fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Cass. n. 18596/2014

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"Scientia decoctionis" - Prova - Chiusura del fallimento di società per mancanza di domande di ammissione al passivo - Idoneità - Esclusione - Fondamento - Successiva messa in liquidazione della medesima società - Irrilevanza - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18596 del 03/09/2014

In tema di azione revocatoria fallimentare, e con riguardo alla prova della "scientia decoctionis", la chiusura del fallimento di una società per mancanza di domande di ammissione al passivo, pur non equivalendo alla revoca del fallimento, attesta che i creditori si sono ritenuti soddisfatti al di fuori della procedura concorsuale e che, quindi, l'imprenditore è tornato a godere del credito; nè elementi contrari possono trarsi dalla successiva messa in liquidazione della società stessa, che non implica necessariamente uno stato di insolvenza, il quale deve essere desunto non più in base alla disponibilità di credito e di risorse, e quindi di liquidità, ma valutando la sufficienza, o meno, del patrimonio sociale ad assicurare l'eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18596 del 03/09/2014

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