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Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebito

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Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Stoppani, rel. Di Campli), sentenza n. 56 del 24 marzo 2021

 

L’attività istruttoria espletata dal consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o di altro soggetto portatore di un interesse personale nella vicenda, ma altresì dall’analisi delle risultanze documentali acquisite agli atti, che rappresentano certamente il criterio logico-giuridico inequivocabilmente a favore della completezza e definitività della istruttoria.

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Stoppani, rel. Di Campli), sentenza n. 56 del 24 marzo 2021

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