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Legittimazione attiva - Successione nel rapporto controverso - Giudizio di appello - Onere a carico deN'appellante - Non contestazione di un appellato - Contumacia di altro appellato - Rilevanza - Fattispecie.

La società che intraprenda un giudizio d'appello avverso la sentenza di primo grado emessa nei confronti di un'altra società, della quale affermi di essere successore a titolo universale o particolare, è tenuta a dimostrare la propria legittimazione, sempre che uno degli appellati costituiti l'abbia contestata, giacché la non contestazione postula che la circostanza sia apprezzata come incontroversa anche nei riguardi degli altri appellati rimasti contumaci. (Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia di inammissibilità dell'appello proposto da un istituto di credito, per difetto di "legitimatio ad causam", ancorchè le parti costituite in sede di gravame non avessero contestato l'intervenuta fusione per incorporazione che, secondo la prospettazione della banca, valeva a radicare la sua legittimazione).

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 9137 del 19/05/2020 (Rv. 657762 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_110, Cod_Proc_Civ_art_111, Cod_Proc_Civ_art_323, Cod_Proc_Civ_art_339

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