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Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - in genere - assorbimento di una domanda - in senso proprio e improprio - nozione - conseguenza - omessa pronuncia - insussistenza - limiti - assorbimento erroneamente dichiarato – configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28995 del 12/11/2018

La figura dell'assorbimento in senso proprio ricorre quando la decisione sulla domanda assorbita diviene superflua, per sopravvenuto difetto di interesse della parte, la quale con la pronuncia sulla domanda assorbente ha conseguito la tutela richiesta nel modo più pieno, mentre è in senso improprio quando la decisione assorbente esclude la necessità o la possibilità di provvedere sulle altre questioni, ovvero comporta un implicito rigetto di altre domande. Ne consegue che l'assorbimento non comporta un'omissione di pronuncia (se non in senso formale) in quanto, in realtà, la decisione assorbente permette di ravvisare la decisione implicita (di rigetto oppure di accoglimento) anche sulle questioni assorbite, la cui motivazione è proprio quella dell'assorbimento, per cui, ove si escluda, rispetto ad una certa questione proposta, la correttezza della valutazione di assorbimento, avendo questa costituito l'unica motivazione della decisione assunta, ne risulta il vizio di motivazione del tutto omessa.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28995 del 12/11/2018

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