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esercizio della professione all’estero

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Responsabilità disciplinare nel caso di esercizio della professione all’estero: non esiste “extraterritorialità deontologica” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2015, n. 202 ------------------->

Nell’esercizio di attività professionale all’estero, l’avvocato italiano deve rispettare il codice deontologico interno nonché quello del paese in cui viene svolta l’attività (art. 3 ncdf), giacché non sarebbe compatibile né coerente con il ruolo dell’avvocato e con l’altezza del ministero professionale svolto, configurare una competenza disciplinare limitata territorialmente ai confini della Repubblica Italiana, giacché la violazione di doveri fondamentali per l’esercizio della professione forense non perde o acquista connotazione e rilevanza negativa sotto il profilo deontologico in ragione del locus commissi delicti.

Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 dicembre 2015, n. 202

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