art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo La_Professione_Forense_mini

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Art. 35 - Dovere di corretta informazione - codice deontologico forense (2014 art.17bis/1997)


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art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10“Pubblicità” professionale: l’evoluzione normativa impone una nuova sensibilità nella valutazione delle condotte deontologicamente rilevanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 243
“Pubblicità” professionale: l’evoluzione normativa impone una nuova sensibilità nella valutazione delle condotte deontologicamente rilevanti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2017, n. 243 A seguito dell’evoluzione normativa “liberalizzatrice” (iniziata con il D.L. n. 248/2006, proseguita con l’art. 10 L. n. 247/2012 e culminata con l’art. 35 del Nuovo Codice Deontologico), l’avvocato può dare informazioni sulla propria attività professionale “con qualunque mezzo”,...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblicità professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 aprile 2017, n. 49
La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa L’informazione sull’attività professionale, ai sensi degli artt. 17 e 35 ncdf (già 17 e 17 bis cod. deont. previgente) deve essere rispettosa della dignità e del decoro professionale e quindi di tipo semplicemente conoscitivo, potendo il professionista provvedere alla sola indicazione delle attività prevalenti o del proprio curriculum, ma non deve essere mai né comparativa né autocelebrativa (Nel caso di specie, in...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10La Cassazione conferma la giurisprudenza del CNF: vietato “pubblicizzare” i nomi dei clienti dello studio - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 9861 del 19 aprile 2017
La Cassazione conferma la giurisprudenza del CNF: vietato “pubblicizzare” i nomi dei clienti dello studio - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 9861 del 19 aprile 2017 In considerazione della forte valenza pubblicistica dell’attività forense, il rapporto tra cliente e avvocato non è soltanto un rapporto privato di carattere libero-professionale e non può perciò essere ricondotto puramente e semplicemente ad una logica di mercato, sicché anche a seguito del c.d. Decreto Bersani (D.L....
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblicità professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 8
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono,...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Processi e mass-media - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 390
Processi e mass-media: illecito offrire assistenza legale gratuita in cambio di notorietà “da rimbalzo” Integra illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, al fine di ricavarne una possibile notorietà, offra assistenza legale gratuita alle parti di un fatto di cronaca di grande clamore mediatico (Nel caso di specie, il professionista aveva scritto ai familiari delle vittime di un crimine molto noto ai mass-media, proponendosi come legale per la costituzione di parte civile, che...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Informazione professionale: illecito millantare una rete di collaboratori (ignari) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 349
Informazione professionale: illecito millantare una rete di collaboratori (ignari) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2016, n. 349 Integra violazione dell’art. 35 cdf il comportamento dell’avvocato che, nell’informazione sulla propria attività professionale, dichiari di avvalersi dell’ausilio di prestigiosi Colleghi, all’insaputa degli stessi (Nel caso di specie, gli asseriti collaboratori erano “altamente specializzati nei vari rami del diritto e domiciliati nell’...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Consiglio Nazionale Forense sentenza del 23 luglio 2015, n. 118 -I limiti deontologici alla pubblicità professionale
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono,...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Il divieto di “pubblicizzare” i nomi dei clienti dello studio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 55
Il divieto di “pubblicizzare” i nomi dei clienti dello studio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 55 Il c.d. Decreto Bersani (D.L. n. 223/2006, convertito con L. n. 248/2006), abrogando le disposizioni che non consentivano la pubblicità informativa relativamente alle attività professionali, non ha pure eliminato l’art.38 del r.d.l. 1578/1933, il quale punisce comportamenti non conformi alla dignità ed al decoro professionale, tra cui rientra il divieto, nelle...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10La valutazione della condotta “irreprensibile” (già “specchiatissima e illibata”) nel caso di condanna penale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 68
La valutazione della condotta “irreprensibile” (già “specchiatissima e illibata”) nel caso di condanna penale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 68 La valutazione del requisito della condotta irreprensibile (già specchiatissima ed illibata), necessario ai fini della iscrizione all’albo avvocati e al registro dei praticanti, va compiuta dal C.O.A. in modo autonomo ed indipendente anche dall’esito dell’eventuale procedimento penale che può aver coinvolto l’...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10pubblicità informativa dell'avvocato - il sistema di pubblicità e di offerta delle prestazioni degli avvocati affiliati al «circuito Amica Card» è legittimo
Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, definitivamente pronunciando, riuniti i giudizi: a) rigetta l’appello proposto dal Consiglio nazionale forense, con l’atto indicato in epigrafe; b) accoglie l’appello proposto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato; Consiglio di Stato Sentenza n. 01164 del 22 marzo 2016 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 29
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 29 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Vietato stabilire la sede dello studio legale presso un’associazione di categoria - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 29
Vietato stabilire la sede dello studio legale presso un’associazione di categoria - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 29 Vìola l’art. 37 ncdf (già, 19 cdf) l’avvocato presso il cui studio legale sia ubicata una associazione di categoria, così ponendo in essere le condizioni di potenziale accaparramento di clientela, indipendentemente dalla circostanza dell’effettivo raggiungimento di concreti vantaggi economici (Nel caso di specie, il professionista dichiarava ad...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale - Consiglio Nazionale Forense sentenza del 11 novembre 2015, n. 163
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono,...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2015, n. 163
La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2015, n. 163 L’informazione sull’attività professionale, ai sensi degli artt. 17 e 17 bis cod. deont. (ora, 17 e 35 ncdf), deve essere rispettosa della dignità e del decoro professionale e quindi di tipo semplicemente conoscitivo, potendo il professionista provvedere alla sola indicazione delle attività prevalenti o del proprio curriculum, ma non deve...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblicità informativa: vietato offrire prestazioni professionali verso compensi infimi o a forfait - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 142
Pubblicità informativa: vietato offrire prestazioni professionali verso compensi infimi o a forfait - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 142 Pur a seguito dell’entrata in vigore della normativa nota come “Bersani”, la pubblicità informativa dell’avvocato deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro, sicché è da ritenersi deontologicamente vietata una pubblicità indiscriminata (ed in particolare quella comparativa ed...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Il ne bis in idem opera anche in sede disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 142
Il ne bis in idem opera anche in sede disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 142 Nel procedimento disciplinare trova applicazione il principio del ne bis in idem, che ricorre qualora una condotta determinata sotto il profilo fattuale, storico e temporale sia stata già in precedenza delibata dal Giudice sotto l’aspetto deontologico e si sia pertanto consumato il potere disciplinare in ordine al fatto contestato (Nel caso di specie, i fatti oggetto...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblicità informativa: vietato offrire prestazioni professionali verso compensi infimi o a forfait - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 142
Pubblicità informativa: vietato offrire prestazioni professionali verso compensi infimi o a forfait Pur a seguito dell’entrata in vigore della normativa nota come “Bersani”, la pubblicità informativa dell’avvocato deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro, sicché è da ritenersi deontologicamente vietata una pubblicità indiscriminata (ed in particolare quella comparativa ed elogiativa) così come una proposta commerciale che offra servizi professionali a...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense sentenza del 23 luglio 2015, n. 118
Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro La pubblicità informativa deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, il professionista aveva pubblicizzato il proprio studio professionale a mezzo email, ivi affermando di effettuare alcune prestazioni professionali gratuite). Consiglio...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2015, n. 118 -La pubblicità informativa non può fare leva sui prezzi, specie se troppo bassi
La pubblicità informativa non può fare leva sui prezzi, specie se troppo bassi La pubblicità mediante la quale il professionista con il fine di condizionare la scelta dei potenziali clienti, e senza adeguati requisiti informativi, offra prestazioni professionali, viola le prescrizioni normative, nel momento in cui il messaggio è redatto con modalità attrattive della clientela operate con mezzi suggestivi ed incompatibili con la dignità e con il decoro, quale l’uso del termine “gratuito”....
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Consiglio Nazionale Forense , sentenza del 23 luglio 2015, n. 118 -pubblicità informativa -
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense, in virtù della sua funzione sociale, impongono,...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2015, n. 118
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2015, n. 118 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 26
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 marzo 2015, n. 26 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti alla “pubblicità” professionale dopo il c.d. Decreto Bersani - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 marzo 2015, n. 13
I limiti alla “pubblicità” professionale dopo il c.d. Decreto Bersani - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 marzo 2015, n. 13 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della professione forense,...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10pubblicità informativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 marzo 2015, n. 13
La cd “liberalizzazione” della “pubblicità” professionale non preclude un suo controllo deontologico La pubblicità informativa che lede il decoro e la dignità professionale costituisce illecito, ai sensi dell’art. 38 del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, poiche´ l’abrogazione del divieto di svolgere pubblicità informativa per le attività libero-professionali, stabilita dall’art. 2 legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), non preclude all’organo professionale di sanzionare le modalità ed il...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Vietato ingenerare confusione tra le "materie di attivita' prevalente" e le "specializzazioni professionali" - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39
Vietato ingenerare confusione tra le "materie di attivita' prevalente" e le "specializzazioni professionali" - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39 L'avvocato può indicare i settori di esercizio dell'attivita' professionale e, nell'ambito di questi, eventuali materie di attivita' prevalente, ma l'affermazione di una propria "specializzazione" presuppone l'ottenimento del relativo diploma conseguito presso un istituto universitario (Nel caso di specie, in un'...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10pubblicità informativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2014, n. 207
Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro La pubblicità informativa deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, il professionista aveva pubblicizzato il proprio studio professionale a mezzo di volantini lasciati e/o fatti depositare sul parabrezza delle vetture in sosta, ivi...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10informazione sull’attività professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 dicembre 2014, n. 194
La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa L’informazione sull’attività professionale, ai sensi degli artt. 17 e 17 bis cod. deont. (ora, 17 e 35 ncdf), deve essere rispettosa della dignità e del decoro professionale e quindi di tipo semplicemente conoscitivo, potendo il professionista provvedere alla sola indicazione delle attività prevalenti o del proprio curriculum, ma non deve essere mai né comparativa né autocelebrativa (Nel caso di specie, in una pagina...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10L’uso del titolo professionale nella lingua di origine - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 settembre 2014, n. 115
L’uso del titolo professionale nella lingua di origine - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 settembre 2014, n. 115 Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’abogado che, nella propria corrispondenza anche informativa, usi il titolo di “Avv. S.” o “Avv. Stab.”, anziché il titolo professionale nella lingua dello Stato membro di provenienza (art. 7 D.Lgs. n. 96/2001), così ingenerando confusione con il titolo professionale dello Stato membro ospitante, nella specie...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti alla “pubblicità” informativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39
I limiti alla “pubblicità” informativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39 Il D.L. n. 223 del 2006, art. 2, conv. con L. n. 248 del 2006, ha abrogato le disposizioni legislative che prevedevano, per le attività libero-professionali, divieti anche parziali di svolgere pubblicità informativa. Sennonchè diversa questione dal diritto a poter fare pubblicità informativa della propria attività professionale è quella che le modalità ed il contenuto di tale...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Intervista ad un quotidiano e divieto di pubblicità deontologicamente rilevante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39
Intervista ad un quotidiano e divieto di pubblicità deontologicamente rilevante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39 Non comporta alcuna violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si escluda “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10L’avvocato non ha senz’altro l’obbligo di informare il cliente presso quale COA sia iscritto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 giugno 2013, n. 96
L’avvocato non ha senz’altro l’obbligo di informare il cliente presso quale COA sia iscritto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 giugno 2013, n. 96 L’avvocato, che intenda dare informazioni sulla propria attività professionale, deve fornire le indicazioni di cui all’art. 17 bis cdf, tra cui il Consiglio dell’Ordine presso il quale è iscritto: tale obbligo presuppone quindi l’esercizio della facoltà discrezionale dell’avvocato di dare l’informativa (Nel caso di specie, il...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74
Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74 Il codice deontologico, anche a seguito della entrata in vigore delle norme che prevedono la possibilità di dare informazioni sull’attività professionale, non consente una pubblicità indiscriminata ed elogiativa, intrinsecamente comparativa in quanto diretta a porre in evidenza caratteri di primazia in seno alla categoria, perché incompatibile con la dignità e il decoro della...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista, peraltro...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 72
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 72 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista, peraltro...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 La pubblicità informativa deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti alla “pubblicità” professionale dopo il c.d. Decreto Bersani - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
I limiti alla “pubblicità” professionale dopo il c.d. Decreto Bersani - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 La c.d. legge Bersani non consente una pubblicità indiscriminata, ma la diffusione di specifiche informazioni sull’attività, al fine di orientare razionalmente le scelte di colui che ricerchi assistenza, nella libertà di fissazione di compenso e della modalità del suo calcolo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 In ipotesi di rilascio di interviste agli organi di stampa da parte dell’avvocato, non può comportare violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si esclude “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2013, n. 37
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2013, n. 37 I principi in tema di pubblicità di cui alla legge 248/2006 (c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici, giacché la peculiarità e la specificità della...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204
I limiti deontologici alla pubblicità professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204 La pubblicità informativa è consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, sicché può essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204
Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204 In ipotesi di rilascio di interviste agli organi di stampa da parte dell’avvocato, non può comportare violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si esclude “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204
I limiti deontologici alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 204 I principi in tema di pubblicità di cui alla L. n. 248/2006 (di conversione del c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici: la peculiarità e la specificità...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Vietato il volantinaggio con cui si offrono prestazioni professionali gratuite - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170
Vietato il volantinaggio con cui si offrono prestazioni professionali gratuite - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170 L’offerta di prestazioni professionali (nella specie, attraverso un volantino), senza adeguati requisiti informativi e comunque a costi molto bassi o, addirittura, a titolo gratuito appare suggestiva e attrattiva della clientela in maniera incompatibile con la dignità e il decoro. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti alla “pubblicità” professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170
I limiti alla “pubblicità” professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 170 L’introduzione nel nostro ordinamento della normativa nota come Bersani non ha consentito una pubblicità indiscriminata ma solo ed esclusivamente la diffusione di specifiche informazioni sull’attività, sui contenuti, sui prezzi e le altre condizioni di offerta dei servizi professionali, al fine di orientare razionalmente le scelte di colui che...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10I limiti alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152
I limiti alla pubblicità professionale (dopo il c.d. Decreto Bersani) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152 I principi in tema di pubblicità di cui alla L. n. 248/2006 (di conversione del c.d. Decreto Bersani), pur consentendo al professionista di fornire specifiche informazioni sull’attività e i servizi professionali offerti, non legittimano tuttavia una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici: la peculiarità e la specificità della...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152
Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152 A seguito dell’entrata in vigore della normativa nota come “Bersani”, il codice deontologico forense consente non una pubblicità indiscriminata (ed in particolare non comparativa ed elogiativa), ma la diffusione di specifiche informazioni sull’attività, anche sui prezzi, i contenuti e le altre condizioni di offerta di servizi professionali, al fine di orientare razionalmente...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152
La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 152 L’informazione sull’attività professionale, ai sensi degli artt. 17 e 17 bis cod. deont., deve essere rispettosa della dignità e del decoro professionale e quindi di tipo semplicemente conoscitivo, potendo il professionista provvedere alla sola indicazione delle attività prevalenti o del proprio curriculum, ma non deve essere mai né comparativa...
art. 35 - Dovere di corretta informazione (2014) - Foroeuropeo freccia_27_10La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista- era in...


 

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