| Privacy - Nuove tecnologie e
aree a rischio - sistemi integrati per garantire la sicurezza degli accessi (Newsletter N.
335c del 1° marzo 2010 garante della privacy)
Nuove tecnologie e aree a rischio
Sì dell'Autorità a sistemi integrati per garantire la sicurezza degli accessi
Il Garante privacy ha autorizzato un consorzio di aziende che commercializza preziosi a
utilizzare un sistema di sicurezza basato sulla rilevazione delle impronte digitali
combinata con una tecnologia di riconoscimento a radiofrequenza (Rfid).
A sostegno della sua richiesta, il centro orafo aveva addotto motivi di sicurezza
derivanti dall'enorme estensione della struttura e dalla sua collocazione in un'area
industriale ad alto tasso di criminalità. Il progetto sottoposto a verifica preliminare
del Garante, prevede per l'accesso alla struttura un sistema di doppie porte automatiche e
l'utilizzo di una smart card, in esclusiva dotazione di dipendenti e fornitori, in cui è
inserito un codice alfanumerico ricavato dall'impronta digitale.
In prossimità della prima porta, un sistema a radiofrequenza (Rfid) "legge" la
smart card e verifica le credenziali d'accesso e il codice ricavato dall'impronta.
Superata la prima porta, un lettore biometrico accerta la corrispondenza tra l'impronta di
chi sta entrando e il codice registrato. I dati rilevati vengono
immediatamente cancellati.
L'Autorità ha ritenuto proporzionato e conforme alla disciplina privacy il sistema
proposto, anche tenendo conto degli effettivi problemi di sicurezza del complesso orafo.
Ha tuttavia prescritto all'azienda una serie di obblighi, tra i quali quello di non
utilizzare il sistema per finalità diverse (come ad esempio il controllo dell'orario di
lavoro) e di fornire agli interessati un'informativa in cui vengano chiarite le modalità
alternative di accesso al centro per chi non possa o non intenda usufruire del sistema
biometrico. Dovranno essere inoltre predisposte misure idonee per inibire tempestivamente
l'uso delle smart card in caso si smarrimento o furto.
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