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Penale e Procedura Penale
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Settembre 2011 - Giudizio
civile e penale - Esercizio dell'azione penale - Rapporti -
Liquidazione di provvisionale in sede penale
- Imputazione sul danno liquidato
in sede civile - Necessità - Fondamento. In sede di definitiva
liquidazione dei danni derivanti da un illecito extracontrattuale
(nella specie, diffamazione a mezzo stampa) il giudice, anche
d'ufficio, deve tenere conto dell'eventuale avvenuto riconoscimento,
in sede penale, di una somma a titolo di provvisionale,
dovendosi
applicare un regime giuridico sostanzialmente coincidente con quello
relativo all'imputazione degli acconti versati nel corso del
procedimento civile in favore dei danneggiati. Non rileva, tuttavia,
ai fini della detraibilità della provvisionale, l'effettiva
riscossione o meno della medesima, avendo la sentenza penale che la
dispone efficacia di titolo esecutivo del quale il danneggiato può
avvalersi per conseguire coattivamente il pagamento spettatogli.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6739 del 24/03/2011
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11 giugno 2011 -
Il
nuovo Codice delle leggi antimafia,
delle misure di prevenzione e delle certificazioni antimafia -
il
decreto legislativo dà attuazione alla legge 13 agosto 2010, n. 136
(piano straordinario contro le mafie), approvata dal parlamento
all’unanimità. - il decreto contiene il nuovo codice delle leggi
antimafia, delle misure di prevenzione e delle certificazioni antimafia.
- il nuovo codice completa la riforma della legislazione antimafia
avviata dal governo tra il 2008 e il 2010.
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14 Maggio 2011-Reati
contro il patrimonio - Usura - Patto usurario
- Successiva violenza o minaccia -
Concorso con il reato di estorsione. Sussiste il concorso reale dei
reati di usura e di estorsione se il soggetto attivo, in un momento
successivo al fatto usurario, eserciti sulla vittima violenza o minaccia
al fine di ottenere i concordati interessi o altri vantaggi usurari che
il soggetto passivo non possa o non voglia più corrispondere. Corte di
Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6918 del 25/01/2011 Ud. (dep. 23/02/2011
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14 Maggio 2011-Indagini
preliminari -Sequestro - Omessa convalida nel termine
- Conseguenze - Inefficacia del
sequestro e restituzione delle cose. L'omessa convalida da parte del
pubblico ministero, nel termine perentorio di quarantotto ore, del
sequestro eseguito di iniziativa della polizia giudiziaria determina
l'inefficacia del sequestro e, conseguentemente, fa sorgere l'obbligo di
provvedere alla restituzione delle cose sequestrate. Corte di Cassazione
Sez. 3, Sentenza n. 8433 del 03/02/2011 Cc. (dep. 03/03/2011 )
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14 Maggio 2011-Reato
- Remissione querela - Declaratoria di estinzione del reato per
remissione di querela
- Ricorso del P.M. per violazione di
legge (art. 155 cod. pen. e 340 cod. proc. pen.) - Inammissibilità per
difetto di interesse - Sussistenza - Ragioni.
È inammissibile per
difetto di interesse il ricorso per cassazione - avverso la sentenza che
dichiari l'estinzione del reato per remissione di querela - proposto dal
Pubblico ministero per dedurre che l'imputato non è stato posto in
condizioni di esprimere validamente la volontà di accettare o ricusare
la remissione, trattandosi di interesse che può essere riconosciuto solo
in capo all'imputato stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n.
12393 del 10/03/2011 Cc.
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14 Maggio 2011-Penale
- Prove -intercettazioni di conversazioni o comunicazioni
- Reato di truffa aggravata in danno
dello Stato - L'intercettazione di conversazioni o comunicazione
telefoniche non è consentita nei procedimenti
relativi al reato di
truffa aggravata in danno dello Stato, che non è catalogabile tra i
delitti contro la P.A. e che, in assenza di altre circostanze aggravanti
a tal fine rilevanti, non rientra, "quoad poenam", tra quelli per i
quali l'intercettazione è consentita. Corte di Cassazione Sez. 6,
Sentenza n. 6296 del 18/01/2011
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20 Marzo 2011 -
Stupefacenti – circostanze aggravanti –
ingente quantita’ – limiti minimi – quantificazione – impossibilita’ –
determinatezza della fattispecie -In tema di reati concernenti il traffico
illecito di sostanze stupefacenti, la Quarta sezione della Corte di cassazione, ponendosi consapevolmente in contrasto con l’orientamento della Sesta sezione (ribadito di recente dalla sentenza n. 9029 del 2011), ha ritenuto che non sia consentito predeterminare i limiti quantitativi minimi
che consentono di ritenere configurabile la circostanza aggravante prevista dall’art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990 (ingente quantità), precisando
che la fattispecie non viola comunque il principio di determinatezza, dovendo aversi riguardo, perché possa essere configurata
detta aggravante,
ai parametri già indicati dalle Sezioni unite con la sentenza n. 17 del
2000, e cioé 1) all’oggettiva eccezionalità del quantitativo sotto il
profilo ponderale; 2) al grave pericolo per la salute pubblica che lo
smercio di un tale quantitativo comporta; 3) alla possibilità di soddisfare
le richieste di numerosissimi consumatori per l’elevatissimo numero di dosi
ricavabili. Corte di Cassazione Sentenza n. 9927 del 11 Marzo 2011
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20 Marzo 2011 -
Reato – circostanza aggravante - sevizie o crudelta' verso le persone
- estensibilita' al concorrente "anomalo" -
esclusione -
Con la decisione in esame la Corte ha affermato che la circostanza
aggravante prevista dall’art. 61, comma primo, n. 4, cod. pen.
(l’aver
adoperato sevizie o agito con crudeltà verso le persone) non è estensibile
al concorrente nel caso di concorso “anomalo” ex art. 116 cod. pen. Corte di
Cassazione sentenza n. 9883 ud. 3 dicembre 2010 - deposito del 11 marzo 2011
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26 febbraio 2011 -
Peculato
- Uso del telefono cellulare
-
i danni al patrimonio della pubblica
amministrazione di scarsa entita' finiscono per essere irrilevanti
per rivelarsi le condotte inoffensive del bene giuridico tutelato.
Nel caso, il G.u.p. ha giudicato su una vicenda in cui il danno
arrecato era di circa euro 75 in un arco temporale di poco piu' di
due anni per contatti di breve durata con un numero ristretto di
persone - Corte di Cassazione Sezione 6 Penale Sentenza del 25
novembre 2010, n. 41709
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5
Febbraio 2011 -
Penale
- La condotta di chi, parcheggiando la propria autovettura in modo
da bloccare quella di un altro automobilista, impedisca alla parte
offesa di uscire dal proprio garage, deve ritenersi integrativa
del reato di violenza privata,
di cui
all'articolo 610 c.p. Corte di Cassazione Sezione 5 Penale Sentenza
del 29 novembre 2010, n. 42205
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5
Febbraio 2011 -
Penale
- impugnazioni – imputato latitante - condanna contumaciale -
restituzione nel termine per impugnazione - rinnovazione istruzione
- possibilita' - Con la decisione in esame, la Corte ha affermato che il condannato
in contumacia, restituito nel termine per l’impugnazione per non
avere avuto conoscenza del procedimento, può ottenere la
rinnovazione dell’istruzione in appello senza che l’avvenuta
dichiarazione di latitanza sia di per sé elemento che porti ad
escludere la mancata incolpevole conoscenza della citazione a
giudizio. Corte di Cassazione Sentenza n. 1805 del 1° dicembre 2010 - depositata
il 20 gennaio 2011
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Gennaio 2011 - Persona giuridica
– responsabilità da reato degli enti – soggetti – società per azioni
esercente funzioni trasferite da enti pubblici territoriali –
configurabilità - La Corte ha affermato che la società d’ambito costituita
nella forma di società per azioni per svolgere, secondo criteri di
economicità, le funzioni in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti
trasferite alla stessa da enti pubblici territoriali, è soggetta alla
normativa in materia di responsabilità da reato degli enti.
Corte di Cassazione sentenza n. 234 ud. 26 ottobre 2010 - deposito del 10
gennaio 2011
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22
Gennaio 2011 - Stranieri
- Prostituzione in luoghi pubblici - Foglio di via obbligatorio
- deve ritenersi che a
giustificare il foglio di via sia sufficiente l'accertamento
dell'esercizio della prostituzione in luoghi pubblici, con offerta
incondizionata a chiunque e senza alcuna cautela, perché poi da
questo accertamento può dedursi
in via logica, senza bisogno di alcun accertamento specifico, la
commissione di reati contro la moralità pubblica e il buon costume Tribunale Amministrativo
Regionale per il Lazio sentenza n. 35545 del 7/12/2010
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6 novembre 2010 -
Misure
cautelari personali - arresti domiciliari - persona sottoposta a indagini per associazione mafiosa, gestione
abusiva di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato - attivita' criminosa
complessa e sofisticata protratta (Corte di Cassazione Sezione 5 Penale Sentenza del 21
maggio 2010, n. 19510)
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31 ottobre 2010 - Penale
- Truffa - Utilizzare lo skipass altrui non fa scattare il reato di truffa.- Il fatto non costituisce reato - Necessario il danno patrimoniale e la volonta' di raggirare il personale preposto alla risalita (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale Sentenza del 16 settembre 2010, n. 33725
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31 ottobre 2010 - Penale
- Reato - Circostanze aggravanti comuni - Minorata Difesa (ART. 61 N. 5 C.P.) - Modifiche di cui alla L. N. 94 DEL 2009 - In una delle prime applicazioni riguardanti le modifiche al codice penale introdotte con la l. n. 94 del 2009, la Corte di cassazione, premesso che la ratio della modifica dellart. 61 n. 5 c.p. (consistita nellespresso
riferimento, tra le condizioni di minorata difesa, alletà senile della persona
offesa dal reato) va individuata nella volontà di tutelare le persone anziane contro i
pericoli dello sfruttamento, a fini illeciti, delletà senile, ha affermato che, ai
fini della sussistenza dellaggravante in oggetto, il giudice deve verificare in
concreto se, agli occhi dellaggressore, la capacità di percezione e di reazione a
condotte antigiuridiche della vittima anziana fosse concretamente menomata a cagione
delletà avanzata, ovvero, con giudizio controfattuale, se astrattamente la condotta
criminosa avrebbe avuto le medesime probabilità di successo se posta in essere in danno
di persona non anziana, o se essa sia stata agevolata dalla scarsa lucidità e dalla
sostanziale incapacità delle vittime di orientarsi nella comprensione degli avvenimenti.
Corte di Cassazione Sentenza n. 35997 del 23 settembre 2010 - depositata il 7 ottobre 2010
(dal sito web della corte di cassazione)
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16 Ottobre 2010 - Indagini
preliminari - Udienza convalida Richiesta di misura coercitiva - Accesso agli atti - Chiamata a decidere sul
contrasto creatosi in ordine alla configurabilità o meno del diritto del difensore
dellarrestato o del fermato di accedere alla richiesta di misura cautelare e agli
atti posti a fondamento di essa, la Corte ha affermato che al difensore spetta il diritto
di esame, oltre che di estrazione di copia, degli atti su cui si fondano la richiesta di
convalida e di applicazione di misura cautelare, facendo leva sullequipollenza
normativamente stabilita dallart. 294, comma primo, cod. proc. pen. tra
interrogatorio per la convalida e interrogatorio di garanzia e, quindi, sulla conseguente
equivalenza della dimensione conoscitiva degli elementi necessari per articolare in
maniera effettiva la difesa. Ha inoltre precisato che il rigetto della richiesta di
accesso agli atti determina una nullità di ordine generale a regime intermedio, sanabile
ex art. 182, comma secondo, cod. proc. pen. ove non eccepita nelludienza di
convalida. Corte di Cassaione Sentenza n. 36212 del 30 settembre 2010 - depositata l'11
ottobre 2010
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26 Settembre 2010 - Calunnia
e diffamazione aggravati - Nell'esposto
veniva precisato dimostrava "un palese e sistematico ostracismo verso le tesi dello
scrivente, dovuto probabilmente a motivi di carattere politico", per essere militante
di M.D. e da sempre schierato nell'area di centro-destra - incolpare un magistrato di dare
intenzionalmente e sistematicamente, nell'esercizio delle sue funzioni, torto a un
difensore, implica l'accusa di violazione del fondamentale principio di imparzialita'
sancito dall'articolo 111 Cost., che deve presiedere in ogni momento l'esercizio della
funzione giurisdizionale; principio che, inteso come divieto di favoritismi o di
trattamenti persecutori, impone al giudice una vera e propria regola di comportamento, di
immediata applicazione, e possiede, quindi, come gia' chiarito da questa Corte, i
contenuti precettivi richiesti dall'articolo 323 c.p. - qualificare, come fatto
nell'esposto , un provvedimento giudiziale come "insipiente", ovvero espressione
di "inumano formalismo giuridico", l'attribuire a un magistrato una sensibilita'
"tale da rasentare quella di un soggetto autistico o di uno schizofrenico
catatonico", un atteggiamento "inumano e robotico", e il dargli del
totalmente incapace a gestire cause in materia matrimoniale, rappresentano insulti che non
hanno nulla a che vedere con la critica del provvedimento ma si risolvono in
un'offesa alla reputazione del magistrato (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale Sentenza
del 26 agosto 2010, n. 32325)
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19 Settembre 2010 -
Clandestinità - Reato di clandestinità e non
procedibilità per tenuità del fatto di Renato Amoroso Coordinatore
dellufficio del Giudice di Pace di Monza
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5 Settembre 2010 - Pena – Sostituzione della pena detentiva con pena
pecuniaria - Applicabilità nei
confronti di persona in condizioni economiche disagiate - La
Sezioni unite hanno affermato che la sostituzione della pena detentiva con quella
pecuniaria è consentita anche in relazione a condanna inflitta a persona in condizioni
economiche disagiate, in quanto la presunzione di inadempimento, ostativa in forza
dell'art. 58, secondo comma, L. 24 novembre 1981 n. 689, si riferisce soltanto alle pene
sostitutive di quella detentiva accompagnate da prescrizioni (semidetenzione o libertà
controllata), e non alla pena pecuniaria sostitutiva, che non prevede alcuna particolare
prescrizione. Corte di Cassazione Sentenza n. 24476 del 22 aprile 2010 - depositata il 30
giugno 2010 ( dal sito web della Corte di Cassazione)
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1 Settembre 2010 - Processo
breve - Il disegno di
legge approvato al Senato - Misure per la tutela del cittadino contro la durata
indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e
dell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali
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25 Luglio 2010 - Diffamazione a
mezzo stampa - Diritto di cronaca - Giornalismo
d'inchiesta - In tema di diritto di cronaca e di critica, la Corte (in riferimento a un
articolo originato da campioni di thè consegnati a laboratori di analisi che avevano
attestato trattarsi di liquido organico umano) ha precisato che, quando si tratta del
cosiddetto «giornalismo di inchiesta» - il quale provvede ad attingere direttamente
l’informazione – gli obblighi del giornalista, connessi al generale limite della
verità oggettiva della notizia pubblicata, si sostanziano nel rispetto dei principi etici
e deontologici dell’attività professionale, quali risultano dalla relativa legge
(art. 2 della legge n. 69 del 1963) e dalla Carta dei doveri del giornalista, ai quali si
aggiunge il rispetto della riservatezza, secondo quanto stabilito dalle regole
deontologiche in tema di trattamento dei dati personali; fermi restando, comunque, i
limiti generali costituti dall’interesse pubblico alla conoscenza del fatto e la
correttezza formale dell’esposizione. (Corte di Cassazione Sentenza n. 16236 del 9
luglio 2010)
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5 giugno 2010 - Stalking - Reato - Gli appostamenti fuori dalla scuola che impauriscono
l'adolescente con sguadri insistenti e minacciosi concretizzano il reato ex articolo 612
bis c.p.. - il
reato di "atti persecutori" e' stato inserita nel nostro ordinamento a tutela
della liberta' morale della persone e ha ad oggetto condotte reiterate di minaccia e
molestia che determinano nella vittima, alternativamente: - un perdurare e grave stato di
ansia o paura, - un fondato timore per la propria incolumita' o per quella di persona
comunque affettivamente legata; - la costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita.
(Corte di Cassazione Sezione 5 Penale Sentenza del 26 marzo 2010, n. 11945)
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5 giugno 2010 - Ingiuria - Gay - La parola usata con intento denigratorio concretizza
il reato di ingiuria - Il Tribunale aveva ritenuto che la menzione nella lettera delle suddette
circostanze non avesse valenza denigratoria, affermando genericamente che il termine
"gay" di per se' non e' offensivo, e nella specie non c'era animus nocendi, dal
momento che l'imputato nel contesto della lettera dichiarava di nutrire simpatia per il
**, di essere "laico ed apertissimo", e di "non giudicare i costumi
sessuali di nessuno (Corte di Cassazione Sezione 1 Penale Sentenza del 15 marzo 2010, n.
10248)
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31 Maggio 2010 - Delitti contro leconomia pubblica commercializzazione di
prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza o di origine - evoluzione
normativa - conseguenze in tema di sequestro - Con la decisione in
esame la Corte ha precisato che, a seguito delle modifiche introdotte allart. 4,
comma 49, della L. 24 dicembre 2003, n. 350 (in tema di tutela penale del c.d. made in
Italy) dallart. 16 del D.L. 25 settembre 2009, n. 135 - conv. con modd. dalla L. 20
novembre 2009, n. 166 - non costituisce più reato lomessa indicazione del luogo di
fabbricazione degli oggetti prodotti allestero su cui siano apposti marchi di
aziende italiane, attesa, da un lato, labrogazione espressa operata dallart.
16, comma ottavo, del d.l. citato dellart. 17, comma quarto, della L. 23 luglio
2009, n. 99 e, dallaltro, linserimento, allart. 4 della L. n. 350/2003,
del comma 49-bis che non prevede più come indispensabile in tale ipotesi
lindicazione del paese di fabbricazione e assoggetta a sanzione amministrativa la
violazione dellobbligo di indicazione dellorigine estera del prodotto recante
un marchio che induca il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine
italiana. Ne consegue che il giudice, qualora il fatto non sia riconducibile alle
residuali ipotesi di rilevanza penale ancora contemplate dal comma 49 della richiamata
disposizione, deve procedere alla revoca del sequestro, probatorio o preventivo, non
essendo più il fatto previsto dalla legge come reato. (Corte di Cassazione Sentenza n.
19746 del 9 febbraio 2010 depositata il 25 maggio 2010 dal sito web della Corte di
Cassazione)
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23 Maggio 2010 - Estorsione - Prendere i soldi dal genitore ricorrendo a comportamento violento - Tentata
estorsione - articolo 393 c.p.. - maltrattamenti in famiglia e lesioni in danno della
madre (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale Sentenza del 19 aprile 2010, n. 14914)
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- Corte costituzionale - Falsa testimonianza. - La legislazione penale speciale : - Rifiuti. - Difensore di ufficio. - Intercettazioni; - Intercettazioni illegali. Indagini preliminari e udienza preliminare : Udienza preliminare e riqualificazione del fatto. Il giudizio : Ammissione d’ufficio di nuove prove. Procedimenti speciali : Opposizione a decreto penale e scelta dei riti alternativi. Le impugnazioni : Inappellabilità delle sentenze di non luogo a procedere. Processo innanzi al giudice di pace : Ipotesi di connessione; Impugnazioni. Spese di giustizia : Opposizione al decreto di liquidazione di compensi. dal sito web della Corte di Cassazione
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- In relazione agli eventi verificatisi in Sarno, nel quale l'abitato fu investito da numerose colate di fango che provocarono la morte di 137 persone, la Corte ha affermato che, nel sistema delineato dalla 1. 24 febbraio 1992 n. 225 (istituzione del servizio nazionale della protezione civile) al sindaco, quale autorità locale di protezione civile e nell'ambito del territorio comunale, compete la gestione dell'emergenza provocata da eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo, di calamità naturali o catastrofi; se questi eventi non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune il sindaco chiede l'intervento di altri mezzi e strutture al prefetto che adotta i provvedimenti di competenza coordinandoli con quelli del sindaco le cui attribuzioni hanno natura concorrente (e non residuale) con quelle del prefetto che ne ha la direzione. Corte di Cassazione Sentenza n. 16761 udienza del 11 marzo 2010 - depositata il 3 maggio 2010 dal sito web della Corte di Cassazione)
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- Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte di talune categorie di professionisti e dei revisori contabili Decreto Ministero della giustizia 16/4/2010 (G.U. 3/5/2010 n. 101)
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- Commissione di massimo scoperto rientra fra gli oneri che devono essere presi in considerazione per il calcolo del Tasso Effettivo Globale riferito ai rapporti bancari (Corte di Cassazione Sezione 2 Penale Sentenza del 26 marzo 2010, n. 12028)
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- Le Sezioni Unite, chiamate a risolvere il contrasto in ordine alla possibilità di configurare o meno il reato di corruzione in atti giudiziari nella forma susseguente e non solo antecedente, hanno dato risposta affermativa richiamando innanzitutto, in favore di tale soluzione, l’inequivoco dato letterale dell’art. 319 ter cod. pen., caratterizzato dal testuale richiamo a “i fatti indicati negli articoli 318 e 319”, in essi dunque ricompresa anche la forma susseguente; hanno inoltre reputato che la finalità di “favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo”, valorizzata dall’orientamento negativo, non osti in realtà alla conclusione adottata giacché detta finalità, lungi dal riferirsi alla condotta di accettazione o ricezione dell’utilità, deve invece riconnettersi all’atto o al comportamento di natura giudiziaria, evidentemente precedente rispetto alla successiva “retribuzione”; la Corte ha anzi rilevato che detta finalità è di tale preponderanza da condurre alla sostanziale vanificazione della distinzione tra atto contrario ed atto conforme ai doveri di ufficio “rimanendo esponenziale il presupposto che l’autore del fatto sia venuto meno al dovere di imparzialità e terzietà costituzionalmente presidiato”. Più in generale, poi, la predisposizione, attraverso l’introduzione, ad opera della l. n. 86 del 1990, dell’apposita norma dell’art. 319 ter cod. pen., di una più incisiva tutela, rispetto al pregresso, della funzione giurisdizionale, non potrebbe non valere, pena l’irrazionalità dell’intervento normativo, anche per la corruzione susseguente. Corte di Cassazione SU Sentenza n. 15208 del 25 febbraio 2010 - depositata il 21 aprile 2010 dal sito web della Corte di Cassazione
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- L'art. 12 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, nel prevedere una ipotesi eccezionale di pena pecuniaria privata per la diffamazione a mezzo stampa, non è suscettibile di applicazione analogica a casi diversi; conseguentemente, in mancanza di un espresso richiamo alla suddetta disposizione da parte della legge 7 agosto 1990, n. 223, che disciplina i reati commessi con il mezzo televisivo, non è applicabile a questi ultimi. (Corte di Cassazione, Sentenza n. 6490 del 17 marzo 2010 dal sito web della corte di cassazione)
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la responsabilita' penale e civile a cura di Caterina Flick e Samantha Luponio (aprile 2010)
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Testo del decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4 , coordinato con le legge di conversione 31 marzo 2010, n. 50 (GU n. 78 del 3-4-2010 )
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LEGGE 7 aprile 2010 , n. 51 Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza. (GU n. 81 del 8-4-2010 ) Entrata in vigore del provvedimento: 09/04/2010
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