Compenso unico

08/10/1969 Compenso unicoNell'ipotesi che più parti del processo siano state assistite, anche in virtù di mandati distinti, dal medesimo difensore, questi ha diritto a un unico compenso nei confronti di tutte, quando abbia prestato un'attività difensiva sostanzialmente unica. Siffatto regolamento va affermato anche in relazione alla normativa preesistente all'entrata in vigore delle disposizioni generali contenute nella deliberazione del Consiglio Nazionale Forense 5 febbraio 1965, approvata con D.M. 2 aprile 1965, in cui il suddetto principio ha trovato espressione, in materia di cause civili. Pertanto, poiché l'identità della prestazione cui siano tenuti più debitori importa, a norma dell'art. 1294 c.c., ove la legge o il titolo non disponga diversamente, la solidarietà passiva dell'obbligazione, una volta ritenuto che il professionista creditore ha diritto, in detta ipotesi, a un compenso unico, ne discende che i clienti condebitori sono tenuti al pagamento in solido. Corte di Cassazione, Sez. II, n. 3218 dell'8 ottobre 1969

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