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1989. Promessa al pubblico

Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo IV: DELLE PROMESSE UNILATERALI Art.1989. Promessa al pubblico.

Art 1989. Promessa al pubblico.

1. Colui che, rivolgendosi al pubblico, promette una prestazione a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione, è vincolato dalla promessa non appena questa è resa pubblica.

2. Se alla promessa non è apposto un termine, o questo non risulta dalla natura o dallo scopo della medesima, il vincolo del promittente cessa, qualora entro l'anno dalla promessa non gli sia stato comunicato l'avveramento della situazione o il compimento dell'azione prevista nella promessa.

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1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Locazione - disdetta - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 25508 del 13/12/2016
Locazione immobiliare ad uso diverso - Comunicazione della disdetta del contratto alla sua seconda scadenza – Rinuncia implicita della disdetta alla prima scadenza – Fondamento – Efficacia della stessa nei confronti dell’avente causa dal locatore – Ragioni. In tema di locazioni immobiliari ad uso diverso da abitazione, l’avvenuta comunicazione al conduttore, da parte dell’originario locatore, della disdetta del contratto alla sua seconda scadenza, ove effettuata in epoca anteriore al decorso del termine per esercitare la facoltà di impedire il rinnovo contrattuale alla prima scadenza, implica la rinuncia ad esercitare tale facoltà e vale a rendere irrevocabile detta rinuncia, in applicazione del principio secondo cui l’avvenuta comunicazione di un atto negoziale comportante per il suo autore l’assunzione di vincoli di prestazione (anche di non fare) deve ritenersi definitivamente irrevocabile ove il terzo destinatario dell’atto non ne abbia ricusato gli effetti favorevoli; conseguentemente, ricorrendo la descritta evenienza, resta preclusa la facoltà di diniego di rinnovo alla prima scadenza anche all’acquirente dell’immobile locato, poiché egli subentra nella medesima posizione contrattuale del suo dante causa. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 25508 del 13/12/2016  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Tributi (in generale) - accertamento tributario - avviso di accertamento - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 8326 del 25/05/2012
Operazione a premio - Configurabilità - Condizioni - Attività promozionali non costituenti promessa al pubblico - Regime. Le attività promozionali svolte con modalità diverse da quelle previste dall'art. 3, comma 1, del d.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430 - le quali configurano una promessa al pubblico - in particolare ove basate su di una clausola accessoria al contratto, non possono essere considerate "operazioni a premio" ed esulano, pertanto, dall'ambito applicativo del relativo regime tributario. (Nella specie, la S.C. ha reputato corretta la contabilizzazione come "sconti in natura" di omaggi agli appartenenti alla propria rete commerciale, al raggiungimento di un certo volume di affari). Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 8326 del 25/05/2012  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Commercio - interno - esercizio del commercio - concorsi ed operazioni a premi – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 24685 del 24/11/2009
Concorso a sorte indetto da società di distribuzione commerciale - Natura - Offerta al pubblico di contenuto aleatorio - Sussistenza - Regime dell'errore viziante - Applicabilità - Conseguenze - Annullabilità del concorso - Condizioni - Riconoscibilità degli elementi implicanti l'errore incidente sull'alea - Necessità - Fattispecie.  Il concorso a sorte indetto da una società di distribuzione commerciale costituisce un'offerta al pubblico ai sensi dell'art. 1989 cod. civ., di contenuto aleatorio, soggetta alla disciplina dell'errore viziante di cui agli artt. 1427 e ss. cod. civ.; ne consegue che tale offerta è annullabile ove risulti che gli strumenti utilizzati per lo svolgimento del concorso siano affetti da errore, riconoscibile da parte del concorrente, tale da elidere in tutto o in parte l'alea posta a base del concorso stesso. (Nella specie, si trattava di un concorso a premi connesso alla vendita di un certo tipo di prodotto e consistente nella consegna di schede contenenti venti caselle, sotto alcune delle quali rimanevano celate le immagini dei premi, di modo che chi avesse scoperto quattro immagini uguali cancellando solo quattro caselle avrebbe vinto il premio. La S.C. ha ritenuto che la riconoscibilità delle caselle vincenti, dovuta ad un difetto di stampa delle schede, facesse venire meno l'alea insita nel contratto). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 24685 del 24/11/2009  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Giuoco e scommessa - concorsi pronostici - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17001 del 02/08/2007
Concorso ed operazioni a premi - Premi non conferiti - Obbligo di devoluzione a terzi - Designazione di un vincitore mancata richiesta - Necessità. Con riguardo alla disciplina dei concorsi e premi, posto che l'art.130 r.d. 25 luglio 1940 n.1077 si compone di due parti, di cui la prima non va letta autonomamente rispetto alla seconda, in quanto i due periodi risultano logicamente collegati, la devoluzione a terzi di premi non attribuiti al vincitore, riguarda unicamente quelli non richiesti dal vincitore stesso, non anche quelli per i quali questo non sia stato neppure designato. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17001 del 02/08/2007  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - concorsi - bandi di concorso – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 13273 del 06/06/2007
Promessa al pubblico ex art. 1989 cod. civ. - Configurabilità - Esclusione - Offerta al pubblico ex art. 1336 cod. civ. - Sussistenza - Revocabilità - Limiti - Oggetto - Contratto di lavoro definitivo oppure preliminare - Estremi rispettivi - Fattispecie in tema di contratto di formazione e lavoro.  Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non e riconducibile alla previsione dell'art.1989 cod. civ., che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art.1987 stesso codice e perciò vincolante per il promittente, a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art.1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finchè non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed a per oggetto l'obbligo per entrambe le parti o per il suo offerente, nel caso di preliminare unilaterale, della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore (nella specie, la corte territoriale ha fatto corretta applicazione del principio di cui in massima, facendo derivare dal costituito rapporto di formazione e lavoro, tutte le conseguenze derivanti dalla condotta della s.p.a. Ferrovie dello Stato in termini risarcitori anche per il lamentato danno per mancata formazione). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 13273 del 06/06/2007  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - concorsi - bandi di concorso – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 13273 del 06/06/2007
Promessa al pubblico ex art. 1989 cod. civ. - Configurabilità - Esclusione - Offerta al pubblico ex art. 1336 cod. civ. - Sussistenza - Revocabilità - Limiti - Oggetto - Contratto di lavoro definitivo oppure preliminare - Estremi rispettivi - Fattispecie in tema di contratto di formazione e lavoro.  Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non e riconducibile alla previsione dell'art.1989 cod. civ., che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art.1987 stesso codice e perciò vincolante per il promittente, a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art.1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finchè non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed a per oggetto l'obbligo per entrambe le parti o per il suo offerente, nel caso di preliminare unilaterale, della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore (nella specie, la corte territoriale ha fatto corretta applicazione del principio di cui in massima, facendo derivare dal costituito rapporto di formazione e lavoro, tutte le conseguenze derivanti dalla condotta della s.p.a. Ferrovie dello Stato in termini risarcitori anche per il lamentato danno per mancata formazione). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 13273 del 06/06/2007  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Usufrutto - uso - abitazione - abitazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1967 del 30/01/2007
Usufrutto - Modi di costituzione negoziale - Individuazione - Negozi unilaterali - Ammissibilità - Limiti. Seppure l'art. 978 cod. civ. faccia genericamente riferimento alla volontà dell'uomo,la tipologia negoziale idonea a costituire il diritto di usufrutto deve essere individuata - non diversamente da quanto è stabilito in materia di servitù dall'art. 1058 cod. civ. - nel testamento e nel contratto,mentre, per quanto riguarda i negozi unilaterali,nei limiti in cui sono ritenuti vincolanti per l'ordinamento, la possibilità di costituire l'usufrutto deve ritenersi limitata alle sole figure della promessa al pubblico prevista dall'art. 1989 cod. civ. e della donazione obnuziale di cui all'art. 785 cod. civ.. (Nella specie, è stata escluso che potesse integrare un atto valido per la costituzione del diritto di usufrutto la scrittura privata sottoscritta soltanto dalla parte che aveva invocato l'avvenuta concessione del diritto). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1967 del 30/01/2007  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - questioni nuove – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10195 del 27/05/2004
Ammissibilità - Limiti - Deduzione per la prima volta in sede di legittimità della applicabilità al rapporto di una determinata disciplina giuridica - Questione nuova - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie.  Nel giudizio di legittimità non integra una inammissibile prospettazione di una nuova questione la deduzione con la quale il ricorrente indichi quale sia, a suo avviso, la disciplina giuridica applicabile al rapporto, qualora siffatta deduzione non comporti alcuna modificazione dei termini della controversia nei suoi elementi di fatto, quali dedotti nei precedenti gradi del giudizio e ritenuti incontestati dal giudice del merito, e non implichi, sotto il profilo eziologico, nuovi e diversi accertamenti di fatto (Nella specie, avente ad oggetto la domanda volta a conseguire gli incentivi al prepensionamento, il dipendente, soccombente in entrambi i gradi di giudizio, aveva dedotto per la prima volta in sede di legittimità che la delibera dell'Istituto bancario datore di lavoro di concedere l'incentivo ai dipendenti dimissionari integrasse una promessa al pubblico). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10195 del 27/05/2004  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - concorsi - bandi di concorso – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 13922 del 09/11/2001
In regime privatistico - Obbligo di correttezza e buona fede nella scelta dei vincitori - Sussistenza - Inadempimento - Conseguenze - Diritto degli esclusi al risarcimento danni - Configurabilità.  A seguito del bando di concorso indetto da un'impresa privata per l'assunzione al lavoro di soggetti esterni, nasce a carico dell'impresa l'obbligazione di svolgere il concorso e di designare i vincitori attenendosi a criteri di correttezza e di buona fede, ponendosi questi ultimi come un limite alla discrezionalità del debitore nell'adempimento dell'obbligazione; ne consegue che in caso di inadempimento o di inesatto adempimento è configurabile, in favore dei soggetti esclusi, il diritto al risarcimento del danno ai sensi dell'art. 1218 cod. civ.. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 13922 del 09/11/2001  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - concorsi - bandi di concorso – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8470 del 25/09/1996
Illegittima revoca di bando di concorso - Emanazione di nuovo bando con eliminazione di requisito precedentemente previsto - Conseguente perdita della probabilità di uno dei partecipanti di essere assunto quale idoneo a seguito di rinuncia del vincitore - Perdita di "chance" - Sussistenza - Risarcimento del danno in via equitativa - Necessità - Fattispecie relativa all'eliminazione del requisito dell'iscrizione pluriennale ad albo professionale.  Nel caso in cui il datore di lavoro, revocato illegittimamente un bando di concorso, ne approvi un altro non riportante un requisito prima previsto (nella specie, l'iscrizione per un certo numero di anni nell'albo professionale degli avvocati e procuratori legali) e, espletato il relativo concorso, a seguito della rinuncia del vincitore, assuma per la copertura del posto - avvalendosi di una facoltà discrezionale prevista in ambedue i bandi - il secondo classificato, non fornito del requisito previsto dal primo bando, il terzo classificato, già iscrittosi al primo concorso prima della revoca del relativo bando e provvisto del requisito in questione, ha titolo, in relazione alla illegittima revoca, al risarcimento del danno - equitativamente liquidabile -, consistente nella perdita di una "chance", essendo probabile ma non sicuro che lo svolgimento del concorso secondo le condizioni di cui al primo bando avrebbe condotto - in base anche all'esercizio della menzionata facoltà discrezionale del datore di lavoro - alla sua assunzione. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8470 del 25/09/1996  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - concorsi - bandi di concorso – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8470 del 25/09/1996
Illegittima revoca di bando di concorso - Emanazione di nuovo bando con eliminazione di requisito precedentemente previsto - Conseguente perdita della probabilità di uno dei partecipanti di essere assunto quale idoneo a seguito di rinuncia del vincitore - Perdita di "chance" - Sussistenza - Risarcimento del danno in via equitativa - Necessità - Fattispecie relativa all'eliminazione del requisito dell'iscrizione pluriennale ad albo professionale.  Nel caso in cui il datore di lavoro, revocato illegittimamente un bando di concorso, ne approvi un altro non riportante un requisito prima previsto (nella specie, l'iscrizione per un certo numero di anni nell'albo professionale degli avvocati e procuratori legali) e, espletato il relativo concorso, a seguito della rinuncia del vincitore, assuma per la copertura del posto - avvalendosi di una facoltà discrezionale prevista in ambedue i bandi - il secondo classificato, non fornito del requisito previsto dal primo bando, il terzo classificato, già iscrittosi al primo concorso prima della revoca del relativo bando e provvisto del requisito in questione, ha titolo, in relazione alla illegittima revoca, al risarcimento del danno - equitativamente liquidabile -, consistente nella perdita di una "chance", essendo probabile ma non sicuro che lo svolgimento del concorso secondo le condizioni di cui al primo bando avrebbe condotto - in base anche all'esercizio della menzionata facoltà discrezionale del datore di lavoro - alla sua assunzione. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8470 del 25/09/1996  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Trasporti - pubblici - ferrovie in concessione - personale (impiegati ed agenti) - assunzione – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11847 del 16/11/1995
Concorso - Determinazione dei criteri anche di idoneità fisica - Espressione dell'autonomia privata - Configurabilità - Giudizio dei sanitari di fiducia dell'azienda - Mera discrezionalità e insindacabilità - Esclusione anche ex art. 29 R.D. n. 148 del 1931, all. A - Riesame nella sede giudiziaria - Ammissibilità.  L'impresa concessionaria di un servizio pubblico di trasporto ha la facoltà di fissare nel bando di concorso per l'assunzione di personale, come espressione di autonomia privata, i criteri di selezione che ritiene opportuni, anche in materia di idoneità fisica, ma, vigendo nei rapporti tra la stessa impresa e gli aspiranti all'assunzione (anche nel caso in cui essa abbia la qualità di ente pubblico economico) un criterio paritetico (che esclude l'esistenza in capo alla stessa di autonomia normativa e di "autarchia") e i principi in materia di parità di trattamento, di lealtà, correttezza e buona fede, non è valida la clausola con cui si preveda l' insindacabilità' del giudizio compiuto dai sanitari di fiducia dell'impresa. D'altra parte neanche nel sistema di reclutamento mediante concorso il principio di autonomia privata può legittimare, riguardo all'accertamento dei requisiti fisici dei candidati, una mera discrezionalità, tenuto presente che l'art. 29 del R.D. 8 gennaio 1931 n. 148, all. A, prevede una procedura di revisione degli accertamenti relativi all' idoneità' psicofisica degli aspiranti all'assunzione, che conferma l' ammissibilità' di un loro riesame anche in sede giudiziale, così come per quelli previsti dall' art. 5 legge n. 300 del 1970. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11847 del 16/11/1995  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - concorsi - bandi di concorso – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10500 del 06/10/1995
Promessa al pubblico ex art. 1989 cod. civ. - Configurabilità - Esclusione - Offerta al pubblico ex art. 1336 cod. civ. - Sussistenza - Revocabilità - Limiti - Oggetto - Contratto di lavoro definitivo oppure preliminare - Estremi rispettivi.  Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non è riconducibile alla previsione dell'art.1989 cod. civ., che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art.1987 stesso codice e perciò vincolante per il promittente, a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art.1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finché non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed ha per oggetto l'obbligo per entrambe le parti o per il suo offerente, nel caso di preliminare unilaterale, della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10500 del 06/10/1995  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Titoli di credito - cambiale (o pagherò) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2707 del 08/03/1995
Natura - Dichiarazione unilaterale rivolta a persona non determinata - Esclusione - Dichiarazione rivolta a persona determinata (originario prenditore) - Configurabilità - Conseguenze - Prova - Applicabilità del secondo comma dell'art. 2704 cod. civ. - Esclusione - Disposizione di cui al primo comma - Applicabilità.  Il titolo cambiario non è configurabile come dichiarazione unilaterale rivolta a persona non determinata, atteso che il diritto alla prestazione in esso indicata non si puntualizza, come nelle promesse al pubblico, nei confronti di una serie indeterminata di soggetti che vengano a trovarsi nella specifica situazione prefigurata nella dichiarazione (art. 1989 cod. civ.), ma sorge invece in favore dell'originario prenditore del titolo, il cui nominativo deve essere indicato, a pena della nullità (art. 1, n. 6, legge cambiaria) sul titolo medesimo, e può essere fatto valere da altri soggetti solo a seguito del trasferimento del titolo, nel rispetto delle forme che presiedono alla sua circolazione; il destinatario della dichiarazione è quindi sempre determinato e si identifica in uno dei soggetti del rapporto fondamentale. Ne deriva che ai titoli cambiari non è applicabile il secondo comma dell'art. 2704 cod. civ. il quale con riferimento alle dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata, prevede che la data della scrittura privata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova, valendo per essi la regola stabilita dal primo comma dello stesso articolo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2707 del 08/03/1995  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - qualifiche - carriera - concorsi interni – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10278 del 01/12/1994
Bando - Promessa al pubblico - Configurabilità - Effetti - Domanda di un dipendente - Natura - Accettazione di una proposta - Esclusione - Carattere recettizio - Conseguenze.  Nei concorsi interni il bando integra, di regola, una promessa al pubblico che ha per oggetto una modificazione del rapporto di lavoro in favore dei dipendenti che verranno a trovarsi nella situazione definita dall'esito della selezione, e che, a partire dal momento in cui essa è stata resa pubblica, vincola il datore di lavoro promittente al compimento delle operazioni di selezione nei confronti di chi, in possesso dei requisiti previsti per l'ammissione, abbia manifestato con la domanda la volontà di partecipare al concorso. Ne consegue che la domanda del dipendente non costituisce accettazione di una proposta, ma è invece un atto, disciplinato dal bando quanto alla forma ed alle modalità di presentazione, che determina l'obbligo del promittente di comprendere il richiedente tra i dipendenti in relazione ai quali effettuare dette operazioni; pertanto il carattere recettizio della domanda, se comporta che il suddetto effetto vincolante si produce con la conoscenza di essa da parte del destinatario, non implica che a tale momento debba essere necessariamente riferito il termine di presentazione della stessa fissato dal promittente come requisito di efficacia. (Nella specie, la sentenza impugnata, confermata dalla S.C., aveva individuato il momento della presentazione della domanda nella data di spedizione a mezzo posta anziché in quella di ricezione, rinviando all'uso comune ed alle disposizioni vigenti per gli enti pubblici). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10278 del 01/12/1994  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - Lavoro subordinato - Costituzione del rapporto - Assunzione - Concorsi – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11158 del 12/11/1993
Bandi di concorso - Natura - Promessa al pubblico - Esclusione - Offerta al pubblico - Configurabilità - Riferimento ad un contratto di lavoro definitivo ovvero preliminare - Perfezionamento - Modalità rispettive - Oggetto del preliminare - Individuazione.  Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non è riconducibile alla previsione dell'art. 1989 cod. civ. - che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art. 1987, stesso codice e perciò vincolante per il promittente a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari -, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art. 1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finché non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed ha per oggetto l'obbligo - per entrambe le parti, o per il solo offerente, nel caso di preliminare unilaterale - della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11158 del 12/11/1993  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - Lavoro subordinato - Costituzione del rapporto - Assunzione - Concorsi - Bandi di concorso - Natura – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11158 del 12/11/1993
Promessa al pubblico - Esclusione - Offerta al pubblico - Configurabilità - Riferimento ad un contratto di lavoro definitivo ovvero preliminare - Perfezionamento - Modalità rispettive - Oggetto del preliminare - Individuazione.  Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non è riconducibile alla previsione dell'art. 1989 cod. civ. - che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art. 1987, stesso codice e perciò vincolante per il promittente a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari -, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art. 1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finché non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed ha per oggetto l'obbligo - per entrambe le parti, o per il solo offerente, nel caso di preliminare unilaterale - della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11158 del 12/11/1993  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - Lavoro subordinato - Costituzione del rapporto - Assunzione - Concorsi – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 12744 del 28/11/1992
Bandi di concorso - Natura - Promessa al pubblico - Esclusione - Offerta al pubblico - Configurabilità - Offerta di un contratto definitivo o di un contratto preliminare di lavoro - Conseguenze rispettive.  Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non è riconducibile alla previsione dell'art. 1989 cod. civ. - che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art. 1987, stesso codice e perciò vincolante per il promittente a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari -, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dello art. 1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finché non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed ha per oggetto l'obbligo - per entrambe le parti, o per il solo offerente, nel caso di preliminare unilaterale - della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 12744 del 28/11/1992  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - Lavoro subordinato - Costituzione del rapporto - Assunzione - Concorsi - Bandi di concorso - Natura – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 12744 del 28/11/1992
Promessa al pubblico - Esclusione - Offerta al pubblico - Configurabilità - Offerta di un contratto definitivo o di un contratto preliminare di lavoro - Conseguenze rispettive.  Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non è riconducibile alla previsione dell'art. 1989 cod. civ. - che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art. 1987, stesso codice e perciò vincolante per il promittente a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari -, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dello art. 1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finché non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed ha per oggetto l'obbligo - per entrambe le parti, o per il solo offerente, nel caso di preliminare unilaterale - della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 12744 del 28/11/1992  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - Lavoro subordinato - Costituzione del rapporto - Assunzione - Concorsi – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2674 del 14/03/1991
Bandi di concorso - Eliminazione con successivo bando di un requisito o di ammissione previsto dal bando precedente - Revoca della promessa costituita dal primo bando - Configurabilità - Legittimità - Condizioni - Mancanza - Conseguenze.  Con riguardo al concorso per l'assunzione di personale, la eliminazione, ad opera di un successivo bando, di un requisito di ammissione previsto dal bando precedente, benché risulti più favorevole per la generalità degli aspiranti e pregiudizievole solo per alcuni di essi, implica non già una semplice modifica ma una revoca della promessa costituita dal primo bando e la legittimità di tale revoca - ove l'interpretazione di quel bando ne comporti la qualificazione come atto vincolante ed irrevocabile a seguito della presentazione di domande di ammissione - può derivare solo dall'accertamento di una giusta causa, la quale non può risolversi in un diverso apprezzamento del promittente in ordine al proprio interesse ne' può fondarsi sull'interesse di soggetti diversi dai destinatari dell'originaria promessa, comportando però l'illegittimità della revoca solo la possibilità di una condanna all'espletamento del concorso in conformità del bando revocato o al risarcimento dei danni, con esclusione invece della possibilità di una sentenza costitutiva (ex art. 2932 cod. civ.). del rapporto di lavoro. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2674 del 14/03/1991  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Trasporti - pubblici - ferrovie in concessione - personale (impiegati ed agenti) – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 3248 del 29/04/1988
Assunzione - per concorso - previsione nel bando dell'accertamento del requisito dell'idoneità psicofisica previsto dal bando - contestazione del titolo all'assunzione e conseguente omissione del detto accertamento - azione diretta all'accertamento dell'avvenuta costituzione del rapporto o azione diretta alla sentenza costitutiva ex art. 2932 cod. Civ. - preclusione - conseguenze - accertamento giudiziale della sussistenza del titolo all'assunzione - carattere di "mero accertamento" della sentenza - necessità - effetti. Con riguardo all'assunzione di lavoratori, da parte di una società di trasporti pubblici, attraverso il procedimento del concorso, il cui bando preveda che la Costituzione del rapporto di lavoro con i vincitori debba essere preceduto dall'accertamento del requisito dell'idoneità psicofisica, ove il titolo all'assunzione sia contestato dalla società, la quale perciò non abbia proceduto alla verifica del possesso di tale essenziale requisito, è preclusa, per la Mancanza di detto accertamento, sia l'Azione volta - in ipotesi di bando di concorso configurantesi come offerta al pubblico - a far accertare l'avvenuta Costituzione del rapporto di lavoro sia l'Azione volta - ove detto bando si configuri invece come promessa - ad ottenere una sentenza costitutiva del rapporto di lavoro ai sensi dell'art. 2932 cod. civ., con la conseguenza che il giudice, il quale risolva in favore del candidato la controversia circa la sussistenza o meno del titolo all'assunzione, deve limitarsi ad emettere una pronuncia di mero accertamento del diritto del lavoratore all'assunzione secondo le modalità del bando, e cioè previa verifica (suscettibile, ove negativa, di ulteriore controllo in Sede giudiziale) del possesso del requisito dell'idoneità psicofisica. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 3248 del 29/04/1988  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto individuale di lavoro subordinato - assunzione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2064 del 26/02/1988
Bando di concorso per l'assunzione di lavoratori dipendenti - natura di promessa al pubblico - esclusioni - offerta al pubblico - configurabilità - offerta di contratto definitivo ovvero di contratto preliminare - ammissibilità – distinzione. Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori dipendenti non è riconducibile alla previsione dell'art. 1989 cod. civ. (che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art. 1987 dello stesso codice e perciò vincolante per il promittente a prescindere da manifestazioni di consenso da parte dei beneficiari), ma, essendo preordinato alla stipula di contratti di lavoro che esigono il consenso delle controparti, costituisce, - ove contenga gli estremi del contratto alla cui conclusione è diretto - un'offerta al pubblico ai sensi dell'art. 1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finché non ne sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed ha per oggetto l'Obbligo - per entrambe le parti, o per il solo offerente nel caso di preliminare unilaterale-della stipula del contratto definitivo con chi risulti vincitore. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2064 del 26/02/1988  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto individuale di lavoro subordinato - assunzione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 1804 del 19/02/1987
Bando di concorso del datore di lavoro operante nell'ambito dell'autonomia privata - natura - commissione esaminatrice espressione ed emanazione del datore di lavoro e commissione esterna operante come organo collegiale arbitratore - distinzione - rilevanza - legittimazione del datore di lavoro medesimo ad impugnare gli atti della commissione - riferimento esclusivo alla seconda delle predette - facoltà di autoannullamento da parte di un ente pubblico economico - esclusione. Ove per legge, o per contratto collettivo, o per libera autodeterminazione, il datore di lavoro - il quale operi nell'ambito dell'autonomia privata (quale un ente pubblico economico) - sia ricorso ad un bando di concorso per selezionare i soggetti da assumere in relazione a determinate qualifiche o mansioni - bando il quale ha natura non già di promessa al pubblico, bensì di offerta al pubblico che può avere ad oggetto, secondo il concreto contenuto delle clausole del bando stesso, sia un contratto di lavoro definitivo, sia un mero contratto preliminare, e che comunque vincola il proponente nei confronti di coloro che, collocatisi utilmente nella graduatoria all'esito del procedimento concorsuale, ritengano di accettare l'offerta medesima - occorre distinguere l'ipotesi in cui la commissione esaminatrice costituisca, per la sua composizione, espressione ed emanazione dello stesso datore di lavoro (talché egli è responsabile, per culpa in eligendo o in vigilando, delle manchevolezze di quest'ultima nello espletamento del compito di selezione) e l'ipotesi in cui la commissione stessa possa invece qualificarsi come esterna, quale organo collegiale arbitratore (per essere minoritaria la partecipazione di dipendenti del datore di lavoro ovvero per esservi una presenza paritaria di questi con rappresentanti delle organizzazioni sindacali); in quest'ultimo caso anche lo stesso datore di lavoro è titolare di un interesse tutelato ad ottenere dal giudice ordinario una pronuncia di annullamento degli Atti della commissione denunciando determinate irregolarità da questa compiute nella sua attività di arbitratore, mentre deve escludersi - ove anche si tratti di ente pubblico economico - ogni facoltà di autoannullamento, essendo incompatibile col regime privatistico della procedura concorsuale. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 1804 del 19/02/1987  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto individuale di lavoro subordinato – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 1670 del 14/02/1987
Assunzione - assunzione in prova - forma - non contestualità della sottoscrizione - ammissibilità - domanda di partecipazione ad un concorso e bando di concorso prevedendo il fatto di prova - idoneità – esclusione. La Forma scritta richiesta ad substantiam dall'art. 2096 cod. civ. per il patto di assunzione, in prova e la cui Mancanza determina l'immediata ed automatica conversione del rapporto in rapporto definitivo, deve sussistere sin dal momento della Costituzione di quest'ultimo, senza alcuna possibilità di equipollenti o sanatoria, ammettendosi soltanto la non contestualità della sottoscrizione delle parti prima della esecuzione del contratto, non anche la successiva documentazione della clausola mediante la sottoscrizione, originariamente mancante, di una delle parti, ciò risolvendosi nell'inammissibile convalida di un atto nullo. La detta ipotesi di non contestualità di sottoscrizione non può, peraltro, ritenersi realizzata dal bando di concorso che tale patto preveda e dalla domanda scritta di partecipazione al concorso stesso, atteso che l'incontro di questi due Atti unilaterali non determina la nascita del rapporto di lavoro (sia pure subordinata al superamento del concorso) derivando dal bando, configurantesi non come offerta ma come promessa al pubblico, soltanto la nascita del rapporto obbligatorio attinente al concorso. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 1670 del 14/02/1987  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto individuale di lavoro subordinato - assunzione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 63 del 10/01/1986
Bando di concorso - natura - promessa al pubblico - esclusione - offerta al pubblico - configurabilità - effetti. Un bando di concorso indetto per l'assunzione in regime privatistico, in esito a determinate prove, di lavoratori dipendenti non può essere inquadrato nella categoria delle promesse al pubblico in senso proprio, perché queste costituiscono Atti unilaterali tipici (artt. 1987 e 1989 cod. civ.) in sè perfetti che generano obbligazioni di per sè senza necessità di alcuna integrazione negoziale; ne' può essere qualificato come mero invito, agli aspiranti al posto, a presentare una richiesta di assunzione, ove sia previsto che la selezione debba operare secondo criteri obiettivi e non già ampiamenti discrezionali. Il bando suddetto costituisce invece un'offerta al pubblico (art. 1336 cod. civ.), ossia una proposta, subordinata alla sussistenza di determinati presupposti, di uno o più contratti di lavoro (sia definitivi che meramente preliminari) rivolta ad una generalità indeterminata di soggetti di tal ché esso - ove contenga gli elementi essenziali del previsto contratto - è vincolante per il proponente nei confronti di coloro che, essendo in possesso dei requisiti richiesti e collocatisi utilmente nella graduatoria degli aspiranti, dichiarino di accettare la proposta, dovendo ritenersi rispettivamente concluso il contratto (ove la proposta abbia ad oggetto un contratto definitivo) ovvero (ove invece la proposta abbia ad oggetto un contratto preliminare) insorto l'Obbligo per le parti di prestare un ulteriore consenso per l'instaurazione del rapporto definitivo. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 63 del 10/01/1986  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5625 del 17/09/1983
Liquidazione coatta amministrativa di un istituto bancario - promessa di altra banca rivolta mediante comunicato a mezzo stampa ai creditori di quest'ultimo circa il soddisfacimento delle loro ragioni nel concorso di determinate circostanze - promessa al pubblico ex art. 1989 cod. Civ. - configurabilità - atti o interventi del commissario liquidatore in ordine al riscontro di detta circostanza - irrilevanza - limiti - pagamento del debito o altri strumenti negoziali satisfattori, quali oggetto della promessa - equipollenza. Qualora una banca, in relazione alla messa in liquidazione coatta amministrativa di altro istituto bancario, rivolga ai creditori di quest'ultimo una promessa di soddisfacimento delle loro ragioni, nel concorso di determinate circostanze, mediante comunicato a mezzo stampa, la ricorrenza di una promessa al pubblico, vincolante ai sensi dell'art. 1989 cod. civ., prescinde da Atti od interventi del Commissario liquidatore in ordine al riscontro di dette circostanze, ove ciò non sia espressamente previsto in quel comunicato, e prescinde altresì dal fatto che la promessa medesima abbia direttamente ad oggetto il pagamento del debito, ovvero contempli altri strumenti negoziali satisfattori (come la cessione del credito o l'espromissione del debito), tenuto conto che la promessa al pubblico, secondo la citata norma, può riguardare qualunque prestazione a carattere patrimoniale, e, quindi, anche l'impegno a stipulare un contratto. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5625 del 17/09/1983  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto individuale di lavoro subordinato - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 755 del 08/02/1982
Sistema del concorso adottato da un ente pubblico economico - attività valutativa tecnica - sindacabilità in sede giudiziale - estensione. Il sistema del concorso, adottato dall'ente pubblico economico, cui sono applicabili le norme del quinto libro del codice civile anche per la Costituzione del rapporto di lavoro (art. 2093 cod. civ.), per l'assunzione del personale, presuppone l'avvenuto esaurimento della attività organizzatoria esplicantesi mediante provvedimenti generali ed astratti, e non dà luogo all'Esercizio di una discrezionalità amministrativa, ma solo ad un'attività valutativa tecnica, che in quanto di natura privatistica e caratterizzata dall'attribuzione alle parti di situazioni attive e passive pariteticamente contrapposte, è sindacabile, in Sede giudiziale, per quanto concerne l'osservanza dei meccanismi procedimentali precostituiti e, in ogni caso, del principio generale di correttezza di cui all'art. 1175 cod. civ., a prescindere dalla questione dell'inquadrabilità del meccanismo concorsuale nella fattispecie dell'offerta o della promessa al pubblico, e con la debita estensione all'accertamento dei requisiti di ammissione al concorso dell'assolvimento degli oneri e condizioni posti a carico dell'aspirante, del rispetto dei criteri prefissati per la classificazione dei concorrenti in una graduatoria di merito, e della liceità dei comportamenti di deroga, in fase di assunzione o di promozione, all'attuata selezione. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 755 del 08/02/1982  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Giurisdizione civile - poteri ed obblighi del giudice ordinario - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 2600 del 29/04/1981
Concorso a premi bandito da un privato per finalita commerciali - intervento della pa - estensione - incidenza sul negozio costituito dalla promessa al pubblico contenuta nel bando di concorso - esclusione - incidenza sul rapporto obbligatorio tra il promittente ed il promissario che reclami il premio sul presupposto della sussistenza a suo favore delle condizioni previste dal bando - esclusione - conseguenze - controversia tra promittente e promissario sulla spettanza del premio - estraneita della pa - limitazioni o deroghe alla giurisdizione dell'ago - insussistenza. Con riguardo ad un concorso a premi, che sia bandito da un privato per finalita commerciali, l'intervento della pubblica amministrazione, secondo la previsione degli artt 43 e segg del RDL 19 ottobre 1938 n 1933 (convertito nella legge 5 giugno 1939 n 973 e modificato dalla legge 15 luglio 1950 n 585), si svolge nella fase preventiva della autorizzazione, cioe della rimozione di un ostacolo pubblicistico alla diffusione del bando di concorso, nonche nella fase successiva del controllo dell'espletamento del concorso stesso, per esigenze fiscali e per la tutela della pubblica fede e del normale andamento del commercio, ma non incide sul carattere esclusivamente negoziale della promessa al pubblico contenuta nel predetto bando, ne interferisce sul rapporto obbligatorio fra il promittente ed il terzo promissario, che sia titolare del diritto al premio in relazione alla ricorrenza delle circostanze e condizioni fissate nel bando, ne implica alcun accertamento sulla sussistenza di tali requisiti. Ne consegue l'estraneita della amministrazione, rispetto alla controversia fra promittente e promissario in ordine alla spettanza o non del premio, e, quindi, la non configurabilita di limitazioni o deroghe alla giurisdizione del giudice ordinario sulla controversia medesima. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 2600 del 29/04/1981  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto individuale di lavoro subordinato - assunzione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2278 del 15/04/1981
Lavoro nelle imprese esercitate da enti pubblici - enti pubblici economici - disciplina collettiva dei procedimenti di scelta del personale occorrente per la copertura di posti nuovi o vacanti - vincoli conseguenti - riconducibilita ad una promessa al pubblico - origine contrattuale - configurabilità - conseguenze - espletamento di un concorso interno per la copertura di un posto - successiva soppressione di quest'ultimo - deduzione da parte dell'ente della teoria della presupposizione - inammissibilità - limiti. In presenza di una disciplina collettiva (nella specie, contratti nazionali per i dipendenti dell'ENEL del 29 maggio 1963 e del 21 aprile 1970) la quale preveda in maniera dettagliata e completa i procedimenti di scelta (per titoli o per concorso interno) del personale occorrente ad un ente pubblico economico per la copertura di posti nuovi o vacanti, i vincoli nascenti dalla vicenda concorsuale non sono riconducibili ad una sorta di promessa al pubblico (art 1989 cod civ) da parte del datore di lavoro, ma hanno origine contrattuale, essendo detta vicenda strettamente collegata al rapporto di lavoro, e trovano percio la loro fonte regolatrice nel contratto collettivo o nel regolamento dell'ente. Nell'ambito di tale disciplina, l'ente pubblico economico, che, dopo l'espletamento di un concorso interno per la copertura di un determinato posto, abbia soppresso quest'ultimo, non puo invocare, nei confronti del vincitore del concorso, ove il relativo bando non conteneva alcuna riserva o condizione sulla disponibilita del posto, la teoria della presupposizione, giacche a questa puo farsi ricorso solo nell'ipotesi in cui una determinata situazione di fatto, avuta presente da entrambi i contraenti, possa verificarsi indipendentemente dalla volonta di ciascuno di essi e rivesta, pertanto, carattere oggettivo. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2278 del 15/04/1981  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Giuoco e scommessa - lotterie autorizzate - concorsi e operazioni a premio – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 4137 del 15/12/1975
Decreto amministrativo di autorizzazione - obbligatorietà - durata dei concorsi e delle operazioni a premio - decorrenza dalla data del decreto - natura imperativa della disciplina - mancanza del decreto o scadenza del termine - effetti - nei rapporti tra il produttore delle merci collegate ai concorsi o alle operazioni ed il consumatore - irrilevanza - nei rapporti tra il produttore ed il venditore al dettaglio - rilevanza - nullità del contratto per causa o motivo illecito contrari a norma imperativa. L'art 43 del RDL 19 ottobre 1938, n 1933 sul lotto pubblico (modificato dall'art 2 della legge 15 luglio 1950 n 585), in base al quale i concorsi e le operazioni a premio di ogni specie, intesi ad accreditare determinati prodotti o ad eccitarne la diffusione e lo smercio, non possono aver luogo se non sono preventivamente autorizzati e non possono aver durata maggiore di un anno dalla data del decreto amministrativo di autorizzazione, ha natura di norma imperativa, in quanto ha lo scopo di tutelare non soltanto l'interesse fiscale alla riscossione della tassa dovuta, ma anche, e soprattutto, quello della pubblica fede e del normale andamento della produzione e del commercio nazionale, con riguardo al momento in cui i prodotti, ai quali e collegato il concorso o l'operazione a premio, vengano immessi sul mercato. Dalla indicata natura imperativa della disposizione consegue che la Mancanza o l'inefficacia (per scadenza del termine annuale) della predetta autorizzazione amministrativa, riguardo a merci collegate a concorso od operazione a premi (nella specie, pacchetti di 'chewing gum' con allegati bollini, che davano diritto a premi in base al punteggio raggiunto dal consumatore), se, da una parte, non spiega effetto sul rapporto fra il produttore della merce ed il consumatore, nel senso che non può far venir meno l'impegno assunto dal primo nei confronti del secondo con promessa al pubblico, incide, d'altra parte, sul contratto di compravendita delle merci medesime che sia intervenuto fra il produttore ed un commerciante al dettaglio, al fine comune ed essenziale della rivendita dei prodotti ai consumatori; in tale ipotesi, infatti, sia che il menzionato fine vada qualificato come scopo che si aggiunge e si riverbera sulla causa del contratto, sia che debba essere considerato come motivo comune determinante il consenso, si verifica la nullita del contratto per causa (art 1343 cod civ) o motivo (art 1345 cod civ) illecito, in quanto contrari a norma imperativa. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 4137 del 15/12/1975  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Caccia - ordinamento amministrativo - comitati provinciali per la caccia – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 4028 del 05/12/1975
Organi della provincia o della regione - distinta personalità giuridica - comitato di Sassari - promessa al pubblico - obbligazione della regione sarda - insussistenza. I comitati provinciali della caccia, pur avendo la veste di organi della provincia o, nella Sardegna, della regione, sono dotati di propria personalità giuridica, distinta da quella dell'ente territoriale al quale sono legati da rapporto organico; da ciò consegue che la promessa al pubblico fatta dal comitato della caccia di Sassari (nella specie, per il versamento di premi ai cacciatori di volpi) e idonea ad impegnare esclusivamente il comitato medesimo, e non la regione autonoma della Sardegna. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 4028 del 05/12/1975  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969 (2)
Obbligazione di costruire un edificio da destinare a sede di scuola pubblica - impedimento della costruzione da parte delle autorità locali e scolastiche - impossibilita sopravvenuta della prestazione - estinzione dell'obbligazione - sussistenza. Qualora, in forza di promessa al pubblico, un soggetto si sia obbligato a costruire un edificio scolastico da destinare a Sede di scuola pubblica, come premio di un concorso pubblicitario a premi, i provvedimenti imperativi delle autorità locali e scolastiche intesi ad impedire la costruzione nella località in cui il premiato svolge le sue funzioni di insegnante di ruolo, incidono direttamente sulla possibilità della prestazione, determinando l'Estinzione dell'obbligazione e la conseguente liberazione del promittente. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Contratti in genere - negozi giuridici - negozi unilaterali tra vivi – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969
Norme applicabili - norme sull'interpretazione dei contratti - applicabilità - limiti. Le norme sull'interpretazione dei contratti si applicano anche ai negozi unilaterali (come la promessa al pubblico) nei limiti della compatibilità dei criteri stabiliti dagli art.1362 e seguenti cod.civ. con la particolare natura e struttura della predetta categoria di negozi. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969 (3)
Interpretazione - principio di conservazione - interpretazione della promessa in un determinato senso - impossibilita sopravvenuta della prestazione - interpretazione della promessa in un senso diverso - esclusione. Qualora il giudice, sulla base dei criteri dettati dagli art.1362 e seguenti cod.civ., abbia interpretato la promessa al pubblico, sorgente da un concorso pubblicitario, nel senso che il premio promesso consiste nella costruzione di un edificio da adibire a scuola pubblica nella Sede in cui il premiato svolge la sua attività di insegnante di ruolo e non, invece, nel senso dell'attribuzione dell'edificio in proprietà al medesimo premiato e, successivamente, le autorità locali e scolastiche, con loro discrezionali determinazioni, abbiano impedito la costruzione dell'edificio scolastico nella suddetta Sede, non può il giudice, a seguito della sopravvenuta impossibilita della prestazione del promittente come riflesso dello impedimento frapposto dalla pa, interpretare la promessa nel secondo significato, in pretesa applicazione del principio di conservazione di cui all'art.1367 cod. civ. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969
Concorso a premi consistenti nella realizzazione di un numero determinato di desideri espressi dai partecipanti secondo la scelta di una giuria – sussistenza. Costituisce promessa al pubblico un concorso pubblicitario a premi, il cui regolamento prevede la realizzazione di un numero determinato di desideri espressi dai partecipanti, secondo una scelta operata da una giuria nominata dal soggetto che ha bandito il concorso. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 449 del 10/02/1969
Natura di negozio unilaterale - efficacia - accettazione di un terzo - necessita - esclusione - revoca - condizioni. La promessa al pubblico e un negozio unilaterale che vincola il promittente non per effetto dell'incontro della sua volontà con quella di altro soggetto che abbia manifestato di accettare la promessa, bensì per effetto della sua unilaterale Determinazione. L'Obbligo perciò sorge non appena la promessa e resa pubblica, di guisa che questa non può essere revocata se non per giusta causa ed a condizione che la revoca sia resa pubblica con le stesse forme usate per la promessa. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 449 del 10/02/1969  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Credito - istituti o enti di credito - casse di risparmio - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 449 del 10/02/1969
Fini istituzionali - attività estranee - configurabilità di rapporti di diritto privato - posizione del terzo partecipante al rapporto - titolarità di diritto soggettivo. Le casse di risparmio, quando agiscono fuori dell'ambito dei loro fini istituzionali, che sono quelli di promuovere la formazione e l'investimento del risparmio, pongono in essere attività strettamente privatistica, di fronte alla quale la posizione di chi abbia partecipato al rapporto, cui detta attività ha dato luogo, e di diritto soggettivo e non gia di interesse legittimo. (nella specie, e stato ritenuto che una cassa di risparmio, bandendo un concorso a premi per la progettazione di un nuovo edificio per la propria Sede, si era posta nella posizione di un privato promittente, onde spettava all' AGO la Competenza a conoscere della pretesa al premio fatta valere da un partecipante al concorso, ossia da un promissario). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 449 del 10/02/1969  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1039 del 18/05/1967
Scelta del beneficiario da parte di un terzo - ammissibilità. Nella previsione dell'art. 1989 cod.civ. (promessa al pubblico) deve intendersi compresa anche l'ipotesi in cui la situazione che qualifica il beneficiario della promessa consista nella scelta da parte di un terzo, secondo criteri fissati nella dichiarazione ed anche con valutazione discrezionale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1039 del 18/05/1967  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2663 del 07/10/1963 (2)
Effetti vincolanti - concorsi a premio - violazione delle norme sull'autorizzazione ministeriale - irrilevanza nei rapporti con i concorrenti. A norma degli artt. 33 e 46 del RDL 19 ottobre 1938 n. 1933, i concorsi a premio devono essere autorizzati con provvedimento ministeriale. Il valore dei premi e delimitato e determinato nel piano della operazione. La violazione di tali norme può cagionare una responsabilità verso l'amministrazione, o anche sanzioni penali (art 114 RDL n 1933 del 1938), ma non può influire nei rapporti tra l'interessato e i terzi. Le obbligazioni del promittente sorgono, perciò, esclusivamente e direttamente dalla dichiarazione del promittente medesimo, il quale assume un impegno nei termini della sua promessa, senza che l'impegno possa essere condizionato da elementi estranei, ignoti al pubblico, e, cioè, dalle condizioni che regolano l'autorizzazione al concorso. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2663 del 07/10/1963  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2663 del 07/10/1963
Effetti vincolanti - concorsi a premio - mediante presentazione di bollini - prova dell'acquisto della merce - necessita - insussistenza. Nella promessa al pubblico, l'obbligazione sorge non già da un contratto, ma direttamente ed esclusivamente dalla dichiarazione del promittente, il quale, con la sua promessa, assume un impegno verso una persona indeterminata. Non e necessario, quindi, che colui che prende parte ad un concorso a premi mediante la presentazione di bollini dimostri la sua qualità di acquirente della merce, in quanto la promessa obbliga per il solo fatto che il terzo e in possesso di tali bollini, restando indifferente la qualità del presentatore. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2663 del 07/10/1963  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1022 del 22/04/1963
Errore del promittente - riconoscibilità. L'errore del promittente nella promessa al pubblico, per l'affidamento che essa ingenera in chi ne abbia preso di fatto conoscenza, puo essere invocato soltanto se riconoscibile dal beneficiario. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1022 del 22/04/1963  ...
1989. Promessa al pubblico - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Obbligazione in genere - promesse unilaterali - promesse al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 421 del 20/02/1963
Nozione - effetti - fattispecie - annuncio da parte di un editore della pubblicazione di una enciclopedia musicale - omissione del nome di alcuni artisti - risarcimento dei danni - mancanza. La promessa al pubblico (art 1989 cod. civ.), che e compresa dal cod. civ. nel titolo delle promesse unilaterali, e che, quale dichiarazione non recettizia, e vincolante per il promittente, verso persone indeterminate, sin dal momento della pubblicazione, senza bisogno di altrui accettazione, ha per contenuto una prestazione di fare a favore di colui che si trovi in una data situazione o compia una data Azione. L'annuncio da parte di un editore della pubblicazione di un'enciclopedia musicale come 'opera di scrupolosa esattezza' non costituisce una promessa al pubblico e non impone all'editore alcun vincolo, tanto che nessuno gli può impedire di rinunciare alla impresa progettata, se questa non sia più ritenuta conveniente. Ne l'editore assume con l'annuncio un vincolo nei con fronti di tutti i musicisti, nel senso di ritenersi impegnato a segnalare nella raccolta il nome di ognuno di essi, in quanto una enciclopedia e opera di selezione, in ordine al cui compimento si deve riconoscere ai compilatori un certo margine di scelta. La cattiva scelta eseguita dai compilatori, nel senso dell'inserzione nella raccolta di nomi di artisti meno celebri e dell'esclusione di nomi di artisti più noti, può costituire un difetto dell'opera, ma non da luogo ad Azione risarcitoria da parte degli artisti esclusi, nei confronti dei quali nessuna promessa di inserzione con efficacia obbligatoria, può ritenersi fatta con l'annuncio della pubblicazione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 421 del 20/02/1963  ...

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