Incompatibilià - Ufficio legale ente pubblico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 166

L’ufficio legale dell’ente pubblico cui fa riferimento l’eccezione al regime delle incompatibilità disciplinato dall’art. 3 L.P.F. deve costituire un’unità organica autonoma e gli avvocati ad esso addetti devono esercitare le funzioni di competenza con sostanziale estraneità all’apparato amministrativo dell’ente, in una posizione d’indipendenza da tutti i settori previsti dall’organico. Il contemporaneo svolgimento di un attività legale e di una attività amministrativa non consente pertanto di ritenere integrato l’essenziale requisito dell’esclusività che, inteso in senso oggettivo ed esterno, assicura l’autonomina della funzione, ne garantisce l’indipendenza e la preserva da condizionamenti derivanti dall’attività amministrativa. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Vermiglio, Rel. Vermiglio), sentenza del 29 novembre 2012, n. 166

 Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 166

FATTO
Il Consiglio dell’Ordine di Roma, con atto dell’8 Luglio 2010, deliberava di cancellare l’avvocato L. V. dall’Albo degli avvocati istituito presso lo stesso Consiglio per incompatibilità ex art.3 del R.D.L. n. 1578/1933, sull’assunto della inesistenza dell’Ufficio Legale presso l’Agenzia delle Entrate conforme alla normativa e alla delibera del Consiglio dell’Ordine di Roma approvata in data 28 ottobre 2004 che regola l’iscrizione nell’Elenco Speciale annesso all’Albo.
Avverso detta delibera propone ricorso l’avv. V., in data 30 giugno 2011 e chiede a questo Consiglio Nazionale di sospendere il provvedimento impugnato, di dichiararne la nullità,
nonchè di dichiarare la sua reiscrizione nell’albo degli Avvocati di Roma – Elenco Speciale Agenzie Entrate.
Chiede altresì di dichiarare, nella denegata ipotesi di rigetto del ricorso, che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma è responsabile delle spese ingiustamente da lui sostenute, per l’iscrizione e il mantenimento all’Albo, condannando lo stesso Consiglio al risarcimento delle stesse, oltre interessi e rivalutazione.
Il ricorso si fonda sui seguenti motivi:
a) il ricorrente deduce la violazione del termine per la notifica del provvedimento evidenziando che, in base all’art. 37 del R.D.L. n. 1578/1933 convertito in legge n. 36 del 22.01.1934 “le deliberazioni del Consiglio dell’Ordine in materia di cancellazione sono notificate, entro 15 giorni all’interessato ed al Pubblico Ministero presso la Corte d’appello”. Nel caso in questione il provvedimento di cancellazione contenuto nella delibera adottata in sede di adunanza del 08.07.2010 è stato notificato soltanto in data 14.06.2011 ;
b) deduce altresì la mancanza delle ipotesi di incompatibilità previste dall’art. 3 del R.D.L. n. 1578/1933, sostenendo che l’attività svolta e la sussistenza di titoli, presentati e valutati dal Consiglio degli Avvocati di Roma in base ai quali fu deliberata l’iscrizione nell’albo, sono rimasti invariati dall’anno 2007, né sono sorti eventi nuovi che giustificano la cancellazione.
Il presente procedimento è stato trattato nella seduta giurisdizionale del 26 gennaio 2012 e poi rinviato su richiesta dell’avv. V., il quale, non potendo comparire per motivi familiari, faceva pervenire una nota riportandosi integralmente a quanto dedotto.
Nella medesima seduta, il P.M., rilevata preliminarmente la probabile intempestività del deposito del ricorso, ne chiedeva l’inammissibilità e/o il rigetto in quanto infondato.
All’sito dell’istruttoria, il C.N.F. con ordinanza emessa e depositata in pari data, riteneva di acquisire le notizie:
-se in data 29 giugno 2011, Festività dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, gli Uffici del COA di Roma fossero o meno aperti al pubblico (ciò al fine di verificare la tempestività o meno del ricorso depositato il giorno successivo e ciòè il 30 giugno 2011);
-circa l’attività svolta dall’Ufficio Legale, nonché sulla sua composizione, sulla collocazione dell’avvocato V. nella pianta organica dell’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale n. 1 – Ufficio Territoriale di Roma;
- circa il nominativo del Direttore dell’Ufficio Legale e il suo status di avvocato nonché notizie in merito alle mansioni svolta in detto Ufficio dell’avvocato L. V..
Con nota del 10 aprile 2012, prot. 7436, il COA di Roma comunicava che gli uffici dell’Ordine degli avvocati di Roma il giorno 29 giugno di ogni anno rimangono chiusi in occasione della festa patronale dei Santi Pietro e Paolo.
Con riferimento alle altre informazioni il Direttore della Direzione Provinciale Prima di Roma comunicava:
1. che una delle articolazioni della Direzione Provinciale Prima di Roma era costituita dall’area Legale che si occupava, prevalentemente, della difesa dell’Agenzia davanti agli organi della giustizia tributaria;
2. che l’area legale della suddetta direzione era diretta da un capo area (dott.V. P.) e suddivisa in 7 team, due dei localizzati presso l’ufficio territoriale di Roma 3 – Settebagni, di cui non costituivano articolazioni, essendo U.T. di Roma 3 altra e distinta articolazione della Direzione Provinciale Prima di Roma;
3. che né nell’organico dell’Area Legale né in quello dell’intera Direzione Provinciale esisteva un dipendente di nome V. L..
DIRITTO
Il reclamo è infondato e va rigettato .
Il ricorrente evidenzia che in base all’art. 37 del R.D.L. n. 1578/1933, convertito in legge n. 36 del 22.01.1934, “le deliberazioni del Consiglio dell’Ordine in materia di cancellazione sono notificate entro 15 giorni all’interessato ed al Pubblico Ministero presso la Corte d’appello”.
Nel caso in questione il provvedimento di cancellazione di cui alla delibera adottata in sede di adunanza del 08.07.2010 è stato notificato soltanto in data 14.06.2011 .
In tema di inosservanza del termine per la notifica del provvedimento di cancellazione dall’albo per incompatibilità questo Consiglio ha sempre osservato che :
1) il termine di quindici giorni previsto dall’art. 37 r.d.l. 1578/33 per il deposito della decisione del C.d.O. in materia d’iscrizione o cancellazione all’albo non ha natura perentoria e la sua inosservanza non determina la inefficacia del provvedimento adottato ma comporta soltanto lo spostamento del termine per l’impugnazione dinanzi al C.N.F.
(Cons.Naz.Forense 20.02.2012 n. 15)
2) Il termine di 15 giorni previsto dalla legge professionale per la notifica del provvedimento di cancellazione dall’albo previsto dall’art. 3 r.d.l. 1578/33 ha natura ordinatoria, pertanto la notifica oltre il termine predetto non produce nullità di alcun tipo.
( Cons.Naz.Forense 08.10.1996 n. 122)
3) Il termine di quindici giorni per la notifica del provvedimento di cancellazione disposto dall’art. 37 l.p.f. deve ritenersi di natura ordinatoria e non perentoria e la sua inosservanza quindi non determina alcuna nullità od inefficacia della deliberazione.
(Cons.Naz.Forense 24.05.1996 n. 79) .
Con il secondo motivo di ricorso l’avv. V. rappresenta che, ex art. 3 del R.D.L. n. 1578/1933, non può essere considerata incompatibile l’attività svolta dagli “avvocati (ed i procuratori) degli uffici legali istituiti sotto qualsiasi denominazione ed in qualsiasi modo presso gli entri di cui allo stesso secondo comma, per quanto concerne le cause e gli affari propri dell’ente presso il quale prestano la loro opera . Essi sono iscritti nell’elenco speciale annesso all’albo”.
In materia questo Consiglio Nazionale Forense ha sempre affermato che:
a) L’ufficio legale dell’ente pubblico cui fa riferimento l’eccezione al regime delle incompatibilità disciplinato dall’art. 3 L.P.F. deve costituire un’unità organica autonoma e gli avvocati ad esso addetti devono esercitare le funzioni di competenza con sostanziale estraneità all’apparato amministrativo dell’ente, in una posizione d’indipendenza da tutti i settori previsti dall’organico. Il contemporaneo svolgimento di un attività legale e di una attività amministrativa non consente pertanto di ritenere integrato l’essenziale requisito dell’esclusività che, inteso in senso oggettivo ed esterno, assicura l’autonomina della funzione, ne garantisce l’indipendenza e la preserva da condizionamenti derivanti dall’attività amministrativa.
(Cons.Naz.Forense 15.12.2011 n. 213).
b) L’Ufficio Legale dell’Ente Pubblico , cui fa riferimento l’eccezione al regime delle incompatibilità disciplinato dall’art. 3 L.P.F. deve costituire un’unità organica autonoma e gli avvocati ad esso addetti devono esercitare le funzioni di competenza con sostanziale estraneità all’apparato amministrativo dell’Ente, in una posizione d’indipendenza da tutti i settori previsti dall’organico. Deve pertanto ritenersi legittimo il provvedimento di cancellazione dall’Elenco Speciale annesso all’Albo degli Avvocati, qualora, come nella specie, il ricorrente, per le importanti e peculiari diverse funzioni che esercita nell’ambito della Cassa di Risparmio, si trovi in una condizione per la quale il contemporaneo svolgimento di un attività legale e di una attività amministrativa
non consenta di ritenere integrato l’essenziale requisito dell’esclusività che, inteso in senso oggettivo ed esterno, assicura l’autonomia della funzione, ne garantisce l’indipendenza e la preserva da condizionamenti derivanti dall’attività amministrativa.
(Cons.Naz.Forense 01.06.2011 n. 84)
Ma vi è di più !
Nel caso di specie, la nota datata 26.3.2012, a firma del Direttore Provinciale I di Roma dell’Agenzia delle Entrate, riferisce che “né nell’organico dell’Area Legale né in quello dell’intera Direzione Provinciale esiste un dipendente di nome V. L.”.
P.Q.M.
Il Consiglio Nazionale forense, riunito in Camera di Consiglio;
visti gli artt. 50 e 54 del R.D.L. 27.11.1933 n. 1578 e 59 e segg. del R.D. 22.01.1934, n. 37;
respinge il ricorso.
Così deciso in Roma lì 12 luglio 2012
IL SEGRETARIO f.f. IL PRESIDENTE f.f.

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