| Intervista a Marco Ubertini,
presidente di Cassa forense, a cura di Carlo Dolci (Gia' Delegato e
Consigliere di Amministrazione della Cassa Forense (pubblicata su D&R)
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Marco Ubertini, 65 anni portati disinvoltamente e toscano
spento all'angolo della bocca, è stato eletto Presidente della Cassa di Previdenza
Forense il 5 giugno scorso, dopo la rielezione in Comitato e un quadriennio da componente
della Commissione bilancio e patrimonio. E' avvocato cassazionista del foro di Verbania,
nel cui consiglio dell'Ordine ha ricoperto la carica di consigliere dal 1976 al 1989 e di
presidente dal 1994 al 2000. E' stato delegato all'Organismo Unitario dell'Avvocatura per
il Piemonte-Val d'Aosta dal 2000 al 2004. Nell'OUA è stato responsabile del Centro
documentazione e verifica dei dati dell'Organizzazione Giudiziaria. Molta risonanza e
unanime apprezzamento hanno riscosso i tre Controrapporti (2003, 2005 e 2006)
dell'Avvocatura Italiana al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa di Strasburgo.
Ubertini è iscritto nel registro dei Revisori dei Conti dal 1985 ed è stato consigliere
di amministrazione della Banca Popolare di Intra S.c.a r.l. e di Intra Private Bank Spa.
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Presidente, tu sei stato eletto direttamente dal Comitato dei
delegati, ma non facevi parte del Consiglio di amministrazione (come il compianto Riccardo
Scocozza). Quali problemi hai affrontato per superare la carenza informativa di chi non ha
partecipato alla gestione della Cassa, almeno negli ultimi due anni?
Ho fatto tesoro del metodo utilizzato proprio dal compianto Riccardo Scocozza col
quale ho lavorato per 4 anni in Commissione bilancio e patrimonio. Negli ultimi due anni,
come può fare qualsiasi delegato, ho seguito passo passo lattività del Cda.
Inoltre ho la fortuna di contare sulla collaborazione e sullesperienza di Colleghi
che sono da tempo nel Consiglio, in primis i Vicepresidenti. Credo nel lavoro di squadra e
non amo lidea di un uomo solo al comando.
Ritieni che la procedura di scelta del presidente sia sufficientemente gestibile
oppure che sarebbe meglio tornare alla sua elezione nell'ambito del Consiglio di
amministrazione?
Credo che il metodo di elezione diretta da parte del Comitato, attualmente
vigente, sia preferibile; può essere tuttavia che la mia opinione sia influenzata da un
seppur piccolo conflitto di interesse.
Non pensi che un mandato biennale, anche se rinnovabile per due volte, sia troppo
breve e penalizzante per una governance efficiente? E quali riforme ritieni
potrebbero migliorarla?
Due anni rinnovabili mi sembrano sufficienti e consentono una più immediata
verifica da parte del Comitato dei delegati. Di eventuali riforme migliorative si sta
occupando la Commissione Statuto di recente ricostituita; il Comitato valuterà le
conclusioni. Non credo però che sia un problema prioritario.
Modello 5 ha pubblicato una tua intervista sulla riforma, che si è bloccata ai
Ministeri vigilanti. Ci sono novità dell'ultima ora? E quali iniziative intendi adottare
ove la situazione non si evolvesse positivamente?
Qualche novità dellultima ora riguardante tutte le Casse cè. La
campagna di stampa post-feriale Casse di previdenza al colasso ha indotto il
ministro Sacconi a convocare tutti i Presidenti delle Casse di previdenza professionali ed
a dare il via al cd tavolo di concertazione la cui prima riunione si è tenuta
martedì 13 ottobre.
Fin dalla prima riunione col Ministro ho però posto come pregiudiziale per lavvio
del tavolo che i ministeri vigilanti prendano definitiva posizione sui
progetti di riforma già presentati, in primis su quello di Cassa forense, sui quali i
ministeri da mesi non danno risposte.
La Cassa forense ha un ragguardevole patrimonio, che si incrementerà
considerevolmente, se la riforma verrà approvata in tempi brevi. Quali soluzioni hai in
mente per razionalizzare la politica degli investimenti?
Il 23.07.09 il nuovo Consiglio di Amministrazione, come primo atto di coerenza
verso le proprie convinzioni, ha deciso all unanimità di recepire, e far suo, il
codice di comportamento che disciplina le regole di governance sulla gestione del
patrimonio, frutto del lavoro e delle esperienze del Comitato uscente e lasciato agli atti
come vademecum per larticolazione delle decisioni tra i diversi livelli di
responsabilità. In questa prima fase la delibera ovviamente riguarda solo
lapplicazione delliter procedurale delle modalità di investimento e
coinvolge, oltre al Consiglio, i servizi direttamente interessati dellarea
patrimoniale (Immobiliare, Front Office Finanziario, Contabilità & Finanza).
A proposito di investimenti, sembra che la governance (la lingua batte
dove il dente duole!) della Cassa sia in difficoltà a reperire professionalità adeguate
all'interno degli organi collegiali. Quali potrebbero essere le soluzioni più efficaci da
adottare?
Ladozione di regole certe sul chi fa cosa, le indubbie
professionalità già presenti in Cassa forense ed il già avvenuto rafforzamento del
front office e dei controlli interni danno, a mio avviso, già sufficienti garanzie di
gestione prudente e controllata del patrimonio mobiliare.
Quanto allimmobiliare il CDA proporrà quanto prima lattivazione di uno studio
approfondito e definitivo per risolvere una volta per tutte lannoso problema
SGR/Fondo immobiliare in considerazione, tra laltro, della convenienza fiscale e/o
della snellezza operativa di una struttura autonoma rispetto alla Fondazione.
Sei d'accordo con chi sostiene che la Cassa dovrebbe affidarsi prevalentemente a
gestori esterni o addirittura cooptare nel CdA esperti finanziari, oppure ritieni che si
debba affinare la selezione e la preparazione dei colleghi chiamati ad amministrare la
Cassa, che in ogni caso dovrebbero avere una preparazione sufficiente per controllare
l'attività finanziaria?
Sono il linea di principio contrario ad affidare il patrimonio della Cassa
prevalentemente a gestori esterni ed a cooptare in CdA a pieno titolo c.d esperti
finanziari. Credo che si debba andare verso listituzione, allinterno del
CdA, di un Comitato Investimenti con leventuale partecipazione di un consulente
esterno di assoluta e provata indipendenza.
Non ritieni che le prospettive della previdenza privata debbano essere indirizzate
ad un'azione sinergica della varie Casse per poter avere più ascolto dal potere politico?
Lazione sinergica tra le varie Casse, soprattutto tra quelle che hanno
caratteristiche comuni, sia assolutamente indispensabile, come dimostrato
dallincontro tenutosi il 17 settembre 2009 tra è il Ministro Sacconi e tutte le
Cassa privatizzate.
La collaborazione con le altre Casse private non potrebbe iniziare con interventi
comuni nell'ambito degli investimenti per migliorare l'approccio e diminuire i costi? A
questo proposito che ne è dell'Adepp?
Alcuni tentatitivi di collaborazione e/o interventi comuni a più casse sono
stati fatti anche nel recente passato ( SGR.. fondo immobiliare, ecc), ma senza risultati
apprezzabili. Anche perché la crisi dellAdeep, non ancora risolta, non ha favorito
i tentativi finora fatti. Mi auguro veramente che lAdeep trovi al più presto una
soluzione condivisa; per quanto mi riguarda farò di tutto perchè ciò avvenga nel più
breve tempo possibile: non è certo questo il momento delle divisioni.
In conclusione di questa interessante chiaccherata ti chiedo un messaggio
confortante per i colleghi: puoi confermare che il rischio default di Cassa
forense è talmente remoto da non costituire una seria minaccia per il nostro avvenire?
Posso assicurare i colleghi che Cassa forense non corre nessun rischio di
default; non lo dico io ma lha detto pubblicamente e scritto il
Presidente del Nucleo di valutazione della Casse privatizzate professor Brambilla.
Grazie, anche a nome dei lettori di D&R, per la tua disponibilità e per l'esauriente
panoramica che ci hai fatto dei problemi di Cassa forense e di come intendi affrontarli.
Come sai, su alcune questioni non la penso come te e, specialmente in tema di
governance, ritengo utili alcuni interventi correttivi. Ma tu hai già
precisato che la Commissione Statuto se ne sta occupando e quindi quello che conta è che
il problema sia presente agli organi collegiali della Cassa, che sapranno decidere per il
meglio se intervenire o no.
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