Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - deposito – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1553 del 11/02/1995

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Procedura di deposito della sentenza arbitrale - Natura - Procedimento particolare - Applicabilità delle norme sui procedimenti in camera di consiglio - Esclusione - Provvedimento di diniego dell'"exequatur" - Reclamabilità - Provvedimento concessivo dell'"exequatur" - Inoppugnabilità - Suo assorbimento nella sentenza arbitrale.

La procedura di deposito e di dichiarazione di esecutorietà della sentenza arbitrale, prevista dall'art. 825 cod. proc. civ. (nel testo anteriore all'entrata in vigore dell'art. 17 legge n.25 del 1994), pur rientrando nell'ambito della volontaria giurisdizione, costituisce un procedimento particolare, autonomamente disciplinato dalla citata norma, con la conseguenza che ad esso non sono applicabili le regole generali dettate; per i procedimenti in camera di consiglio, dagli art. 737 e seguenti cod. proc. civ.; con la conseguenza che è suscettibile di reclamo ad altro giudice solo il provvedimento di diniego dell'"exequatur", non quello concessivo dello stesso, il quale ultimo resta assorbito nella sentenza arbitrale, di cui segue le sorti (vedi 4 marzo 1992, n. 80).

Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1553 del 11/02/1995

 

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