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Sostituti processuali - compenso - tariffe - avvocati

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Sostituti processuali - compenso - tariffe - avvocati - I pareri del Consiglio Nazionale Forense

1 Sostituti processuali - Gli onorari per l’attività prestata dai sostituti processuali possono essere richiesti al cliente soltanto dal dominus al quale compete in via esclusiva tale titolo. Nei confronti del cliente, di conseguenza, non vi è alcun titolo alla richiesta di compensi da parte del sostituto processuale, il quale avrà diritto a ripetere dal dominus solo quanto relativo all’attività effettivamente e sostanzialmente svolta (Consiglio nazionale forense Parere n.1 del 4.11.0)


La Commissione, dopo ampia ed accesa discussione, fa propria la tesi del Relatore ed emette il seguente parere:
“Il principio pacifico sotteso alla regolamentazione dei rapporti tra avvocati che distintamente abbiano svolto attività processuale per la stessa parte è che “In caso di pluralità di avvocati a difesa dello stesso cliente, stante l'autonomia delle loro prestazioni professionali, ciascuno di essi ha diritto di richiedere al cliente gli onorari per l'opera effettivamente prestata ed ogni difensore ha quindi un autonomo titolo di credito nei confronti del cliente, che è correlativamente obbligato ad altrettanti adempimenti …” (in tal senso Cass. civ., sez. II, 10/02/1986, n.838).


Nel caso di specie non sussiste la pluralità di avvocati nominati dalla parte mentre, da quanto esposto nella richiesta di parere a questa Commissione, è da presumere che il dominus si sia attribuito il potere di nominare sostituti processuali. Questo potere, se esercitato, è da ritenere compreso nell’ ambito della procura a lite conferita ad un solo difensore. Pertanto, gli onorari per l’attività prestata possono essere richiesti al cliente soltanto dal dominus al quale compete in via esclusiva tale titolo. Nei confronti del cliente, di conseguenza, non vi è alcun titolo alla richiesta di compensi da parte del sostituto processuale, il quale avrà diritto a ripetere dal dominus solo quanto relativo all’ attività effettivamente e sostanzialmente svolta.” (Consiglio nazionale forense Parere n.1 del 4.11.0)

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