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0808. Effetti nei riguardi dei terzi

Codice Civile Libro Secondo: DELLE SUCCESSIONI Titolo V: DELLE DONAZIONI Capo IV: DELLA REVOCAZIONE DELLA DONAZIONI Art.808. Effetti nei riguardi dei terzi.

Art. 808. Effetti nei riguardi dei terzi.

1. La revocazione per ingratitudine o per sopravvenienza di figli non pregiudica i terzi che hanno acquistato diritti anteriormente alla domanda, salvi gli effetti della trascrizione di questa.

2. Il donatario, che prima della trascrizione della domanda di revocazione ha costituito sui beni donati diritti reali che ne diminuiscono il valore, deve indennizzare il donante della diminuzione di valore sofferta dai beni stessi.

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0808. Effetti nei riguardi dei terzi - Foroeuropeo freccia_27_10Arbitrato rituale e irrituale - Diretta conoscenza della clausola compromissoria da parte della Suprema Corte - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 7198 del 13/03/2019
Arbitrato - Arbitrato rituale e irrituale - Diretta conoscenza della clausola compromissoria da parte della Suprema Corte - Necessità - Criteri distintivi . Al fine di qualificare l'arbitrato come rituale o irrituale, la Corte di cassazione opera come giudice del fatto e ha, dunque, il potere di accertare direttamente, attraverso l'esame degli atti e degli elementi acquisiti al processo, la volontà delle parti espressa nella clausola compromissoria, in quanto la relativa qualificazione incide sull'ammissibilità dell'impugnazione della decisione arbitrale. Nell'esercizio di tale attività di accertamento, il criterio discretivo tra le due figure consiste nel fatto che nell'arbitrato rituale le parti vogliono la pronuncia di un lodo suscettibile di essere reso esecutivo e di produrre gli effetti di cui all'art. 825 c.p.c., con le regole del procedimento arbitrale, mentre nell'arbitrato irrituale esse intendono affidare all'arbitro la soluzione di controversie solo attraverso lo strumento negoziale, mediante una composizione amichevole o un negozio di accertamento riconducibile alla loro stessa volontà. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 7198 del 13/03/2019 Cod_Civ_art_1362, Cod_Civ_art_0808, Cod_Civ_art_0808_3 arbitrato rituale - arbitrato irrituale...
0808. Effetti nei riguardi dei terzi - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - subordinazione - sanzioni disciplinari – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 25253 del 01/12/2009
Ricorso da parte del lavoratore colpito da sanzione disciplinare ad un collegio di conciliazione e arbitrato - Natura irrituale di tale arbitrato - Configurabilità - Conseguenze in ordine ai limiti di impugnabilità in sede giudiziaria del relativo lodo - Fattispecie. Nell'ipotesi in cui il lavoratore (al quale il datore di lavoro abbia irrogato una sanzione disciplinare) richieda la costituzione di un collegio di conciliazione ed arbitrato - secondo quanto previsto dall'art. 7, comma sesto, della legge n. 300 del 1970 o da analoghe disposizioni della contrattazione collettiva - l'arbitrato in questione ha natura irrituale (e non già rituale). Ne consegue che la relativa decisione non è impugnabile in sede giudiziaria in ordine alle valutazioni affidate alla discrezionalità degli arbitri (quali quelle relative al materiale probatorio, ovvero alle scelte operate per comporre la controversia), ma soltanto per vizi idonei ad inficiare la determinazione degli arbitri per alterata percezione o falsa rappresentazione dei fatti, ovvero per inosservanza delle disposizioni inderogabili di legge o di contratti o accordi collettivi. (Nella specie, il lavoratore aveva dedotto la violazione dei termini del procedimento disciplinare ed il tribunale, muovendo dalla considerazione preliminare della natura irritale del lodo, aveva conseguentemente ritenuto che il lodo potesse essere impugnato solo per vizi concorrenti con la formazione e la manifestazione di volontà negoziale, con esclusione degli errori di giudizio; la S.C. ha confermato la decisione ed ha affermato il principio su esteso). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 25253 del 01/12/2009...
0808. Effetti nei riguardi dei terzi - Foroeuropeo freccia_27_10Arbitrato - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 13701 del 25/06/2005
Arbitrato libero o irrituale - Natura privata - Contratto di mandato - Configurabilità - Conseguenze - Arbitri - Ricusazione - Ammissibilità - Esclusione - Inadempimento - Configurabilità. All'arbitrato libero o irrituale, anche anteriormente alla novella del 1994, va riconosciuta natura privata, trattandosi di mandato con il quale le parti affidano ad uno o più terzi la soluzione di controversie mediante lo strumento negoziale, una composizione amichevole o un negozio di accertamento riconducibili alla loro volontà, impegnandosi a considerare vincolante la decisione degli "arbitri" quale, appunto, espressione di tale volontà. Ne consegue che, in difetto di connotato pubblicistico, non sussiste in tal caso un principio di ordine pubblico di imparzialità dell'arbitro, e non trova conseguentemente applicazione l'istituto della ricusazione (dall'art. 815, primo comma, cod. civ. previsto solamente per l'arbitrato rituale ed esclusivamente nei confronti dell'arbitro non nominato dal ricusante), configurandosi viceversa una questione di esatto adempimento del mandato da parte degli arbitri, che della relativa non imparziale esecuzione rispondono nei confronti della parte danneggiata. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 13701 del 25/06/2005  ...
0808. Effetti nei riguardi dei terzi - Foroeuropeo freccia_27_10Arbitrato - arbitrato irrituale (o libero) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7516 del 15/05/2003 (2)
Formazione della volontà del collegio - A maggioranza - Legittimità. Nell'arbitrato libero o irrituale la volontà del collegio arbitrale, in difetto di una contraria volontà negoziale delle parti, può validamente formarsi attraverso la volontà della maggioranza dei suoi componenti. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7516 del 15/05/2003...

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