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  • Avvocati – il mancato aggiornamento obbligatorio determina la cancellazione dall’albo. D.M. 25 febbraio 2016, n. 47 - a cura di Domenico Condello – Avvocato del Foro di Roma. Già Consigliere dell’Ordine degli Avvocati

Avvocati – il mancato aggiornamento obbligatorio determina la cancellazione dall’albo. D.M. 25 febbraio 2016, n. 47 - a cura di Domenico Condello – Avvocato del Foro di Roma. Già Consigliere dell’Ordine degli Avvocati

L’art. 21 della legge professionale forense (l. 247/2012) stabilisce che “La permanenza dell'iscrizione all'albo è subordinata all'esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente”. . . .

L’art. 21 della legge professionale forense (l. 247/2012) stabilisce che “La permanenza dell'iscrizione all'albo è subordinata all'esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente”.

Il comma 2, dell’art. 21, stabilisce: “Il consiglio dell'ordine, con regolarità ogni tre anni, compie le verifiche necessarie anche mediante richiesta di informazione all'ente previdenziale”. In mancanza, ai sensi del comma 5, il C.N.F. nomina un Commissario.

Le modalità di accertamento sono disciplinate con il D.M. 25 febbraio 2016, n. 47, pubblicato sulla GU n.81 del 7-4-2016, in vigore dal 22-4-2016

L’art. 2, di detto decreto, stabilisce che l'avvocato:

a) deve essere titolare di una partita IVA attiva (o debba fare parte di una società o associazione professionale che sia titolare di partita IVA attiva);

b) deve avere l’uso di locali e di almeno un'utenza telefonica destinati allo svolgimento dell'attività professionale (anche in associazione professionale, società professionale o in associazione di studio con altri colleghi o anche presso altro avvocato ovvero in condivisione con altri avvocati);

c) deve aver trattato almeno cinque affari (giudiziali o stragiudiziali) per ciascun anno (anche se l'incarico professionale è stato conferito da altro professionista);

d) deve essere titolare di un indirizzo di posta elettronica certificata, comunicato al Consiglio dell'Ordine;

e) deve avere assolto l’obbligo di aggiornamento professionale;

f) deve avere in corso una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall'esercizio della professione.

Alcuni Consigli dell’Ordine hanno comunicato agli iscritti, negli ultimi mesi, la scadenza dell’obbligo triennale di aggiornamento professionale previsto dalla legge professionale e sanzionato dal D.M. 47/2016.

L'Unione Lombarda degli Ordini Forensi, a Dicembre 2019, ha comunicato di aver predisposto una piattaforma Online, che sarà attivata a partire dal mese di gennaio 2020, mediante la quale ogni avvocato potrà presentare telematicamente una dichiarazione relativa alla propria posizione. Con detta comunicazione l’Unione ha precisato che la cancellazione dall’Albo è disposta quando il consiglio dell’Ordine circondariale accerta la mancanza dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione e l’avvocato non dimostra la sussistenza di giustificati motivi oggettivi o soggettivi.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, con il regolamento per la formazione continua, in vigore dall’1 gennaio 2020, ha previsto, al comma 9, dell’art. 17, che “L’accertamento della violazione del dovere di formazione e aggiornamento professionale e la mancata o infedele attestazione di adempimento dell’obbligo sarà oggetto di segnalazione al Consiglio Distrettuale di Disciplina per l'accertamento di eventuali infrazioni disciplinari e, al comma 10, ha precisato cheAi sensi e per gli effetti del Decreto del Ministro della giustizia 25 febbraio 2016 n. 47, la professione forense è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente quando l'avvocato, salvi gli altri requisiti ivi stabiliti, ha assolto l'obbligo di aggiornamento professionale. In mancanza, il COA è tenuto a procedere alla cancellazione dall’albo. Il Consiglio dell’Ordine di Roma ha concesso il termine fino al 30 giugno 2020 per il recupero dei crediti formativi mancanti agli avvocati romani.

La mancanza dei requisiti previsti dal D.M. 47/2016 ha rilievi deontologici e determina il procedimento di Cancellazione dall’Albo.

Il 31.12.2019 è scaduto il triennio di aggiornamento obbligatorio, previsto dalla legge, dal regolamento del C.N.F. e dal D.M. 47/2016 e, pertanto, in virtù della normativa vigente, poichè i Consigli dell’Ordine, sono già in possesso delle informazioni relative ai crediti formativi dichiarati dagli iscritti nelle varie piattaforme online, dovrebbero, accertata la violazione, attivare il procedimento di cancellazione dall’albo.

La gravità di questa normativa, sottovalutata fino ad oggi da parte delle istituzioni forensi, è stata evidenziata con un emendamento proposto, al decreto mille proroghe 2020, da parte di alcuni deputati, del seguente tenore: 6-bis. Dopo il comma 10 dell'articolo 21 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, è aggiunto il seguente:  «10-bis. Gli avvocati genitori di bambini fino al compimento del terzo anno di età, gli avvocati eletti membri del Parlamento nazionale, del Parlamento europeo o di assemblea regionale ovvero nominati a ricoprire funzioni pubbliche sono esclusi dalle verifiche di cui al comma 2 del presente articolo.». L’emendamento è stato dichiarato inammissibile.

Allo stato, pertanto, è necessario un intervento urgente da parte del Consiglio Nazionale Forense.

Roma li 26.1.2020

Avv. Domenico Condello

La normativa di riferimento

A. L. 247/2012

Art. 21. (Esercizio professionale effettivo, continuativo, abituale e prevalente e revisione degli albi, degli elenchi e dei registri; obbligo di iscrizione alla previdenza forense)

1. La permanenza dell'iscrizione all'albo è subordinata all'esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, salve le eccezioni previste anche in riferimento ai primi anni di esercizio professionale. Le modalità di accertamento dell'esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione, le eccezioni consentite e le modalità per la reiscrizione sono disciplinate con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 1 e con le modalità nello stesso stabilite, con esclusione di ogni riferimento al reddito professionale.

2. Il consiglio dell'ordine, con regolarità ogni tre anni, compie le verifiche necessarie anche mediante richiesta di informazione all'ente previdenziale.

Omissis

5. Qualora il consiglio dell'ordine non provveda alla verifica periodica dell'esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente o compia la revisione con numerose e gravi omissioni, il CNF nomina uno o più commissari, scelti tra gli avvocati con più di venti anni di anzianità anche iscritti presso altri ordini, affinché provvedano in sostituzione. Ai commissari spetta il rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno e una indennità giornaliera determinata dal CNF. Spese e indennità sono a carico del consiglio dell'ordine inadempiente.

Omissis

B. D.M. 47/2016

Ministero della Giustizia Decreto 25 febbraio 2016, n. 47 Regolamento recante disposizioni per l’accertamento dell’esercizio della professione forense. (GU n.81 del 7-4-2016) Vigente al: 22-4-2016

 IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visti gli articoli 1, comma 3, e 21, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;

Acquisito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso il 25 giugno 2015;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 27 agosto 2015;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari;

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, effettuata con nota del 2 dicembre 2015;

A d o t t a

il seguente regolamento:

Art. 1 Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento, per «legge» si intende la legge 31 dicembre 2012, n. 247. Per CNF si intende il Consiglio nazionale forense di cui al titolo III, capo III, della legge.

Art. 2 Modalità di accertamento dell’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo abituale e prevalente

1. Il consiglio dell’Ordine circondariale, ogni tre anni a decorrere dall’entrata in vigore del presente regolamento, verifica, con riguardo a ciascuno degli avvocati iscritti all’Albo, anche a norma dell’articolo 6 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, la sussistenza dell’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente. La verifica di cui al periodo precedente non è svolta per il periodo di cinque anni dalla prima iscrizione all’Albo. La disposizione di cui al secondo periodo si applica anche all’avvocato iscritto alla sezione speciale di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96.

2. La professione forense è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente quando l’avvocato:

a) è titolare di una partita IVA attiva o fa parte di una società o associazione professionale che sia titolare di partita IVA attiva;

b) ha l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attività professionale, anche in associazione professionale, società professionale o in associazione di studio con altri colleghi o anche presso altro avvocato ovvero in condivisione con altri avvocati;

c) ha trattato almeno cinque affari per ciascun anno, anche se l’incarico professionale è stato conferito da altro professionista;

d) è titolare di un indirizzo di posta elettronica certificata, comunicato al consiglio dell’Ordine;

e) ha assolto l’obbligo di aggiornamento professionale secondo le modalità e le condizioni stabilite dal Consiglio nazionale forense;

f) ha in corso una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione, ai sensi dell’articolo 12, comma 1, della legge.

3. I requisiti previsti dal comma 2 devono ricorrere congiuntamente, ferme restando le esenzioni personali previste per legge.

4. La documentazione comprovante il possesso delle condizioni di cui al comma 2, è presentata ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

L’obbligo di cui al comma 2, lettera f), decorre dall’adozione del provvedimento previsto dall’articolo 12, comma 5, della legge.

5. Con decreto del Ministero della giustizia, da adottarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente regolamento, sono stabilite le modalità con cui ciascuno degli ordini circondariali individua, con sistemi automatici, le dichiarazioni sostitutive da sottoporre annualmente a controllo a campione, a norma dell’articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

Art. 3 Cancellazione dall’Albo. Impugnazioni

1. La cancellazione dall’Albo è disposta quando il consiglio dell’Ordine circondariale accerta la mancanza dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione e l’avvocato non dimostra la sussistenza di giustificati motivi oggettivi o soggettivi.

2. Il consiglio dell’Ordine circondariale, prima di deliberare la cancellazione dall’Albo invita l’avvocato, a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando non è possibile, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a presentare eventuali osservazioni, in forma scritta, entro un termine non inferiore a trenta giorni.

L’avvocato che ne fa richiesta è ascoltato personalmente.

3. La delibera di cancellazione è notificata entro quindici giorni all’interessato.

4. Si applica l’articolo 17, comma 14, della legge, nonchè, per quanto di ragione, il comma 18 del predetto articolo 17 e l’articolo 36, comma 7, della legge.

5. La cancellazione dell’avvocato dall’Albo comporta la cancellazione dagli elenchi di cui all’articolo 15 della legge a cui è eventualmente iscritto al momento della cancellazione, fatta eccezione per gli elenchi rispetto ai quali l’esercizio dell’attività professionale non costituisce condizione per l’iscrizione.

 6. L’avvocato cancellato dall’Albo a norma del presente decreto è iscritto nell’elenco di cui all’articolo 15, comma 1, lettera e), della legge.

Art. 4 Nuova iscrizione all’Albo

1. L’avvocato cancellato dall’Albo nei casi previsti dall’articolo 2, comma 2, lettere a), b), d), f), ha il diritto di esservi nuovamente iscritto qualora dimostri di avere acquisito i predetti requisiti.

2. L’avvocato cancellato dall’Albo nei casi previsti dall’articolo 2, comma 2, c), ed e) non puo’ esservi nuovamente iscritto prima che siano decorsi dodici mesi da quando la delibera di cancellazione è divenuta esecutiva.

 Art. 5 Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 Roma, 25 febbraio 2016

 Il Ministro: Orlando

 

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