Legge 5 marzo 2001, n. 57
"Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati" (Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2001) - Titolo I - REGOLAZIONE DEI MERCATI - Capo I - INTERVENTI NEL SETTORE ASSICURATIVOArt. 5 (Modifiche al decreto-legge n. 857 del 1976, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 39 del 1977)
1. I commi primo, secondo e terzo dell'articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 1976,
n. 857, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1977, n. 39, sono
sostituiti dai seguenti:
"Per i sinistri con soli danni a cose la richiesta di risarcimento, presentata
secondo le modalità indicate nell'articolo 22 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, e
successive modificazioni, deve essere corredata dalla denuncia secondo il modulo di cui
all'articolo 5 del presente decreto-legge e recare l'indicazione del luogo, dei giorni e
delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per l'ispezione diretta ad accertare
l'entità del danno. Entro sessanta giorni dalla ricezione di tale documentazione,
l'assicuratore formula al danneggiato congrua offerta per il risarcimento ovvero comunica
i motivi per i quali non ritiene di fare offerta. Il termine di sessanta giorni è ridotto
a trenta quando il modulo di denuncia sia stato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel
sinistro.
L'obbligo di proporre al danneggiato congrua offerta per il risarcimento del danno,
ovvero di comunicare i motivi per cui non si ritiene di fare offerta, sussiste anche per i
sinistri che abbiano causato lesioni personali o il decesso. La richiesta di risarcimento
deve essere presentata dal danneggiato o dagli aventi diritto con le modalità indicate al
primo comma. La richiesta deve contenere la descrizione delle circostanze nelle quali si
è verificato il sinistro ed essere accompagnata, ai fini dell'accertamento e della
valutazione del danno da parte dell'impresa, dai dati relativi all'età, all'attività del
danneggiato, al suo reddito, all'entità delle lesioni subite, da attestazione medica
comprovante l'avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti o, in caso di decesso,
dal certificato di morte. L'assicuratore è tenuto a provvedere all'adempimento del
predetto obbligo entro novanta giorni dalla ricezione di tale documentazione.
Il danneggiato non può rifiutare gli accertamenti strettamente necessari alla valutazione
del danno alla persona da parte dell'impresa.
L'assicuratore è tenuto al rispetto dei diversi termini stabiliti dai commi primo e
secondo anche in caso di sinistro che abbia determinato sia danni a cose che lesioni
personali o il decesso.
In caso di richiesta incompleta, l'assicuratore, ove non possa per tale incompletezza
formulare congrua offerta di risarcimento, richiede al danneggiato entro trenta giorni
dalla ricezione della stessa le necessarie integrazioni; in tal caso i termini di cui ai
commi primo e secondo decorrono nuovamente dalla data di ricezione dei dati o dei
documenti integrativi".
2. In attesa di una disciplina organica sul danno biologico il risarcimento dei danni
alla persona di lieve entità, derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei
veicoli a motore e dei natanti avvenuti successivamente alla data di entrata in vigore
della presente legge, è effettuato secondo i criteri e le misure seguenti:
a) a titolo di danno biologico permanente è liquidato per i postumi da lesioni
pari o inferiori al 9 per cento un importo crescente in misura più che proporzionale in
relazione ad ogni punto percentuale di invalidità; tale importo è calcolato in base
all'applicazione a ciascun punto percentuale di invalidità del relativo coefficiente di
cui all'allegato A annesso alla presente legge. L'importo
così determinato si riduce con il crescere dell'età del soggetto in ragione dello 0,5
per cento per ogni anno di età a partire dall'undicesimo anno di età. Il valore del
primo punto è pari a lire un milione duecentomila;
b) a titolo di danno biologico temporaneo è liquidato un importo di lire
settantamila per ogni giorno di inabilità assoluta; in caso di inabilità temporanea
inferiore al cento per cento, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla
percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.
3. Agli effetti di cui al comma 2, per danno biologico si intende la lesione all'integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale. Il danno biologico è risarcibile indipendentemente dalla sua incidenza sulla capacità di produzione di reddito del danneggiato.
4. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, il danno biologico viene ulteriormente risarcito tenuto conto delle condizioni soggettive del danneggiato.
5. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, si provvede alla predisposizione di una specifica tabella delle menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidità.
6. Gli importi indicati nel comma 2 sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, in misura corrispondente alla variazione dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati accertata dall'ISTAT.
7. L'ottavo comma dell'articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 1976, n. 857,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1977, n. 39, è sostituito dai
seguenti:
"L'inosservanza da parte dell'impresa assicuratrice dei termini prescritti dal
presente articolo comporta:
a) in ordine alla omessa richiesta di integrazione della
richiesta di risarcimento incompleta la sanzione pecuniaria da lire un milione a lire tre
milioni;
b) in ordine alla omessa formulazione dell'offerta, all'omessa
comunicazione dei motivi della mancata offerta o all'omessa corresponsione della somma
offerta, che si protragga per oltre centoventi giorni dal termine utile finale:
1) la sanzione da lire dieci milioni a lire
sessanta milioni, in relazione a danni a cose e lesioni guaribili entro quaranta giorni;
2) la sanzione da lire quindici milioni a lire
duecentoquaranta milioni, in relazione a danni a persone guaribili oltre quaranta giorni o
per il caso di morte.
La comunicazione dei motivi della mancata offerta effettuata entro centoventi giorni dalla
scadenza del termine utile comporta la sanzione da lire tre milioni a lire nove milioni.
La formulazione dell'offerta o la corresponsione della stessa effettuate entro centoventi
giorni dalla scadenza del termine utile, comporta oltre al pagamento degli interessi,
l'applicazione delle seguenti sanzioni:
a) dal 5 al 10 per cento della somma offerta o pagata con un
ritardo non superiore ai quindici giorni, con un limite minimo di lire ottocentomila;
b) dal 10 al 20 per cento della somma offerta o pagata in
ritardo, decorso ogni ulteriore periodo di ritardo di quindici giorni, con un limite
minimo di lire due milioni e un limite massimo rispettivamente di lire cinquanta milioni
per sinistri con danni a cose e lesioni a persone guaribili entro quaranta giorni e di
lire duecento milioni per sinistri che abbiano causato il decesso ovvero lesioni
permanenti o guarite oltre i quaranta giorni dal sinistro.
Qualora l'impresa formuli l'offerta in ritardo, ma provveda contestualmente al pagamento
della stessa, si applicano le sanzioni di cui ai commi precedenti diminuite del 40 per
cento.
L'offerta e il pagamento formulati in via transattiva o stragiudiziale, ma in ritardo
rispetto ai tempi di cui al presente articolo, sono soggette comunque alle sanzioni di cui
ai commi ottavo, nono e decimo.
L'impresa che corrisponda compensi professionali per l'eventuale assistenza prestata da professionisti è tenuta ad acquisire la documentazione probatoria relativa alla prestazione stessa e ad indicarne il corrispettivo separatamente rispetto alle voci di danno nella quietanza di liquidazione. Ove l'impresa abbia provveduto direttamente al pagamento dei compensi dovuti al professionista, deve darne comunicazione al danneggiato, indicando l'importo corrisposto".