L’obbligo di astensione nel caso di avvocati che esercitino negli stessi locali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 80

L’obbligo di astensione nel caso di avvocati che esercitino negli stessi locali - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 80

L’art. 24, co. 5, ncdf (già art. 37, canone II, cdf), nell’enunciare la regola per cui l’obbligo di astenersi dal prestare attività professionale sussiste anche se le parti in conflitto si rivolgano ad avvocati diversi che, pur non essendo partecipi di una stessa società di avvocati o associazione professionale, esercitino tuttavia negli stessi locali, obbedisce all’esigenza di conferire alla disposizione sul conflitto di interessi la funzione di proteggere il bene giuridico non solo dell’indipendenza effettiva dell’avvocato, ma anche dell’apparenza di essa. Per la configurazione di detto illecito, che è di tipo istantaneo, non è peraltro necessario un dolo specifico essendo sufficiente quello generico, in virtù del quale il professionista, consapevole della sua situazione di incompatibilità, non abbia immediatamente e tempestivamente rappresentato la sua posizione di incompatibilità.

 Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 aprile 2016, n. 80

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