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2.1.3 la competenza territoriale

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2.1.3 Principi generali: competenza territoriale

la competenza territoriale

L’avvocato che notifica in proprio non ha limiti di competenza territoriale.

Giurisprudenza

Questioni attinenti alla relativa competenza territoriale

Il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla legge n. 53 del 1994 (che si affianca alle forme tradizionali di notificazione) si basa sull'eliminazione del coinvolgimento della figura dell'ufficiale giudiziario, in quanto il difensore è stato trasformato in organo del relativo procedimento notificatorio. Ne consegue che - a differenza di quanto avviene per l'ufficiale giudiziario, per il quale, in quanto inserito nell'organico giudiziario, vige il principio fondamentale della competenza territoriale - nei confronti dell'avvocato non può configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non incontrando egli alcun limite territoriale alla sua potestà notificatoria. (Fattispecie relativa alla notificazione di una sentenza impugnata con ricorso per cassazione). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 1938 del 19/02/2000 

In tema di notificazione eseguita dall'avvocato ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53, non può configurarsi alcuna questione di competenza per territorio, detta legge non ponendo limiti territoriali alla potestà notificatoria in essa contemplata. (Fattispecie relativa alla notificazione di un ricorso per cassazione). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10077 del 25/06/2003

Consiglio di Stato 5185/2015)

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 2.1.5 Gli adempimenti successivi alla notifica 2.1.5 Gli adempimenti successivi alla notifica

2.1.5 Principi generali: adempimenti successivi alla notifica

  gli adempimenti successivi alla notifica

La notifica di alcuni atti determina la necessità da parte del notificante di effettuare anche alcuni adempimenti successivi previsti dal codice.

Per gli atti di impugnazione e gli atti di opposizione a decreto ingiuntivo l’avvocato deve dare avviso alla Cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento.

Per l’intimazione di sfratto notificata in proprio, qualora l’atto non sia stato ricevuto personalmente dal destinatario l’avvocato deve inviare la raccomandata ai sensi dell’art. 660 c.p.c.

Giurisprudenza

Appello - omesso deposito della copia presso la segreteria della commissione tributaria provinciale contenzioso tributario

In tema di contenzioso tributario, ai fini della regolare proposizione dell'appello dinanzi alle commissioni tributarie regionali, la notifica a mezzo posta, eseguita ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53, equivale in tutto e per tutto a quella effettuata a mezzo ufficiale giudiziario, con la conseguenza che l'inammissibilità, prevista dalla seconda parte del comma 2 dell'art. 53, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (nel testo modificato dall'art. 3-bis del d.l. 30 settembre 2005 n. 203 convertito in legge 2 dicembre 2005 n. 248), nel caso di omesso deposito della copia dell'appello presso la segreteria della commissione tributaria provinciale, che ha pronunciato la sentenza impugnata, deve ritenersi riferita non agli atti di appello notificati per posta ai sensi della menzionata legge n. 53 del 1994, ma solo al caso in cui la notifica sia stata eseguita a mezzo raccomandata, così come consentito dall'art. 16, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992. Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 6811 del 24/03/2011

Onere del difensore di depositare la copia dell'atto notificato in cancelleria ex art. 123 disp. att. cod. proc. civ.

In tema di notificazione delle impugnazioni, l'omissione del deposito prescritto dall'art. 123 disp. att. cod. proc. civ., posto a carico del difensore notificante dall'art. 9 della legge 21 gennaio 1994, n. 53, non produce la nullità della notifica, ai sensi dell'art. 11 della stessa legge; infatti, questa norma ricollega tale sanzione, oltre che alla mancanza dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla legge ed all'incertezza sulla persona cui è stata consegnata la copia dell'atto o sulla data della notifica, alla inosservanza delle "disposizioni di cui agli articoli precedenti", ma tale ultima espressione ellittica va riferita a quegli scarti dal modello legale, verificatisi nel procedimento di notifica, che abbiano inciso sul suo regolare perfezionamento e non anche all'omissione di un adempimento che si colloca, teleologicamente e temporalmente, su di un pian distinto ed ulteriore. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 4704 del 25/02/2011.

 2.1.4 Il perfezionamento della notifica 2.1.4 Il perfezionamento della notifica

2.1.4 Principi generali: perfezionamento della notifica

 il perfezionamento della notifica

Il perfezionamento della notifica in proprio segue i principi generali e, pertanto, anche il principio della scissione degli effetti per il notificante e per il destinatario prevista dall’art. 149 c.p.c. (Sentenza della corte costituzionale n. 477/2002)

 Giurisprudenza:

Principio della scissione degli effetti per il notificante e per il destinatario

Il principio della scissione degli effetti della notificazione per il notificante ed il destinatario, previsto dall'art. 149 cod. proc. civ., è applicabile anche alla notificazione effettuata dall'avvocato, munito della procura alle liti e dell'autorizzazione del consiglio dell'ordine cui è iscritto, a norma dell'art. 1 della legge 21 gennaio 1994, n. 53. Ne consegue che, per stabilire la tempestività o la tardività della notifica, rileva unicamente la data di consegna del plico all'agente postale incaricato del recapito secondo le modalità stabilite dalla legge 20 novembre 1982, n. 890. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15234 del 03/07/2014

Mancato perfezionamento per ragioni non imputabili al notificante procedimento civile

In tema di notificazioni degli atti processuali, qualora la notificazione dell'atto, da effettuarsi entro un termine perentorio, non si concluda positivamente per circostanze non imputabili al richiedente, questi ha la facoltà e l'onere - anche alla luce del principio della ragionevole durata del processo, atteso che la richiesta di un provvedimento giudiziale comporterebbe un allungamento dei tempi del giudizio - di richiedere all'ufficiale giudiziario la ripresa del procedimento notificatorio, e, ai fini del rispetto del termine, la conseguente notificazione avrà effetto dalla data iniziale di attivazione del procedimento, sempreché la ripresa del medesimo sia intervenuta entro un termine ragionevolmente contenuto, tenuti presenti i tempi necessari, secondo la comune diligenza, per conoscere l'esito negativo della notificazione e per assumere le informazioni ulteriori conseguentemente necessarie. (In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha escluso la tardività del ricorso per cassazione - per inosservanza del termine annuale, ex art. 327 cod. proc. civ., nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dalla legge n. 69 del 2009 - in quanto l'atto risultava rispedito per la notifica al domiciliatario in seguito alla riattivazione del procedimento notificatorio effettuata, successivamente alla scadenza del termine lungo, dopo pochi giorni dalla conoscenza dell'esito negativo del primo per irreperibilità del destinatario). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 6846 del 22/03/2010

Perfezionamento nei riguardi del notificante

In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, il principio, derivante dalla sentenza n. 477 del 2002 della Corte costituzionale, secondo cui la notificazione a mezzo posta deve ritenersi perfezionata per il notificante con la consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, ha carattere generale, e trova pertanto applicazione anche nell'ipotesi in cui la notifica a mezzo posta venga eseguita, anziché dall'ufficiale giudiziario, dal difensore della parte ai sensi dell'art. 1 della legge n. 53 del 1994, essendo irrilevante la diversità soggettiva dell'autore della notificazione, con l'unica differenza che alla data di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario va in tal caso sostituita la data di spedizione del piego raccomandato, da comprovare mediante il riscontro documentale dell'avvenuta esecuzione delle formalità richieste presso l'Ufficio postale, non estendendosi il potere di certificazione, attribuito al difensore dall'art. 83 cod. proc. civ. alla data dell'avvenuta spedizione, e non essendo una regola diversa desumibile dal sistema della legge n. 53 del 1994. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto tempestivamente proposto un ricorso per cassazione spedito al sessantesimo giorno dalla notifica della sentenza, come da attestazione dell'ufficio postale apposta su "striscette" meccanizzate applicate alle buste recanti le copie del ricorso notificate ai controricorrenti e da questi prodotte). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17748 del 30/07/2009

Perfezionamento nei riguardi del notificante e del destinatario

In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, a seguito della pronunzia n. 477 del 2002 della Corte Costituzionale, la notificazione a mezzo posta deve ritenersi tempestiva per il notificante al solo compimento delle formalità direttamente impostegli dalla legge, ossia con la consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario, mentre per il destinatario resta fermo il principio del perfezionamento della notificazione soltanto alla data di ricezione dell'atto, attestata...

 2.1.4 l'orario per la notifica degli atti 2.1.4 l'orario per la notifica degli atti

2.1.4 Principi generali: orario per la notifica degli atti

 l'Orario per la notifica

La notifica a mezzo Ufficiale giudiziario può essere fatta, ai sensi dell’art.147 c.p.c., dalle ore 7 fino alle ore 21.

La notifica a mezzo PEC eseguita dopo le ore 21 si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo.

 

 2.1.2 gli atti notificabili 2.1.2 gli atti notificabili

2.1.2 Principi generali: gli atti notificabili

    Gli atti notificabili in proprio

-gli atti in materia civile e amministrativa;

-gli atti stragiudiziali.

L’avvocato non può notificare in proprio gli atti di esclusiva competenza dell’ufficiale giudiziario e precisamente: -l’intimazione dei testi art. 250 c.p.c. (esclusa quella diretta predisposta dal legale con RR, -Il preavviso di sfratto; - i pignoramenti immobiliari e presso terzi, -le offerte reali

-materia penale

Non si possono notificare in proprio, perché non previsto dalla legge, gli atti giudiziari in materia penale (atto di costituzione di parte civile, atto di intimazione di testi.

-materia tributaria

 

 l'Orario per la notifica

La notifica a mezzo Ufficiale giudiziario può essere fatta, ai sensi dell’art.147 c.p.c., dalle ore 7 fino alle ore 21.

La notifica a mezzo PEC eseguita dopo le ore 21 si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo.


  la competenza territoriale

L’avvocato che notifica in proprio non ha limiti di competenza territoriale.

 

Giurisprudenza

Questioni attinenti alla relativa competenza territoriale

Il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla legge n. 53 del 1994 (che si affianca alle forme tradizionali di notificazione) si basa sull'eliminazione del coinvolgimento della figura dell'ufficiale giudiziario, in quanto il difensore è stato trasformato in organo del relativo procedimento notificatorio. Ne consegue che - a differenza di quanto avviene per l'ufficiale giudiziario, per il quale, in quanto inserito nell'organico giudiziario, vige il principio fondamentale della competenza territoriale - nei confronti dell'avvocato non può configurarsi alcuna questione di competenza territoriale, non incontrando egli alcun limite territoriale alla sua potestà notificatoria. (Fattispecie relativa alla notificazione di una sentenza impugnata con ricorso per cassazione). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 1938 del 19/02/2000

 

In tema di notificazione eseguita dall'avvocato ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53, non può configurarsi alcuna questione di competenza per territorio, detta legge non ponendo limiti territoriali alla potestà notificatoria in essa contemplata. (Fattispecie relativa alla notificazione di un ricorso per cassazione). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10077 del 25/06/2003

Consiglio di Stato 5185/2015)


il perfezionamento della notifica

Il perfezionamento della notifica in proprio segue i principi generali e, pertanto, anche il principio della scissione degli effetti per il notificante e per il destinatario prevista dall’art. 149 c.p.c. (Sentenza della corte costituzionale n. 477/2002)

 

Giurisprudenza:

Principio della scissione degli effetti per il notificante e per il destinatario

Il principio della scissione degli effetti della notificazione per il notificante ed il destinatario, previsto dall'art. 149 cod. proc. civ., è applicabile anche alla notificazione effettuata dall'avvocato, munito della procura alle liti e dell'autorizzazione del consiglio dell'ordine cui è iscritto, a norma dell'art. 1 della legge 21 gennaio 1994, n. 53. Ne consegue che, per stabilire la tempestività o la tardività della notifica, rileva unicamente la data di consegna del plico all'agente postale incaricato del recapito secondo le modalità stabilite dalla legge 20 novembre 1982, n. 890. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15234 del 03/07/2014

Mancato perfezionamento per ragioni non imputabili al notificante procedimento civile

In tema di notificazioni degli atti processuali, qualora la notificazione dell'...

 2.1.1 normativa di riferimento 2.1.1 normativa di riferimento

2.1.1 Principi generali:la normativa di riferimento

     Le fonti normative

LEGGE 21 gennaio 1994, n. 53 Facolta' di notificazioni di atti civili, amministrativi e stragiudiziali per gli avvocati e procuratori legali.

Alcuni articoli dei seguenti provvedimenti:

DM 44/2011. Regole tecniche per l'adozione nel processo civile e penale delle tecnologie dell'informazione e comunicazione come successivamente modificato;

Specifiche tecniche DGsia 16/4/2014

Espliciti richiami sono previsti ai seguenti provvedimenti legislativi:

DLgs 82/2005 Codice dell’amministrazione digitale;

DPR 68/2005 La posta elettronica certificata.


    Gli atti notificabili in proprio

-gli atti in materia civile e amministrativa;

-gli atti stragiudiziali.

L’avvocato non può notificare in proprio gli atti di esclusiva competenza dell’ufficiale giudiziario e precisamente: -l’intimazione dei testi art. 250 c.p.c. (esclusa quella diretta predisposta dal legale con RR, -Il preavviso di sfratto; - i pignoramenti immobiliari e presso terzi, -le offerte reali

-materia penale

Non si possono notificare in proprio, perché non previsto dalla legge, gli atti giudiziari in materia penale (atto di costituzione di parte civile, atto di intimazione di testi.

-materia tributaria

4.3 Indirizzi ufficiali PEC 4.3 Indirizzi ufficiali PEC

4.3 Principi generali: Indirizzi ufficiali PEC

Indirizzi ufficiali PEC

Il legislatore dovendo fornire maggiori garanzie e certezze sul sistema della Pec ha previsto che l’indirizzo Pec, in determinate attività, deve avere il requisito della ufficialità e della pubblicità ed ha regolamentato e predisposto appositi elenchi con gli indirizzi Pec dei professionisti, delle Soc, i dati indicativi della PA.

L’indirizzo di posta elettronica ufficiale deve essere utilizzato sia come mittente che come destinatario ad esempio nelle notifiche in proprio da parte dell’avvocato, per il deposito telematico degli atti giudiziari.

Tutti i procedimenti come già precisato sono regolamentati dalle legge (DPR 68) e dai decreti attuati.

I pubblici elenchi

I pubblici elenchi contenenti gli indirizzi Pec sono i seguenti:

REGINDE;

INI-PEC;

PEC PA

ANPR

1.REGINDE

Il Registro Generale indirizzi elettronici (acronimo ReGINDE) è uno dei pubblici elenchi contenenti le PEC ufficiali.

Il DM 44/2011 regolamenta il registro generale degli indirizzi elettronici (REGINDE) e art. 7 delle specifiche tecniche (G.U n. 99 del 30.04.2014).

Contenuto

Il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE) è gestito dal Ministero della Giustizia e contiene i dati identificativi nonché l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dei soggetti abilitati esterni.

I soggetti abilitati esterni previsti nel D.M 44/2011sono:

- i soggetti appartenenti ad un ente pubblico;

- i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge;

- gli ausiliari del giudice non appartenenti ad un ordine di categoria o che appartengono ad ente/ordine professionale che non abbia ancora inviato l’albo al Ministero della giustizia (questo non si applica per gli avvocati, il cui specifico ruolo di difensore implica che l’invio dell’albo deve essere sempre fatto dall’ordine di appartenenza o dall’ente che si difende).

I soggetti abilitati all'utilizzo dei servizi di consultazione di informazioni e trasmissione di documenti informatici relativi al processo. In particolare si intende per:

1) soggetti abilitati interni: i magistrati, il personale degli uffici giudiziari e degli UNEP;

2) soggetti abilitati esterni: i soggetti abilitati esterni privati e i soggetti abilitati esterni pubblici.

-soggetti abilitati esterni privati: i difensori delle parti private, gli avvocati iscritti negli elenchi speciali, gli esperti e gli ausiliari del giudice;

-soggetti abilitati esterni pubblici: gli avvocati, i procuratori dello Stato e gli altri dipendenti di amministrazioni statali, regionali, metropolitane, provinciali e comunali;

L’ utente privato: la persona fisica o giuridica, quando opera al di fuori dei casi previsti sub 1) 2),

(Regolamento recante: «Regole tecniche per l'adozione nel processo civile e penale delle tecnologie dell'informazione e comunicazione - modifiche al decreto ministeriale 21 febbraio 2011, n. 44)

Il ReGIndE non gestisce informazioni già presenti in registri disponibili alle P.A., nell’ambito dei quali sono recuperati, ad esempio ai fini di eseguire notifiche ex art. 149 bis c.p.c., gli indirizzi di PEC delle imprese o le CEC-PAC dei cittadini.

Inserimento dei dati nel Reginde

L’inserimento di un soggetto abilitato esterno nel RegIndE avviene

-da parte di ordini professionali;

-da parte di Enti pubblici.

L’alimentazione del Reginde, per gli avvocati, viene effettuata d’ufficio dal Consilio dell’Ordine.

Per i soggetti abilitati esterni che svolgono il ruolo di ‘difensore’ è obbligatorio che la registrazione venga eseguita dall’ordine professionale o dall’ente di appartenenza.

I professionisti ausiliari del giudice non iscritti ad un albo oppure i soggetti il cui l’ordine di appartenenza non abbia provveduto all’invio di copia dell’albo, ad eccezione degli avvocati, possono registrarsi al RegIndE rivolgendosi ad un Punto di Accesso o utilizzando l’apposita funzionalità disponibile sul Portale del Ministero.

Consultazione

Il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (acronimo ReGIndE), è consultabile all’interno dell’area riservata di questo Portale – sezione Servizi - dove viene messa a disposizione la funzione di ricerca alfabetica per cognome del soggetto iscritto nel registro (indicando almeno 2 iniziali); si può opzionalmente aggiungere ai parametri di ricerca anche l’ente di appartenenza scelto tra quelli censiti attraverso un apposito menù a tendina.

Il contenuto del ReGIndE è consultabile dai soggetti abilitati esterni tramite funzionalità disponibili sul proprio Punto di Accesso o sull’area riservata del Portale del Ministero.

La ricerca permette di visualizzare, per ciascun soggetto, le seguenti informazioni: Nome, Cognome,...

4.2  Posta elettronica4.2 Posta elettronica

4.2 Principi generali: Posta elettronica – semplice e certificata

Posta elettronica

La casella postale

Una casella postale (abbreviato anche in C.P.) era, ed è ancora, nel sistema tradizionale di comunicazione predisposto dalle poste un “piccolo contenitore chiuso” ricavato in un ufficio postale che viene numerato ed assegnato ad un utente per la ricezione della corrispondenza e come recapito personale.

La casella postale elettronica è uno “piccolo contenitore digitale” disponibile su un computer collegato stabilmente ad Internet. Questo spazio viene reso disponibile ad una persona, una società, un studio professionale, collegata ad un indirizzo elettronico.

A ciascuna casella possono essere associati uno o più indirizzi di e-mail.  La e-mail o email (abbreviazione dell'inglese «electronic mail», in italiano posta elettronica) è un servizio Internet grazie al quale ogni utente può inviare o ricevere dei messaggi.

Forma dell’indirizzo email

La e-mail ha la seguente forma – email ordinaria “cognome@dominio”, dove cognome è un nome scelto dall'utente, che identifica in maniera univoca, e “dominio” è un Domain Name System (DNS).

Es: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. dove condello è il nome dell’utente della casella, la @ (chiocciola) è il simbolo identificativo della posta elettronica e studiocondello.it è il nome a dominio. La e-mail non deve essere confusa con il nome del dominio.

La differenza tra “Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.” email e “www.studiocondello.it” nome a dominio dello studio è evidente.

L’Avvocato può essere titolare di uno o più indirizzi e-mail e di una o più caselle di posta elettronica.

Per risolvere il problema della consultazione, di tutte le caselle e-mail, di cui dispone l'utente, si attiva un servizio di re-indirizzamento. Con questo sistema i messaggi che arrivano sulle varie caselle e-mail vengono automaticamente inviati verso una sola casella.

Della posta ordinaria si è già detto e si è molto dibattuto in dottrina e giurisprudenza sulla validità e rilevanza di questo tipo di comunicazione considerata la difficile prova,

Accanto alla casella di posta (e-mail ordinaria) negli ultimi anni è stata creata la casella di posta elettronica certificata.

Il termine “certificata” caratterizza la funzione di questo nuovo sistema di comunicazione.

Posta elettronica certificata

Introduzione

La posta elettronica certificata (sigla: PEC) è regolamentata dal D.P.R. n. 68 dell’11/2/2005.

Tipologie

Nell’ambito della posta elettronica certificata si individuano oggi, in virtù di appositi provvedimenti legislativi, le seguenti tipologie di posta elettronica:

1 E-mail ordinaria di cui abbiamo già detto, e in virtù di alcuni provvedimenti legislativi le seguenti tipologie di posta elettronica certificata: posta elettronica certificata, (nota come Pec);

3.casella elettronica certificata per la Pubblica Amministrazione, identificata con l’acronimo CEC-PAC;

4.casella di posta elettronica del processo civile telematico, sigla CPE-PTC.

A) La Posta Elettronica Certificata (acronimo PEC) è il servizio che consente di inviare e ricevere documentazione digitale, con un elevato livello di sicurezza e di dare valore legale al processo di trasmissione dei messaggi.

B) La CEC PAC e’ la PEC utilizzabile nei rapporti tra la PA ed i cittadini e non può essere usata per le notifiche.

C) La CPE PTC è la casella di posta elettronica prevista dal processo civile telematico ma il legislatore nel 2011 l’ha eliminata sostituendola con la Pec.

Nel sistema della Pec sono importanti I soggetti interessati poichè la normativa determina una serie di conseguenze.

Soggetti interessati

Strumenti

Il programma di elaborazione del contenuto della email e del “trasporto” degli eventuali allegati;

-la ricevuta di accettazione;
-la ricevuta di presa in carico che attesta il passaggio tra i gestori della posta elettronica
-la ricevuta di non accettazione per problemi tecnici, virus, utilizzo di un indirizzo del mittente errato;
-la ricevuta di mancata consegna.

 

4.1 Domicilio digitale4.1 Domicilio digitale

4.1 Principi generali: Domicilio digitale

1.Domicilio digitale

Introduzione

Le nuove tecnologie hanno introdotto importanti innovazioni anche relativamente al domicilio dei cittadini, delle società, degli Enti e dei Professionisti.

Alla tradizionale definizione di domicilio prevista dal codice civile, recenti provvedimenti legislativi, hanno introdotto il domicilio digitale del cittadino, delle società, degli enti e dei professionisti iscritti agli albi.

Con riferimento al domicilio tradizionale l’art. 43 del c.c. stabilisce che il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Precisa poi l’art. 47 c.c. che si può eleggere domicilio speciale, espressamente per iscritto, per determinati atti o affari.

In sostanza il domicilio digitale è costituito da un indirizzo di posta elettronica certificata collocata in una casella di posta elettronica.

Il domicilio digitale assume diversa rilevanza con riferimento all’Ente che lo rilascia ed al soggetto che ne è titolare.

Domicilio digitale del cittadino

Art. 3-bis (Domicilio digitale del cittadino) (dlgs 82/2005 - Codice dell’amministrazione digitale)

1.Al fine di facilitare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini, e' facolta' di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione, secondo le modalita' stabilite al comma 3, un proprio indirizzo di posta elettronica certificata, rilasciato ai sensi dell'articolo 16-bis, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 quale suo domicilio digitale.

Domicilio digitale delle società

Domicilio digitale dei professionisti iscritti agli albi

L'art. 16 comma 7 del D.L. 185/2008, convertito nella Legge n. 2/2009, stabilisce che tutti i Professionisti iscritti negli Albi ed Elenchi istituiti con legge dello Stato devono comunicare entro il 29.11.2009, ai rispettivi Ordini o Collegi, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Questa normativa ha pertanto previsto l’obbligo anche per l’avvocato di attivare una casella di posta elettronica certificata ed avere un indirizzo email certificato.

Domicilio digitale della P.A.

Domicilio del difensore

La normativa vigente prevede per l’avvocato quattro tipologie di domicilio:

1.domicilio professionale;

2.domicilio professionale aggiunto;

3.domicilio digitale dell’avvocato come cittadino;

4.domicilio digitale professionale come “soggetto abilitato esterno” ai sevizi telematici;

5.domicilio ex lege.

Il domicilio professionale dell’avvocato è previsto dall’art. 7 della legge 247/2012 (la nuova legge professionale) e ipotizza anche un eventuale ulteriore domicilio (ufficio) ove l’avvocato può svolgere l’attività professionale dopo averlo comunicato al Consiglio dell’ordine competente per territorio. Il COA provvede ad inserire i dati in un apposito elenco. La mancata comunicazione è considerata una violazione deontologica dell’art. 7 L.P.

Domicilio digitale dell’avvocato previsto dall’art. 16 sexies d.l. 90/2014

L’art. 82 del R.D. n. 37/1934, recante norme integrative e di attuazione del R.D.L. n. 1578/1933, convertito in L. n. 36/1934, sancisce che gli avvocati quando “esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del Tribunale al quale sono assegnati, devono, all’atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso. In mancanza dell’elezione di domicilio, questo si intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria”

L’omessa elezione di domicilio presso la circoscrizione della sede dell’autorità giudiziaria adita determina un elezione di domicilio ex lege presso la cancelleria della autorità giudiziaria medesima.

La Corte di cassazione a Sezioni Unite era intervenuta su questo problema specificato che “dopo l'entrata in vigore delle modifiche degli artt. 366 e 125 cpc, apportate rispettivamente dall'art. 25, comma primo, lett. f), n. 1), L 183/2011, e dallo stesso art. 25, comma primo, lett. a), quest'ultimo modificativo a sua volta dell'art. 2, comma 35-ter, lett. a), DL. 13 agosto 2011, n. 138, conv. in L 14 settembre 2011, n. 148, e nel mutate contesto normativo che prevede ora in generale l'obbligo per il difensore di indicare, negli atti di parte, l‘indirizzo di posta elettronica certificata comunicato ai proprio ordine, si ha che dalla mancata osservanza dell'onere di elezione di domicilio di cui all’art. 82 per gli avvocati che esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati consegue la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell'...

 3.3.4 La notifica telematica a mezzo Pec - Trasmissione documenti 3.3.4 La notifica telematica a mezzo Pec - Trasmissione documenti

3.3.4 La notifica telematica a mezzo Pec - Messaggio imbustamento e trasmissione telematica

Notifica telematica - Trasmissione della documentazione

Dopo avere predisposto la documentazione in formato digitale necessaria bisogna attivare il sistema di notifica telematica ricordando, ancora una volta, che non è necessario avere un apposito programma poichè tutte le funzioni necessarie sono previste nella casella di posta elettronica certificata utilizzata.

Il programma della casella Pec, oltre a mettere a disposizione le funzioni necessarie per procedere con la notifica telematica, attiva anche la funzione di congiunzione prevista dall’art 83 del c.p.c.

È opportuno ricordare che le funzioni previste nella casella di posta elettronica certificata forniscono soltanto la prova relativamente a detta attività. I documenti inseriti nella busta per conferire loro la paternità devono essere pertanto firmati digitalmente con apposito programma.

I passaggi per attivare la notifica telematica

Fase 1 - Elaborazione del messaggio Pec e allegazione atti

Il procedimento da seguire:

  a-aprire la propria casella di posta elettronica certificata (Pec);

  b-inserire la PEC ufficiale del destinatario nell’apposito campo (è un dato necessario);

  c-inserire nell’oggetto la seguente frase (è un dato obbligatorio art. 3 bis comma 4 l. 53/1994): “Notificazione ai sensi della legge 53/1994”.

  d-inserire il seguente testo nel corpo del messaggio. E’ un dato facoltativo ma diventa obbligatorio ai sensi del comma 6 dell’art. 3 bis quando è pendente un giudizio. Può essere cosi formulato: Notifica atto giudiziario –Parte attrice … assistita dal sottoscritto difensore -–Parte convenuta …  - Autorità giudiziari adita: ….. Giudice … RG…. Udienza …

   e-allegare i documenti digitali predisposti

Attenzione I documenti devono essere sottoscritti in precedenza con la firma digitale.

Fase 2 - Invio del messaggio con gli allegati

Procedere con l’invio del messaggio attivando l’apposita funzione prevista nella casella di posta elettronica.

Il sistema informatico provvede automaticamente ad elaborare una apposita busta “telematica” che viene spedita al destinatario e di attivare il procedimento di congiunzione degli atti.

Fase 3 - Regolarità e perfezionamento della notifica

La prova della regolarità della notificazione viene data, sempre e automaticamnete dal sistema predisposto dalla Pec, con la ricezione da parte del mittente di alcuni files: le c.d. ricevute.

le c.d. ricevute

Le ricevute (in formato eml oppure msg) sono documenti informatici caratterizzati da un certificato proveniente dal soggetto (ente) che ha gestito le operazioni di consegna del messaggio. Detto certificato viene segnalato da una coccarda visibile quando il messaggio viene letto con un client di posta. 

Il sistema, dopo poco tempo, a conferma della regolarità della notifica e del momento in cui si è perfezionata, deve restituire le seguenti due ricevute:

  1-ricevuta di accettazione;

  2-ricevuta di consegna.

La ricevuta di accettazione viene inviata dal gestore Pec del mittente a conferma della presa in carico del messaggio. Questa ricevuta contiene i dati che costituiscono la prova dell’avvenuta spedizione, con l’indicazione di data e l’ora della operazione di invio della busta.

La ricevuta di avvenuta consegna viene invece inviata dal gestore Pec del destinatario il quale conferma che il messaggio è stato consegnato nella casella di posta elettronica certificata del destinatario.

La prova del perfezionamento della notifica è costituito dal messaggio di avvenuta consegna. Questo messaggio riporta tutte le indicazioni relative al momento esatto in cui la notifica si è perfezionata e contiene una copia integrale del messaggio inviato compresi tutti gli allegati.

La ricevuta è quella completa prevista dal dpr 68/2005.

      Nella ipotesi di problemi nella consegna al destinatario il mittente riceverà entro 24 ore un avviso di mancata consegna con l’indicazione dei motivi che hanno determinato detto inconveniente.

Le tipologie di messaggi di ritorno negativi:

  -ricevuto di mancata accettazione;

  -ricevuta di mancata consegna.

Perfezionamento della notifica a mezzo Pec

Nella procedura a mezzo Pec la notifica si perfeziona, ai sensi dell’art. 3 bis l. 53/1994, comma 3;

  -per il notificante quando viene generata la ricevuta di accettazione;

  -per il destinatario quando viene generata la ricevuta di avvenuta consegna).

Il perfezionamento della notifica in proprio segue i...

 3.3.1 Gli atti giudiziari digitali 3.3.1 Gli atti giudiziari digitali

3.3.1 Gli atti giudiziari digitali

Tipologie di atti giudiziari digitali

Un atto giudiziario da notificare, a mezzo Pec, deve essere elaborato in uno dei seguenti formati:

      -documento originale informatico – documento informatico nativo;

      -copia informatica di atto originariamente formato su supporto analogico. Documento informatico derivato;

      -documento digitale prelevato dal difensore dal fascicolo informatico da un punto di accesso.

Documento originale informatico – documento informatico nativo

L’atto principale, predisposto con i contenuti previsti dalla normativa di riferimento, deve essere elaborato con un normale programma di videoscrittura, rispettando obbligatoriamente alcune regole previste per creare il documento informatico e dopo deve essere sottoscritto dal difensore con la firma digitale.

       Elaborazione e contenuto

L’atto principale da notificare deve essere privo di “elementi attivi” e deve essere redatto nei formati previsti dalle Regole tecniche (art. 11 dm 44/2011) e stabilite dal Specifiche tecniche DGSIA del 16.04.2014 pubblicate sulla gazzetta ufficiale del 29 Aprile 2014, e dall’art. 3 bis l. 53/1994.

L’art. 18 del DM 44/20111 (Regole tecniche) e l’art. 19 bis Specifiche tecniche (Dgsia 16/4/2014) confermano i requisiti necessari su indicati e regolamentano le notificazioni eseguite dall’avvocato per via telematica di cui si parlerà specificatamente nelle pagine seguenti.

Da detta normativa si ricavano le indicazioni sul contenuto e sulle modalità da porre in essere per elaborare un documento digitale.

L’atto:

     -deve essere in formato pdf;

      -deve essere privo di elementi attivi;

       -deve essere un documento testuale senza restrizione per le operazioni di selezione e copia. Non è ammessa la scansione di immagini e il relativo inserimento nel documento;

       -deve essere sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata.

In pratica l’atto principale da notificare deve essere elaborato con un programma di videoscrittura fornito della funzione salva con nome PDF, non deve contenere immagini, campi variabili, macro o altre funzioni di programma. L’atto deve essere pertanto “puro testo” e deve essere salvato in PDF.

La verifica di avere elaborato un atto conforme può essere fatta aprendolo con il programma che visualizza i pdf e poi selezionando il testo con il mouse. Se il testo si seleziona integralmente e può essere copiato il documento è stato elaborato correttamente. La presenza di immagini o di altri elementi attivi non consentono detta operazione.

L’atto elaborato con le suddette modalità viene chiamato “atto giudiziario nativo PDF” o “documento originale informatico” dall’art. 19 bis delle citate specifiche tecniche.

       Sottoscrizione

L’atto giudiziario elaborato con le modalità descritte deve essere poi sottoscritto con la firma digitale dal difensore.

Il sistema di sottoscrizione si attiva con il programma apposito installato sul dispositivo contenente i certificati di autenticazione e di firma.

La procedura non necessita di capacità informatiche in quando, dopo avere attivato il programma e caricato il file contenente l’atto giudiziario, bisogna soltanto premere l’apposito pulsante previsto e seguire le procedure indicate.

 2.2.6  Marche notifica e diritti cancelleria 2.2.6 Marche notifica e diritti cancelleria

2.2.6 Principi generali: Marche notifica e diritti cancelleria

Marche notifica e diritti cancelleria

Il DL 90/2014, convertito in legge 114/2014, ha abolito, soltanto per la notifica a mezzo Pec, la marca prevista dal DPR 115/2002 e dalla l. 53/1994.

L’art. 52 del DL 90/2014 ha previsto che il difensore può estrarre copie informatiche dal fascicolo telematico di ufficio collegandosi ai servizi telematici giustizia da un punto di accesso.

 3.3.3 La relazione di notificazione 3.3.3 La relazione di notificazione

3.3.3 La relazione di notificazione

Relazione di notificazione

La relazione di notificazione è regolamentata dal codice di procedura civile con riferimento alla notifica da parte dell’ufficiale giudiziario e dagli art. 3, 3bis e 6 della l. 53/1994 con riferimento alla notifica in proprio dell’avvocato.

  Tipologie di relazione di notificazione

    -quando si notifica a mezzo del servizio postale (art.3 Legge 21 gennaio 1994 n.53);

    -quando si notifica al domiciliatario (art.4 Legge 21 gennaio 1994 n.53);

    -quando si notifica a mezzo PEC (art.3 bis Legge 21 gennaio 1994 n.53).

  

Quanto ai punti sub 1 e 2 si rinvia a quanto già precisato nei rispettivi paragrafi. 

  Relazione di notificazione in proprio a mezzo PEC

     Elaborazione

La relazione di notificazione a mezzo PEC è un documento informatico nativo PDF da sottoscrivere con firma digitale dal difensore.

     Contenuto

ai sensi dell’art. 3 bis comma 5 l. 53/1994, deve obbligatoriamente contenere:

     a) il nome, cognome ed il codice fiscale dell'avvocato notificante;

     c) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed il codice fiscale della parte che ha conferito la procura alle liti;

     d) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario;

     e) l'indirizzo di posta elettronica certificata a cui l'atto viene notificato;

     f) l'indicazione dell'elenco da cui il predetto indirizzo e' stato estratto;

     g) l'attestazione di conformità dell’atto da notificare trasformato dal difensore da analogico (cartaceo) in documento informatico. 

Per le notificazioni effettuate in corso di procedimento deve, inoltre, essere indicato l'ufficio giudiziario, la sezione, il numero e l'anno di ruolo.

La lettera b) (Gli estremi del provvedimento di autorizzazione del Consiglio dell’Ordine cui albo è iscritto.) prevista nella precedente formulazione dell’articolo è stata eliminata dal dl 90/2014 e, pertanto come si è già precisato il requisito della preventiva autorizzazione da parte del Consiglio dell’Ordine non è più necessario per la notifica a mezzo PEC. 

 E’ necessario evidenziare che l’avvocato sottoscrittore della relazione di notificazione assume la funzione di pubblico ufficiale (art. 6 l.53/1994) con tutte le conseguenze in sede penale e disciplinare. 

   Tipologie di relazione di notificazione

 Le formule tipo relative alla relazione di notifica

       1.la relazione di notifica a mezzo PEC con l’attestazione di conformità

       2.la relazione di notifica a mezzo PEC di documenti originali informatici 

1.la relazione di notifica a mezzo PEC con l’attestazione di conformità

RELAZIONE DI NOTIFICA A MEZZO POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA E ATTESTAZIONE DI CONFORMITA’ (art. 3 bis comma 5 e comma 2)

Il sottoscritto Avv. _ _ con studio in _ _, C.F. _ _, tel. _ _, fax _ _, Pec _ _, iscritto all’albo degli Avvocati presso l’Ordine degli Avvocati di _ _, ai sensi del disposto della L. 53/1994 e successive modificazioni,

quale difensore di _ _, residente in _ _ C.F. _ _

in virtù della procura alle liti, rilasciata su foglio analogico separato, debitamente sottoscritta e trasformata, in conformità a quanto previsto dall’art. 18 n. 5 D.M. 44/2011, in copia informatica per immagine e poi sottoscritta con la mia firma digitale,

NOTIFICO

a _ _ C.F. _ _ residente in _ _ , a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo PEC ufficiale _ _

estratto dall’elenco di riferimento tenuto da _ _,

ad ogni effetto di legge, l’atto originale informatico da me prodotto ed avente ad il seguente oggetto:  _ _

ATTESTO

che la procura alle liti, che trasmetto, anche ai fini della congiunzione all’atto principale come previsto dall’art. 83 comma 2 c.p.c., in allegato al presente messaggio, è un documento informatico, digitalizzato ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 3-bis comma 2 e 5 della L. 53/94 e dell’art. 22 comma 2 del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82,

PRECISO

che la presente relazione di notifica viene da me sottoscritta con firma digitale e trasmessa con il presente messaggio unitamente alla documentazione indicata.

_ _, li _ _

Avv. _ _

Memo: Per le notificazioni effettuate in corso di procedimento deve, inoltre, essere indicato l'ufficio giudiziario, la...

 3.3.2 La procura alle liti 3.3.2 La procura alle liti

3.3.2 La procura alle liti

Procura alle liti

  La procura

    -deve essere rilasciata dal cliente all’avvocato necessariamente prima di attivare la procedura della notifica diretta.  (art. 1 l. 53/1994)

    -deve essere rilasciata all’avvocato come difensore e non al domiciliatario poiché quest’ultimo può ricevere gli atti ma non può notificare.

    -deve essere un documento autonomo;

    -deve avere la forma della procura speciale;

    -può essere digitale nativa o digitale derivata;

    -deve essere sottoscritta con firma digitale;

    -deve essere congiunta all’atto a cui si riferisce

L'invio della procura alle liti con l’atto introduttivo del giudizio non è previsto dalla legge sulla notifica in proprio ma è necessitato dalla richiesta di congiunzione prevista dall’art. 83 c.p.c., :La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all’atto cui si riferisce, o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all’atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia (art. 83 c.p.c. co 3 secondo capoverso)

Tipologie di procura alle liti

      1.La procura digitale nativa

  -deve essere elaborata con un programma di videoscrittura,

  -non deve contenere elementi attivi

  -deve essere sottoscritta con la firma digitale da parte del cliente e poi da parte dall’avvocato.

  -deve essere salvata nel formato nativo pdf attivando la funzione salva con nome

  -deve essere un documento informatico originale sottoscritto con la doppia firma digitale.

       2.La procura digitale derivata

La procura tradizionale su supporto cartaceo può essere di due tipologie: procura al difensore o procura speciale autenticata da un Pubblico ufficiale.

  La procura al difensore

Elaborazione

    -deve essere editata con un programma di videoscrittura, stampata su supporto cartaceo e poi sottoscritta dal cliente e per autentica dal difensore.

    -deve essere trasformata, con la scansione, in documento digitale

    -deve essere sottoscritta nuovamente dal difensore, questa volta, con l’apposizione della firma digitale.

  La procura autenticata da un pubblico ufficiale

Anche in questo caso, dopo essere stata editata, stampata e sottoscritta deve essere scansionata e trasformata in documento informatico e poi firmata digitalmente dal difensore.

 3.3 Notifiche in proprio a mezzo Posta elettronica certificata - PEC 3.3 Notifiche in proprio a mezzo Posta elettronica certificata - PEC

3.3 Notifiche in proprio a mezzo Posta elettronica certificata - PEC

Notifiche in proprio a mezzo PEC

La normativa di riferimento

l. 53/1994 - Art. 3 bis. La notificazione con modalita' telematica

art. 18 DM 44/2011

art. 19 Bis Specifiche Tecniche Dgsia 16/4/2014

I requisiti necessari

Il notificante deve:

     1.essere iscritto all’albo degli avvocati o essere avvocato Stabilito  o essere un Avvocato dello Stato. Il praticante non può notificare in proprio;

     2.avere gli strumenti necessari per elaborare i documenti nel formato digitale richiesto e dopo per trasmetterli utilizzando i sistemi telematici previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari.

     3.essere munito di procura alle liti rilasciata dal cliente;

     4.predisporre la relazione di notifica e se necessario introdurre la certificazione di conformità di un atto non originale informatico;

     5.essere titolare di casella postale certificata con indirizzo PEC ufficiale. Quello comunicato al proprio Consiglio dell’ordine e deve essere censito nel Reginde;

     6.essere a conoscenza della Pec ufficiale del destinatario dell'atto da notificare;

     7.avere un dispositivo con firma digitale e un certificato di autenticazione;

     8.prestare particolare attenzione alle attestazioni di cui all’art. 3 bis, (relazione di notifica) poiché vengono fatte dall’avvocato nella sua qualità di pubblico ufficiale (art. 6 c. 1 legge 53/1994). Le irregolarità o gli abusi commessi in materia costituiscono anche grave illecito disciplinare art. 6 c. 2 l. 53/1994.

L’avvocato notificante:

     -non deve più essere autorizzato alla notifica dal proprio Consiglio dell’Ordine. Questo requisito è ancora richiesto per gli altri sistemi di notifica. (art. 7 l. 53/1994);

     -non deve avere il registro cronologico previsto dall’art. 8 L. 53/1994. Il registro continua ad essere lo strumento utilizzato per gli altri sistemi di notifica in proprio:

     -non deve annotare la notifica. Il legislatore ha ritenuto sufficiente il controllo che attiva il sistema di notifica a mezzo Pec per individuare con certezza la correttezza della procedura seguita.

Attrezzatura e programmi software

Il notificante deve essere munito di

     1.un personal computer con collegamento ad Internet;

     2.una stampante;

     3.uno scanner con il programma per scansionare i documenti;

     4.un programma di videoscrittura. E’ necessaria la funzione salva con nome in PDF;

     5.un dispositivo di autenticazione e con firma digitale;

     6.una casella di Posta elettronica certificata con email di posta elettronica certificata ufficiale.

Il procedimento per la notificain proprio di un attodi citazione

Il notificante

     -deve elaborare l’atto principale digitale;

     -deve elaborare la procura alle liti digitale;

     -deve elaborare la relazione di notifica digitale;

     -deve poi trasmettere la documentazione digitale utilizzando la posta elettronica certificata;

     -deve utilizzare la propria email certificata ufficiale e la email certificata ufficiale del destinatario.

      L’atto principale e tutti gli altri atti da trasmettere devono essere elaborati come documenti digitali autonomi nel rispetto delle Specifiche tecniche e delle Regole tecniche previste. 

 3.2 Notifiche in proprio al domicilio del destinatario 3.2 Notifiche in proprio al domicilio del destinatario

3.2 Notifiche in proprio al domicilio del destinatario

Notifiche al domicilio del destinatario

l. 53/1994 - Art. 4. notifca diretta all'avvocato procuratore domiciliatario

Requisiti

     a-deve essere iscritto all’albo. Non può farlo il praticante;

     b-deve essere autorizzato alla notifica dal proprio Consiglio dell’Ordine;

     c-non deve avere un procedimento disciplinare in corso;

     d-non deve aver subito sanzioni superiori all’avvertimento;

     e-deve essere munito della procura alle liti rilasciata dal cliente. (il domiciliatario non può notificare).

Strumenti

Un apposito registro cronologico;

Procedimento e adempimenti

L'avvocato puo' eseguire notificazioni in materia civile, amministrativa e stragiudiziale, direttamente, mediante consegna di copia dell'atto nel domicilio del destinatario, nel caso in cui il destinatario sia altro avvocato, che abbia la qualita' di domiciliatario di una parte.

L’avvocato per la notifica con consegna atto nel domicilio del destinatario:

     -deve predispone l’atto da notificare con la procura a margine o in calce;

     -deve far vidimare dal Presidente del Consiglio dell’Ordine o da un Consigliere delegato l’atto da notificare;

     -deve recarsi personalmente, non può delegare nemmeno altro avvocato, al domicilio del destinatario e consegnare la copia dell’atto;

     -deve inserire la relazione di notifica in calce all’atto.

Atto da notificare

Vidimazione

Registro cronologico

Consegna

Relazione di notifica

Nella notifica diretta si possono verificare due specifiche situazioni e conseguentemente bisogna prevedere due diverse tipologie di relazione.

La relazione di notifica con consegna diretta all’avvocato:

Io sottoscritto Avv. _ _, con studio in _ _   via _ _ n. _, in virtù di autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di _ _, in data _ _ previa iscrizione al nr. _ _ del mio registro cronologico per conto di _ _ in virtù di delega in atti, ho notificato l’atto di cui sopra a mani dell’Avvocato  _ _ nel suo studio in _ _.via _ _,

_ _ li, _ _

 Avv. _ _

(Firma di chi lo riceve e specifica delle generalità)

La relazione con consegna a persona addetta dello studio:

Io sottoscritto Avv. _ _, con studio in _ _   via _ _ n. _, in virtù di autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di _ _, in data _ _ previa iscrizione al nr. _ _ del mio registro cronologico per conto di _ _ in virtù di delega in atti, ho notificato l’atto di cui sopra a mani dell’Avvocato  _ _ nel suo studio in _ _.via _ _,

_ _ li, _ _

 Avv. _ _

(Firma di chi lo riceve e specifica delle generalità)

 3.0 Sistemi di notificazione in proprio 3.0 Sistemi di notificazione in proprio

3.0 Sistemi di notificazione in proprio

Sistemi di notificazione in proprio:

1-NOTIFICA A MEZZO DEL SERVIZIO POSTALE

l. 53/1994 - Art. 3. procedimento

2-notifica fatta direttamente al domiciliatario

l. 53/1994 - Art. 4. notifca diretta all'avvocato procuratore domiciliatario

3-notifica a mezzo PEC alla controparte

l. 53/1994 - Art. 3 bis. La notificazione con modalita' telematica

4-notifica indiretta a mezzo Pec

Un quarto sistema, ancora non attivo a causa della mancanza delle strutture informatiche, è l’invio dell’atto a mezzo PEC all’ufficiale giudiziario, il quale poi procede alla notifica.art. 113 c.p.c. art. 149 bis c.p.c. 

 3.1 Notifiche in proprio a mezzo del servizio postale 3.1 Notifiche in proprio a mezzo del servizio postale

3.1 Notifiche in proprio a mezzo del servizio postale

Notifiche in proprio a mezzo del servizio postale

l. 53/1994 - Art. 3. procedimento

Requisiti

Il notificante 

    a-deve essere iscritto all’albo. Essere avvocato stabilio o Avvocato dello Stato. Non può farlo il praticante;

    b-deve essere autorizzato alla notifica dal proprio Consiglio dell’Ordine;

    c-non deve avere un procedimento disciplinare in corso;

    d-non deve aver subito sanzioni superiori all’avvertimento;

    e-deve essere munito della procura alle liti rilasciata dal cliente. (il domiciliatario non può notificare). 

Atti notificabili

    -gli atti in materia civile e amministrativa;

    -gli atti stragiudiziali;

L’avvocato non può notificare in proprio gli atti di esclusiva competenza dell’ufficiale giudiziario e precisamente: -l’intimazione dei testi art. 250 c.p.c. (esclusa quella diretta predisposta dal legale con RR, -Il preavviso di sfratto; - i pignoramenti immobiliari e presso terzi, -le offerte reali

    -materia penale

Non si possono notificare in proprio, perché non previsto dalla legge, gli atti giudiziari in materia penale (atto di costituzione di parte civile, atto di intimazione di testi.

   -materia tributaria 

Strumenti

    a-un apposito registro cronologico;

    b-apposite buste per la notifica a mezzo posta e RR

 

Procedimento e adempimenti

L’avvocato notificatore deve

   1. predispone l’atto da notificare con la procura alle liti a margine o in calce;

   2. inserire in calce all’atto una specifica relata;

   3. effettuare le annotazioni sul registro cronologico;

   4. usare la busta speciale su cui deve inserire i dati richiesti e firmare;

    5. consegnare le copie dell’atto all’ufficio postale unitamente alla busta. L’ufficiale postale dovrà inserire l’atto, dopo aver apposto i timbri con la data di spedizione, nella busta e restituire l’originale. 

Relazione notifica a mezzo servizio postale 

L’atto da notificare deve contenere la relazione di notifica.

Normativa

art. 3.adempimenti notifica a mezzo posta (l. 53/1994

omissis

a) scrivere la relazione di notificazione sull'originale e sulla copia dell'atto, facendo menzione dell'ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento;

 Formula

Nella notifica in proprio a mezzo del servizio postale la relazione può essere così formulata:

Io sottoscritto Avv. _ _, con studio in _ _   via _ _ n. _, in virtù di autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di _ _, in data _ _ previa iscrizione al nr. _ _ del mio registro cronologico per conto di _ _ in virtù di delega in atti, ho notificato l’atto di cui sopra a _ _ nel suo domicilio in _ _.via _ _, a mezzo del servizio postale con raccomandata A.R _ _ n. _ _ spedita dall’ufficio postale di _ _. 

_ _ li, _ _ 

 Avv. _ _ 

Giurisprudenza

Ai fini della notificazione...

 2.1 Principi generali notifica in proprio 2.1 Principi generali notifica in proprio

2.1 Principi generali: normativa, atti notificabili, orario notifica, Competenza territoriale, Perfezionamento e adempimenti

Principi generali

-la normativa di riferimento

-gli atti notificabili

-l'orario notifica

-la competenza territoriale

-il perfezionamento della notifica

 

 

 

 


MASSIME DELLA CORTE DI CASSAZIONE CLASSIFICATE PER MATERIA

 

 

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