Rilevanza deontologica della vita privata del professionista

La (potenziale) rilevanza deontologica della vita privata del professionista 

Deve ritenersi disciplinarmente responsabile l’avvocato per le condotte che, pur non riguardando strictu sensu l’esercizio della professione, ledano comunque gli elementari doveri di probita', dignita' e decoro e, riflettendosi negativamente sull’attivita' professionale, compromettono l’immagine dell’avvocatura quale entita' astratta con contestuale perdita di credibilita' della categoria.
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102

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