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Penale e Procedura Penale

 
10 Settembre 2011 - Giudizio civile e penale - Esercizio dell'azione penale - Rapporti - Liquidazione di provvisionale in sede penale - Imputazione sul danno liquidato in sede civile - Necessità - Fondamento. In sede di definitiva liquidazione dei danni derivanti da un illecito extracontrattuale (nella specie, diffamazione a mezzo stampa) il giudice, anche d'ufficio, deve tenere conto dell'eventuale avvenuto riconoscimento, in sede penale, di una somma a titolo di provvisionale, dovendosi applicare un regime giuridico sostanzialmente coincidente con quello relativo all'imputazione degli acconti versati nel corso del procedimento civile in favore dei danneggiati. Non rileva, tuttavia, ai fini della detraibilità della provvisionale, l'effettiva riscossione o meno della medesima, avendo la sentenza penale che la dispone efficacia di titolo esecutivo del quale il danneggiato può avvalersi per conseguire coattivamente il pagamento spettatogli. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6739 del 24/03/2011

 

11 giugno 2011 - Il nuovo Codice delle leggi antimafia, delle misure di prevenzione e delle certificazioni antimafia - il decreto legislativo dà attuazione alla legge 13 agosto 2010, n. 136 (piano straordinario contro le mafie), approvata dal parlamento all’unanimità. - il decreto contiene il nuovo codice delle leggi antimafia, delle misure di prevenzione e delle certificazioni antimafia. - il nuovo codice completa la riforma della legislazione antimafia avviata dal governo tra il 2008 e il 2010.

 

14 Maggio 2011-Reati contro il patrimonio - Usura - Patto usurario - Successiva violenza o minaccia - Concorso con il reato di estorsione. Sussiste il concorso reale dei reati di usura e di estorsione se il soggetto attivo, in un momento successivo al fatto usurario, eserciti sulla vittima violenza o minaccia al fine di ottenere i concordati interessi o altri vantaggi usurari che il soggetto passivo non possa o non voglia più corrispondere. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6918 del 25/01/2011 Ud. (dep. 23/02/2011 )

14 Maggio 2011-Indagini preliminari -Sequestro  - Omessa convalida nel termine - Conseguenze - Inefficacia del sequestro e restituzione delle cose. L'omessa convalida da parte del pubblico ministero, nel termine perentorio di quarantotto ore, del sequestro eseguito di iniziativa della polizia giudiziaria determina l'inefficacia del sequestro e, conseguentemente, fa sorgere l'obbligo di provvedere alla restituzione delle cose sequestrate. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8433 del 03/02/2011 Cc. (dep. 03/03/2011 )

14 Maggio 2011-Reato - Remissione querela - Declaratoria di estinzione del reato per remissione di querela - Ricorso del P.M. per violazione di legge (art. 155 cod. pen. e 340 cod. proc. pen.) - Inammissibilità per difetto di interesse - Sussistenza - Ragioni. È inammissibile per difetto di interesse il ricorso per cassazione - avverso la sentenza che dichiari l'estinzione del reato per remissione di querela - proposto dal Pubblico ministero per dedurre che l'imputato non è stato posto in condizioni di esprimere validamente la volontà di accettare o ricusare la remissione, trattandosi di interesse che può essere riconosciuto solo in capo all'imputato stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12393 del 10/03/2011 Cc.

14 Maggio 2011-Penale - Prove -intercettazioni di conversazioni o comunicazioni - Reato di truffa aggravata in danno dello Stato - L'intercettazione di conversazioni o comunicazione telefoniche non è consentita nei procedimenti relativi al reato di truffa aggravata in danno dello Stato, che non è catalogabile tra i delitti contro la P.A. e che, in assenza di altre circostanze aggravanti a tal fine rilevanti, non rientra, "quoad poenam", tra quelli per i quali l'intercettazione è consentita. Corte di Cassazione Sez. 6, Sentenza n. 6296 del 18/01/2011

20 Marzo 2011 - Stupefacenti – circostanze aggravanti – ingente quantita’ – limiti minimi – quantificazione – impossibilita’ – determinatezza della fattispecie -In tema di reati concernenti il traffico illecito di sostanze stupefacenti, la Quarta sezione della Corte di cassazione, ponendosi consapevolmente in contrasto con l’orientamento della Sesta sezione (ribadito di recente dalla sentenza n. 9029 del 2011), ha ritenuto che non sia consentito predeterminare i limiti quantitativi minimi che consentono di ritenere configurabile la circostanza aggravante prevista dall’art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990 (ingente quantità), precisando che la fattispecie non viola comunque il principio di determinatezza, dovendo aversi riguardo, perché possa essere configurata detta aggravante, ai parametri già indicati dalle Sezioni unite con la sentenza n. 17 del 2000, e cioé 1) all’oggettiva eccezionalità del quantitativo sotto il profilo ponderale; 2) al grave pericolo per la salute pubblica che lo smercio di un tale quantitativo comporta; 3) alla possibilità di soddisfare le richieste di numerosissimi consumatori per l’elevatissimo numero di dosi ricavabili. Corte di Cassazione Sentenza n. 9927 del 11 Marzo 2011

20 Marzo 2011 - Reato – circostanza aggravante - sevizie o crudelta' verso le persone - estensibilita' al concorrente "anomalo" - esclusione - Con la decisione in esame la Corte ha affermato che la circostanza aggravante prevista dall’art. 61, comma primo, n. 4, cod. pen. (l’aver adoperato sevizie o agito con crudeltà verso le persone) non è estensibile al concorrente nel caso di concorso “anomalo” ex art. 116 cod. pen. Corte di Cassazione sentenza n. 9883 ud. 3 dicembre 2010 - deposito del 11 marzo 2011

26 febbraio 2011 - Peculato - Uso del telefono cellulare - i danni al patrimonio della pubblica amministrazione di scarsa entita' finiscono per essere irrilevanti per rivelarsi le condotte inoffensive del bene giuridico tutelato. Nel caso, il G.u.p. ha giudicato su una vicenda in cui il danno arrecato era di circa euro 75 in un arco temporale di poco piu' di due anni per contatti di breve durata con un numero ristretto di persone - Corte di Cassazione Sezione 6 Penale Sentenza del 25 novembre 2010, n. 41709

5 Febbraio 2011 - Penale - La condotta di chi, parcheggiando la propria autovettura in modo da bloccare quella di un altro automobilista, impedisca alla parte offesa di uscire dal proprio garage, deve ritenersi integrativa del reato di violenza privata, di cui all'articolo 610 c.p. Corte di Cassazione Sezione 5 Penale Sentenza del 29 novembre 2010, n. 42205

5 Febbraio 2011 - Penale - impugnazioni – imputato latitante - condanna contumaciale - restituzione nel termine per impugnazione - rinnovazione istruzione - possibilita' - Con la decisione in esame, la Corte ha affermato che il condannato in contumacia, restituito nel termine per l’impugnazione per non avere avuto conoscenza del procedimento, può ottenere la rinnovazione dell’istruzione in appello senza che l’avvenuta dichiarazione di latitanza sia di per sé elemento che porti ad escludere la mancata incolpevole conoscenza della citazione a giudizio. Corte di Cassazione Sentenza n. 1805 del 1° dicembre 2010 - depositata il 20 gennaio 2011

22 Gennaio 2011 - Persona giuridica – responsabilità da reato degli enti – soggetti – società per azioni esercente funzioni trasferite da enti pubblici territoriali – configurabilità - La Corte ha affermato che la società d’ambito costituita nella forma di società per azioni per svolgere, secondo criteri di economicità, le funzioni in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti trasferite alla stessa da enti pubblici territoriali, è soggetta alla normativa in materia di responsabilità da reato degli enti. Corte di Cassazione sentenza n. 234 ud. 26 ottobre 2010 - deposito del 10 gennaio 2011

22 Gennaio 2011 - Stranieri - Prostituzione in luoghi pubblici - Foglio di via obbligatorio - deve ritenersi che a giustificare il foglio di via sia sufficiente l'accertamento dell'esercizio della prostituzione in luoghi pubblici, con offerta incondizionata a chiunque e senza alcuna cautela, perché poi da questo accertamento può dedursi in via logica, senza bisogno di alcun accertamento specifico, la commissione di reati contro la moralità pubblica e il buon costume Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sentenza n. 35545 del 7/12/2010

6 novembre 2010 - Misure cautelari personali - arresti domiciliari - persona sottoposta a indagini per associazione mafiosa, gestione abusiva di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato - attivita' criminosa complessa e sofisticata protratta (Corte di Cassazione Sezione 5 Penale Sentenza del 21 maggio 2010, n. 19510)

 

31 ottobre 2010 - Penale - Truffa - Utilizzare lo skipass altrui non fa scattare il reato di truffa.- Il fatto non costituisce reato - Necessario il danno patrimoniale e la volonta' di raggirare il personale preposto alla risalita (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale Sentenza del 16 settembre 2010, n. 33725

31 ottobre 2010 - Penale - Reato - Circostanze aggravanti comuni - Minorata Difesa (ART. 61 N. 5 C.P.) - Modifiche di cui alla L. N. 94 DEL 2009 - In una delle prime applicazioni riguardanti le modifiche al codice penale introdotte con la l. n. 94 del 2009, la Corte di cassazione, premesso che la ratio della modifica dell’art. 61 n. 5 c.p. (consistita nell’espresso riferimento, tra le condizioni di minorata difesa, all’età senile della persona offesa dal reato) va individuata nella volontà di tutelare le persone anziane contro i pericoli dello sfruttamento, a fini illeciti, dell’età senile, ha affermato che, ai fini della sussistenza dell’aggravante in oggetto, il giudice deve verificare in concreto se, agli occhi dell’aggressore, la capacità di percezione e di reazione a condotte antigiuridiche della vittima anziana fosse concretamente menomata a cagione dell’età avanzata, ovvero, con giudizio controfattuale, se astrattamente la condotta criminosa avrebbe avuto le medesime probabilità di successo se posta in essere in danno di persona non anziana, o se essa sia stata agevolata dalla scarsa lucidità e dalla sostanziale incapacità delle vittime di orientarsi nella comprensione degli avvenimenti. Corte di Cassazione Sentenza n. 35997 del 23 settembre 2010 - depositata il 7 ottobre 2010 (dal sito web della corte di cassazione)

16 Ottobre 2010 - Indagini preliminari - Udienza convalida – Richiesta di misura coercitiva - Accesso agli atti - Chiamata a decidere sul contrasto creatosi in ordine alla configurabilità o meno del diritto del difensore dell’arrestato o del fermato di accedere alla richiesta di misura cautelare e agli atti posti a fondamento di essa, la Corte ha affermato che al difensore spetta il diritto di esame, oltre che di estrazione di copia, degli atti su cui si fondano la richiesta di convalida e di applicazione di misura cautelare, facendo leva sull’equipollenza normativamente stabilita dall’art. 294, comma primo, cod. proc. pen. tra interrogatorio per la convalida e interrogatorio di garanzia e, quindi, sulla conseguente equivalenza della dimensione conoscitiva degli elementi necessari per articolare in maniera effettiva la difesa. Ha inoltre precisato che il rigetto della richiesta di accesso agli atti determina una nullità di ordine generale a regime intermedio, sanabile ex art. 182, comma secondo, cod. proc. pen. ove non eccepita nell’udienza di convalida. Corte di Cassaione Sentenza n. 36212 del 30 settembre 2010 - depositata l'11 ottobre 2010

26 Settembre 2010 - Calunnia e diffamazione aggravati - Nell'esposto veniva precisato dimostrava "un palese e sistematico ostracismo verso le tesi dello scrivente, dovuto probabilmente a motivi di carattere politico", per essere militante di M.D. e da sempre schierato nell'area di centro-destra - incolpare un magistrato di dare intenzionalmente e sistematicamente, nell'esercizio delle sue funzioni, torto a un difensore, implica l'accusa di violazione del fondamentale principio di imparzialita' sancito dall'articolo 111 Cost., che deve presiedere in ogni momento l'esercizio della funzione giurisdizionale; principio che, inteso come divieto di favoritismi o di trattamenti persecutori, impone al giudice una vera e propria regola di comportamento, di immediata applicazione, e possiede, quindi, come gia' chiarito da questa Corte, i contenuti precettivi richiesti dall'articolo 323 c.p. - qualificare, come fatto nell'esposto , un provvedimento giudiziale come "insipiente", ovvero espressione di "inumano formalismo giuridico", l'attribuire a un magistrato una sensibilita' "tale da rasentare quella di un soggetto autistico o di uno schizofrenico catatonico", un atteggiamento "inumano e robotico", e il dargli del totalmente incapace a gestire cause in materia matrimoniale, rappresentano insulti che non hanno nulla a che vedere con la critica del provvedimento  ma si risolvono in un'offesa alla reputazione del magistrato (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale Sentenza del 26 agosto 2010, n. 32325)

19 Settembre 2010 - Clandestinità - Reato di clandestinità e non procedibilità per tenuità del fatto di Renato Amoroso Coordinatore dell’ufficio del Giudice di Pace di Monza

5 Settembre 2010 - Pena – Sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria - Applicabilità nei confronti di persona in condizioni economiche disagiate - La Sezioni unite hanno affermato che la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria è consentita anche in relazione a condanna inflitta a persona in condizioni economiche disagiate, in quanto la presunzione di inadempimento, ostativa in forza dell'art. 58, secondo comma, L. 24 novembre 1981 n. 689, si riferisce soltanto alle pene sostitutive di quella detentiva accompagnate da prescrizioni (semidetenzione o libertà controllata), e non alla pena pecuniaria sostitutiva, che non prevede alcuna particolare prescrizione. Corte di Cassazione Sentenza n. 24476 del 22 aprile 2010 - depositata il 30 giugno 2010 ( dal sito web della Corte di Cassazione)

1 Settembre 2010 - Processo breve - Il disegno di legge approvato al Senato - Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali

25 Luglio 2010 - Diffamazione a mezzo stampa - Diritto di cronaca - Giornalismo d'inchiesta - In tema di diritto di cronaca e di critica, la Corte (in riferimento a un articolo originato da campioni di thè consegnati a laboratori di analisi che avevano attestato trattarsi di liquido organico umano) ha precisato che, quando si tratta del cosiddetto «giornalismo di inchiesta» - il quale provvede ad attingere direttamente l’informazione – gli obblighi del giornalista, connessi al generale limite della verità oggettiva della notizia pubblicata, si sostanziano nel rispetto dei principi etici e deontologici dell’attività professionale, quali risultano dalla relativa legge (art. 2 della legge n. 69 del 1963) e dalla Carta dei doveri del giornalista, ai quali si aggiunge il rispetto della riservatezza, secondo quanto stabilito dalle regole deontologiche in tema di trattamento dei dati personali; fermi restando, comunque, i limiti generali costituti dall’interesse pubblico alla conoscenza del fatto e la correttezza formale dell’esposizione. (Corte di Cassazione Sentenza n. 16236 del 9 luglio 2010)

5 giugno 2010 - Stalking - Reato - Gli appostamenti fuori dalla scuola che impauriscono l'adolescente con sguadri insistenti e minacciosi concretizzano il reato ex articolo 612 bis c.p.. - il reato di "atti persecutori" e' stato inserita nel nostro ordinamento a tutela della liberta' morale della persone e ha ad oggetto condotte reiterate di minaccia e molestia che determinano nella vittima, alternativamente: - un perdurare e grave stato di ansia o paura, - un fondato timore per la propria incolumita' o per quella di persona comunque affettivamente legata; - la costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita. (Corte di Cassazione Sezione 5 Penale Sentenza del 26 marzo 2010, n. 11945)

5 giugno 2010 - Ingiuria - Gay - La parola usata con intento denigratorio concretizza il reato di ingiuria - Il Tribunale aveva ritenuto che la menzione nella lettera delle suddette circostanze non avesse valenza denigratoria, affermando genericamente che il termine "gay" di per se' non e' offensivo, e nella specie non c'era animus nocendi, dal momento che l'imputato nel contesto della lettera dichiarava di nutrire simpatia per il **, di essere "laico ed apertissimo", e di "non giudicare i costumi sessuali di nessuno (Corte di Cassazione Sezione 1 Penale Sentenza del 15 marzo 2010, n. 10248)

31 Maggio 2010 - Delitti contro l’economia pubblica – commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza o di origine - evoluzione normativa - conseguenze in tema di sequestro - Con la decisione in esame la Corte ha precisato che, a seguito delle modifiche introdotte all’art. 4, comma 49, della L. 24 dicembre 2003, n. 350 (in tema di tutela penale del c.d. made in Italy) dall’art. 16 del D.L. 25 settembre 2009, n. 135 - conv. con modd. dalla L. 20 novembre 2009, n. 166 - non costituisce più reato l’omessa indicazione del luogo di fabbricazione degli oggetti prodotti all’estero su cui siano apposti marchi di aziende italiane, attesa, da un lato, l’abrogazione espressa operata dall’art. 16, comma ottavo, del d.l. citato dell’art. 17, comma quarto, della L. 23 luglio 2009, n. 99 e, dall’altro, l’inserimento, all’art. 4 della L. n. 350/2003, del comma 49-bis che non prevede più come indispensabile in tale ipotesi l’indicazione del paese di fabbricazione e assoggetta a sanzione amministrativa la violazione dell’obbligo di indicazione dell’origine estera del prodotto recante un marchio che induca il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana. Ne consegue che il giudice, qualora il fatto non sia riconducibile alle residuali ipotesi di rilevanza penale ancora contemplate dal comma 49 della richiamata disposizione, deve procedere alla revoca del sequestro, probatorio o preventivo, non essendo più il fatto previsto dalla legge come reato. (Corte di Cassazione Sentenza n. 19746 del 9 febbraio 2010 – depositata il 25 maggio 2010 dal sito web della Corte di Cassazione)

23 Maggio 2010 - Estorsione - Prendere i soldi dal genitore ricorrendo a comportamento violento - Tentata estorsione - articolo 393 c.p.. - maltrattamenti in famiglia e lesioni in danno della madre (Corte di Cassazione Sezione 6 Penale Sentenza del 19 aprile 2010, n. 14914)

15 Maggio 2010 - Rassegna trimestrale delle pronunce della Corte costituzionale in materia penale (gennaio – marzo 2010)Penale

- Corte costituzionale - Falsa testimonianza. - La legislazione penale speciale : - Rifiuti. - Difensore di ufficio. - Intercettazioni; - Intercettazioni illegali. Indagini preliminari e udienza preliminare : Udienza preliminare e riqualificazione del fatto. Il giudizio : Ammissione d’ufficio di nuove prove. Procedimenti speciali : Opposizione a decreto penale e scelta dei riti alternativi. Le impugnazioni : Inappellabilità delle sentenze di non luogo a procedere. Processo innanzi al giudice di pace : Ipotesi di connessione; Impugnazioni. Spese di giustizia : Opposizione al decreto di liquidazione di compensi. dal sito web della Corte di Cassazione

15 Maggio 2010 - Reato - Rapporto di causalita' - Obbligo giuridico di impedire l'evento - Calamita' naturali o catastrofi - Sindaco

- In relazione agli eventi verificatisi in Sarno, nel quale l'abitato fu investito da numerose colate di fango che provocarono la morte di 137 persone, la Corte ha affermato che, nel sistema delineato dalla 1. 24 febbraio 1992 n. 225 (istituzione del servizio nazionale della protezione civile) al sindaco, quale autorità locale di protezione civile e nell'ambito del territorio comunale, compete la gestione dell'emergenza provocata da eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo, di calamità naturali o catastrofi; se questi eventi non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune il sindaco chiede l'intervento di altri mezzi e strutture al prefetto che adotta i provvedimenti di competenza coordinandoli con quelli del sindaco le cui attribuzioni hanno natura concorrente (e non residuale) con quelle del prefetto che ne ha la direzione. Corte di Cassazione Sentenza n. 16761 udienza del 11 marzo 2010 - depositata il 3 maggio 2010 dal sito web della Corte di Cassazione)

8 Maggio 2010 - Riciclaggio - Antiriciclaggio - Operazioni sospette

- Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte di talune categorie di professionisti e dei revisori contabili Decreto Ministero della giustizia 16/4/2010 (G.U. 3/5/2010 n. 101)

2 Maggio 2010 - Usura - Scoperto di conto Corrente - Determinazione del tasso di interesse

- Commissione di massimo scoperto rientra fra gli oneri che devono essere presi in considerazione per il calcolo del Tasso Effettivo Globale riferito ai rapporti bancari (Corte di Cassazione Sezione 2 Penale Sentenza del 26 marzo 2010, n. 12028)

24 Aprile 2010 - Penale - Corruzione atti giudiziari

- Le Sezioni Unite, chiamate a risolvere il contrasto in ordine alla possibilità di configurare o meno il reato di corruzione in atti giudiziari nella forma susseguente e non solo antecedente, hanno dato risposta affermativa richiamando innanzitutto, in favore di tale soluzione, l’inequivoco dato letterale dell’art. 319 ter cod. pen., caratterizzato dal testuale richiamo a “i fatti indicati negli articoli 318 e 319”, in essi dunque ricompresa anche la forma susseguente; hanno inoltre reputato che la finalità di “favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo”, valorizzata dall’orientamento negativo, non osti in realtà alla conclusione adottata giacché detta finalità, lungi dal riferirsi alla condotta di accettazione o ricezione dell’utilità, deve invece riconnettersi all’atto o al comportamento di natura giudiziaria, evidentemente precedente rispetto alla successiva “retribuzione”; la Corte ha anzi rilevato che detta finalità è di tale preponderanza da condurre alla sostanziale vanificazione della distinzione tra atto contrario ed atto conforme ai doveri di ufficio “rimanendo esponenziale il presupposto che l’autore del fatto sia venuto meno al dovere di imparzialità e terzietà costituzionalmente presidiato”. Più in generale, poi, la predisposizione, attraverso l’introduzione, ad opera della l. n. 86 del 1990, dell’apposita norma dell’art. 319 ter cod. pen., di una più incisiva tutela, rispetto al pregresso, della funzione giurisdizionale, non potrebbe non valere, pena l’irrazionalità dell’intervento normativo, anche per la corruzione susseguente. Corte di Cassazione SU Sentenza n. 15208 del 25 febbraio 2010 - depositata il 21 aprile 2010 dal sito web della Corte di Cassazione

10 Aprile 2010 - Diffamazione a mezzo stampa - Pena pecuniaria - Applicazione ai reati commessi con il mezzo televisivo - esclusione

- L'art. 12 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, nel prevedere una ipotesi eccezionale di pena pecuniaria privata per la diffamazione a mezzo stampa, non è suscettibile di applicazione analogica a casi diversi; conseguentemente, in mancanza di un espresso richiamo alla suddetta disposizione da parte della legge 7 agosto 1990, n. 223, che disciplina i reati commessi con il mezzo televisivo, non è applicabile a questi ultimi. (Corte di Cassazione, Sentenza n. 6490 del 17 marzo 2010 dal sito web della corte di cassazione)

10 Aprile 2010 - Diffamazione utilizzando le nuove tecnologie:

la responsabilita' penale e civile a cura di Caterina Flick e Samantha Luponio (aprile 2010)

10 Aprile 2010 - Istituzione dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata

Testo del decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4 , coordinato con le legge di conversione 31 marzo 2010, n. 50 (GU n. 78 del 3-4-2010 )

10 Aprile 2010 - Legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato –

LEGGE 7 aprile 2010 , n. 51 Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza. (GU n. 81 del 8-4-2010 ) Entrata in vigore del provvedimento: 09/04/2010

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