Procedimento disciplinare - fede privilegiata - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 70

Le accuse del P.M. non hanno fede privilegiata rispetto alle difese dell’incolpato

Nell’ambito del procedimento disciplinare, l’esponente -chiunque esso sia- non ha dignita` maggiore rispetto all’incolpato, il quale gode della presunzione di “innocenza” al pari di qualsiasi “convenuto” e deve, in ogni caso, essere giudicato per quanto commesso ed accertato e non per la “qualita`” di chi ha formulato la doglianza o la segnalazione (Nel caso di specie, il Consiglio territoriale aveva ritenuto che la documentazione dimessa dall’incolpato fosse probatoriamente irrilevante sol perché contrastante con “gli esiti degli accertamenti indicati dalla Procura”).

Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 70

 

Stampa Email

Articoli collegati

eBook - manuali

Procedimento disciplinare - fede privilegiata - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 70 - Foroeuropeo puntorIl procedimento di revoca giudiziale dell’amministratore del condominio

eBook - manuali glossario

Procedimento disciplinare - fede privilegiata - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 70 - Foroeuropeo puntovGlossario - relativo alla protezione delle persone fisiche

chi siamo        contatti            collabora con noi                        pubblicità note legali -                          hanno collaborato           privacy - informativa trattamento dati
FOROEUROPEO - Settimanale di informazione giuridica - Rivista Specialistica Ordine Giornalisti Lazio - Reg. n.98/2014 Tribunale di Roma - Direttore Editoriale avv. Domenico Condello
Foroeuropeo S.r.l. - Via Cardinal de Luca 1 - 00196 Roma - C.F.- P.I . 13989971000 - Reg. Imprese Roma - Copyright © 2001 - tutti i diritti riservati