanto, ove tale restituzione non sia possibile, per essere stata quell'area definitivamente destinata alla realizzazione di opera pubblica, devono trovare applicazione il secondo ed il terzo comma del citato art 2037 cod civ, i quali, con riferimento all'analoga ipotesi del perimento del bene, regolano gli obblighi dello accipiens a secondo che l'abbia ricevuto in buona od in mala fede. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4374 del 09/07/1980  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2087 del 04/05/1978
Ripetizione di indebito - oggettivo - azione restitutoria - legittimazione attiva e legittimazione passiva. Nell'indebito oggettivo, disciplinato dall'art 2033 cod civ, l'Azione restitutoria a carattere personale puo esperirsi solo nei rapporti fra il solvens e il destinatario del pagamento che abbia incassato, personalmente o a mezzo di rappresentante, la somma non dovuta, e cioe solo tra le stesse parti del rapporto precedente (negozio di pagamento). Ne l'ambito soggettivo della condictio indebiti puo essere esteso facendo riferimento alla disciplina contenuta dall'art 2038 cod civ, il cui ambito di applicazione e chiaramente limitato al caso particolare dell'avvenuta consegna sine causa di una cosa determinata la quale sia stata poi alienata a terzi da colui che l'aveva ricevuta dal solvens, poiche detta norma, per la specificita del riferimento alla res e all'ipotesi della sua alienazione, ha evidente carattere di norma speciale, in deroga alla disciplina generale dell'art 2033 cod civ, che non prevede - ed anzi implicitamente esclude - sia il subentro del solvens nell'Esercizio delle azioni eventualmente spettanti all'accipiens nei confronti dei terzi in rapporto alle somme ricevute, sia l'autonoma pretesa di rimborso contro costoro da parte dello stesso solvens, indipendentemente dall'ipotesi di un loro ingiusto arricchimento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2087 del 04/05/1978  ...
2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 4089 del 30/12/1968
Alienazione della cosa ricevuta indebitamente - disciplina dell'art. 2038 cod. Civ. - presupposto - carattere speciale - interpretazione analogica - divieto. L'art.2038 cod.civ. -, a causa del riferimento limitato in esso contenuto ad un oggetto specifico ('cosà)-, assume il carattere di norma speciale derogativa del principio generale del rimborso dei pagamenti non dovuti stabilito dall'art.2033 cod.civ.,in quanto condiziona il diritto di pretendere la restituzione dell'indebito all'arricchimento di chi lo ha ricevuto. Per tale suo carattere di specialita la norma di cui all'art 2038 soggiace al limite di una interpretazione rigorosa, ai sensi dell'art 14 delle Disposizioni sulla legge in generale (preleggi). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 4089 del 30/12/1968  ...

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processo tributario telematico – Nuove disposizioni

processo tributario telematico – Nuove disposizioni in materia di giustizia tributaria digitale – articolo 16 del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136.

Accesso agli atti – accesso civico generalizzato 

contratti pubblici – procedura di gara conclusa – soggetto non concorrente – ammissibilità. Cons. St., sez. III, 5 giugno 2019, n. 3780, commento a cura dell’Avv. Silvia Albanese.

inammissibilità del ricorso per cassazione – manifesta infondatezza

impugnazioni - inammissibilità - in genere - inammissibilità del ricorso per cassazione – manifesta infondatezza – valutazione – indicazioni, Sentenza n. 19411 ud. 12/03/2019 - deposito del 08/05/2019, commento a cura dell’Avv. Marta Cigna.

riconoscimento del provvedimento giurisdizionale straniero di accertamento del rapporto di filiazione

Riconoscimento del provvedimento giurisdizionale straniero di accertamento del rapporto di filiazione – Rifiuto di trascrizione non determinato da vizi formali – Controversia di stato – Nozione di “interessato” ai sensi dell’art. 67 L. n. 218/1995 – Legittimazione del Sindaco, del Ministero dell’Interno e del Pubblico Ministero - Differenze. Corte di Cassazione, Sez. Un., sentenza n. 12193 dell’8 maggio 2019, commento a cura della Dott.ssa Ilaria Gonnellini.

Concorso di persone nel reato – mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti (art. 117 c.p.)

responsabilità oggettiva – conoscibilità in concreto della qualifica soggettiva dell’intraneus – “ai fini dell’applicabilità dell’art. 117 c.p., che disciplina il mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti, è necessaria, per l’estensione del titolo di reato proprio al concorrente extraneus, la conoscibilità della qualifica soggettiva del concorrente intraneus”. Cass. Pen. VI Sez. Sentenza n. 25390 ud. 31/01/2019 - deposito del 07/06/2019. Commento a cura dell’Avv. Emanuele Lai.

Gratuito Patrocinio anche per la volontaria giurisdizione

Amministrazione di sostegno – Liquidazione compensi patrocinio a spese dello Stato – D.pr. n. 115/2002. Corte di Cassazione, sez. 2, Sentenza n. 15175 del 4 giugno 2019, commento a cura dell’Avv. Ylenia Coronas.

il legittimo affidamento invocabile dal beneficiario di aiuti di stato concessi in violazione del tfue

Artt. 107 e 108 TFUE – Aiuti di stato incompatibili con il mercato interno – Art. 2033 c.c. – Principio di affidamento – Buona fede – Onere di controllo della compatibilità unionale dell’aiuto – Cass. Civ, Sez. I, 6 giugno 2019, n. 15405, commento a cura dell’Avv. Giorgia Franco.

successioni – prova per testimoni e per presunzioni, da parte del legittimario, della simulazione di vendita del de cuius

Successioni – Azione di riduzione – Collazione – Simulazione vendita del de cuius – Prova per testimoni e per presunzioni – Qualità di terzo del legittimario – Condizioni –. Corte di Cassazione, sez. 2, sentenza n. 12317 del 9 maggio 2019, commento a cura della Dott.ssa Ilaria Gonnellini.

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Convegni in Videoconferenza accreditati CNF

CONVEGNI IN VIDEOCONFERENZA ACCREDITATI DAL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE 

2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo toghe_bisACQUISTO PACCHETTO CONVEGNI IN VIDEOCONFERENZA DI GRUPPO ACCREDITATI DAL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Direttore scientifico avv. Domenico Condello

CONVEGNI IN VIDEOCONFERENZA ACCREDITATI DAL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

2033. Indebito oggettivo - Foroeuropeo togaaaRINNOVO PACCHETTO CONVEGNI IN VIDEOCONFERENZA DI GRUPPO ACCREDITATI DAL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Direttore scientifico avv. Domenico Condello

9 Luglio 2019 Convegno in videoconferenza di gruppo

9 Luglio 2019 H 13.30/ 16.30- Deontologia forense: il Codice Deontologico Forense: Il procedimento disciplinare  ed  il Consiglio Distrettuale di Disciplina - Relatori Avv. Domenico Condello, Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma dal 1996 al 2017 - Avv. Carlo Bartolini ,Già Presidente dell'Ordine degli avvocati di Tivoli - Vice presidente  del Consiglio Distrettuale di Disciplina – Corte d’Appello di Roma – Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F. – Due crediti formativi di deontologia.

24 Settembre 2019 Convegno in videoconferenza di gruppo

24 Settembre 2019 H.13.30/16.30 - Diritto Condominiale: la consultazione dei documenti condominiali tra diritti dei condomini e doveri dell’amministratore. I reati connessi all’accesso, alla diffusione e alla falsificazione dei documenti condominiali.  Relatori: Prof. Avv. Beatrice Magro Professore Ordinario Diritto Penale e  Avv. Adriana Nicoletti Avvocato del Foro di Roma Esperta in Diritto Condominiale – Convegno in videoconferenza di gruppo in fase di accreditamento dal C.N.F.  – due crediti formativi

... segue Massime corte di cassazione

Amministratori condominio

Corso di aggiornamento online Amministratore condominio

Corso di aggiornamento ONLINE Amministratore condominio - Viene rilasciato l'attestato di partecipazione che consente di svolgere l'attività professionale ai sensi dell'art. 71 bis disp. att. c.c. e d.m. 140/2014. Agli avvocati  viene, inoltre, rilasciato un certificato con i crediti formativi riconosciuti dal Consiglio Nazionale Forense.

Corso abilitante online Amministratore condominio

Corso abilitante ONLINE Amministratore condominio - Viene rilasciato l'attestato di partecipazione che consente di svolgere l'attività professionale ai sensi dell'art. 71 bis disp. att. c.c. e d.m. 140/2014

Avvocati C.N.F. Decisioni pareri circolari - Osservatorio forense

incarico nei confronti dell’ex cliente: quando non opera il limite temporale dei due anni - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

Divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente: quando non opera il limite temporale dei due anni - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

L’autorizzazione espressa dell’ex cliente a non tener conto del divieto di agire nei suoi confronti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

L’autorizzazione espressa dell’ex cliente a non tener conto del divieto di agire nei suoi confronti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

Il divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

Il divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 123

Sanzione deontologica e precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 116

Sanzione deontologica e precedenti disciplinari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 ottobre 2018, n. 116

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