rinuncia totale o parziale ai compensi minimi

28/06/1984 rinuncia totale o parziale ai compensi minimi L'inderogabilità dei minimi tariffari stabilita dall'art. 24 legge 13 giugno 1942, n. 794, comporta la nullità della convenzione normativa tra il cliente e il professionista nella parte in cui, per determinati affari, contempli una rinuncia totale o parziale ai compensi minimi, qualora la rinuncia medesima non si ricolleghi a un fine di liberalità meritevole di tutela, ma risulti strumento del legale per conseguire maggiori vantaggi economici attraverso un non consentito accaparramento di affari futuri; la funzione pubblica del cliente (nella specie: Inam) non può essere, di per sé, causa di gratuità totale o parziale delle prestazioni né, ancora, la deroga ai minimi tariffari può trovare giustificazione nella natura semplice e ripetitiva dei vari affari perché la c.d. standardizzazione delle pratiche può incidere, unicamente, sulla determinazione dei compensi (tra il minimo e il massimo) ma non giustificare la disapplicazione delle tariffe stesse. Corte di Cassazione n. 3814 del 28 giugno 1984

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