"GHE PENSI MI" a farvi pagare le parcelle dal Comune di Roma disse il neo Presidente Vaglio, nel 2012, ad alcune centinaia di Avvocati romani. Ma le bufale elettorali prima o dopo vengono a galla.

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 "GHE PENSI MI" disse nel 2012 il neo Presidente Vaglio, sostenuto dai suoi fidi Consiglieri, a centinaia di avvocati romani: mandatemi le sentenze con la condanna alle spese di giudizio nei confronti del Comune di Roma e vi faremo pagare.

Alcune FLASH E-MAIL, del Presidente Vaglio e del Segretario Di Tosto, ci hanno informato, in questi giorni, delle presenze dei Consiglieri nelle adunanze del triennio passato, dei corsi a pagamento per diventare "avvocati telematici", e come attivare il processo esecutivo telematico.

Con queste Flash e-Mail

-abbiamo appreso che il Consigliere Condello ha partecipato a 122 adunanze ma è stato degradato di alcuni posti nella classifica considerati i minuti di presenza, (non è dato sapere se sono inclusi anche i minuti utilizzati per fare la Pipì e quelli dedicati alle attività di vettovagliamento);

-abbiamo scoperto che nel triennio oltre ai "C.D. PUNTI MIRA-LANZA" (crediti formativi distribuiti anche negli spazi visivi) sono stati attribuiti a pagamento da una società privata i "BOLLINI BLU" agli avvocati telematici;

-abbiamo studiato i protocolli per il processo esecutivo telematico che sono allegati alle eMail Flash che, dal 31 Marzo 2015 con l'entrata in vigore della obbligatorietà (fra 20 giorni), potrebbero subire modifiche;

-non abbiamo però avuto notizie sulla questione relativa al mancato pagamento di centinaia di migliaia di euro promesso nel 2012 dal Comune di Roma agli avvocati Romani.

Il neo eletto Mauro Vaglio, affiancato dal Consigliere Segretario Di Tosto, e da alcuni fidati Consiglieri, nel giugno 2012, pronto ad Agire e Informare, aveva sottoscritto un "protocollo d'intesa" con Roma Capitale per agevolare il pagamento delle spese giudiziali liquidate con sentenza agli avvocati romani, prima del 2008, e non pagate.

Centinaia di Avvocati – sembra oltre 700 – hanno rinunciato alle azioni legali di recupero e hanno consegnato i titoli originali ad un apposito ufficio istituito presso il Consiglio dell'Ordine convinti di una sicura e veloce liquidazione.

Passano gli anni (2012, 2013, 2014) e gli Avvocati cominciano a protestare per il mancato pagamento e a richiedere la restituzione dei titoli per poter proseguire con le azioni individuali.

Il Presidente ed il Segretario, visto il fallimento del loro tentativo e preoccupati dei possibili smarrimenti dei titoli esecutivi in parte consegnati al Comune di Roma, nella adunanza del 28/10/2014 hanno proposto di iniziare azioni legali (civili e penali) nei confronti del Comune inadempiente all"accordo" sottoscritto nel 2012.

Vengono incaricati due avvocati per esaminare la questione riguardante la possibilità di attivare azione di risarcimento per danni morali e patrimoniali causati al Consiglio ed anche per individuare azioni penali, giudizi di ottemperanza, per il mancato adempimento dell'accordo a suo tempo sottoscritto.

I due colleghi, con un parere pro-veritate, evidenziano che nessun accordo era stato sottoscritto dal Presidente Vaglio con Roma Capitale ma che si trattava soltanto di Un protocollo d'Intesa con un Comune Commissariato.

E' evidente che i crediti su importi liquidati in sentenze, precedenti al 2018, maturati dagli Avvocati nei confronti del Comune Commissariato non possono essere gestiti con decisioni discrezionali ma devono seguire le disposizioni normative previste.

I circa settecento avvocati "bufalati" da alcuni mesi chiedono: -che fine hanno fatto i titoli che abbiamo consegnato alla segreteria del Consiglio dell'Ordine? -chi dovrà risarcire i danni se i titoli sono stati smarriti o i crediti sono prescritti? -chi ci risarcisce per i tre anni persi?

Si racconta che uno dei colleghi, esperto in OSA (opposizioni a sanzioni amministrative), grande sostenitore della lista Vaglio nel 2012, e creditore di un rilevante importo per onorari dovuti del Comune di Roma preso atto "dell'accordo" sottoscritto e sicuro dell'immediato incasso, aveva investito immediatamente il suo credito in un "favoloso viaggio in Giappone con famiglia" e nell'acquisto di una barchetta a vela, facendosi anticipare, il rilevante importo, da una finanziaria.

A distanza di tre anni il collega sovra-indebitato, letta la comunicazione fatta dal Presidente, dal Segretario e dal Tesoriere, pubblicata sul sito del Consiglio, (in calce alla presente) scoperto che nessun accordo era stato mai sottoscritto e preoccupato anche per il recupero dei titoli esecutivi, nei giorni scorsi si è attivato per individuare gli altri "avvocati bufalati" per organizzare una spedizione a Palazzaccio per ..... (omissis).

Chi ha pagato il personale dipendente che in orario di lavoro ordinario antimeridiano (informazioni, chiarimenti, prenotazioni) e in orario di lavoro straordinario (verifica della correttezza dei dati e dei documenti consegnati) per 3 pomeriggi a settimana per molti mesi? Chi pagherà i possibili danni causati dalla Bufala Elettorale ?

E' in arrivo un altro "buco nero" nel bilancio del Consiglio?

Domenico Condello

Consigliere dell'Ordine di Roma

(Prorogato dal "porcellum-totalitario" – dichiarato illegittimo con cinque ordinanze dal Consiglio di Stato)

Verbali estratti dal sito del Consiglio:

Dal verbale del 27 Novembre 2014

Comunicazioni dei Consiglieri

- Il Consigliere Tesoriere Galletti, con riferimento alla delega ricevuta nell'adunanza del 28 ottobre u.s. di esaminare il parere pro-veritate reso agli Avv.ti (omissis), incaricati dal Consiglio di fornire un parere pro-veritate e di valutare l'eventuale risarcibilità dei danni morali e patrimoniali causati al Consiglio ed ai suoi iscritti a seguito della inottemperanza dell'Amministrazione capitolina agli impegni assunti con il Protocollo d'intesa dell'11 luglio 2012 con il quale si obbligava a cooperare con l'Ordine forense romano per favorire il procedimento di accertamento e quantificazione dei crediti maturati dagli avvocati romani e dai loro assistiti, preliminari ed indispensabili per il successivo pagamento a cura della Gestione Commissariale, riferisce che dall'approfondimento dell'elaborato sono emerse le seguenti considerazioni:

(omissis)

(come mai non sono pubblicate sul sito le considerazioni ?)

Dal verbale n. 6 dell'adunanza del 12 febbraio 2015

Il Presidente Vaglio, il Consigliere Segretario Di Tosto ed il Consigliere Tesoriere Galletti riferiscono in merito alla mancata attuazione del Protocollo d'Intesa sottoscritto in data 11 luglio 2012 con Roma Capitale, con il quale quest'ultima si era obbligata a cooperare con l'Ordine al fine di favorire il procedimento di accertamento e di quantificazione dei crediti maturati dagli Avvocati iscritti al Foro di Roma per spese di giudizio in sentenze precedenti al 28 aprile 2008, attività preliminare ed indispensabile per il successivo pagamento a cura della Gestione Commissariale.

Il Presidente Vaglio ricorda che:

- in data 28 aprile 2008 è stato dichiarato il Commissariamento di Roma Capitale; nell'ambito della massa debitoria della predetta gestione sono rientrati anche i crediti professionali vantati dagli Avvocati, e dai loro assistiti, a seguito della liquidazione giudiziale di onorari, diritti e spese contenuta in sentenze o provvedimenti giurisdizionali pubblicati in data antecedente al Commissariamento;

- il Protocollo d'Intesa sottoscritto tra le parti è stato trasmesso all'allora (omissis), e al Commissario per il Piano di Rientro di Roma Capitale Dott. (omissis);

- l'accordo è diventato efficace dal giorno successivo alla sua sottoscrizione (cioè dal 12 luglio 2012) e impegnava le parti sino a che i crediti vantati dai professionisti interessati, che ritenevano volontariamente di avvalersi di tale opportunità, non sarebbero stati definitivamente accertati e liquidati;

- l'Ordine degli Avvocati di Roma, per la realizzazione del Protocollo ha attuato tempestivamente tutte quelle attività e quegli incombenti propedeutici all'istruttoria preliminare dei procedimenti stessi;

- l'Ordine forense romano ha raccolto centinaia e centinaia di istanze dei propri Iscritti mettendo a loro disposizione personale dipendente e locali consiliari sia in orario di lavoro ordinario antimeridiano (informazioni, chiarimenti, prenotazioni) che in orario di lavoro straordinario (verifica della correttezza dei dati e dei documenti consegnati) per 3 pomeriggi a settimana per molti mesi;

- il Responsabile del procedimento dell'Ordine degli Avvocati di Roma ha preso più volte contatto e consegnato, all'Ufficio di Roma Capitale preposto alla ricezione, le richieste per la liquidazione delle spese di lite e delle competenze legali relative alle sentenze e ai provvedimenti pubblicati prima del 28 aprile 2008;

- nel maggio 2013 l'allora (omissis) comunicava al Dipartimento Risorse Economiche, e per conoscenza all'Ordine, la trasmissione dei fascicoli di competenza alla Gestione Commissariale;

- il Consigliere Segretario Di Tosto ha più volte preso contatti con il Responsabile del Dipartimento Risorse Economiche di Roma Capitale per sollecitare gli adempimenti che il Comune si era obbligato ad assolvere;

- fino al maggio 2014, a ben due anni dalla sottoscrizione dell'accordo, nessun riscontro positivo era pervenuto all'Ordine degli Avvocati di Roma;

- molti Avvocati del Foro di Roma hanno chiesto la restituzione dei titoli originali depositati, ancora oggi custoditi presso Roma Capitale;

- tali sentenze e/o provvedimenti originali muniti di formula esecutiva sono a tutt'oggi trattenuti presso gli Uffici di Roma Capitale e/o presso la Gestione Commissariale e non possono, pertanto, essere azionati dai professionisti che vorrebbero utilizzare altre procedure coattive per il recupero delle somme dovute;

- in data 8 maggio 2014 l'Ordine degli Avvocati di Roma provvedeva ad inoltrare una diffida nei confronti di Roma Capitale, in persona del Sindaco pro-tempore, affinché provvedesse ad adempiere agli obblighi assunti e contestualmente chiedeva l'accesso agli atti del procedimento ai sensi della legge n. 241/1990;

- in data 20 maggio 2014 la Dott.ssa (omissis), Direttore delle Attività Giuridiche e Affari generali del

Gabinetto del Sindaco di Roma Capitale, trasmetteva per competenza la richiesta di accesso agli atti del procedimento al Capo dell'Avvocatura, al Dipartimento Risorse Economiche, al Commissario Straordinario del Governo per la Gestione del piano di rientro del Comune di Roma Capitale (e per conoscenza all'Ordine);

- in data 13 giugno 2014, prot. n. 1298, il Commissario Straordinario (omissis) comunicava di non poter dare seguito alla richiesta di accesso agli atti avanzata dall'Ordine degli Avvocati di Roma in quanto non erano stati adottati -e neppure detenuti- atti dalla Gestione Commissariale;

- in data 24 luglio 2014 il Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma Capitale, Cons. (omissis), nel prendere atto della diffida ricevuta dall'Ordine degli Avvocati di Roma comunicava la conclusione dell'istruttoria propedeutica alla liquidazione delle spese di lite delle posizioni presentate da parte del Dipartimento Risorse Economiche. Ai fini del completamento degli adempimenti era tuttavia necessario alla Gestione Commissariale acquisire tutta la documentazione (e non solo quella contabile

-nella maggioranza dei casi i creditori non avevano prodotto fatture ma solo conteggi o preavvisi di fattura-) ai fini dell'autorizzazione all'inserimento delle somme necessarie al piano di rientro da parte della Gestione Commissariale;

- in data 31 luglio 2014 il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma, sulla base delle risultanze agli atti, deliberava: di inoltrare una risposta al Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma Capitale per sollecitare la trasmissione degli atti alla gestione Commissariale; di chiedere un incontro con il Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma Capitale; di richiedere un parere per verificare la possibilità di proporre un'azione risarcibilità dei danni morali e patrimoniali causati al Consiglio ed ai suoi iscritti a seguito della inottemperanza dell'Amministrazione capitolina agli impegni assunti con il Protocollo d'intesa agli Avv.ti (omissis) che in data 14 ottobre 2014 depositavano il parere pro veritate il quale veniva assegnato al Consigliere Tesoriere Galletti per la disamina e relazione;

- successivamente il Consigliere Tesoriere Galletti riferiva che dall'approfondimento dell'elaborato erano emerse le seguenti considerazioni: - l'Ordine capitolino non è legittimato ad agire per il recupero dei crediti vantati dagli iscritti (o dai loro assistiti) nei confronti della Gestione Commissariale; - deve escludersi in questo caso la sussistenza dei presupposti per l'integrazione della fattispecie di reato prevista e punita dall'art. 328 co. 1 c.p.; - era sconsigliabile che l'Ordine capitolino, pure danneggiato dal perdurante inadempimento di Roma Capitale, desse corso ad un giudizio per danni nei confronti della civica Amministrazione, stante l'eccezionalità dei casi in cui questo strumento sortisce esiti favorevoli nella statistica giurisprudenziale;

- il Consiglio, con delibera del 27 novembre 2014, delegava il Consigliere Segretario Di Tosto ad ottenere la restituzione dagli Uffici comunali dei titoli appartenenti ai Colleghi;

- il Consigliere Segretario Di Tosto in data 13 gennaio 2015 trasmetteva la delibera ed esplicita richiesta via mail all'Avv. (omissis) (persona di riferimento per l'attuazione degli accordi) al fine di concordare le modalità per un rientro in possesso dei titoli depositati presso gli Uffici di Roma Capitale, richiesta reiterata in data 3 febbraio 2015;

- il Consigliere Segretario Di Tosto, a seguito della mancata risposta da parte di Roma Capitale, contattava direttamente il Dott. (omissis) e veniva a conoscenza della sua collocazione in quiescenza;

- in data 10 febbraio 2015 il Consigliere Segretario Di Tosto inviava a mezzo pec/mail al Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma Capitale, Cons. (omissis), e all'attuale Capo dell'Avvocatura Capitolina, Avv. (omissis), la delibera del 27 novembre 2014 e rinnovava la richiesta di concordare le modalità per la restituzione di quanto consegnato a suo tempo presso gli Uffici comunali.

Il Presidente Vaglio, il Consigliere Segretario Di Tosto ed il Consigliere Tesoriere Galletti, stante quanto sopra dettagliatamente esposto, nonchè il mancato tempestivo riscontro della richiesta di riconsegna degli atti, propongono al Consiglio di procedere attraverso un ricorso ex art. 700 c.p.c. poiché vi è anche il rischio che alcuni dei titoli consegnati vadano prescritti, visto il decorso del tempo senza che si sia provveduto al pagamento.

Il Consigliere Segretario Di Tosto, inoltre, comunica che nel corso dell'anno 2014 sono state consegnate presso gli Uffici consiliari numerose richieste di liquidazione delle spese da parte degli Avvocati che non sono state inoltrate agli Uffici di Roma Capitale vista l'inerzia di quest'ultima nell'attuazione del Protocollo d'intesa. Pertanto chiede al Consiglio di deliberare la restituzione almeno di tali sentenze ai legittimi titolari.

Il Consigliere Stoppani rammenta quanto già detto in tema di protocollo d'intesa ed esprime voto contrario.

Il Consiglio, nell'ipotesi in cui non vengano restituiti nei prossimi giorni i titoli esecutivi consegnati dall'Ordine ai competenti Uffici di Roma Capitale, delibera di procedere al recupero di detti titoli appartenenti ai Colleghi attraverso un'azione giudiziaria in via d'urgenza, nominando difensore l'Avv. (omissis) ed autorizzando il Presidente Vaglio a conferire la relativa procura alle liti;

-delibera altresì di riconsegnare i titoli e le richieste di liquidazione dei crediti depositati dagli avvocati presso l'Ufficio di Segreteria e non ancora trasmessi a Roma Capitale.

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Dopo l’allontanamento dei sostenitori Dopo l’allontanamento dei sostenitori "PON PON" e dei Candidati "VASA-VASA" anche i 9 Candidati overbooking delle liste a 25 corrono lo stesso rischio?
OSSERVATORIO FORENSE ROMANO: dopo l'allontanamento dei sostenitori PON PON e dei Candidati VASA-VASA anche i Candidati overbooking delle liste a 25 corrono lo stesso rischio?  Spigolature elettorali Il Regolamento elettorale (D.M. 170/2014) ha introdotto importanti nuovi principi per eliminare i sostenitori "PON PON" - distributori di materiale pubblicitario nel corridoi della Cassazione - ed i Candidati "VASA VASA" davanti ai seggi elettorali (DM 170/2014: "E' comunque vietata, in qualsiasi forma, nel luogo e nel tempo in cui si svolgono le operazioni di voto e nelle sue immediate vicinanze) e per evitare agli elettori la imbarazzante presenza del Presidente e del Consigliere Segretario nel seggio a caccia di voti ( ".. Il presidente del consiglio e il consigliere segretario non possono far parte della commissione elettorale nel caso in cui risultano candidati) Il Procuratore generale della Corte di Cassazione ha dato disposizione alla Forza Pubblica di allontanare dalla Cassazione i sostenitori "PON PON", i candidati "VASA VASA" ed il Presidente ed il Consigliere Segretario candidati uscenti e di non far superare la scalinata di piazza Cavour. I sostenitori "PON PON" ed i Candidati "VASA VASA", alla prossima competizione elettorale per l'elezione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma, per evitare la Forza Pubblica della Cassazione si disporranno nella piazza per "braccare" gli elettori e distribuire materiale elettorale? + + + + + + + + + + + L'articolo 28 c. 3 della legge 247/2012 consente di esprimere al massimo preferenze per 2/3. Il sistema ipotizzato dal Regolamento Ministeriale, D.M.  70/2014, prevede invece la possibilità di esprimere preferenze per tutti i 25 Consiglieri da eleggere votando anche l'intera lista senza nemmeno scrivere i nomi dei prescelti. Secondo detto D.M, noto come porcellum.totalitario, la lista che riporta anche un solo voto in più rispetto a ciascuna concorrente, esprime l'intero Consiglio. La maggioranza consiliare, che governa da tre anni l'Ordine forense romano, ha tentato di approfittare di questo sistema totalitario, presentando una lista di 25 candidati e costituendosi ad opponendum nel giudizio del Consiglio di Stato. Il tentativo golpista, di eleggere con una lista bloccata a 25 nomi l'intero Consiglio non ha avuto successo poiché il sovietichellum totalitario (DM 170/2014) è stato stroncato dalla ordinanza del Consiglio di Stato. Leggende metropolitane raccontano che uno dei nove "candidati-consiglieri in pectore" - overbooking - in odore di "allontanamento" da parte del proprio capolista - deve ridurre la lista da 25 a 16 dopo la ordinanza del Consiglio di Stato -, con le lacrime agli occhi, andava dicendo in Tribunale ad alta voce: "Mi vuole cacciare dalla lista dopo che ho speso in "fettuccine, carbonare e code alla vaccinara" alcune migliaia di euro ed che gli ho presentato tutti i miei amici avvocati". La competizione elettorale quest'anno è stata infatti caratterizzata da moltissimi incontri culinari. Si racconta che i 25 candidati di una lista, da diverse settimane, incontrano periodicamente gli avvocati in un noto ristorante romano offrendo "fettuccine, carbonare e code alla vaccinara" per convincerli a far votare la "lista se magna e se beve aggratis" come denominata da un avvocato-bontempone invitato alla cena. I nove candidati-consiglieri in pectore overbooking, "impallinati" dal Consiglio di Stato, rinunceranno alla competizione elettorale o useranno la tecnica già sperimentata da un Presidente di un Consiglio dell'Ordine il quale ha presentato due liste: la lista del Presidente e la lista degli amici del Presidente. La prima di 16 e la seconda di 9, eleggendo così, con il porcellum.totalitario, il Consiglio a propria immagine e somiglianza (25 eletti su 25 Consiglieri). Il fenomeno di è ripetuto in altri Consigli ove la lista che ha preso alcuni voti in più delle altre ha fatto cappotto. Visti i risultati elettorali, alcuni politici dei regimi totalitari verranno, nei prossimi giorni, in Italia per esaminare il porcellum.totalitario, previsto dal D.M. 170/2014, per utilizzarlo alle loro elezioni. 'Non ci resta che piangere' avrebbe detto Massimo Troisi, io preferisco Charlie Chaplin: "Un giorno senza un sorriso è un giorno perso". Domenico Condello Giurisprudenza: {loadposition carica...
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